I nuovi ammortizzatori sociali: naspi, dis-coll, asdi, ricollocazione

di Patrizia Macrì

Pubblicato il 27 marzo 2015



una sintesi della nuova normativa in materia di ammortizzatori sociali, che scattano nel caso in cui il lavoratore perda involontariamente il posto di lavoro, e delle misure per la ricollocazione dei lavoratori disoccupati

 

PREMESSA

Il D.Lgs. n. 22 del 4.3.2015, emanato in attuazione della legge n. 183 del 10 dicembre 2014, riscrive la normativa in materia di ammortizzatori sociali nel caso in cui il lavoratore perda involontariamente il posto di lavoro e per la ricollocazione dei lavoratori disoccupati. Il decreto in commento tratta, in particolare, della:

  • nuova prestazione di assicurazione sociale per l'impiego, denominata NASpI;

  • indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, denominata DIS-COLL;

  • assegno di disoccupazione, denominato ASDI



LA NASPI

La Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego, denominata NASpI, nasce in sostituzione delle prestazioni AspI e mini-ASpI ed entrerà in vigore a partire dal prossimo 01 Maggio 2015. In altre parole, nei confronti di tutti i lavoratori che perderanno involontariamente il posto di lavoro a partire dal 01 Maggio 2015 sarà applicabile la nuova normativa (NASpI). La NASpI, così come gli altri ammortizzatori sociali che l'hanno preceduta (indennità di disoccupazione, AspI e Mini Aspi), rientra nella gestione INPS prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti. Possono accedere alla nuova prestazione Naspi tutti i lavoratori dipendenti, con esclusione dei dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni e degli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato.

I requisiti per poter avere accesso alla Naspi, sono:

  • lo status di disoccupazione involontaria;

  • 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione;

  • 18 giornate di lavoro effettivo o equivalenti, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione.


N.B. La NASpI è riconosciuta anche ai lavoratori che hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa e nei casi di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

 

A differenza della previgente normativa (Aspi e Mini Aspi), che prendeva come riferimento le retribuzioni degli ultimi due anni precedenti al periodo di disoccupazione, la nuova normativa (Naspi) viene rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni utili, comprendendo anche gli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive (tredicesima mensilità o gratifica natalizia e quattordicesima mensilità). La suddetta somma deve poi essere divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il numero 4,33. Nel caso in cui la retribuzione mensile per il 2015 sia pari o inferiore all'importo di 1.195,00 euro, l'indennità NASpI mensile sarà pari al 75% della retribuzione. Nei casi in cui, invece, la retribuzione mensile sia maggiore di € 1.195,00 l'indennità NASpI sarà pari al 75% di tale importo maggiorato di una somma pari al 25% della differenza tra la retribuzione mensile e l'importo di € 1.195,00. Occorre comunque tenere presente che l'indennità Naspi prevede un massimale, pertanto l'indennità mensile non potrà mai essere superiore, per il 2015, a euro 1.300,00. La nuova normativa prevede, inoltre, una riduzione progressiva nella misura del 3% ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione.


N.B. L'indennità NASpI non è soggetta ad alcuna forma di contribuzione previdenziale, come già previsto per la AspI e la Mini AspI.

 

La nuova indennità NASpI è corrisposta mensilmente come le precedenti indennità Aspi e Mini Aspi, ma viene erogata per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. A tal fine non sono computabili i periodi contributivi che abbiano già dato luogo a corresponsione di trattamenti di disoccupazione. A partire dal 1° Gennaio 2017 la durata massima dell'indennità Naspi sarà pari a 78 settimane. Per poter accedere all'indennità Naspi occorre presentare apposita domanda all'Inps in via telematica entro il termine perentorio di 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. L'indennità decorre dall'ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro ovvero, nel caso in cui la domanda sia presentata successivamente a tale data, dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda stessa. L'erogazione dell'indennità è però condizionata al fatto che il disoccupato partecipi regolarmente alle iniziative di attivazione lavorativa nonché ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti. La Legge n. 183 del 10 dicembre 2014 introduce inoltre ulteriori misure volte a condizionare la fruizione dell'indennità Naspi alla ricerca attiva di un'occupazione e al reinserimento nel mondo del lavoro del disoccupato. Occorrerà tuttavia attendere l'emanazione di un decreto attuativo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, previsto entro 90 giorni dall'entrata in vigore del decreto legislativo in commento, che avrà il compito di attuare le suddette disposizioni nonché determinare le misure conseguenti all'inottemperanza agli obblighi di partecipazione alle azioni di politica attiva. La percezione dell'indennità Naspi dà diritto alla cosiddetta contribuzione figurativa.



COMPATIBILITA' NASPI E ATTIVITA' LAVORATIVA

Durante il periodo in cui il lavoratore percepisce l'indennità Naspi può anche intraprendere un'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale. Per mantenere il diritto alla percezione dell'indennità, però, il reddito percepito da detta attività deve essere inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello status di disoccupazione. Inoltre il lavoratore deve dare comunicazione all'Inps dell'inizio della nuova attività lavorativa entro un mese dall'inizio della stessa, dichiarando al contempo, il reddito annuo che prevede di ricavarne. L'indennità percepita subisce quindi una riduzione pari all'80% del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell'attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell'indennità o, se antecedente, la fine dell'anno.


N.B. La riduzione dell'indennità operata in un primo momento dall'Inps in base ai dati comunicati dal lavoratore viene poi ricalcolata d'ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Nel caso in cui il lavoratore fosse esonerato dall'obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi è tenuto a presentare all'Inps apposita autodichiarazione concernente il reddito ricavato dall'attività intrapresa entro il 31 marzo dell'anno successivo. In mancanza il lavoratore sarà tenuto a restituire la Naspi percepita dalla data di inizio dell'attività lavorativa.

 

Diverso il caso del lavoratore che durante il periodo in cui percepisce la NASpI instauri un rapporto di lavoro subordinato. Nel caso in cui reddito annuale percepito dalla nuova attività sia superiore al reddito minimo escluso da imposizione fiscale, il lavoratore perde lo status di disoccupato e decade dal diritto alla percezione dell'indennità, salvo il caso in cui la durata del rapporto di lavoro non sia superiore a sei mesi. In tale caso la prestazione è sospesa d'ufficio per la durata del rapporto di lavoro. Nel caso in cui, invece, il reddito annuale percepito sia inferiore al reddito minimo escluso da imposizione fiscale, il lavoratore conserva il diritto alla prestazione, ridotta di un importo pari all'80% del reddito dichiarato, a condizione che comunichi all'Inps, entro trenta giorni dall'inizio dell'attività, il reddito annuo previsto e che il datore di lavoro o, qualora il lavoratore sia impiegato con contratto di somministrazione, l'utilizzatore, siano diversi dal datore di lavoro o dall'utilizzatore per i quali il lavoratore prestava la sua attività quando è cessato il rapporto di lavoro che ha determinato il diritto alla NASpI e non presentino rispetto ad essi rapporti di collegamento o di controllo ovvero assetti proprietari sostanzialmente coincidenti. Il lavoratore titolare di due o più rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale che cessi da uno dei detti rapporti a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa, o di risoluzione consensuale il cui reddito sia inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, ha diritto, ricorrendo tutti gli altri requisiti, di percepire la NASpI, ridotta sempre dell'80% del reddito dichiarato, a condizione che comunichi all'INPS, entro trenta giorni dalla domanda di prestazione, il reddito annuo previsto. Un elemento di particolare interesse riguarda il fatto che la contribuzione relativa all'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti versata in relazione all'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale durante il periodo di percezione della Naspi non dà luogo ad accrediti contributivi ed è riversata integralmente alla Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti. Stessa cosa vale per il lavoratore titolare di due o più rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale che cessi da uno dei detti rapporti e che, come abbiamo visto, avendone i requisiti, può avere accesso all'indennità. Negli altri casi in cui il lavoratore intraprende un rapporto di lavoro subordinato durante la percezione dell'indennità Naspi i contributi versati vengono invece fatti rientrare tra la contribuzione utile. Infine il lavoratore che ha i requisiti per ottenere la corresponsione della NASpI può richiedere la liquidazione anticipata, in unica soluzione, dell'importo complessivo del trattamento che gli spetta e che non gli è stato ancora erogato, a titolo di incentivo all'avvio di un'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o per la sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico abbia ad oggetto la prestazione di attività lavorative da parte del socio. L'erogazione anticipata in un'unica soluzione della NASpI non da' diritto alla contribuzione figurativa, nè all'Assegno per il nucleo familiare. Il lavoratore che intende avvalersi della liquidazione in un'unica soluzione della NASpI deve presentare all'INPS, a pena di decadenza, domanda di anticipazione in via telematica entro trenta giorni dalla data di inizio dell'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o dalla data di sottoscrizione di una quota di capitale sociale della cooperativa. Il lavoratore che instaura un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo per cui è riconosciuta la liquidazione anticipata della NASpI e' tenuto a restituire per intero l'anticipazione ottenuta, salvo il caso in cui il rapporto di lavoro subordinato sia instaurato con la cooperativa della quale il lavoratore ha sottoscritto una quota di capitale sociale.



DECADENZA DALL'INDENNITA'

Il lavoratore percettore della Naspi può decadere dal diritto alla percezione della stessa al verificarsi di determinati casi quali:

  • l'inottemperanza agli obblighi di partecipazione alle azioni di politica attiva;

  • perdita dello status di disoccupato;

  • inizio di un'attività lavora in forma autonoma o di impresa individuale senza provvedere a comunicarlo all'Inps;

  • raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;

  • acquisizione del diritto all'assegno ordinario di invalidità, salvo il diritto del lavoratore di optare per la Naspi.



ESEMPIO DI CALCOLO DELLA NASPI

Un lavoratore viene licenziato nel secondo semestre 2015. Nei 4 anni antecedenti al licenziamento il lavoratore ha lavorato per 180 settimane con una retribuzione complessiva lorda di 85.000 Euro. La retribuzione settimanale media è pari a 472,22 Euro, dato che si ricava dividendo la retribuzione complessiva (85.000 Euro) per le settimane lavorate (180). La retribuzione mensile media lorda è di 2.044,72 Euro, dato che si ricava moltiplicando la retribuzione settimanale (472,22 Euro) per il numero fisso stabilito dalla normativo di 4,33. Il valore della retribuzione annuale è superiore al limite fissato di 1.195,00 Euro. Pertanto occorrerà calcolare il differenziale tra 1.195,00 Euro e la retribuzione media mensile effettiva di 2.044,72 Euro per ottenere la base di calcolo della maggiorazione del 25% spettante al lavoratore. Il differenziale è pari a 849,72 Euro (2.046,28 – 1.195,00 = 849,72). Al minimale spettante al lavoratore deve quindi essere aggiunto il 25% di 849,72 Euro pari a 212,43. A questo punto possiamo ricavare la base di calcolo per la Naspi data dal minimale sommato alla percentuale ottenuta dal differenziale tra la retribuzione media mensile effettiva e il minimale di 1.195,00 euro ossia 1.195,00 + 212,43 = 1.407,43 Euro. Ora possiamo applicare la percentuale della Naspi del 75% per ottenere l'ammontare dell'indennità da percepire che sarà pari ad Euro 1.055,57 (1.407,43 * 75% ). Secondo quanto stabilito dalla normativa Naspi l'indennità così calcolata sarà percepita dal lavoratore solamente per i primi tre mesi. A partire dal quarto, infatti, l'indennità subirà una riduzione del 3%.



LA DIS-COLL

L'art. 15 del D.Lgs. 22/2015 istituisce una nuova indennità di disoccupazione rivolta ai lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa denominata DIS-COLL in relazione agli eventi di disoccupazione verificatesi a decorrere dal 1° gennaio 2015 e fino al 31 dicembre 2015.


N.B. La nuova indennità è riconosciuta nei confronti di collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, con esclusione degli amministratori e dei sindaci, iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata, non pensionati e privi di partita iva che abbiano perduto involontariamente il proprio posto di lavoro.

 

Si prospetta anche un'eventuale estensione di questa nuova indennità per gli eventi di disoccupazione successivi. Tale ipotesi è però subordinata al reperimento di risorse finanziarie. Per l'anno 2015 la DIS-COLL sostituisce l'attuale forma di tutela contro la disoccupazione per i soggetti destinatari della nuova normativa. Secondo la formulazione della normativa, l'attuale forma di tutela resta valida per gli eventi di disoccupazione verificarsi entro il 2013. Tale termine, tuttavia, in luogo del 31.12.2014 sembrerebbe frutto di un errore di trascrizione, in quanto la nuova DIS-COLL, proprio per previsione normativa, è valida esclusivamente per il 2015. Dal 2016 tornerà attiva l'attuale normativa, a meno che, previo reperimento nuove risorse finanziarie, la nuova DIS-COLL possa trovare estensione anche per l'anno in oggetto. Per poter accedere alla nuova DIS-COLL occorre rispettare congiuntamente determinati requisiti, quali:

  • essere in stato di disoccupazione ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera c) del D.Lgs. 181/2000 e successive modificazioni al momento della domanda di prestazione;

  • poter far valere almeno 3 mesi di contribuzione nel periodo che va dal 1° Gennaio dell'anno solare precedente l'evento di cessazione dal lavoro al predetto evento;

  • poter far valere, nell'anno solare in cui si verifica l'evento di cessazione dal lavoro, un mese di contribuzione oppure un rapporto di collaborazione di durata pari almeno ad un mese e che abbia dato luogo a un reddito almeno pari alla metà dell'importo che dà diritto all'accredito di un mese di contribuzione.

 

N.B. Rispetto alla normativa vigente, sono soppressi i requisiti del reddito massimo e della mono committenza e si richiede lo stato disoccupazione di almeno due mesi nell'anno precedente. Inoltre la normativa vigente non richiedeva quale conditio sine qua non che l'evento di disoccupazione sia involontario come invece richiesto dalla nuova normativa. L'erogazione della nuova indennità è altresì subordinata alla permanenza dello stato di disoccupazione.

 

Per il calcolo dell'indennità DIS-COLL è necessario rapportare al reddito imponibile ai fini previdenziali risultante dai versamenti contributivi effettuati, derivante da rapporti di collaborazione relativo all'anno in cui si è verificato l'evento di cessazione dal lavoro e all'anno solare precedente, il numero di mesi di contribuzione, o frazione di essi. L'importo così determinato rappresenta la base di calcolo per l'indennità DIS-COLL che è pari al 75% dello stesso reddito nel caso in cui il reddito mensile sia pari o inferiore nel 2015 all'importo di 1.195,00 Euro, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell'anno precedente. Anche nel caso della DIS-COLL, come già visto per la Naspi, se il reddito medio mensile sarà superiore al predetto importo, l’ammontare della DIS-COLL sarà pari al 75% del predetto importo incrementato di una somma pari al 25% della differenza tra il reddito medio mensile e il predetto importo. Anche per la DIS-COLL è stato fissato un importo massimo mensile di 1.300,00 euro nel 2015, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell'anno precedente. Infine, anche per la DIS-COLL è prevista la riduzione del 3% ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione. La durata della nuova indennità DIS-COLL è stabilita per un numero di mesi pari alla metà dei mesi di contribuzione accreditati nel periodo che va dal 1° Gennaio dell'anno solare precedente l'evento di cessazione del lavoro al predetto evento.

 

N.B. Ai fini della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della prestazione. La DIS-COLL non può in ogni caso superare la durata massima di sei mesi.

 

Durante il periodo in cui il lavoratore fruisce dell'indennità DIS-COLL non sono riconosciuti i contributi figurativi. Per poter accedere all'indennità è necessario presentare apposita domanda all'INPS, in via telematica, entro il termine di decadenza di sessantotto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. La DIS-COLL spetta a decorrere dall'ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro o, qualora la domanda sia presentata successivamente a tale data, dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda. L'erogazione della DIS-COLL è condizionata, come già detto, alla permanenza dello stato di disoccupazione; sono, inoltre, introdotte ulteriori misure volte a condizionare la fruizione della DIS-COLL alla ricerca attiva di un'occupazione e al reinserimento nel tessuto produttivo, nonché alla partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti da parte del lavoratore in disoccupazione. Il diritto a percepire l'indennità decade nel caso in cui il percettore trovi una nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato di durata superiore a cinque giorni. Nel caso in cui, invece, la durata della nuova occupazione sia inferiore ai cinque giorni la DIS-COLL viene solamente sospesa e detta sospensione avviene d'ufficio sulla base delle comunicazioni obbligatorie. Terminato il periodo di sospensione l'indennità riprende a decorrere dal momento in cui era rimasta sospesa. Qualora, invece, il beneficiario della DIS-COLL intraprenda un'attività lavorativa in forma autonoma o di impresa individuale, e il reddito che ne deriva sia inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, deve comunicare all'INPS, entro 30 giorni dall'inizio dell'inizio dell'attività il reddito annuo che prevede di ricavarne. In mancanza di tale comunicazione il lavoratore decade dal diritto di percezione della DIS-COLL a decorrere dalla data di inizio dell'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale. Al beneficiario dell'indennità che contemporaneamente intraprenda una nuova attività lavorativa, la DIS-COLL è ridotta di un importo pari all'80% del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell'attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell'indennità o, se antecedente, la fine dell'anno. La riduzione viene poi ricalcolata d'ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Il lavoratore esentato dall'obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi è tenuto a presentare all'INPS un'apposita autodichiarazione concernente il reddito ricavato dall'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale entro il 31 marzo dell'anno successivo. Nel caso di mancata presentazione dell'autodichiarazione il lavoratore è tenuto a restituire la DIS-COLL percepita dalla data di inizio dell'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale.



L'ASDI

L'articolo 16 del D.Lgs. 22/2015 introduce, in via sperimentale per l'anno 2015 e a decorrere dal 1° Maggio 2015, l'Assegno di Disoccupazione, denominato ASDI. L'ASDI nasce per fornire una tutela di sostegno al reddito nei confronti di quei lavoratori beneficiari della Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego che, avendone fruito l'intera durata entro il 31 dicembre 2015, siano privi di occupazione e si trovino in una condizione economica di bisogno.


N.B. Il trattamento in commento è concesso in base all'ordine cronologico di presentazione delle domande entro i limiti del Fondo all'uopo costituito e pari a 200 milioni di Euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016.


Il legislatore ha previsto che per il primo anno di applicazione l'ASDI sia concesso prioritariamente ai lavoratori appartenenti a nuclei familiari con minorenni e, con priorità successiva ai lavoratori prossimi al pensionamento. In tutti i casi l'ASDI non potrà essere erogato una volta esaurite le risorse all'uopo destinate. L'assegno di disoccupazione è erogato mensilmente per un periodo massimo di 6 mesi per un importo pari al 75% dell'ultima indennità Naspi percepita. L'importo massimo percepibile non può essere superiore all'ammontare dell'assegno sociale di cui all'articolo 3, comma 6 della legge 8 agosto 1995 n. 335. L'importo dell'assegno di disoccupazione è incrementato per gli eventuali carichi familiari del lavoratore. Il legislatore, nell'introdurre un nuova forma di tutela per i lavoratori disoccupati, ha voluto, al contempo, incentivare la ricerca attiva di un nuovo posto di lavoro da parte del lavoratore disoccupato. Per questo motivo i redditi derivanti da un'eventuale nuova occupazione, possono essere parzialmente cumulati con l'ASDI. Inoltre la corresponsione dell'assegno stesso è subordinata all'adesione ad un progetto personalizzato redatto dai competenti servizi per l'impiego, il quale dovrà contenere specifici impegni in termini di ricerca attiva di lavoro, disponibilità a partecipare ad iniziative di orientamento e formazione, accettazione di adeguate proposte di lavoro.


N.B. La partecipazione alle iniziative di attivazione proposte è obbligatoria pena la perdita del beneficio.

 

In riferimento alla condizione economica di bisogno ed ai criteri di priorità è stabilito che vengano definite ulteriori disposizioni mediante l'emanazione di un decreto ministeriale da emanare entro 90 giorni dall'entrata in vigore del decreto in commento. In particolare il decreto da emanare dovrà definire:

  • la situazione economica di bisogno del nucleo familiare che dovrà essere valutata in applicazione dell'ISEE non computando l'ammontare dei trattamenti Naspi percepiti dal richiedente l'ASDI;

  • l'individuazione di criteri di priorità nell'accesso in caso di risorse insufficienti ad erogare il beneficio ai lavoratori richiedenti;

  • gli incrementi dell'ASDI per carichi familiari del lavoratore;

  • i limiti e i criteri di cumulabilità dei redditi da lavoro conseguiti nel periodo di fruizione dell'ASDI;

  • le caratteristiche del progetto personalizzato e il sistema degli obblighi e delle misure conseguenti all'inottemperanza agli impegni in esso previsti;

  • i flussi informativi tra i servizi per l'impiego e l'INPS volti ad alimentare il sistema informativo dei servizi sociali, per il tramite del Casellario dell'assistenza;

  • i controlli per evitare la fruizione indebita della prestazione;

  • le modalità di erogazione dell'ASDI attraverso l'utilizzo di uno strumento di pagamento elettronico.



IL CONTRATTO DI RICOLLOCAZIONE

L'articolo 17 del D.Lgs. 22/2015 introduce un'opportunità in più nei confronti dei lavoratori disoccupati. Secondo tale articolo viene data la possibilità di stipulare un contratto di ricollocazione da parte dei lavoratori licenziati illegittimamente o per giustificato motivo oggettivo o nell'ambito di un licenziamento collettivo. In sostanza, il soggetto in stato di disoccupazione, ha diritto di ricevere dai servizi per i lavori pubblici o dai soggetti privati accreditati un servizio di assistenza intensiva nella ricerca del lavoro attraverso la stipulazione del contratto di ricollocazione, finanziato ai sensi del comma 1 dell'art. 17 del decreto in parola, a condizione che il soggetto effettui la procedura di definizione del profilo personale di occupabilità. Una volta definito il profilo personale di occupabilità, al soggetto viene riconosciuta una somma denominata “dote individuale di ricollocazione” spendibile presso i soggetti accreditati. Il contratto di ricollocazione prevede:

  • il diritto del soggetto a una assistenza appropriata nella ricerca della nuova occupazione, programmata, strutturata e gestita secondo le migliori tecniche del settore, da parte del soggetto accreditato;

  • il dovere del soggetto di rendersi parte attiva rispetto alle iniziative proposte dal soggetto accreditato;

  • il diritto-dovere del soggetto a partecipare alle iniziative di ricerca, addestramento e riqualificazione professionale mirate a sbocchi occupazionali coerenti con il fabbisogno espresso dal mercato del lavoro, organizzate e predisposte dal soggetto accreditato.


N.B. L'ammontare della dote individuale è proporzionato in relazione al profilo personale di occupabilità e il soggetto accreditato ha diritto a incassarlo soltanto a risultato occupazionale ottenuto.

 

Nel caso in cui il soggetto beneficiario non partecipi alle iniziative previste per una ricerca attiva di un nuovo posto di lavoro decade dalla dote individuale così come nel caso di rifiuto senza giustificato motivo di una congrua offerta di lavoro pervenuta in seguito all'attività di accompagnamento attivo al lavoro. Il soggetto decade altresì in caso di perdita dello stato di disoccupazione.



Patrizia Macrì

27 Marzo 2015