Diario fiscale del 10 aprile 2015: proroga delle detrazioni fiscali del 65% fino al 31 dicembre

Pubblicato il 10 aprile 2015



responsabilità 730 precompilato; modalità di rilascio della Certificazione Unica 2015; studi di settore: è nullo l’accertamento senza l’effettivo contraddittorio; banche dati: accordo tra Inps, Entrate e Gdf; boom di richieste per accedere al 730 precompilato; proroga delle detrazioni fiscali del 65% fino al 31 dicembre 2015: richieste da trasmettere sul web dell’ENEA; uffici e box, sotto 100.000 euro si vendono con avvocato; dichiarazione in ritardo: accertamento presuntivo facile; le prove raccolte nel corso di indagini penali sono valide anche nel processo tributario; acquisto immobile: la cooperativa fruisce dell’imposta di registro agevolata; modalità di trasmissione delle aliquote dell’addizionale regionale all’IRPEF al Dipartimento delle finanze; studi di settore: la Commissione degli esperti approva i correttivi anticrisi 2014

 

 Indice:

 1) Responsabilità 730 precompilato

 2) Modalità di rilascio della Certificazione Unica 2015

 3) Studi di settore: è nullo l’accertamento senza l’effettivo contraddittorio

 4) Banche dati: accordo tra Inps, Entrate e Gdf

 5) Boom di richieste per accedere al 730 precompilato

 6) Proroga delle detrazioni fiscali del 65% fino al 31 dicembre 2015: richieste da trasmettere sul web dell’ENEA

 7) Uffici e box, sotto 100.000 euro si vendono con avvocato

 8) Dichiarazione in ritardo: accertamento presuntivo facile

 9) Le prove raccolte nel corso di indagini penali sono valide anche nel processo tributario

 10) Acquisto immobile: la cooperativa fruisce dell’imposta di registro agevolata

 11) Firmato il Decreto che individua le modalità di trasmissione delle aliquote dell’addizionale regionale all’IRPEF al Dipartimento delle finanze

 12) Studi di settore: la Commissione degli esperti approva i correttivi anticrisi 2014

 

 

1) Responsabilità 730 precompilato

Longobardi: “Positive le dichiarazioni di Zanetti”. Il Consiglio nazionale dei commercialisti esprime il proprio apprezzamento per le dichiarazioni del sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti che ha definito “un errore” la scelta di addossare a commercialisti e Caf la responsabilità delle maggiori imposte, interessi e sanzioni per il 730 precompilato.

Il Consiglio nazionale dei commercialisti esprime il proprio apprezzamento per le dichiarazioni del sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti che ha definito “un errore” la scelta di addossare a commercialisti e Caf la responsabilità delle maggiori imposte, interessi e sanzioni per il 730 precompilato. “Finalmente – è il commento del presidente nazionale della categoria, Gerardo Longobardi – dalla politica arrivano su questo tema parole ragionevoli. Ora il nostro auspicio è che queste dichiarazioni abbiano un seguito e che l’intera normativa sulla responsabilità dei commercialisti e dei Caf legate al 730 possa essere rivista quanto prima”.

“Il nostro Consiglio nazionale – spiega Longobardi - non esitò a definire incostituzionale le norme sanzionatorie già nel corso di un’audizione parlamentare del luglio dello scorso anno, perché in palese contrasto con il principio di capacità contributiva. Un punto di vista a suo tempo fatto proprio dalla Commissione Finanze e Tesoro del Senato e poi, purtroppo, ignorato dall’esecutivo. Le dichiarazioni consapevoli e responsabili del sottosegretario Zanetti – prosegue il presidente dei commercialisti – sembrano aprire uno spiraglio per la revisione di una norma che, a cascata, ha generato problemi anche in tema di assicurazioni, con potenziali conseguenze per i contribuenti, ai quali, paradossalmente, la precompilata potrebbe costare più del 730 degli scorsi anni”.

“Lo stesso premier, Matteo Renzi – conclude Longobardi – ha affermato che per il 2015 la precompilata ha finito per essere una sorta di “numero zero”. Bene, almeno al numero uno si arrivi più preparati, per fornire un servizio davvero utile ai contribuenti e per evitare che anche questa incombenza venga utilizzata per riversare sulle sole spalle degli intermediari, in primis i commercialisti, un notevole e neppure riconosciuto aggravio di lavoro”.

(CNDCEC, nota del 08 aprile 2015)

 

 

2) Modalità di rilascio della Certificazione Unica 2015

L’Inps,con la circolare n. 71 del 08 aprile 2015, illustra le modalità di rilascio della Certificazione Unica 2015 e i diversi canali a disposizione dell’utenza, in continuità con quanto già previsto lo scorso anno per il CUD.

L’articolo 1, comma 114, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, ha previsto che, a decorrere dal 2013, l’Istituto rilasci il CUD, di norma, attraverso il canale telematico.

Al fine di ottemperare all’obbligo di trasmissione della certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente, pensione e assimilati (CUD) nei termini previsti dalla legge, l’Istituto ha reso disponibile il CUD in modalità telematica.

Poi, il decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175, ha introdotto una nuova certificazione volta a sostituire sia il CUD, sia le certificazioni, che il sostituto d’imposta annualmente è tenuto a rilasciare ai vari contribuenti: la Certificazione Unica.

La nuova Certificazione Unica 2015 include, oltre ai redditi di lavoro dipendente (e assimilati) e di pensione, anche i redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi.

Fornitura telematica della Certificazione Unica 2015

Gli utenti in possesso di PIN possono scaricare e stampare la Certificazione Unica 2015 dal sito www.inps.it:

- cliccando sul banner “Certificazione Unica 2015”, pubblicato con evidenza nella home page

- o accedendo al menu “Servizi per il cittadino” > (PIN) > Certificazione Unica 2015

- o dal menu “Elenco di tutti i servizi” > Certificazione Unica 2015.

Ai cittadini in possesso di un indirizzo di posta elettronica CEC_PAC, noto all’Istituto, la Certificazione Unica 2015 viene comunque recapitata alla casella PEC corrispondente.

I cittadini che hanno indicato un indirizzo di posta elettronica ordinaria (non certificata) all’atto della richiesta del PIN sono informati via email della disponibilità della Certificazione Unica sul sito dell’Istituto.

Modalità alternative per ottenere la Certificazione Unica 2015

Nell’interesse di quel significativo segmento di utenza che non possiede le dotazioni e le competenze necessarie per la piena fruizione dei servizi online, l’Istituto ha approntato adeguate modalità alternative attraverso i seguenti canali di accesso:

- Servizio erogato dalle strutture territoriali dell’Istituto

Presso tutte le strutture territoriali dell’Istituto è disponibile almeno uno sportello dedicato al rilascio cartaceo della Certificazione Unica 2015.

Fatto salvo quanto descritto al successivo punto 4 in tema di delega o mandato a soggetto diverso dal titolare, la certificazione potrà essere rilasciata soltanto al soggetto intestatario, previa identificazione dello stesso.

- Postazioni informatiche self service

Con la circolare n. 113 del 2011, in tutte le strutture territoriali dell’Istituto sono state istituite postazioni informatiche self service, presso le quali gli utenti in possesso di PIN possono direttamente procedere alla presentazione on line delle domande di servizio, ovvero effettuare tutte quelle interazioni con gli archivi informatici dell’Istituto alle quali risultano abilitati, in un contesto connotato da affidabilità e sicurezza non soltanto tecnologica.

Presso tali postazioni gli utenti possono procedere alla stampa dei certificati reddituali in argomento, ricorrendo anche, ove necessario, all’assistenza da parte del personale dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP).

Con messaggio n. 20761 del 17 dicembre 2012, sono state comunicate alle Sedi le modalità di accesso facilitato ai servizi in argomento da parte dell’utenza, mediante l’utilizzo della Tessera sanitaria (TS) ovvero della Tessera sanitaria - Carta nazionale dei servizi (TS-CNS).

- Posta Elettronica

Per poter fruire del servizio di trasmissione telematica della Certificazione Unica, viene messo a disposizione dei cittadini titolari di indirizzo di posta elettronica certificata il seguente indirizzo richiestaCertificazioneUnica@postacert.inps.gov.it al quale far pervenire la relativa istanza.La suddetta istanza opportunamente scansionata dovrà essere corredata di copia del documento di identità del richiedente.

È infine possibile richiedere il modello di Certificazione Unica anche tramite posta elettronica semplice, allegando alla comunicazione istanza scannerizzata nella quale va indicato anche il numero di posizione della pensione presente nel cedolino ovvero con riferimento alla prestazione temporanea percepita nell’anno di riferimento, il numero della matricola aziendale, oltre che copia del documento di identità.

- Patronati, Centri di assistenza fiscale, professionisti abilitati all’assistenza fiscale

Il cittadino, per l’acquisizione della Certificazione Unica 2015, può avvalersi di un ente di Patronato, di un CAF, di un professionista compreso tra quelli abilitati all’assistenza fiscale o alla presentazione delle dichiarazioni reddituali in via telematica, in possesso di PIN e di certificato Entratel personale in corso di validità.

La visualizzazione della Certificazione Unica 2015 da parte degli intermediari è subordinata all’acquisizione di una specifica delega o mandato di assistenza e al possesso di alcuni dati riguardanti il cittadino.

In particolare, la procedura prevede, ai fini dell’accesso alla banca dati, l’indicazione di elementi fissi (codice fiscale del soggetto per il quale si intende visualizzare la Certificazione Unica 2015, esistenza di delega/mandato specifica, tipologia ed estremi del documento di identità del soggetto per il quale si intende visualizzare il modello di Certificazione Unica, data della delega e durata) ed in aggiunta, uno tra i seguenti elementi:

- posizione previdenziale (numero pensione o prestazione temporanea percepita);

- numero progressivo della delega/mandato, determinato sulla base di apposito registro di protocollo interno da tenere a cura dell’intermediario;

- inserimento di un file contenente la scannerizzazione della delega/mandato all’intermediario e del documento di identità del soggetto, per il quale si intende visualizzare il modello di Certificazione Unica.

L’Istituto eseguirà, tra gli intermediari che hanno effettuato l’accesso al servizio di prelievo della Certificazione Unica, una campagna di controlli su un campione significativo di codici fiscali visualizzati e prelevati, richiedendo la trasmissione all’INPS delle copie scannerizzate della delega/mandato e del documento d’identità del cittadino interessato. La trasmissione della suddetta documentazione dovrà avvenire entro e non oltre 5 giorni dalla ricezione della richiesta.

In ogni caso, la delega o il mandato originali, unitamente a copia di un documento di identità del cittadino, devono essere conservati dagli intermediari per almeno tre anni dal rilascio ed esibiti a richiesta dell’INPS per eventuali controlli.

L’Istituto adotta sistemi automatizzati di controllo degli accessi per prevenire casi di anomalia sia per la ripetuta visualizzazione della Certificazione Unica afferente lo stesso codice fiscale da parte di diversi operatori, sia per gli accessi massivi tramite procedure automatizzate. Per tale seconda casistica sarà attivato un software specifico, denominato “Test Captcha”, consistente in una o più domande e risposte, tese a verificare che l’accesso in corso stia avvenendo ad opera di una persona fisica.

- Comuni ed altre Pubbliche Amministrazioni abilitate

Il cittadino può ottenere la Certificazione Unica 2015 anche presso i Comuni e le altre pubbliche amministrazioni che abbiano sottoscritto un protocollo con l’Istituto per l’attivazione di un punto cliente di servizio. Come per gli intermediari, la visualizzazione della Certificazione Unica da parte degli operatori delle pubbliche amministrazioni è subordinata all’esistenza di una specifica richiesta del cittadino con le stesse modalità di accesso alle banche dati e di conservazione dei documenti previste per gli intermediari abilitati.

- Sportello Mobile per utenti ultraottantacinquenni titolari di indennità di accompagnamento, speciale o di comunicazione

In considerazione dell’oggettiva difficoltà o impossibilità di avvalersi dei canali fisici e telematici messi a disposizione dall’Istituto, con messaggio n. 2451 del 7 febbraio 2013 è stato attivato un servizio dedicato a particolari categorie di utenti, denominato “Sportello Mobile”, per l’erogazione con modalità agevolate di alcuni prodotti istituzionali, tra i quali il rilascio della certificazione in argomento.

Gli utenti appartenenti a tali categorie (l’iniziativa sta attualmente riguardando gli utenti ultraottantacinquenni titolari di indennità di accompagnamento, speciale o di comunicazione) e in possesso del codice personale fornito con apposita comunicazione dell’Istituto possono contattare un operatore della Sede territorialmente competente al numero telefonico indicato nella comunicazione e, rappresentando di essere impossibilitati ad acquisire la disponibilità della certificazione attraverso i canali fisici e telematici indicati nel presente messaggio, richiedere l’invio della certificazione stessa al proprio domicilio.

- Pensionati residenti all’estero

I pensionati residenti all’estero possono richiedere la certificazione, fornendo i propri dati anagrafici e il numero di codice fiscale, ai seguenti numeri telefonici dedicati: 0039-06.59058000 – 0039-06.59053132, con orario 8–19 (ora italiana).

- Spedizione della Certificazione Unica 2015 al domicilio del titolare

Come indicato in premessa, l’articolo 1, comma 114, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, prevede che gli enti previdenziali rendano disponibile la certificazione in modalità telematica e che rimanga nella facoltà del cittadino richiedere la trasmissione in forma cartacea, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Al fine di contemperare gli obiettivi di efficienza ed efficacia declinati con chiarezza dalla suddetta norma con oggettive situazioni di difficoltà rappresentate dall’utenza, l’Istituto provvederà, attraverso la propria articolazione territoriale ed il contact center multicanale, all’invio, su espressa richiesta dell’interessato, della Certificazione Unica 2015al domicilio del titolare nei casi di dichiarata impossibilità di accedere alla certificazione, direttamente o delegando altro soggetto, mediante i servizi sopra elencati.

A tale scopo, è stato attivato il numero verde 800 434320 dedicato alla richiesta di spedizione della Certificazione Unica al proprio domicilio, in aggiunta ai già esistenti numeri verdi: 803 164 per i telefoni fissi e 06 164164 per i telefoni cellulari.

Modalità di rilascio della Certificazione Unica 2015 a chi non è titolare

La Certificazione Unica 2015 può essere rilasciata anche a persona diversa dal titolare.

In questo caso la richiesta può essere presentata sia da persona delegata, sia da parte degli eredi del soggetto titolare deceduto.

Nel primo caso, la richiesta deve essere corredata dalla delega, con la quale si autorizza esplicitamente l’INPS al rilascio della certificazione richiesta, e dalla fotocopia del documento di riconoscimento dell’interessato; la persona delegata dovrà, a sua volta, esibire il proprio documento di riconoscimento. Il delegato potrà presentarsi agli sportelli con massimo due deleghe.

Nei casi di richiesta della Certificazione Unica trasmessa dall’indirizzo di posta elettronica certificata CEC-PAC, l’allegazione della copia del documento di riconoscimento del delegato non è necessaria.

Nel secondo caso, così come già chiarito con il messaggio n. 7107/2013, l’utente deve presentare una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, ai sensi dell’art. 47 del DPR 445/2000, con la quale attesti la propria qualità di erede, unitamente alla fotocopia del proprio documento di riconoscimento.

Delle modalità di rilascio sopra descritte sarà data ampia diffusione attraverso il sito internet dell’Istituto e i social media.

 

 

3) Studi di settore: è nullo l’accertamento senza l’effettivo contraddittorio

È nullo l’avviso di accertamento fondato sui parametri o sugli studi di settore che non rechi le valutazioni compiute dall’Ufficio in merito alle osservazioni formulate dal contribuente prima della notifica dell’atto impositivo. Più facile difendersi dagli atti impositivi emessi sulla base degli studi di settore. È infatti nullo l’accertamento quando l’ufficio non prende in considerazione le giustificazioni scritte trasmesse dal contribuente nella fase amministrativa.

La ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 6971 del 8 aprile 2015, ha accolto il ricorso di un architetto che aveva trasmesso all’ufficio una relazione tecnica con la quale spiegava i motivi della riduzione della sua attività professionale legati a problemi familiari.

Insomma, la sezione tributaria ha rilanciato l’importanza del contraddittorio tra fisco e cittadino, anche in presenza di atti scritti.

Tanto più che in questo caso l’amministrazione aveva emesso l’atto impositivo ancora prima del giorno fissato per il colloquio orale. Il principio affermato risponde a quello generale per cui in sede di contraddittorio preventivo il contribuente ha l’onere di provare, senza limitazione alcuna di mezzi e di contenuto, la sussistenza di condizioni che giustificano l’esclusione dell’impresa dall’area dei soggetti cui possono essere applicati gli «standards» o la specifica realtà dell’attività economica nel periodo di tempo in esame, per altro verso, che la motivazione dell’atto di accertamento non può esaurirsi nel rilievo dello scostamento dai parametri, altrimenti vanificandosi del tutto le finalità del contraddittorio, ma deve essere integrata con la dimostrazione dell’applicabilità in concreto dello «standard» prescelto.

 

 

4) Banche dati: accordo tra Inps, Entrate e Gdf

Convenzioni bilaterali tra Inps, Agenzia delle entrate e Guardia di finanza (Gdf) per le modalità di consultazione delle informazioni contenute nelle banche dati.

Il garante per la protezione dei dati personali ha espresso l’8 aprile 2015 parere favorevole allo schema di decreto direttoriale dell’Inps riguardante «modalità attuative dei flussi informativi e disciplinare tecnico per la sicurezza». Ai sensi dell’art. 2, comma 5 del decreto interministeriale del marzo 2013, è stata istituita presso l’Inps la banca dati delle prestazioni sociali agevolate, avente come fine il consolidamento dei controlli sull’Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente che apre l’accesso a condizioni agevolate su prestazioni sociali per contribuenti a basso reddito. La raccolta informazioni è iniziata basandosi sui dati pregressi delle agevolazioni cui hanno beneficiato i soggetti richiedenti, tra cui dati identificativi di ente erogatore e beneficiario, tipologia di prestazione sociale agevolata concessa e informazioni inerenti relative a caratteristiche e valore economico. Agli enti locali è stato richiesto il trasferimento di informazioni di propria competenza, anche attraverso il sistema pubblico della cooperazione applicativa.

 

 

5) Boom di richieste per accedere al 730 precompilato

500mila domande per il Pin nei primi tre mesi del 2015. Ecco come ottenerlo: via telefono, online o in ufficio.

Dall’inizio dell’anno mezzo milione di contribuenti hanno richiesto le credenziali di accesso ai servizi online dell’Agenzia delle Entrate, che aprono le porte al 730 precompilato: sale così a quota 2,5 milioni il numero di contribuenti abilitati a Fisconline. In totale, sommati ai 4,5 milioni di cittadini già in possesso del Pin dispositivo dell’Inps, sono 7 milioni gli italiani già pronti per accedere online alla propria dichiarazione precompilata, che dal 15 aprile sarà disponibile in rete sul sito delle Entrate. Infatti, per i cittadini in possesso del Pin dell’Inps, sarà possibile accedere al proprio 730 precompilato direttamente dal sito internet dell’ente previdenziale, raggiungibile anche attraverso un link presente sul sito internet delle Entrate.

Servizi online dell’Agenzia, quattro le vie disponibili per ottenere il Pin – Direttamente online dal sito dell’Agenzia delle Entrate, per telefono tramite il call center, in un qualsiasi ufficio dell’Amministrazione finanziaria o con la Carta nazionale dei Servizi. Sono quattro le opzioni che il contribuente può scegliere per ottenere il proprio Pin per l’accesso a Fisconline e al 730 precompilato.

Come fare per richiedere il Pin online e al telefono

Per ottenere l’abilitazione ai servizi telematici occorre connettersi all’homepage del sito www.agenziaentrate.it (Area Riservata > Non sei ancora registrato > Registrazione a Fisconline > Richiedi il codice Pin) e digitare il reddito complessivo indicato nella dichiarazione presentata nel 2014 e il codice fiscale. Gli stessi dati sono richiesti al contribuente che fa richiesta del Pin per telefono al call center al numero 848.800.444. In entrambi i casi il sistema fornirà subito la prima parte del Pin (le prime 4 cifre). Entro 15 giorni il contribuente riceverà proprio al domicilio una lettera con le ultime sei cifre del Pin e la password di accesso.

Per chi fa richiesta del Pin in ufficio

Dopo avere richiesto in ufficio il Pin per accedere a Fisconline, il contribuente riceve le prime quattro cifre del codice, la password provvisoria e il numero della domanda di abilitazione, da conservare per completare l’abilitazione attraverso il Web.

Per ottenere la seconda parte del Pin il contribuente deve collegarsi al sito internet dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.it) e accedere ai servizi di Fisconline inserendo il “nome utente” (il codice fiscale) e la password riportata nel foglio che gli è stato consegnato in ufficio. Successivamente, al primo accesso, il sistema chiede al contribuente di cambiare la password inserendone una nuova (quella provvisoria va comunque conservata). Per completare la registrazione al servizio telematico Fisconline e ricevere le ultime 6 cifre del Pin basta poi selezionare la funzione “Per coloro che

hanno richiesto il Pin ad un ufficio” nella sezione “Profilo utente”, inserire il numero della domanda di abilitazione e cliccare su “invia”.

La seconda parte del Pin e la password iniziale di accesso sono inviate per posta al domicilio del contribuente esclusivamente nel caso in cui a fare richiesta di abilitazione ai servizi telematici in ufficio è un delegato.

Con Smart Card/Cns

I contribuenti in possesso di Smart Card/Cns beneficiano di una procedura semplificata. Il sistema dopo aver effettuato i controlli sulla Carta nazionale dei servizi inserita nel lettore, fornirà immediatamente al contribuente il codice Pin e la password per l’accesso a Fisconline.

Quando si smarrisce la password

Quando il contribuente smarrisce la password è possibile ripristinarla. Per farlo è necessario accedere alla funzione "Ripristina password" nell'area Entratel/Fisconline della home page del sito delle Entrate inserendo il codice Pin e la password iniziale. Chi non trova nemmeno la password iniziale deve chiedere in uno degli uffici dell’Agenzia di annullare l’attuale abilitazione e domandarne una nuova.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 61 del 09 aprile 2015)

 

 

6) Proroga delle detrazioni fiscali del 65% fino al 31 dicembre 2015: richieste da trasmettere sul web dell’ENEA

Le detrazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente sono prorogate nella misura del 65% fino al 31 dicembre 2015 in seguito alla pubblicazione (nel Supplemento Ordinario n. 99 alla G.U. n°300 del 29/12/2014) della Legge 23 dicembre 2014 n. 190 (Legge di Stabilità 2015),

Il soggetto, incaricato dalla legge, cui inviare la documentazione obbligatoria per fruire delle detrazioni è l'ENEA, che svolge anche un ruolo di assistenza tecnica agli utenti.

La documentazione deve essere inoltrata per via telematica.

Le richieste di detrazione relative ad interventi di riqualificazione energetica ultimati nel 2015 devono essere trasmesse attraverso il sito http://finanziaria2015.enea.it/

Per ottenere la detrazione:

- il pagamento deve essere effettuato con bonifico bancario o postale (a meno che l’intervento non sia effettuato nell’ambito dell’attività d’impresa). Nel modello di versamento con bonifico bancario o postale vanno indicati la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale è effettuato il bonifico (ditta o professionista che ha effettuato i lavori);

- per la riqualificazione di edifici esistenti è necessario acquisire la certificazione energetica dell’immobile, qualora introdotta dalla Regione o dall’ente locale, ovvero, negli altri casi, di un “attestato di qualificazione energetica”, predisposto da un professionista abilitato. Dal 2008 per le spese sostenute per la sostituzione di finestre in singole unità immobiliari e per l’installazione di pannelli solari, non occorre più presentare l’attestato di certificazione energetica (o di qualificazione energetica). Questa certificazione non è più richiesta neanche per gli interventi, realizzati a partire dal 15 agosto 2009, riguardanti la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione.

Scheda informativa relativa agli interventi realizzati

Bisogna trasmettere all’Enea, entro 90 giorni dal termine dei lavori e con modalità telematiche, la scheda informativa degli interventi realizzati e copia dell’attestato di qualificazione energetica. Non vanno inviate all’Enea asseverazione, relazioni tecniche, fatture, copia di bonifici, piantine, documentazione varia.

E’ necessaria l’asseverazione di un tecnico abilitato o la dichiarazione resa dal direttore dei lavori. È sufficiente, invece, l’attestazione di partecipazione ad un apposito corso di formazione in caso di autocostruzione dei pannelli solari.

Viceversa, non viene più previsto l’obbligo di effettuare anche la comunicazione all’Agenzia delle entrate quando i lavori proseguono per più anni (Dlgs n. 175/2014 - semplificazioni fiscali).

Agevolazione

L’agevolazione consiste in una detrazione dall'Irpef o dall'Ires ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti.

In particolare, la detrazione, che è pari al 65% per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2015, è riconosciuta se le spese sono state sostenute per:

- la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento;

- il miglioramento termico dell'edificio (coibentazioni - pavimenti - finestre, comprensive di infissi);

- l’installazione di pannelli solari;

- la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

Va segnalato che:

dall’1 gennaio 2016 il beneficio sarà del 36%, cioè quello ordinariamente previsto per i lavori di ristrutturazione edilizia

- la detrazione deve essere ripartita in dieci rate annuali di pari importo;

- le spese sostenute prima del 6 giugno 2013 fruivano della detrazione del 55%;

- è aumentata dal 4 all'8% della percentuale della ritenuta d’acconto sui bonifici che banche e Poste hanno l’obbligo di operare all’impresa che effettua i lavori.

Tipologia di spese

La detrazione spetta per le spese sostenute, e rimaste a carico del contribuente (per es. non incentivati dal Comune) per:

- interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, che ottengono un valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori riportati in un’apposita tabella (i parametri cui far riferimento sono quelli definiti con decreto del ministro dello Sviluppo economico dell’11 marzo 2008, così come modificato dal decreto 26 gennaio 2010). Il valore massimo della detrazione è pari a 100.000 euro;

- interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), finestre comprensive di infissi, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro. La condizione per fruire dell’agevolazione è che siano rispettati i requisiti di trasmittanza termica U, espressa in W/m2K, in un’apposita tabella (i valori di trasmittanza, validi dal 2008, sono stati definiti con il decreto del ministro dello Sviluppo economico dell’11 marzo 2008, così come modificato dal decreto 26 gennaio 2010). In questo gruppo rientra anche la sostituzione dei portoni d’ingresso, a condizione che si tratti di serramenti che delimitano l’involucro riscaldato dell’edificio verso l’esterno o verso locali non riscaldati e risultino rispettati gli indici di trasmittanza termica richiesti per la sostituzione delle finestre;

- l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università. Il valore massimo della detrazione è di 60.000 euro;

- interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione. La detrazione spetta fino a un valore massimo di 30.000 euro;

- sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia, con un limite massimo della detrazione pari a 30.000 euro;

- interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria, con un limite massimo della detrazione pari a 30.000 euro.

Attenzione: la detrazione del 65% si applica anche alle spese documentate e rimaste a carico del contribuente:

a) per interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio, sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2015;

b) per l’acquisto e la posa in opera delle schermature solari di cui all’allegato M al Dlgs 311/2006, sostenute dall’1 gennaio al 31 dicembre 2015, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro;

c) per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, sostenute dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro.

 

 

7) Uffici e box, sotto 100.000 euro si vendono con avvocato

Novità nel disegno di legge sulla concorrenza. RcA, sconti significativi con black box.

Trentadue articoli, cinque relazioni tecniche (come richiesto dalla legge) per un totale di 91 pagine. Questo il dossier del Ddl Guidi sulla concorrenza che, dopo la firma del Presidente della Repubblica, sarà incardinato in Parlamento, probabilmente alla Camera, entro la prossima settimana. Approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 20 febbraio la "lenzuolata" del ministro Guidi ha impiegato 48 giorni per trovare la stesura definitiva da consegnare all'esame del Parlamento.

La ragione del ritardo - spiegano dal Ministero dello Sviluppo Economico - la complessità della materia che abbraccia svariati ambiti dove ancora la concorrenza e la competitività possono migliorare: dalle assicurazioni, alle banche, dalle Poste all'energia, dalle farmacie, alle professioni di notai e avvocati.

Ma certamente i tempi lunghi sono stati determinati anche dalla necessità di trovare gli equilibri non facili fra i diversi interessi in gioco che il decreto inevitabilmente va a toccare. Si sono sentiti colpiti i notai ai quali viene tolta l'esclusiva per gli atti di compravendita e di donazione di immobili non abitativi (ad esempio box, uffici, stalle, cantine, soffitte ecc.) che abbiano un valore catastale sotto i 100.000 euro. A fargli concorrenza saranno gli avvocati, i quali però (e questa è una modifica dell'ultima ora) per tutelare l'acquirente saranno tenuti agli stessi obblighi dei Notai e dovranno munirsi di polizza assicurativa "pari almeno al valore del bene dichiarato nell'atto".

Gli avvocati dovranno quindi "richiedere la registrazione" dell'atto, "presentare le note di trascrizione e di iscrizione e le domande di annotazione e di voltura catastale", tutte operazioni destinate a garantire della bontà dell'acquisizione della proprietà. E dovranno anche liquidare i pagamenti delle relative imposte. Quando il Ddl sarà legge per queste categorie di immobili la proprietà potrà esser trasferita anche con una semplice scrittura privata che diventa "titolo" sufficiente "per la trascrizione".

Di contro i notai si vedranno allargare il proprio bacino d'utenza e potranno operare non più solo nel territorio del distretto della Corte d'Appello, ma in tutto il territorio della Regione in cui ha sede l'ufficio notarile. Il ddl Guidi toccherà anche le farmacie per le quali vengono tolti alcuni limiti: in particolare viene rimosso il limite delle 4 licenze in capo ad un identico soggetto e viene permesso l'ingresso del soci di capitale (prima potevano essere solo farmacisti) nella titolarità dell'esercizio. Nel mirino del ddl anche le Rc Auto i cui prezzi sono pervicacemente sopra le medie europee (nel quarto trimestre del 2014 il costo delle polizze si sono attestate in media a 475 euro contro i circa 200 euro di Germania e Francia).

Qui la notizia buona per i consumatori è che le assicurazioni sono tenute a uno "sconto significativo" della polizza per chi accetta di istallare una scatola nera (lo "sconto significativo" è previsto anche in diversi altri casi). La scatola nera in caso di incidente farà "piena prova" dei fatti registrati nei processi civili. Secondo il ddl Guidi, Poste Italiane perderà l'esclusiva dei servizi di notifica degli atti giudiziari e delle multe che potranno essere effettuati anche da altri soggetti privati. La perdita per la controllata del Tesoro, che dovrebbe andare in borsa entro il 2015, sarebbe contenuta. Secondo una delle relazioni al ddl, Poste Italiane perderebbe meno dell'1% dei ricavi.

(Ansa, nota del 09 aprile 2015)

 

 

8) Dichiarazione in ritardo: accertamento presuntivo facile

L’accertamento presuntivo è valido se la dichiarazione viene presentata in ritardo. La tardiva presentazione della dichiarazione, oltre i trenta giorni, è da considerarsi omessa e comporta la validità di utilizzo di presunzioni in via induttiva.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6963 del 8 aprile 2015, che ha accolto il ricorso presentato dall’Agenzia delle entrate contro la sentenza della CTR del Lazio che aveva rigettato le motivazioni addotte dall’Amministrazione finanziaria in tema di accertamento presuntivo contro una società.

Il giudice di secondo grado, infatti, aveva ritenuto insufficienti le motivazioni addotte dall’Agenzia in tema di tardiva presentazione della dichiarazione IVA per il periodo d’imposta 1996 e di totale inattendibilità delle scritture contabili che evidenziavano un forte abbattimento dei ricavi a fronte di grandi acquisizioni di immobilizzazioni materiali. La CTR, così operando, aveva palesemente violato la previsione normativa in ambito tributario che, ai sensi dell’art. 37 (ormai abrogato, ma all'epoca vigente e quindi applicabile secondo il principio “tempus regit actum” vigente per gli aspetti sanzionatori del diritto amministrativo e anche tributario) e dell’art.55 del DPR 633/1972, autorizza l’Agenzia fiscale ad operare alla determinazione dei ricavi in via induttiva, considerando la dichiarazione omessa poiché presentata oltre i trenta giorni previsti dopo il termine di scadenza.

In conseguenza a ciò scaturiva per il contribuente l’inversione dell'onere della prova per dimostrare la regolarità del proprio comportamento giudicato antieconomico dall’Amministrazione finanziaria che aveva fornito, in contestazione, presunzioni gravi, precise e concordanti.

Aggiungendo, infine, l’impeccabile comportamento da parte dell’Agenzia che aveva rispettato il diritto al contraddittorio con il contribuente inviandogli un questionario che questi non aveva mai compilato, la Suprema Corte ha concluso il proprio ragionamento con l’accoglimento del ricorso in tutti i suoi punti, rinviando ad altra sezione della CTR del Lazio la decisione della questione nel merito.

 

 

9) Le prove raccolte nel corso di indagini penali sono valide anche nel processo tributario

Processo penale/tributario: non occorre esibire l’autorizzazione del Giudice. Il materiale probatorio raccolto dalla GdF nel corso di indagini penali, può essere utilizzato nel processo tributario anche se la relativa autorizzazione non è stata prodotta o riprodotta testualmente. E non solo. È utilizzabile anche se l’indagine penale non si sia svolta nei confronti del contribuente ma di altro soggetto.

E’ quanto è stato stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 6796 del 2 aprile 2015.

La società contribuente riceveva avviso di accertamento, scaturito da due PVC della GdF con cui venivano disconosciuti costi contabilizzati e recuperati ricavi non contabilizzati. Proposto ricorso dinanzi alle Commissioni Tributarie, l’atto veniva annullato dalla CTR perché in difetto della preventiva autorizzazione dell’AGO ad utilizzare i reperti delle indagini penali nel processo tributario.

Impugnata vittoriosamente la sentenza d’Appello, l’Amministrazione lamentava agli Ermellini, l’assenza di prova del fatto che le indagini penali fossero preesistenti rispetto a quelle tributarie, dunque l’insussistenza del dubbio circa la necessità dell’autorizzazione.

Come chiarito dai Supremi Giudici, l’autorizzazione ex art. 33, comma 3, D.P.R. 600/73, non è posta a tutela del contribuente ma della riservatezza delle indagini penali, dunque, la mancata produzione o riproduzione testuale della medesima, di cui siano indicati gli estremi, “non determina in alcun modo la nullità dell’accertamento e ciò neppure nel caso in cui l’attività di polizia giudiziaria riguardi soggetti diversi dal contribuente”.

 

 

10) Acquisto immobile: la cooperativa fruisce dell’imposta di registro agevolata

Si applica l’imposta di registro nella misura dell’1% anche per i fabbricati acquistati dalle cooperative. Questo per evitare una disparità di trattamento. Dunque, anche ai terreni acquistati dalle cooperative, che abbiano come scopo la costruzione e l’assegnazione ai soci di “case economiche popolari”, si applica, ai fini dell’imposta di registro, la tariffa agevolata ex art. 1, n. 5, Parte I, Tariffa allegata al D.P.R. n. 131/1986.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 6705 del 2 aprile, che ha respinto il ricorso dell’Amministrazione.

La norma di riferimento, è il suddetto art. 1 della Tariffa allegata, ai sensi del quale, si applica la tariffa agevolata, all’1%, “se il trasferimento avente per oggetto i fabbricati o porzioni di fabbricato è esente dall’imposta sul valore aggiunto ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 8 bis, D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, ed è effettuato nei confronti di imprese che hanno per oggetto esclusivo o principale dell’attività esercitata la rivendita di beni immobili, a condizione che nell’atto l’acquirente dichiari che intende trasferirli entro tre anni”.

Occorre evitare la disparità di trattamento

Contrariamente a quanto sostenuto dall’Amministrazione finanziaria, che negava l’agevolazione alla cooperativa stante il suo oggetto mutualistico dell’assegnazione della casa ai soci (e non, dunque, quello della rivendita di immobili che presupponeva lo scopo di lucro), la Cassazione ha ritenuto di confermare lo stesso la sentenza di merito, in quanto fondata su una diversa ratio: evitare di creare una disparità di trattamento “quale tassazione in capo alla società e alla rivendita successiva verso terzi e verso i soci”.

 

 

11) Firmato il Decreto che individua le modalità di trasmissione delle aliquote dell’addizionale regionale all’IRPEF al Dipartimento delle finanze

E’ stato firmato dal Direttore Generale delle finanze ed è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale il Decreto 3 aprile 2015, che individua i dati rilevanti per la determinazione dell’addizionale regionale all’IRPEF e le modalità con cui le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano sono tenute ad inviarli al Dipartimento delle finanze entro 15 giorni successivi alla data della pubblicazione in G.U..

A tal fine le Regioni e le Province autonome devono riportare i dati nella “Tabella” allegata al Decreto e trasmetterla, esclusivamente in via telematica, mediante posta elettronica certificata, all’indirizzo df.dltff@pce.finanze.it.

Il Dipartimento delle finanze provvederà alla pubblicazione dei dati trasmessi nel sito www.finanze.it.

Tale pubblicazione consentirà di conoscere in modo semplice ed immediato le aliquote dell’addizionale regionale all’IRPEF, agevolando in tal modo le attività dei contribuenti, dei sostituti d'imposta, dei centri di assistenza fiscale e degli altri intermediari ai fini della predisposizione della dichiarazione dei redditi.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato del 09 aprile 2015)

 

 

12) Studi di settore: la Commissione degli esperti approva i correttivi anticrisi 2014

Ok ai correttivi anticrisi per 204 studi di settore del 2014. Il 9 aprile 2015, infatti, la Commissione degli esperti ha espresso parere favorevole in merito agli interventi che tengono in considerazione la particolare congiuntura economica dello scorso anno. L’organismo collegiale ha analizzato le informazioni pervenute dal Ministero dello Sviluppo Economico, dalla Banca d’Italia, dall’Istat, dalle Associazioni di categoria, dagli Osservatori regionali e da altri istituti di ricerca. In base a questi dati, sono stati individuati i correttivi anticrisi, utilizzando anche una nuova metodologia di stima.

Quattro correttivi per la crisi

I correttivi determinati per adattare gli studi di settore alla situazione di crisi economica del 2014 sono riconducibili a quattro categorie: correttivi congiunturali di settore, correttivi congiunturali territoriali, correttivi congiunturali individuali, interventi relativi all’analisi di normalità economica. In

particolare, il correttivo congiunturale individuale è stato elaborato analizzando la variazione dell’efficienza produttiva delle imprese nel quadriennio 2011-2014.

L’andamento dei settori

L’attività di monitoraggio dell’andamento dei settori economici effettuata sul territorio nazionale ha esaminato, oltre alle informazioni fornite dalle associazioni di categoria, anche i dati relativi alle comunicazioni e dichiarazioni annuali Iva 2014. Le elaborazioni sono state effettuate su un panel di circa 2,1 milioni di contribuenti che hanno applicato gli studi di settore nel quadriennio 2010-2013.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 62 del 09 aprile 2015)

 

Vincenzo D’Andò