Diario quotidiano dell’11 maggio 2015: IVA, nuova disciplina delle dichiarazioni d’intento degli esportatori abituali

Pubblicato il 11 maggio 2015

notifica: Equitalia non esibisce in giudizio la copia della cartella di pagamento; IVA: la nuova disciplina delle dichiarazioni d’intento; dalle Entrate i primi resoconti per il 730 precompilato; assegno a sostegno della natalità: prime istruzioni sui requisiti e sulla presentazione della domanda; costo medio orario del lavoro per il personale del settore edile; decreto flussi 2015 per lavoro stagionale pubblicato in G.U.; Inail: nuovo di tasso di interesse di mora dal 15 maggio 2015; nuova detrazione Iva sulle operazioni di sponsorizzazione; giudizio del CNDCEC: sbagliato decreto compensi amministratori giudiziari; controlli societari: collegio sindacale presidio di legalità; delega fiscale: semplificare adempimenti e scadenze; convegno di Rimini: i Commercialisti vanno ascoltati; dal Consiglio nazionale Commercialisti: in arrivo un software per la gestione del mandato; nel Modello Unico 2015 è subentrata la verifica della “non operatività” su 5 anni

 

 Indice:

 1) Notifica: equitalia non esibisce in giudizio la copia della cartella di pagamento

 2) IVA: la nuova disciplina delle dichiarazioni d’intento

 3) Dalle Entrate i primi resoconti per il 730 precompilato

 4) Assegno a sostegno della natalità: prime istruzioni sui requisiti e sulla presentazione della domanda

 5) Costo medio orario del lavoro per il personale del settore edile

6) Decreto Flussi 2015 per lavoro stagionale pubblicato in G.U.

 7) Inail: nuovo di tasso di interesse di mora dal 15 maggio 2015

 8) Nuova detrazione Iva sulle operazioni di sponsorizzazione

 9) Giudizio del CNDCEC: sbagliato decreto compensi amministratori giudiziari

 10) Controlli societari: collegio sindacale presidio di legalità

 11) Delega fiscale: semplificare adempimenti e scadenze

 12) Convegno di Rimini: i Commercialisti vanno ascoltati

 13) Dal Consiglio nazionale Commercialisti: in arrivo un software per la gestione del mandato

 14) Nel Modello Unico 2015 è subentrata la verifica della “non operatività” su 5 anni

 

 

1) Notifica: equitalia non esibisce in giudizio la copia della cartella di pagamento

Per la notifica basta che l’esattore porti in giudizio l’avviso di ricevimento della raccomandata, non occorre che esibisca la copia della cartella di pagamento.

La notifica eseguita da Equitalia è valida e dimostrabile in giudizio solo producendo l'avviso di ricevimento della raccomandata. Non è infatti necessario per l’esattore portare in giudizio copia della cartella di pagamento.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9246 del 7 maggio 2015. I giudici hanno respinto il ricorso di un contribuente che contestava la validità del pignoramento nell’ambito della procedura di riscossione avviata a suo carico in seguito ad alcune cartelle.

Il Tribunale ha ritenuto destituito di fondamento il motivo col quale il ricorrente ha lamentato il fatto che sia stata trasmessa un’unica lettera raccomandata con avviso di ricevimento ai sensi dell’art. 140 cod. proc. civ. per tutti gli avvisi di mora, relativi a tutte le cartelle di pagamento poste a fondamento dell’azione esecutiva. Ha accertato che «nel caso di specie la lettera raccomandata indicava il soggetto che aveva chiesto la notificazione (Equitalia Nomos S.p.A.), il nome e la residenza del destinatario della notificazione (appunto l’attuale ricorrente), la natura dell’atto notificato (avvisi di mora), nonché la data e la firma del soggetto preposto alla notificazione».

Dato ciò, il Tribunale ha concluso che la lettera raccomandata conteneva tutti gli elementi richiesti dall’art. 48 disp. att. cod. proc. civ. e «dunque il destinatario della notificazione ben avrebbe potuto prendere contezza degli avvisi notificati presso la casa comunale dove erano stati depositati».

Annullato l’avviso in caso di delega carente

Continuano le pronunce sulla legittimità degli atti amministrativi sottoscritti dai dirigenti senza che questi ne abbiano la giusta qualifica. L’argomento, come è noto, è “scottante”, vista la recente sentenza della Consulta n. 37/2015 sull’invalidità degli atti sottoscritti dai funzionari nominati senza un regolare concorso.

Secondo la Commissione Tributaria provinciale di Brescia, sentenza n. 277/2015, é necessaria l’esibizione di delega legittimamente conferita, con la chiara conseguenza che spetta all’Agenzia delle entrate l’onere di dimostrare il corretto esercizio del potere con la presenza dell’eventuale delega. Nel caso di specie, invece, l’Amministrazione finanziaria sosteneva la legittimità e correttezza dell’avviso perché sottoscritto da persona avente la qualifica di direttore “Facente funzioni”, in particolare è stata allegata nota con la quale si specificava l’effettiva delega a seguito di periodo feriale del Direttore.

L’amministratore non può rivalersi sulla società di revisione

L’amministratore privo di deleghe condannato a risarcire i danni procurati alla società da falsità in bilanci funzionali alla prosecuzione dell’attività nonostante la perdita del capitale sociale difficilmente può rivalersi nei confronti della società di revisione che ha certificato i relativi bilanci. Sono queste le indicazioni desumibili dalla sentenza n. 9193 del 7 maggio 2015 della Corte di Cassazione che sottolinea come l’attività del revisore non sia destinata all’amministratore che, a prescindere da essa, deve controllare i bilanci.

Sequestro per equivalente riferibile all’ammontare dell’imposta evasa

Lo ha ribadito la Corte di Cassazione, esaminando il complesso rapporto tra esterovestizione, principio di territorialità e delitto di omessa dichiarazione, con la decisione n. 19007 del 7 maggio 2015.

 

 

2) IVA: la nuova disciplina delle dichiarazioni d’intento

La circolare di Assonime n. 13 del 06/05/2015 esamina le modifiche apportate dal c.d. decreto semplificazioni (Decreto Legislativo n. 175 del 2014) alla disciplina delle dichiarazioni d’intento, che attestano la volontà degli esportatori abituali di acquistare o importare beni e servizi senza applicazione dell’IVA. In particolare, vengono illustrati gli effetti semplificatori del nuovo regime, ma anche le non poche problematiche applicative

L’art. 20 del decreto Semplificazioni fiscali ha apportato modifiche alla disciplina IVA relativa alle cessioni all’esportazione.

Nell’ambito delle cessioni all’esportazione, gli esportatoria bituali possono di acquistare o importare beni e servizi senza applicazione dell’imposta, nei limiti del plafond disponibile.

In base alla normativa precedente al decreto semplificazioni, per poter usufruire del beneficio, gli esportatori abituali dovevano presentare ai propri fornitori, o in dogana in caso di importazioni, una dichiarazione d’intento, attestante la volontà di avvalersi di tale facoltà. I dati di tale dichiarazione dovevano essere comunicati telematicamente all’Agenzia delle entrate, dai fornitori degli esportatori abituali. Questo sistema, però, non era privo di difficoltà operative per i fornitori degli esportatori, soggetti a pesanti sanzioni in caso di inosservanza dell’obbligo di trasmissione.

Il decreto semplificazioni ha modificato la disciplina trasferendo l’obbligo di effettuare tali comunicazioni dai fornitori degli esportatori abituali agli esportatori medesimi, cioè ai soggetti che si avvalgono del beneficio della non imponibilità dell’imposta sugli acquisti. In base al nuovo sistema, i fornitori possono effettuare operazioni senza applicare l’imposta una volta acquisita la prova dell’intervenuta trasmissione delle dichiarazioni d’intento all’Agenzia delle entrate da parte degli esportatori.

Anche in caso di effettuazione di importazioni in sospensione d’imposta, gli esportatori devono trasmettere le relative dichiarazioni d’intento all’Agenzia delle entrate.

Verifica della trasmissione

L’avvenuta trasmissione delle dichiarazioni all’Agenzia delle Entrate può essere verificata in due modi.

Nel sito dell’Agenzia è presente una apposita funzione a libero accesso che, inserendo alcuni dati (il numero di protocollo e il numero progressivo della dichiarazione d’intento, l’anno della dichiarazione, il codice fiscale del dichiarante, e l’indicazione del destinatario), consente di effettuare il riscontro dell'avvenu