Le esclusioni da Irap: rassegna mensile di giurisprudenza

di Danilo Sciuto

Pubblicato il 15 giugno 2015

in vista della campagna del modello UNICO 2015 ecco una rassegna della più recente giurisprudenza tributaria in tema di debenza o meno dell'IRAP per i piccoli professionisti

Premessa

In occasione dei convegni che il Commercialista Telematico ha organizzato in tema di Unico,  si è avuta l’ennesima conferma di quanto sia sentito il tema che abbiamo ripreso da un paio di mesi in queste rassegne giurisprudenziali, ossia l’ambito di applicazione dell’ IRAP.

Nella puntata odierna, numerose sono le sentenze che affrontano il tema della imponibilità in presenza di un dipendente. Tra queste, sicuramente salta all’occhio quella che ritiene applicabile l’irap al professionista con dipendente, nonostante le precedenti sentenze della Suprema Corte ne abbiano sancito la potenziale esclusione.

 

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Non paga l’irap lo studio associato tra padre e figlia

La presuntio hominis secondo cui la sussistenza di uno studio associato costituisce indizio della esistenza di una stabile organizzazione ai fini IRAP costituisce, appunto, una presunzione che può essere superata con adeguata motivazione; così come accaduto nel caso di specie in cui il giudice di merito ha evidenziato la assenza di spese per personale dipendente e la non sussistenza di una autonoma organizzazione. Si veda in proposito la sentenza n. 14060 del 3 agosto 2012: ove l'attività di un professionista si volga nella forma dello "studio associato" (nel caso di specie con il coniuge, mentre nella attuale controversia i due associati sono padre e figlia) il giudice di merito deve, ai fini della applicazione dell'IRAP accertare specificamente l'entità e l'incidenza a fini reddituali, della condivisione con altri professionisti dello svolgimento di parte della attività professionale dello studio. Ed ancora l'ordinanza di questa