Diario quotidiano del 23 marzo 2015: TFR in busta paga ecco come funziona

Pubblicato il 23 marzo 2015

Imu sui terreni: è Legge la nuova esenzione; parte in ritardo l’operazione Tfr in busta paga; scambi intracomunitari con accisa: l’Iva è dovuta nel paese di destinazione; Entrate: cambiate le istruzioni del modello di dichiarazione 730/2015; soggetti danneggiati dal sisma del 20 e 29 maggio 2012: definite le misure percentuali del credito d’imposta spettante; adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi della speranza di vita risultati delle Entrate nel 2014: 14,2 miliardi l’evasione recuperata; spesometro entro aprile 2015: nota delle Entrate; modello “Iva Tr”: rimborsi veloci e split payment; riforma terzo settore: Commercialisti, centrali rendicontazione e controlli

 

 Indice:

 1) Imu sui terreni: è Legge la nuova esenzione

 2) Parte in ritardo l’operazione Tfr in busta paga

 3) Scambi intracomunitari con accisa: l’Iva è dovuta nel paese di destinazione

 4) Entrate: cambiate le istruzioni del modello di dichiarazione 730/2015

 5) Soggetti danneggiati dal sisma del 20 e 29 maggio 2012: definite le misure percentuali del credito d’imposta   spettante

 6) Adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi della speranza di vita

 7) Risultati delle Entrate nel 2014: 14,2 miliardi l’evasione recuperata

 8) Spesometro entro aprile 2015: nota delle Entrate

 9) Modello “Iva Tr”: rimborsi  veloci e split payment

 10) Riforma terzo settore: Commercialisti, centrali rendicontazione e controlli

 

 

1) Imu sui terreni: è Legge la nuova esenzione

Il Parlamento ha approvato in via definitiva il Disegno di Legge di conversione del D.L. n. 4 del 24 gennaio 2015.

Niente sanzioni né interessi per chi versa l’imposta dovuta per il 2014 sui terreni agricoli ex montani entro il 31 marzo 2015.

Peraltro, il D.L. convertito in Legge prevede che, a decorrere dall’anno 2014, l’esenzione dall’IMU si applica, oltre che ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, ubicati nei comuni classificati come totalmente montani (come riportato dall’elenco dei comuni italiani predisposto dall’ISTAT) e quelli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali (IAP) di cui all’art. 1 del DLgs. 99/2004, iscritti nella previdenza agricola, ubicati nei comuni classificati come parzialmente montani (come riportato dallo stesso elenco dell’ISTAT), anche ai terreni agricoli, compresi quelli non coltivati, ubicati nei Comuni delle isole minori di cui all’allegato A della L. 28 dicembre 2001 n. 448.

Si tratta delle:

- Isole Tremiti: San Nicola, San Domino, Capraia, Pianosa;

- Pantelleria;

- Isole Pelagie: Lampedusa, Lampione, Linosa;

- Isole Egadi: Favignana, Levanzo, Marettimo, Formica, Ustica;

- Isole Eolie: Lipari, Vulcano, Alicudi, Filicudi, Stromboli, Panarea, Salina;

- Isole Suscitane: Sant’Antioco, San Pietro;

- Isole del Nord Sardegna: La Maddalena, Caprera, Santo Stefano, Spargi, Santa Maria, Budelli, Razzoli, Mortorio, Tavolara, Molara, Asinara;

- Isole Partenopee: Capri, Ischia, Procida, Nisida, Vivara;

- Isole Ponziane: Ponza, Palmarola, Zannone, Ventotene, Santo Stefano;

- Isole Toscane: Elba, Pianosa, Montecristo, Isola del Giglio, Giannutri, Formiche di Grosseto, Capraia, Gorgona, Secche della Meloria;

- Isole del Mare Ligure: Arcipelago di Porto Venere: Palmaria, Tino, Tinetto.

Il comma 1-bis dell’art. 1 del DL 4/2015, introdotto in sede di conversione, inoltre, prevede che, a decorrere dall’anno 2015, per i terreni agricoli ubicati nei Comuni di cui all’allegato del D.L. convertito, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e IAP di cui all’art. 1 del DLgs. 99/2004, iscritti nella previdenza agricola, si detraggono dall’imposta dovuta, fino a concorrenza del suo ammontare, 200 euro.

Possibile pagare entro il 31 marzo: I soggetti passivi tenuti al pagamento dell’IMU in base alle disposizioni contenute nel DM 28 novembre 2014 e nel D.L. n. 4/2015 dovevano versare l’imposta dovuta per l’anno 2014 in un’unica rata entro il 10 febbraio 2015.

Inoltre, la legge di conversione del DL n. 4/2015, all’art. 1 comma 5, ha introdotto una sorta di clausola di salvaguardia per cui non sono applicati sanzioni e interessi nel caso in cui l’IMU dovuta per l’anno 2014 venga versata entro il 31 marzo 2015.

 

 

2) Parte in ritardo l’operazione Tfr in busta paga

Parte in ritardo l’operazione Tfr in busta paga. A dare il via libera all’operazione monetizzazione del Tfr è il DPCM n. 29 del 20 febbraio 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 19 marzo 2015 e che entrerà in vigore il 3 aprile.

Possono presentare istanza per la liquidazione mensile della Qu.I.R. (quota integrativa della retribuzione, cioè la quota mensile di Tfr) tutti i lavoratori dipendenti da datore di lavoro del settore privato, con rapporto di lavoro subordinato in essere da almeno 6 mesi, per i quali trova applicazione l’istituto del TFR, eccetto (art. 3, co. 1, DPCM n. 29/2015):a) i lavoratori dipendenti domestici;

b) i lavoratori dipendenti del settore agricolo;

c) i lavoratori dipendenti per i quali la legge ovvero il contratto collettivo nazionale di lavoro, anche mediante il rinvio alla contrattazione di secondo livello, prevede la corresponsione periodica del TFR ovvero l’accantonamento del TFR medesimo presso soggetti terzi;

d) i lavoratori dipendenti da datori di lavoro sottoposti a procedure concorsuali;

e) i lavoratori dipendenti da datori di lavoro che abbiano iscritto nel registro delle imprese un accordo di ristrutturazione dei debiti;

f) i lavoratori dipendenti da datori di lavoro che abbiano iscritto presso il Registro delle imprese un piano di risanamento attestato;

g) i lavoratori dipendenti da datori di lavoro per i quali siano stati autorizzati interventi di integrazione salariale straordinaria e in deroga, se in prosecuzione dell’integrazione straordinaria stessa, limitatamente ai lavoratori dipendenti in forza all’unità produttiva interessata dai predetti interventi;

h) i lavoratori dipendenti da datori di lavoro che abbiano sottoscritto un accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti.L’opzione in parola (art. 3, co. 1, DPCM n. 29/2015) può essere esercitata anche in caso di conferimento, sulla base di modalità esplicite ovvero tacite, del TFR maturando alle forme pensionistiche complementari di cui al Decreto Legislativo 5 dicembre 2005, n. 252. In tal caso, nel corso del periodo di durata della predetta opzione, la partecipazione del lavoratore dipendente alla forma pensionistica complementare prosegue senza soluzione di continuità sulla base della posizione individuale maturata nell’ambito della forma pensionistica medesima nonché della eventuale contribuzione a suo carico e/o a carico del datore di lavoro.

Il lavoratore dipendente è tenuto a notificare al datore di lavoro l’eventuale disposizione del TFR a garanzia di contratti di finanziamento; detta disposizione preclude l’esercizio della liquidazione della Qu.I.R. fino alla notifica da parte del mutuante della estinzione del credito oggetto del contratto di finanziamento.La liquidazione della Qu.I.R. è interrotta al verificarsi di una delle condizioni previste alle citate lettere e), f), g) ed h), a partire dal periodo di paga successivo a quello di insorgenza delle predette condizioni e per l’intero periodo di sussistenza delle medesime ovvero, per le condizioni previste alla suddetta lettera d), a partire dalle decorrenze previste (art. 7, co. 5, DPCM n. 29/2015).Ai fini dell’imposta sui redditi di lavoro dipendente, la Qu.I.R. è assoggettata a tassazione ordinaria e non è imponibile ai fini previdenziali. Per l’applicazione della tassazione separata (art. 19 del TUIR), la Qu.I.R. non è considerata ai fini della determinazione della aliquota di imposta per la tassazione del TFR.Ai soli fini della verifica dei limiti di reddito complessivo di cui all’articolo 13, comma 1-bis, del TUIR, non si tiene conto della Qu.I.R (art. 4, DPCM n. 29/2015).

I lavoratori interessati possono richiedere al datore di lavoro la liquidazione mensile della Qu.I.R. attraverso la presentazione di apposita istanza di accesso debitamente compilata e validamente sottoscritta (art. 5, DPCM n. 29/2015).Accertato, da parte del datore di lavoro, il possesso dei requisiti previsti, la manifestazione di volontà esercitata dal lavoratore dipendente è efficace e l’erogazione della Qu.I.R. è operativa a partire dal mese successivo a quello di formalizzazione della istanza sino al periodo di paga che scade il 30 giugno 2018 ovvero, a quello in cui si verifica la risoluzione del rapporto di lavoro, se antecedente. Nel corso del predetto periodo, la manifestazione di volontà esercitata è irrevocabile.

A partire dal periodo di paga decorrente dal mese successivo a quello di presentazione della domanda, il datore di lavoro è tenuto ad operare la liquidazione mensile della Qu.I.R., al lavoratore dipendente, sulla base delle modalità in uso ai fini dell’erogazione della retribuzione corrisposta in dipendenza del rapporto di lavoro. In relazione ai lavoratori dipendenti per i quali si procede alla liquidazione men