Diario fiscale del 16 marzo 2015: le prime indicazioni sulla Voluntary Disclosure

 

 Indice:

 1) Entrate: prime indicazioni (vasta circolare) sulla procedura di collaborazione volontaria (voluntary   disclosure)

 2) Manutenzione: aliquota IVA agevolata sugli infissi

 3) Firma digitale remota: prorogato termine per adeguarsi

 4) Consob definisce il regime contributivo per il 2015

 5) In Portaletesoro comunicazioni su partecipate e compensi

 6) Lampedusa: proroga della sospensione contributiva e ripresa dei versamenti

 7) Non punibili i lievi reati

 8) Caso in cui gli enti non commerciali sono esclusi dall’obbligo della fatturazione elettronica

 9) Redditometro: possibili, a propria difesa, le dichiarazioni dei terzi

 10) In scadenza la presentazione del Modello EAS per le variazioni intervenute nel 2014

 

 

1) Entrate: prime indicazioni sulla procedura di collaborazione volontaria

Dalle Entrate sono, finalmente, arrivate le prime indicazioni relative alla procedura di collaborazione volontaria.

Voluntary anche per i residenti in paesi black list. L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 10/E del 13 marzo 2015, si è soffermata sulla procedura volontaria per il rientro dei capitali dall’estero. I contribuenti che decidono di avvalersi, entro il 30 settembre 2015, della procedura straordinaria per rimediare spontaneamente alle omissioni e alle irregolarità commesse fino al 30 settembre 2014 in materia di emersione e rientro di capitali, dispongono da adesso delle prime istruzioni sulle modalità di accesso alla procedura di voluntary disclosure, sulle cause di inammissibilità, sulle imposte e sanzioni amministrative dovute e sugli effetti in ambito penale.

Dalla circolare dell’Agenzia delle entrate emerge che possono accedere alla procedura di collaborazione volontaria internazionale le persone fisiche, gli enti non commerciali, le società semplici e le associazioni equiparate, fiscalmente residenti nel territorio dello Stato, che hanno violato gli obblighi in materia di monitoraggio fiscale.

Possono attivare la voluntary disclosure anche gli “estero residenti fittizi”, i cittadini “trasferiti” in Paesi black list, i soggetti “estero vestiti”, i tru-st e i trust “estero vestiti”, i contribuenti che detengono attività all’estero senza esserne formalmente intestatari, avendo fatto ricorso a soggetti interposti o a intestazioni fiduciarie estere.

Il documento individua nel dettaglio le tipologie di investimenti e di attività di natura finanziaria illecitamente costituiti o detenuti all’estero, i redditi e gli imponibili che rientrano nella procedura di voluntary disclosure.

È possibile accedere alla procedura in relazione a tutti i periodi d’imposta per i quali, alla data di presentazione della domanda, non sono decaduti i termini per l’accertamento o per la contestazione delle violazioni in materia di monitoraggio fiscale. In presenza di determinate condizioni non opera il raddoppio dei termini ordinariamente previsto in caso di investimenti e attività finanziarie detenuti in Paesi black list, che hanno sottoscritto accordi che prevedono uno scambio di informazioni effettivo, conforme al modello Ocse 2005.

Tutti questi soggetti potranno regolarizzare tutte le violazioni dichiarative relative alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle imposte sostitutive, all’Irap, all’Iva, nonché le violazioni in materia di dichiarazioni dei sostituti d’imposta.

Il contribuente non può accedere alla procedura se prima di presentare la domanda sia venuto a conoscenza dell’inizio di accessi, ispezioni o verifiche, dell’inizio di altre attività amministrative di accertamento, della propria condizione di indagato o di imputato in procedimenti penali per violazioni di norme tributarie.

La procedura non può essere attivata neanche nel caso in cui un soggetto terzo, che sia obbligato solidalmente in via tributaria con il richiedente o che abbia concorso in un reato tributario a lui attribuito, venga a conoscenza delle cause di inammissibilità.

In presenza di attività…

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