Diario fiscale del 22 gennaio 2015: arriva una proroga per il vecchio regime dei minimi?

Pubblicato il 22 gennaio 2015

ci sarà la proroga del vecchio regime dei minimi?; start-up a vocazione sociale: prassi Mise; attività professionali: decisione del CdS;si va verso il ritorno dell’esenzione da IMU per i terreni agricoli montani?; finte email con Linee Guida sul Redditometro: occhio ai link e ai virus contenuti negli allegati; benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto: chiarimenti Inps; Inail: sanzioni per il mancato invio del certificato medico; flussi di ingresso 2014: linee guida INPS; aggiornate due guide del Fisco sul “restauro” di casa; evasione fiscale: PM chiede processo per Gianna Nannini

 

Indice:

 1) E’ proroga del regime dei minimi ?

 2) Start-up a vocazione sociale: prassi Mise

 3) Attività professionali: decisione del CdS

 4) Si va verso il ritorno dell’esenzione da IMU per i terreni agricoli montani?

 5) Finte email con Linee Guida sul Redditometro: occhio ai link e ai virus contenuti negli allegati

 6) Benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto: chiarimenti Inps

 7) Inail: sanzioni per il mancato invio del certificato medico

 8) Flussi di ingresso 2014: Linee guida INPS

 9) Aggiornate due guide del Fisco sul “restauro” di casa

 10) Evasione fiscale: PM chiede processo per Gianna Nannini

 

 

1) E’ proroga del regime dei minimi ?

E' stato formalizzato l’emendamento di Scelta civica che prolunga di un anno la possibilità di optare per la tassazione forfettaria ultraridotta (quella al 5%) per tutto il 2015. Nel frattempo, l’Agenzia delle Entrate ha reso noto che chi ha avviato l’attività a fine 2014 ha trenta giorni di tempo per scegliere il vecchio regime. Attenzione, però, alle finte aperture perché chi entra in extremis potrebbe ritrovarsi esposto a contestazioni da parte del fisco nei prossimi anni.

I professionisti che assistono partite Iva raccomandano di optare per i minimi solo in presenza di una prova che attesti il reale avvio di un’attività. E’ ancora forte, inoltre, il pressing delle associazioni delle partite Iva per congelare l’aumento dei contributi per professionisti e free lance iscritti alla gestione Inps. Il Pd ha presentato un emendamento per mantenere il prelievo al 27,72% per il 2015.

Regime dei minimi prorogato per il 2015

Arriva con un emendamento di Giulio Sottanelli, capogruppo di SceltaCivica in commissione finanze Camera, al decreto legge milleproroghe, una ciambella di salvataggio alle partite Iva penalizzate dalle nuove regole in vigore da gennaio 2015. In deroga alle disposizioni della finanziaria, nell’emendamento il regime vigente prima della riforma resta operativo e applicabile con l’esercizio dell’opzione per il 2015. Quindi, chi ha i requisiti e decide di avvalarsene può esercitare l’opzione per l’anno 2015. Al finanziamento dell’operazione, è scritto nell’emendamento, si provvede con una riduzione pari a 15 milioni per il 2015, e 30 per il 2016, del fondo per gli interventi strutturali di politica economica, è stata introdotta l’imposta sostitutiva del 15% uguale per tutti, ma a seconda dell’attività esercitata è stato cambiato sia il tetto dei ricavi per l’accesso sia la deduzione forfettaria.

 

 

2) Start-up a vocazione sociale: prassi Mise

Il Mise, con la circolare n. 3677/C del 20 gennaio 2015, ha fornito chiarimenti in merito al riconoscimento dello status di start-up innovativa a vocazione sociale.

In particolare, è stato precisato che, ai sensi dell'art. 25, comma 4, D.L. n. 179/2012, la promozione di iniziative di pubblico interesse è un requisito per riconoscere lo status di start-up a vocazione sociale; tale riconoscimento deve “necessariamente avere evidenza pubblica attraverso la sezione speciale del Registro delle imprese di cui all'art 25, comma 8, coerentemente con il regime di pubblicità di cui al comma 10 dello stesso articolo, […] tramite autocertificazione da presentarsi alla camera di commercio competente”.

Autocertificazione dei requisiti della start up a vocazione sociale

Per quanto attiene al riconoscimento di startup innovativa a vocazione sociale, la circolare n. 3677/C del 20 gennaio 2015 specifica che è necessaria la dovuta pubblicità che deve avvenire con l'iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese e con la presentazione di un'autocertificazione presso la camera di commercio competente.

In tale autocertificazione va allegato anche un “Documento di descrizione di impatto sociale” in cui l’impresa ha la possibilità di descrivere e dare conto esternamente dell’impatto sociale prodotto, ricorrendo a indicatori di natura qualitativa e quantitativa.

Tale documento va trasmesso in via telematica alla Camera di Commercio competente territorialmente con cadenza annuale.

Start up innovativa: non sempre il ritardo nell’aggiornare le notizie comporta la cancellazione.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato una serie di pareri ed una circolare aventi ad oggetto start up innovative.

Conferimento di impresa individuale in S.r.l. unipersonale

Secondo quanto contenuto nel parere n. 6057 del 19 gennaio 2015, il conferimento di un’azienda esercente attività innovativa ad alto valore tecnologico in una società unipersonale, di cui il conferente (già titolare dell’impresa individuale) sia unico socio, può rientrare nella fattispecie di start up innovativa poiché trattasi di trasformazione atipica eterogenea.

Si precisa che l’attività non deve essere stata esercitata per un periodo superiore a 48 mesi complessivi, comprendente sia la fase di pretrasformazione che quella successiva alla trasformazione stessa.

Ritardo nell’aggiornamento delle notizie

Come rileva il parere n. 6064 del 19 gennaio 2015, nell’ipotesi che la start up innovativa ritardi nell’aggiornamento delle informazioni, da ciò non deriva l’automatica cancellazione della start-up (o incubatore) dalla sezione speciale.

Qualora sia l’ufficio ad accertare il ritardo nell’adempimento, che comporta la sanzione della cancellazione allora l’ufficio è tenuto ad informare tramite PEC la start-up dell’avvio del procedimento, concedendo un termine, non superiore a 10 giorni per controdedurre.

L’esito procedimentale sarà poi vagliato dal giudice del registro che valuterà se ordinare la cancellazione.

Iscrizione nella sezione speciale

Il parere n. 6062 del 19 gennaio 2015 ammette che una società, iscritta nella sezione ordinaria del registro delle imprese, possa chiedere l’iscrizione alla sezione speciale del registro delle imprese quale start-up in presenza di iscrizione avvenuta nell’ambito del quadriennio e dei requisiti richiesti dalla legge.In caso di iscrizione avvenuta nel 2011, precisa il Mise, è possibile fruire dello speciale regime per una massimo di quarantotto mesi, a partire dalla data di costituzione della società.

Esercizio dell’attività di “civic crowdfunding”

Infine, secondo quanto viene affermato nel parere n. 6059 del 19 gennaio 2015, può essere classificata start up innovativa rivolta al sociale l’attività diretta a promuovere – attraverso un portale web - il “civic crowdfunding”, cioè il crowdfunding non finalizzato alla partecipazione nel capitale di soggetti imprenditoriali bensì alla raccolta di fondi per finanziare iniziative non imprenditoriali, sia da parte di soggetti “non profit” che da privati.

 

 

3) Attività professionali: decisione del CdS

Le società commerciali, a eccezione delle società operanti nel settore legale e dell’ingegneria, non possono svolgere attività professionali; l’unica forma generalmente ammessa per svolgere attività professionale in forma di impresa è infatti quella delle società tra professionisti ex legge 183/2011. Lo sostiene il Consiglio di stato, VI sezione, con la sentenza n. 103 del 16 gennaio 2015, in riferimento ad una gara per l’affidamento del servizio di elaborazione buste paga, gestione documenti, consulenza sul personale. Alla procedura erano state ammesse oltre a liberi professionisti (consulenti del lavoro, avvocati, dottori commercialisti, ragionieri e periti commerciali), anche le società di professionisti ex art. 10, legge 183/2011 e le società commerciali che potessero documentare di avere alle proprie dipendenze almeno un professionista abilitato (nel caso di specie erano due raggruppamenti di società commerciali), clausola ritenuta legittima in primo grado (Tar Liguria, 314/2013). Il CdS sposa invece la tesi opposta dell’illegittimità della partecipazione dei due raggruppamenti di società commerciali operanti nel settore della consulenza giuslavoristica partendo alla considerazione preliminare che la gara aveva a oggetto prestazioni professionali o prestazioni tali da presupporre “l’acclarato possesso di specifiche cognizioni lavoristico-previdenziali” riservate a “determinate professioni”.

Ingegneri con prove compensative

Arrivano le regole per gli ingegneri non italiani che vogliono esercitare la libera professione nel nostro paese.

È stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 14 del 20 gennaio 2015, il decreto del ministero della giustizia n. 200/2014 “recante misure compensative per l’esercizio della professione di ingegnere, di cui all’articolo 24 del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206”. Il regolamento entrerà in vigore il 3 febbraio prossimo. Dunque, chi non ha un percorso formativo identico a quello italiano dovrà sostenere una prova attitudinale che ha luogo almeno due volte l’anno presso il Consiglio nazionale. L’esame, da svolgersi in lingua italiana, si articola in una prova scritta o pratica e nella prova orale, ovvero in una sola prova orale, come stabilito nel decreto di riconoscimento.

 

 

4) Si va verso il ritorno dell’esenzione da IMU per i terreni agricoli montani ?

Sarebbe questa l’intenzione del Governo secondo quanto riferito da alcuni parlamentari del Pd.

Disposizioni urgenti per il sistema bancario e gli investimenti (decreto legge)

Su proposta del Presidente del Consiglio Matteo Renzi e dei Ministri dell’Economia e delle Finanze Pietro Carlo Padoan e dello Sviluppo Economico Federica Guidi, il Consiglio dei Ministri, il 20 gennaio 2015, ha approvato un decreto legge contenente disposizioni urgenti per il sistema bancario e gli investimenti.

Riforma banche popolari

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un intervento di riforma delle banche popolari con l’obiettivo di rafforzare il settore bancario e adeguarlo allo scenario europeo, innovato dall’unione bancaria. Con la distinzione in due fasce si preserva il ruolo delle banche con vocazione territoriale e al tempo stesso si adegua alle prassi ordinarie la governance degli istituti di credito popolari di maggiori dimensioni che nella maggioranza sono anche società quotate in borsa. La finalità ultima dell’intervento è di garantire che la liquidità disponibile si trasformi in credito a famiglie e imprese e favorire la disponibilità di servizi migliori e prezzi più contenuti. Pertanto il Consiglio dei Ministri ha adottato un decreto legge che impone alle banche popolari con attivo superiore a 8 miliardi di euro la trasformazione in società per azioni.

Società di servizio per la patrimonializzazione e la ristrutturazione delle imprese italiane

La misura è volta a promuovere la costituzione di una Società di servizio per la ristrutturazione, il riequilibrio finanziario e il consolidamento industriale di imprese italiane in temporanee difficoltà patrimoniali e finanziarie, ma con buone prospettive industriali ed economiche. Si tratterebbe pertanto di uno strumento caratterizzato da natura e finalità diverse rispetto ai Fondi partecipati e promossi dalla Cassa Depositi e Prestiti – F2i, Fondo strategico italiano, Fondo italiano d’investimento – che sono tenuti a investire in aziende non solo prospetticamente, ma anche correntemente in utile. Il capitale della Società sarà interamente sottoscritto da investitori istituzionali e professionali attraverso l’emissione di azioni, alcune delle quali possono godere anche della garanzia dello Stato. Alle azioni non garantite sono attribuiti maggiori diritti di governance. Gli azionisti che detengono titoli garantiti sono tenuti a riversare allo Stato una quota dei dividendi a titolo di premio sulla garanzia ottenuta.

Il periodo massimo entro il quale effettuare la cessione o il trasferimento delle partecipate è stabilito in 7 anni dall’investimento (prorogabili a 10). La Società è tenuta a distribuire almeno i due terzi degli utili prodotti.

Portabilità conti correnti

Gli istituti bancari e i prestatori di servizi di pagamento, in caso di trasferimento di un conto di pagamento, sono tenuti a darne corso, senza oneri o spese di portabilità a carico del cliente, entro termini predefiniti. La trasferibilità si applica ai soli conti di pagamento. In caso di mancato rispetto dei termini, l’istituto bancario o il prestatore di servizi di pagamento risarcisce il cliente in misura proporzionale al ritardo e alla disponibilità esistente sul conto di pagamento al momento della richiesta di trasferimento.

SACE

Al fine di rafforzare l’attività di SACE. a supporto dell’export e dell’internazionalizzazione dell’economia italiana, SACE potrà essere autorizzata a svolgere l’esercizio del credito diretto (ovvero a costituirsi come banca). Tale attività dovrà essere svolta previa autorizzazione della Banca d’Italia, nel rispetto delle normative internazionali, europee e nazionali in materia.

PMI innovative

Si introduce la categoria di “PMI innovative” costituita dalle PMI non quotate con bilancio certificato e in possesso di almeno due tra i seguenti tre requisiti: spese in R&S (ricerca e sviluppo) almeno pari al 3% del maggior valore tra fatturato e costo della produzione; impiego di personale altamente qualificato in misura almeno pari a un quinto della forza lavoro complessiva; detentrici, licenziatarie o depositarie di un brevetto o un software registrato alla SIAE. Alle PMI innovative si applica la disciplina delle start-up innovative, a eccezione delle disposizioni in ambito di diritto fallimentare e di regolamentazione del mercato del lavoro.

Modifiche alla tassazione dei redditi derivanti dai beni immateriali e marchi

Si potenzia il Patent box, con piena inclusione anche dei marchi commerciali tra le attività immateriali per le quali viene riconosciuto il beneficio fiscale. In questo modo il Patent box diventa una potente misura di attrazione di investimenti qualificati nella valorizzazione del capitale immateriale, dei marchi e dei modelli industriali, facendo del nostro Paese una potenziale piattaforma per investimenti ad alto contenuto di conoscenza. Viene anche ampliato il campo di applicazione oggettiva del Patent box aprendo alla possibilità di includere, entro limiti prestabiliti, le attività di valorizzazione della proprietà intellettuale gestite e sviluppate in outsourcing con le società del gruppo.

Misure a favore dei fondi di credito

Al fine di consentire alle imprese italiane di beneficiare di tutti gli strumenti finanziari di cui beneficiano i loro competitor europei, allineando al contempo la normativa italiana a quella di altri Paesi europei (quali Germania e Francia), la proposta tende innanzitutto ad ampliare l’esenzione della ritenuta a tutti i proventi percepiti dai fondi che possono fare credito diretto alle imprese, eliminando la limitazione che prevedeva l’esenzione solo per i fondi che non facevano ricorso alla leva finanziaria.

La limitazione legata al fatto che i fondi non debbano utilizzare la leva finanziaria riduce notevolmente l’accesso alla liquidità presente a livello internazionale dato che la maggior parte dei credit funds si finanziano anche con il debito per ottimizzare la propria struttura del capitale.

Ricorso facoltativo alla provvista CDP per banche e intermediari finanziari che erogano finanziamenti alle PMI

La norma svincola il plafond sulla legge Sabatini alla provvista CDP, consentendo alle banche di utilizzare provvista autonoma. In tal modo la procedura di erogazione dei finanziamenti della Sabatini dovrebbe farsi più veloce e, alle attuali condizioni di mercato, anche più conveniente.

 

 

5) Finte email con Linee Guida sul Redditometro: occhio ai link e ai virus contenuti negli allegati

Attenzione alle false email di “Aggiornamento” che circolano in queste ore e che si presentano come Linee Guida dell’Agenzia delle entrate per evitare i controlli sul redditometro. Il file allegato contiene un virus che può compromettere la sicurezza del computer del destinatario.

L’Agenzia raccomanda di non aprire il file, di non collegarsi al sito indicato nel testo della email e di non utilizzare per nessun motivo il link presente nel messaggio. Il collegamento, infatti, rimanda a un sito (www.agensiaentrate.it) dal nome molto simile al dominio istituzionale delle Entrate, proprio con lo scopo di trarre in inganno i cittadini.

Queste email, oltre a contenere virus dannosi per il computer, hanno lo scopo di ottenere illecitamente dati personali dei cittadini. Nel testo, infatti, viene precisato che la consultazione delle istruzioni allegate è consigliata “specialmente” a coloro che utilizzano i servizi di “Internet Banking”.

Le Entrate, quindi, invitano i contribuenti che stanno ricevendo questa mail a non inoltrarla e a eliminarla senza aprire l’allegato, potenzialmente dannoso per il proprio computer, e a non connettersi per nessuna ragione al link indicato.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 5 del 21 gennaio 2015)

 

 

6) Benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto: chiarimenti Inps

L’Inps, con la circolare n. 8 del 21 gennaio 2015, fornisce chiarimenti sui benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto.

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 29 dicembre 2014, Supplemento ordinario n. 99, è stata pubblicata la legge 23 dicembre 2014, n. 190, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015).

L’ articolo 1, comma 115, della citata legge così dispone: “Entro il 31 gennaio 2015 gli assicurati all’assicurazione generale obbligatoria, gestita dall’INPS, e all’assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali, gestita dall’INAIL, dipendenti da aziende che hanno collocato tutti i dipendenti in mobilità per cessazione dell’ attività lavorativa, i quali abbiano ottenuto in via giudiziale definitiva l’ accertamento dell’avvenuta esposizione all’ amianto per un periodo superiore a dieci anni e in quantità superiore ai limiti di legge e che, avendo presentato domanda successivamente al 2 ottobre 2003, abbiano conseguentemente ottenuto il riconoscimento dei benefici previdenziali di cui all’articolo 47 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, possono presentare domanda all’ INPS per il riconoscimento della maggiorazione secondo il regime vigente al tempo in cui l’esposizione si è realizzata ai sensi dell’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni. Le prestazioni conseguenti non possono avere decorrenza anteriore al 1° gennaio 2015”.

Quadro normativo di riferimento

L’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni, stabilisce che “per i lavoratori che siano stati esposti all'amianto per un periodo superiore a dieci anni, l'intero periodo lavorativo soggetto all' assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali derivanti dall' esposizione all'amianto gestita dall' INAIL è moltiplicato, ai fini delle prestazioni pensionistiche per il coefficiente di 1,5”.

L’articolo 47, comma 1, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, prevede che “a decorrere dal 1 ottobre 2003, il coefficiente stabilito dall'articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, è ridotto da 1,5 a 1,25. Con la stessa decorrenza, il predetto coefficiente moltiplicatore si applica ai soli fini della determinazione dell'importo delle prestazioni pensionistiche e non della maturazione del diritto di accesso alle medesime”.

L’articolo 3, comma 132, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, dispone che “in favore dei lavoratori che abbiano già maturato, alla data del 2 ottobre 2003, il diritto al conseguimento dei benefici previdenziali di cui all'articolo 13, comma 8, della legge  27  marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni, sono salve le disposizioni previgenti alla medesima data del 2 ottobre 2003.  La disposizione di cui al primo periodo si applica anche a coloro che hanno avanzato domanda di riconoscimento all' INAIL o che ottengono sentenze favorevoli per cause avviate entro la stessa data. Restano valide le certificazioni già rilasciate dall’INAIL”.

Il decreto 27 ottobre 2004 del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, operando un raccordo tra le disposizioni contenute nell’articolo 47 della legge n. 326 del 2003 e quelle introdotte dall’articolo 3, comma 132, della legge n. 350 del 2003, delinea le modalità di riconoscimento dei benefici pensionistici per lavoro svolto con esposizione all’amianto da parte degli Enti previdenziali erogatori delle prestazioni pensionistiche nonché le modalità di rilascio della certificazione attestante l’esposizione all’amianto da parte dell’ INAIL.

In seguito alla pubblicazione del richiamato decreto ministeriale è stata pubblicata la circolare n. 58 del 2005, con la quale sono state fornite le istruzioni applicative delle disposizioni ivi contenute, distinguendo tra la disciplina previgente alla data del 2 ottobre 2003 in favore di lavoratori che alla medesima data del 2 ottobre 2003 sono stati esposti, per un periodo superiore a dieci anni all’amianto, per periodi lavorativi soggetti all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali gestita dall’INAIL, e la disciplina recante disposizioni in favore di lavoratori che hanno svolto per un periodo non inferiore a dieci anni alla data del 2 ottobre 2003, attività con esposizione all’amianto per periodi lavorativi non soggetti alla predetta assicurazione.

Destinatari

Destinatari delle disposizioni di cui al richiamato articolo 1,comma 115, della legge n. 190 del 2014 sono gli assicurati iscritti all’ assicurazione generale obbligatoria, gestita dall’ INPS, e all’assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali, gestita dall’ INAIL, dipendenti di aziende che hanno collocato tutti i propri lavoratori in mobilità per cessazione dell’attività lavorativa, i quali hanno ottenuto in via giudiziale l’accertamento dell’avvenuta esposizione all’amianto per un periodo superiore a dieci anni e in quantità superiore ai limiti di legge e che, avendo presentato domanda successivamente al 2 ottobre 2003, hanno ottenuto il riconoscimento del beneficio consistente nella moltiplicazione del periodo di esposizione all’amianto per il coefficiente di 1,25 ai soli fini della determinazione dell’ importo del trattamento pensionistico.

In base al chiaro tenore della norma sono esclusi dal beneficio in parola gli iscritti ai fondi sostitutivi esclusivi ed esonerativi dell’assicurazione generale obbligatoria, nonché i lavoratori non soggetti all’ assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali gestita dall’ INAIL. 

Entità del beneficio

Gli assicurati di cui al precedente punto 3 possono presentare domanda all’INPS per il riconoscimento della maggiorazione secondo il regime vigente al tempo in cui l’esposizione si è realizzata ai sensi del richiamato articolo 13, comma 8, della legge n. 257 del 1992 che, si rammenta, prevede che il periodo di esposizione all’amianto sia moltiplicato per il coefficiente di 1,5 sia ai fini della maturazione del diritto di accesso alla prestazione pensionistica sia ai fini della determinazione dell’importo della medesima.

Modalità e termini e di presentazione delle domande

La domanda del beneficio in oggetto dovrà essere presentata dagli interessati entro e non oltre il 31 gennaio 2015. La domanda e la relativa documentazione dovrà essere presentata alla competente struttura territoriale dell’Istituto (la modulistica è disponibile sul sito internet www.inps.it nella sezione moduli assicurato/pensionato - codice AP98 -"Istanza per l'accesso ai benefici per i lavoratori esposti all'amianto").

In attesa dell’implementazione delle procedure relative all’inserimento del beneficio in argomento sul conto assicurativo degli interessati e delle procedure di lavorazione delle domande di pensione presentate dagli assicurati che abbiano inoltrato entro i termini regolare istanza, le Sedi avranno cura di tenere quest’ultima in apposita evidenza.

Successive istruzioni saranno fornite una volta ultimati i lavori di implementazione delle procedure di cui sopra.

Decorrenza della pensione

La decorrenza delle pensioni non può essere anteriore al 1° gennaio 2015.

 

 

7) Inail: sanzioni per il mancato invio del certificato medico

Il datore di lavoro che non ottemperi o che adempia in ritardo alla richiesta di invio del certificato medico da parte dell'Inail è soggetto a sanzione di importo variabile da 1.291 a 7.747 euro. A chiarirlo è il Ministero del Lavoro con la nota protocollare n. 295/2015, in cui il mancato o ritardato invio del certificato è paragonato alle stesse violazioni dell’obbligo di denuncia di infortunio o malattia professionale.

Il chiarimento è arrivato in risposta alla richiesta di un ufficio territoriale del ministero circa gli obblighi di denuncia d’infortunio e malattia professionale.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, nota del 21 gennaio 2015)

 

 

8) Flussi di ingresso 2014: Linee guida Inps

L’Inps, con il messaggio n. 380 del 16 gennaio 2015, ha illustrato le modalità di presentazione delle istanze di lavoro non stagionale per i lavoratori extracomunitari di cui al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'11 dicembre 2014 (flussi d'ingresso per l’anno 2014).

Ciò a seguito di quanto disposto dal D.P.C.M. dell’11 dicembre 2014 (pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 29 dicembre 2014), concernente la programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori non comunitari per lavoro non stagionale nel territorio dello Stato per l'anno 2014, l’Inps, con messaggio del 16 gennaio 2015, n. 380, fornisce alcune indicazioni in merito all’ingresso per le startup innovative.

Il decreto, all’art. 1, prevede, in particolare, una quota massima di ingressi per 17.850 cittadini, per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo, così ripartita:

- 1.000 lavoratori stranieri che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nei Paesi d’origine ai sensi dell’art. 23 del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286;

- 2.400 lavoratori autonomi appartenenti alle seguenti categorie:imprenditori di società che svolgono attività di interesse per l’economia italiana che effettuano un investimento significativo in Italia, che sostiene o accresce i livelli di reddito; liberi professionisti esercenti professioni vigilate, oppure non regolamentate ma rappresentative a livello nazionale e comprese negli elenchi curati dalla Pubblica amministrazione; titolari di cariche di amministrazione o di controllo di società, di società non cooperative, espressamente previste dalla normativa vigente in materia di visti d’ingresso; artisti di chiara fama internazionale, o di alta qualificazione professionale, ingaggiati da enti pubblici oppure da enti privati; cittadini stranieri per la costituzione di imprese “start-up innovative”, in presenza dei requisiti previsti dalla legge e titolari di un rapporto di lavoro di natura autonoma con l’impresa;- 100 lavoratori stranieri per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado di linea diretta di ascendenza, residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile.

Le restanti quote vengono riservate a coloro che devono convertire, in lavoro subordinato o in lavoro autonomo, il permesso di soggiorno già posseduto ad altro titolo. In particolare, in tale ambito le quote sono così ripartite:- 4.050 quote riservate a chi ha un permesso di soggiorno per lavoro stagionale da convertire in permesso di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale;- 6.000 quote riservate a chi ha un permesso di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale da convertire in permesso di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale;

- 1.050 quote riservate a chi ha un permesso di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale da convertire in permesso di soggiorno per lavoro autonomo;- 1000 quote riservate a chi ha un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato non dall’Italia ma da altro Stato membro dell’Unione europea da convertire in permesso di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale;- 250 quote riservate a chi ha un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato da altro Stato membro dell’Unione europea da convertire in permesso di soggiorno per lavoro autonomo.

Nell’ambito della quota complessiva di 17.850 unità sono, infine, anche ricomprese le 2.000 unità già prevista dall’articolo 2 del D.P.C.M. del 12 marzo 2014 per l’ingresso di cittadini dei Paesi non comunitari partecipanti all’Esposizione Universale di Milano 2015.

Le domande possono essere presentate esclusivamente per via telematica (tramite il sito internet sito https://nullaostalavoro.interno.it) dalle ore 9.00 del 30 dicembre 2014 e fino al termine di otto mesi dalla data di pubblicazione del Decreto in esame sulla Gazzetta Ufficiale (29 dicembre 2014).

Per quanto concerne l’ingresso per le startup innovative, lo straniero che intende chiedere la conversione del permesso di soggiorno ai fini della costituzione di una startup innovativa, deve richiedere al Comitato tecnico Italia Startup Visa il nulla osta secondo le modalità delle linee guida predisposte dal Ministero dello sviluppo economico d'intesa con Il Ministero degli affari esteri (ved. circolare n. 7172/2014).

Contestualmente deve esibire allo Sportello Unico per l’Immigrazione la certificazione di nulla osta rilasciata dal predetto Comitato, il quale, nel caso di conversione, non dovrà richiedere alla Questura il nulla osta provvisorio in quanto gli accertamenti di competenza verranno effettuati dall'Ufficio Immigrazione nel corso dell'istruttoria preliminare all'emissione del corrispondente permesso di soggiorno.

 

 

9) Aggiornate due guide del Fisco sul “restauro” di casa

Sul sito internet www.agenziaentrate.it sono state aggiornate due guide tributarie: “L’Agenzia informa” ci aggiorna sugli sconti per i lavori dentro casa. “Restaurate” e al passo con i tempi, le pubblicazioni on line delle Entrate su ecobonus e ristrutturazioni accolgono le novità normative contenute nella legge di stabilità 2015.

Tutte le novità sulle detrazioni del 65 e del 50% sono illustrate nelle pubblicazioni che l’Agenzia dedica alle agevolazioni fiscali sui lavori di riqualificazione energetica e di recupero del patrimonio edilizio.“Le agevolazioni fiscali sul risparmio energetico” e “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali”, i titoli delle due guide, già disponibili nella sezione del sito “L’Agenzia informa”, che sono state rivisitate per accogliere, in particolare, le ultime disposizioni introdotte dalla legge di stabilità 2015.

Interventi di riqualificazione energetica

La prima e, forse, più attesa novità contenuta nella legge di stabilità è la proroga al 31 dicembre 2015 della maggior detrazione Irpef e Ires (65%), sia per gli interventi eseguiti sulle singole unità immobiliari sia per quelli effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali.

Rimane immutato, invece, il tetto massimo di detrazione, che varia da 30mila a 100mila euro, a seconda del tipo di intervento effettuato. Dal 1° gennaio 2016, e questo vale anche per gli interventi sui condomìni, l’agevolazione sarà sostituita con la detrazione fiscale prevista per le spese di ristrutturazioni edilizie (36%).

L’agevolazione è stata inoltre estesa, ma solo per le spese che saranno sostenute nel 2015, ad altre due tipologie di interventi:

l’acquisto e la posa in opera delle schermature solari indicate nell’allegato “M” del decreto legislativo 311/2006 (tende esterne, chiusure oscuranti, dispositivi di protezione solare in combinazione con vetrate), nel limite massimo di detrazione di 60mila euro

l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, nel limite massimo di detrazione di 30mila euro.

L’opuscolo segnala, infine, altre due rilevanti novità.

La prima è quella prevista dall’articolo 12 del decreto sulle semplificazioni fiscali (Dlgs 175/2014), che ha eliminato l’obbligo di inviare all’Agenzia delle Entrate la comunicazione per i lavori che proseguono oltre il periodo d’imposta.I contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, quindi, non dovranno più inviare alcuna comunicazione per le spese sostenute nel 2014, in relazione a lavori che proseguiranno nel 2015.

Stessa semplificazione per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, che non dovranno più comunicare le spese sostenute nel periodo d’imposta rispetto al quale il termine di 90 giorni scade a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto sulle semplificazioni fiscali (13 dicembre 2014).L’altra novità riguarda l’aumento dal 4 all’8%, a decorrere dal 1° gennaio 2015, della percentuale di ritenuta d’acconto sui bonifici che banche e Poste hanno l’obbligo di operare all’impresa che effettua i lavori.

Ristrutturazioni edilizie

Le principali novità che la legge di stabilità 2015 ha apportato in materia di detrazioni per interventi di ristrutturazione edilizia, agevolazione disciplinata dall’articolo 16-bis del Testo unico delle imposte sui redditi (Dpr 917/1986) sono, in sintesi, le seguenti:

- proroga al 31 dicembre 2015 della possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%), con il limite massimo di spesa di 96mila euro per unità immobiliare;

- estensione al 2015 della detrazione più elevata (65%) che può essere richiesta dai soggetti passivi Irpef e Ires per interventi di adozione di misure antisismiche su costruzioni che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità.

allungamento da 6 a 18 mesi del termine (di fine lavori) entro il quale deve avvenire l’acquisto o l’assegnazione dell’unità abitativa per usufruire della detrazione sugli acquisti di fabbricati, a uso abitativo, ristrutturati da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare o da cooperative edilizie.

Nella guide, il quadro completo di tutte le novità, con la descrizione dei vari tipi di intervento per i quali si possono richiedere le detrazioni, degli adempimenti previsti e delle procedure da seguire per poterne usufruire.

 

 

10) Evasione fiscale: PM chiede processo per Gianna Nannini

La Procura di Milano ha chiesto il processo per Gianna Nannini, la cantante accusata di un'evasione fiscale di 3 milioni e 750 mila euro. L’udienza preliminare si aprirà davanti al gup di Milano il prossimo 3 marzo. La richiesta di rinvio a giudizio per la rockstar è stata avanzata il mese scorso dal pm di Milano Adriano Scudieri, titolare di un'indagine che lo scorso aprile ha portato anche i militari del nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano a sequestrare la villa della cantante, con magazzini, scuderie a autorimessa, che si trova nel senese. Villa che è tuttora risulta sotto sequestro.

Secondo la ricostruzione del pm, Gianna Nannini, tra il 2007 e il 2012, avrebbe sottratto al fisco 3 milioni e 750mila euro interponendo tra la sua società milanese, la Gng Musica srl e le case discografiche Sony e Universal una società di diritto irlandese e un'altra di diritto olandese. Questo, si ipotizza, in modo da non pagare al fisco italiano le royalties dei dischi e dei concerti in quanto delocalizzati in Stati in cui la tassazione è più favorevole.

Una quota di questa evasione (126mila euro) sarebbe, inoltre, stata realizzata detraendo dalle dichiarazioni dei redditi costi "inerenti attività canora" e che invece (dopo che la Gdf ha sentito fornitori e operai), per l’accusa, sarebbero serviti non per i palcoscenici dei concerti ma per arredi e decorazioni per il bosco di una casa che la Nannini possiede a Piacenza. Con parte della somma evasa, la cantante avrebbe anche comperato anche un appartamento nel quartiere londinese di South Kensington. Per questo il pm Scudieri ha contestato alla cantante gli articoli 2 e 5 del decreto legislativo 74/2000 e ha chiesto il rinvio a giudizio. L'udienza preliminare si aprirà davanti al gup Fabio Antezza il prossimo 3 marzo. Gianna Nannini, all'indomani del sequestro della sua villa nel senese, aveva fatto sapere, tramite i suoi difensori, che non c'era stata alcuna evasione fiscale, né violazione di leggi e neppure utilizzo di società fittizie.

(Ansa, nota del 21 gennaio 2015)

 

Vincenzo D’Andò