Reverse charge: il problema dei medici e delle spese di pulizia dello studio


Domanda

Si vorrebbero chiarimenti in merito al funzionamento del meccanismo del reverse charge nel caso delle imprese di pulizie. Il soggetto passivo IVA che riceve la fattura emessa dall’impresa di pulizie, senza IVA, la annota sia nel registro degli acquisti che in quello delle vendite dopo avere indicato l’IVA corrispondente e quindi si viene a neutralizzare l’imposta. Ma lo studio medico che svolge solo prestazioni esenti da IVA come si dovrà comportare?

Questo è uno degli 80 casi a cui abbiamo dato risposta nel nostro ebook sul reverse charge

Risposta

Nel caso delle operazioni effettuate in reverse charge, sia che derivino dall’applicazione di quanto previsto dall’articolo 17, comma 6, lettera a, del DPR n. 633/1972, sia che derivino dall’applicazione della nuova lettera a-ter, l’imposta viene versata solo “virtualmente” da parte del cliente, con l’annotazione della fattura sul registro IVA vendite e sul registro IVA acquisti.

Se nelle operazioni, per così dire, “ordinarie” (ovvero in quelle in cui Iva viene regolarmente esposta in fattura) la contropartita della detrazione è il pagamento dell’IVA al fornitore, nel caso del reverse charge la contropartita della detrazione è l’annotazione della fattura in una posta di debito (annotazione sul registro IVA relativo alle fatture che sono state emesse).

Solitamente la doppia registrazione non comporta un obbligo di versamento in capo al soggetto che ha ricevuto la fattura e l’operazione risulta neutrale, salvo che nei casi di fatture emesse nei confronti di soggetti che esercitino attività totalmente esenti o parzialmente esenti (diverso è il caso del soggetto che emette la fattura in inversione contabile in quanto nell’ipotesi in cui a sua volta abbia acquistato beni o servizi necessari per la propria attività, in sostanza se è un subappaltatore, si ritroverà ad accumulare un credito IVA). Questo è effettivamente il caso dello studio medico che nel momento in cui registra la fattura che è stata emessa da parte dell’impresa di pulizia deve annotare il debito IVA e astenersi dall’esercitare la detrazione: in tale caso, l’annotazione della fattura emessa in reverse charge comporta un obbligo di versamento.

 

Esemplificando: il medico che nel 2015 riceve mensilmente la fattura dall’impresa che si occupa della pulizia dell’ambulatorio deve assolvere agli obblighi IVA relativi alla fattura ricevuta con reverse charge e deve integrare il documento, registrandolo poi nel registro IVA vendite e IVA acquisti. Se il medico applica per il 2015 una percentuale di pro rata (detrazione) pari a zero non potrà portare in detrazione l’IVA acquisti relativa all’operazione in reverse charge e dovrà versare l’IVA vendite relativa all’operazione in reverse charge entro i termini ordinari di liquidazione. Il medico per il 2015 presumibilmente quindi si troverà in una situazione “anomala” rispetto ad una analoga situazione che poteva essere accaduta nel 2014 in quanto deve eseguire le liquidazioni IVA periodiche con i relativi versamenti a debito.

Questo è uno degli 80 casi a cui abbiamo dato risposta nel nostro ebook sul reverse charge

24 aprile 2015

Massimo Pipino


Partecipa alla discussione sul forum.