I nuovi ammortizzatori sociali: naspi, dis-coll, asdi, ricollocazione

 

PREMESSA

Il D.Lgs. n. 22 del 4.3.2015, emanato in attuazione della legge n. 183 del 10 dicembre 2014, riscrive la normativa in materia di ammortizzatori sociali nel caso in cui il lavoratore perda involontariamente il posto di lavoro e per la ricollocazione dei lavoratori disoccupati. Il decreto in commento tratta, in particolare, della:

  • nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego, denominata NASpI;

  • indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, denominata DIS-COLL;

  • assegno di disoccupazione, denominato ASDI

LA NASPI

La Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego, denominata NASpI, nasce in sostituzione delle prestazioni AspI e mini-ASpI ed entrerà in vigore a partire dal prossimo 01 Maggio 2015. In altre parole, nei confronti di tutti i lavoratori che perderanno involontariamente il posto di lavoro a partire dal 01 Maggio 2015 sarà applicabile la nuova normativa (NASpI). La NASpI, così come gli altri ammortizzatori sociali che l’hanno preceduta (indennità di disoccupazione, AspI e Mini Aspi), rientra nella gestione INPS prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti. Possono accedere alla nuova prestazione Naspi tutti i lavoratori dipendenti, con esclusione dei dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni e degli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato.

I requisiti per poter avere accesso alla Naspi, sono:

  • lo status di disoccupazione involontaria;

  • 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;

  • 18 giornate di lavoro effettivo o equivalenti, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

N.B. La NASpI è riconosciuta anche ai lavoratori che hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa e nei casi di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

 

A differenza della previgente normativa (Aspi e Mini Aspi), che prendeva come riferimento le retribuzioni degli ultimi due anni precedenti al periodo di disoccupazione, la nuova normativa (Naspi) viene rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni utili, comprendendo anche gli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive (tredicesima mensilità o gratifica natalizia e quattordicesima mensilità). La suddetta somma deve poi essere divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il numero 4,33. Nel caso in cui la retribuzione mensile per il 2015 sia pari o inferiore all’importo di 1.195,00 euro, l’indennità NASpI mensile sarà pari al 75% della retribuzione. Nei casi in cui, invece, la retribuzione mensile sia maggiore di € 1.195,00 l’indennità NASpI sarà pari al 75% di tale importo maggiorato di una somma pari al 25% della differenza tra la retribuzione mensile e l’importo di € 1.195,00. Occorre comunque tenere presente che l’indennità Naspi prevede un massimale, pertanto l’indennità mensile non potrà mai essere superiore, per il 2015, a euro 1.300,00. La nuova normativa prevede, inoltre, una riduzione progressiva nella misura del 3% ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione.

N.B. L’indennità NASpI non è soggetta ad alcuna forma di contribuzione previdenziale, come già previsto per la AspI e la Mini AspI.

 

La nuova indennità NASpI è corrisposta mensilmente come le precedenti indennità Aspi e Mini Aspi, ma viene erogata per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. A tal fine non sono computabili i periodi contributivi che abbiano già dato luogo a corresponsione di trattamenti di disoccupazione. A partire dal 1° Gennaio 2017 la durata massima dell’indennità Naspi sarà pari a 78 settimane. Per poter accedere all’indennità Naspi occorre presentare apposita domanda all’Inps in via telematica entro il termine perentorio di 68 giorni dalla data…

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