IMU - TASI: le regole per il calcolo dell'acconto 2015, in scadenza al 16 giugno

 

In attesa della nuova local tax, che dovrebbe vedere la luce nella prossima legge di stabilità, i contribuenti ed i professionisti devono rimettersi nuovamente all’opera per calcolare, entro la prossima scadenza del 16 giugno, l’acconto dell’IMU e della TASI. Questo ulteriore appuntamento con il Fisco sembra più semplice da affrontare rispetto a quello dello scorso anno per una serie di ragioni.

 

In primo luogo la TASI, anche se resta un tributo difficile da gestire, non è più completamente nuovo. Inoltre, almeno per il calcolo dell’acconto, gli operatori non dovranno “inseguire” e verificare le delibere dei Comuni con riferimento alle aliquote e alle detrazioni.

Il computo dell’acconto potrà essere effettuato facendo riferimento alle aliquote, detrazioni e regole stabilite in via definitiva dai Comuni per il versamento dell’IMU e della TASI per il periodo di imposta 2014. L’acconto potrebbe però subire delle variazioni qualora la situazione del contribuente relativa all’anno 2015 sia variata rispetto allo scorso anno. Ad esempio il contribuente potrebbe aver acquistato o venduto un immobile, potrebbe aver cambiato la residenza anagrafica e quindi l’abitazione principale, oppure un’area considerata fino lo scorso anno agricola potrebbe essere divenuta edificabile secondo il nuovo piano regolatore generale.

 

Queste circostanze dovranno essere tenute in considerazione ai fini del calcolo dell’acconto avente scadenza il 16 giugno prossimo.

Ad esempio se il contribuente ha acquistato un immobile il 10 aprile 2015, il possesso del nuovo bene si è protratto nel mese di acquisto per più di 15 giorni. Conseguentemente il mese di aprile deve essere assunto, ai fini del computo dell’acconto per intero.

La normativa di riferimento prevede che il versamento dell’IMU e della TASI debba essere effettuato, fatte salve eventuali variazioni di aliquote, in due rati di pari importo. Pertanto non sarebbe corretto, con riferimento al primo semestre dell’anno 2015, versare l’IMU e la TASI per i tre mesi del primo semestre (dal 1 aprile al 30 giugno). Il contribuente deve calcolare il tributo per l’intero periodo compreso dal 1° aprile al 31 dicembre (otto mesi) effettuando un versamento a titolo di acconto pari alla metà ed idealmente corrispondente ad un semestre. Il saldo, da versare entro il 16 dicembre, dovrebbe essere di importo analogo fatte salve ulteriori (sempre possibili) variazioni o la previsione di aliquote (o detrazioni) di imposta diverse rispetto a quelle deliberate dal Comune nell’anno precedente.

 

Se il Comune avesse per ipotesi già deliberato le aliquote del 2015, il contribuente potrebbe comunque calcolare l’acconto avendo riguardo alle aliquote e alle detrazioni stabilite (definitivamente) per i dodici mesi dell’anno precedente. Si tratta, indubbiamente, di una semplificazione, che consentirà agli operatori di verificare con più attenzione i contenti delle delibere comunali prima della prossima scadenza del 16 dicembre prossimo.

Se lo scorso anno il Comune avesse stabilito l’applicazione di un’aliquota TASI pari a zero, i possessori di immobili in questo Comune saranno esonerati dall’obbligo di effettuare il versamento dell’acconto a tale titolo. Tale circostanza non impedirà allo stesso Comune di stabilire l’applicazione di un’aliquota per l’anno 2015. In tale ipotesi l’obbligo di versamento scatterà solo con la seconda scadenza e cioè per il saldo. In pratica il contribuente non verserà in questo caso alcun acconto (l’aliquota TASI dello scorso anno è pari a zero) e l’intero importo del tributo confluirà nella scadenza di dicembre.

12 maggio 2015

Nicola Forte

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