Diario quotidiano del 23 ottobre 2014: tante novità dal decreto Sblocca Italia e dalla Legge di stabilità

Pubblicato il 23 ottobre 2014



norma “Sblocca Italia”: per l’Iva al 4% è bocciatura?; rialzo delle aliquote Iva dal 2016; sospeso pagamento tributi a Genova e zone alluvionate; DDL Stabilità 2015 al Quirinale; Cassazione: utilizzo dell’auto propria ed infortunio “in itinere”; artigiani e commercianti: pronte le deleghe F24 per la contribuzione degli iscritti nel 2014; circolare dell’Agenzia delle dogane sull’introduzione fisica delle merci; approvata la legge europea 2013 bis: novità per i non residenti; Dogane: riscossione tassa di circolazione e/o diritto fisso veicoli industriali in ammissione temporanea; erogazione dell’indennità di tirocinio nell’ambito del Piano Italiano di attuazione della cosiddetta “Garanzia Giovani”; enti locali: il Consiglio nazionale dei Commercialisti scrive al premier Renzi; crisi aziendali: i Commercialisti nell’Osservatorio di ABI con le imprese

 

 Indice:

 1) Norma “Sblocca Italia”: per l’Iva al 4% è bocciatura ?

 2) Rialzo delle aliquote Iva dal 2016

 3) Sospeso pagamento tributi a Genova e zone alluvionate

 4) DDL Stabilità 2015 al Quirinale

 5) Cassazione: utilizzo dell’auto propria ed infortunio “in itinere”

 6) Artigiani e commercianti: pronte le deleghe F24 per la contribuzione degli iscritti nel 2014

 7) Circolare dell’Agenzia delle dogane sull’introduzione fisica delle merci: è autotutela sui depositi Iva

 8) Approvata la legge europea 2013 bis: novità per i non residenti

 9) Dogane: riscossione tassa di circolazione e/o diritto fisso veicoli industriali in ammissione temporanea

 10) Erogazione dell’indennità di tirocinio nell’ambito del Piano Italiano di attuazione della cosiddetta “Garanzia Giovani”

 11) Enti locali: il Consiglio nazionale dei Commercialisti scrive al premier Renzi

 12) Crisi aziendali: i Commercialisti nell’Osservatorio di ABI con le imprese

 

 

 1) Norma “Sblocca Italia”: per l’Iva al 4% è bocciatura ?

E’ priva di copertura l’agevolazione per chi ristruttura. Il D.L. si ferma sulle modifiche approvate in commissione.

Si va verso lo stop (per mancanza di copertura finanziaria) della norma dello “Sblocca Italia”, approvata dalla commissione ambiente della Camera, che, come è noto, prevede di fare scendere al 4% l'Iva su ristrutturazioni e riqualificazione edilizia. Circostanza, peraltro, confermata dai tecnici del servizio bilancio della camera, nel loro dossier secondo cui la norma determina minor gettito e la copertura individuata (cioè l’aumento dell’Iva sulla vendita delle nuove costruzioni) “non determina necessariamente effetti positivi di gettito”. Non solo, aggiungono che è necessario anche “verificare” la compatibilità con la disciplina Ue.

L’aliquota al 4% per interventi di ristrutturazione degli edifici che beneficiano dell’eco bonus e del bonus casa si fonda su risorse per lo sconto che, però, sono “inspiegabilmente reperite dall’aumento dell’Iva dal 4 al 10% per le nuove costruzioni”.

Deduzione del 20% per l’acquisto di nuovi immobili da destinare a locazione a rischio

Le modifiche in materia, introdotte in sede di conversione dello “Sblocca Italia”, non convincono i tecnici del bilancio

E’ in salita la strada per la conversione in legge del D.L. n. 133/2014 (decreto “Sblocca Italia”).

Tra i dubbi sottolineati nel documento, redatto dal servizio bilancio dello Stato, uno riguarda le modifiche alla deduzione IRPEF del 20% sull’acquisto di nuovi immobili.

Secondo i tecnici di bilancio, le modifiche alle misure previste comporterebbero una sottostima degli oneri finanziari quantificati nella relazione tecnica del D.L. e potrebbero quindi richiedere un’ulteriore copertura finanziaria.

 

2) Rialzo delle aliquote Iva dal 2016

Il nuovo aumento dell’IVA viene previsto dal 2016 (art. 45 della bozza del DDL di stabilità 2015).

Il DDL di stabilità 2015 disporrebbe aumenti delle aliquote del 22% e del 10% e, dal 2018, incrementi delle accise su benzina e gasolio usato come carburante. Viene previsto un succedersi di incrementi delle aliquote IVA, a partire dal 1° gennaio 2016 e per i due anni successivi, che dovrebbe portare, al 1° gennaio 2018:

- l’aliquota ordinaria dall’odierno 22% al 25,5%

- l’aliquota ridotta dall’attuale 10% al 13%.

Non sarebbero, invece, previste modifiche per l’aliquota del 4%, che dovrebbe dunque restare invariata.

 

3) Sospeso pagamento tributi a Genova e zone alluvionate

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze (lo rende noto con il comunicato stampa n. 237 del 21 ottobre 2014) ha firmato il decreto che dispone la sospensione dei versamenti e degli adempimenti tributari nelle zone colpite dall’alluvione verificatasi tra il 10 e il 14 ottobre 2014, che ha interessato la Liguria e altre aree del Nord Italia. La sospensione, che si applica dal 10 ottobre al 20 dicembre 2014, riguarda tutti i soggetti (persone fisiche e non ), anche in qualità di sostituti di imposta, aventi residenza, sede legale o operativa nei territori interessati dal maltempo. Sono sospesi anche i versamenti, derivanti dalle cartelle notificate dagli agenti della riscossione o derivanti da accertamenti esecutivi, mentre le ritenute devono continuare ad essere operate e versate.

Il decreto riporta in allegato l’elenco dei Comuni delle zone alluvionate in cui si applica la sospensione.

Elenco dei comuni

Ecco l’elenco dei Comuni colpiti dall’alluvione dei giorni scorsi e per i quali il decreto firmato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, dispone la sospensione del pagamento dei tributi e degli adempimenti. La sospensione, dal 10 ottobre al 20 dicembre 2014, riguarda le persone fisiche, anche in qualità di sostituti di imposta, e le imprese. Devono continuare ad essere operate e versate le ritenute.

Elenco dei Comuni

REGIONE VENETO

PROVINCIA DI PADOVA

PROVINCIA DI ROVIGO

PROVINCIA DI VERONA

REGIONE PIEMONTE

PROVINCIA DI ALESSANDRIA

PROVINCIA DI VERBANIA

REGIONE LIGURIA

PROVINCIA DI GENOVA

Genova e tutti i Comuni della Provincia

REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA

PROVINCIA DI TRIESTE

REGIONE EMILIA ROMAGNA

PROVINCIA DI PARMA

PROVINCIA DI PIACENZA

REGIONE TOSCANA

PROVINCIA DI PISA

PROVINCIA DI PISTOIA

PROVINCIA DI LIVORNO

PROVINCIA DI GROSSETO

 

4) DDL Stabilità 2015 al Quirinale

Il testo del disegno di legge di stabilità 2015, corredato di relazione illustrativa, è stato presentato dal Ministero dell’economia e delle Finanze al Consiglio dei ministri che lo ha discusso il 15 ottobre 2014, approvandolo salvo ulteriore affinamento tecnico. Completato l’affinamento, il testo è stato messo definitivamente a punto dal Gabinetto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, in stretta intesa con il Ministro per i Rapporti con il Parlamento e con il Dipartimento degli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio, e sono attualmente in fase di completamento la relazione tecnica e le tabelle di accompagnamento. Infine, l’articolato legislativo è stato anticipato al Quirinale.

(MEF, comunicato stampa n. 238 del 21 ottobre 2014)

 

5) Cassazione: utilizzo dell’auto propria ed infortunio “in itinere”

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22154 del 20 ottobre 2014, ha stabilito che non può essere considerato infortunio “in itinere”, e come tale risarcito, l’infortunio occorso ad un lavoratore mentre utilizzava la propria vettura non considerata necessaria.

I giudici hanno evidenziato che qualora possibile, il modo “normale”» e più sicuro per spostarsi è con il trasporto pubblico, e laddove possibile anche con l’utilizzo delle proprie gambe.

Annullamento delle dimissioni e pretesa delle retribuzioni

Sempre la Corte di Cassazione, ma con la sentenza n. 22063 del 17 ottobre 2014, ha stabilito che qualora venga evidenziato uno stato di incapacità naturale del lavoratore che porta all’annullamento delle dimissioni rassegnate, non vi è un automatismo che comporti il diritto di quest’ultimo a ricevere le retribuzioni maturate dalla data delle dimissioni a quella della riammissione al lavoro. Ciò in quanto il rapporto di lavoro è un contratto sinallagmatico e cioè a prestazioni corrispettive, in cui le parti si impegnano rispettivamente l’una nei confronti dell’altra. Per cui, nel periodo di mancate prestazioni, non possono essere pretese le relative retribuzioni.

 

6) Artigiani e commercianti: pronte le deleghe F24 per la contribuzione degli iscritti nel 2014

In relazione alla contribuzione dovuta per l’anno 2014 dagli Artigiani e dagli Esercenti attività commerciali, l’Inps, con il messaggio n. 7795 del 20 ottobre 2014, ha comunicato che è stata ultimata l’elaborazione dell’imposizione contributiva per tutti i soggetti iscritti alla gestione previdenziale nel corso del corrente anno e non già interessati da imposizione contributiva.

Sono stati, inoltre, predisposti i modelli Delega F24”, necessari per il versamento della contribuzione dovuta, disponibili in versione precompilata nel Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti alla sezione Posizione assicurativa - Dati del modello F24, dove è possibile consultare anche il prospetto di sintesi degli importi dovuti con le relative scadenze e causali di pagamento.

Ovviamente l’accesso ai Servizi del Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti può avvenire tramite PIN del soggetto titolare di posizione contributiva, ovvero di un suo intermediario in possesso di delega in corso di validità.

 

7) Circolare dell’Agenzia delle dogane sull’introduzione fisica delle merci: è autotutela sui depositi Iva

Sulla questione dell’introduzione delle merci nei depositi Iva, l’amministrazione fa autotutela e rinuncia alla pretesa dell’imposta non pagata all’ufficio doganale al momento dell’importazione, qualora il tributo sia stato poi assolto con il meccanismo dell’inversione contabile.

Dopo la sentenza della Corte di giustizia Ue, le dogane non possono più richiedere l’imposta già assolta con autofattura, né applicare sanzioni sproporzionate. Il principio dichiarato dai giudici di Lussemburgo nella causa C-272/13 ha avuto effetti dirompenti nel panorama processuale e procedimentale italiano, ora accolti dalla stessa Agenzia delle Dogane con la circolare 16/E del 20 ottobre 2014. Sono molti gli spunti di riflessione del nuovo sistema normativo e di prassi che si va ora delineando. Per la Corte di Lussemburgo la disciplina comunitaria in materia di Iva non consente a uno Stato membro di chiedere il pagamento dell'imposta all’importazione se la medesima sia stata già assolta con il meccanismo del reverse charge mediante l’autofatturazione. La Corte ha inoltre osservato che il versamento tardivo dell’Iva costituisce una violazione formale, come tale sanzionabile con il principio di proporzionalità.

 

8) Approvata la legge europea 2013 bis: novità per i non residenti

Approvato in via definitiva il disegno di legge con le disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea.

A partire dal 2014, i soggetti residenti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni, potranno beneficiare degli stessi oneri detraibili e deducibili attualmente riconosciuti ai soggetti residenti, a condizione che il reddito prodotto nel territorio dello Stato italiano sia pari almeno al 75% del reddito complessivamente prodotto e che, nello Stato di residenza, non fruiscano di agevolazioni fiscali analoghe. Inoltre, alla medesima condizione di raggiungimento della soglia del 75% del reddito complessivamente prodotto, i contribuenti non residenti potranno accedere al regime dei “nuovi minimi”, introdotto dal Dl n. 98/2011.

È una delle modifiche fiscali introdotte dalla legge europea 2013 bis, approvata il 21 ottobre 2014 in via definitiva dalla Camera, in ottemperanza agli obblighi derivanti dall’appartenenza all’Unione europea.

L’articolo 7 della legge europea 2013 bis, introduce un nuovo comma 3-bis nell’articolo 24 del Tuir, estendendo le medesime agevolazioni fiscali – in termini di deduzioni e detrazioni – previste per i soggetti residenti nel territorio dello Stato ai contribuenti che, pur residenti fiscalmente in un altro Stato membro o in un Paese dello Spazio economico europeo, producono almeno il 75% del proprio reddito complessivo in Italia.

La deroga ai criteri generali di determinazione dell’imposta sul reddito dovuta dai non residenti opera a condizione che i “non residenti Schumacker” non godano nello Stato di residenza di analoghe agevolazioni fiscali.

Un decreto Mef di natura non regolamentare detterà le disposizioni attuative della norma.

Con riguardo invece al regime dei minimi, all’articolo 1, comma 99, della legge 244/2007, viene sostituita la lettera b), contenente una della cause di esclusione dal predetto regime, ovvero il requisito di residenza nel territorio dello Stato. La modifica consente anche ai soggetti residenti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’accordo See che assicuri un adeguato scambio di informazioni, il reddito complessivo dei quali sia prodotto nel territorio dello Stato italiano in misura almeno pari al 75%, di usufruire del regime agevolato.

 

9) Dogane: riscossione tassa di circolazione e/o diritto fisso veicoli industriali in ammissione temporanea

Riscossione tassa di circolazione e/o diritto fisso veicoli industriali in ammissione temporanea e appartenenti a persone stabilmente residenti all’estero.

E’ questo l’argomento che viene illustrato dall’Agenzia delle Dogane con la nota n. 117274/RU del 20 ottobre 2014.

Sia la tassa di circolazione sia il diritto fisso per i veicoli industriali esteri temporaneamente importati ( ammissione temporanea), essendo ascritti, per espressa volontà legislativa tra i tributi erariali, vengono applicati direttamente dallo Stato e come tali dallo stesso riscossi.

L’attività di riscossione, inizialmente condivisa tra il Dipartimento delle Dogane e l’A.C.I., a causa del venir meno della Convenzione con quest’ultima, è ora di sola competenza degli Uffici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli secondo le disposizioni del citato D.M. 29.12.77.

La riscossione avviene oggi con bolletta A/22 in cui, con riguardo alla tassa di circolazione, devono essere evidenziate la nazionalità e la targa del veicolo mentre per il diritto fisso devono essere indicati il tonnellaggio e il superamento o meno del limite di 100Km che determina l’applicazione di una diversa aliquota; la copia “figlia” della bolletta (A22) deve essere consegnata come ricevuta al titolare del mezzo di trasporto (persona stabilmente residente all’estero) - Obbligato.

La liquidazione direttamente nel DAE da parte del trasportatore non è possibile in quanto essendo persona stabilmente residente all’estero non è titolare di codice EORI e manca del requisito necessario di persona residente nella UE.

Considerate le difficoltà create dalla sopradescritta procedura, la necessità di agevolare un sollecito movimento delle merci nonché la richiesta presentata da alcuni operatori di poter effettuare il pagamento dei tributi in questione direttamente presso la sede del beneficiario della domiciliazione, senza quindi dover transitare negli Uffici doganali, nelle more di un esaustivo intervento informatico, l’Agenzia si dispone quanto segue.

Il pagamento dei diritti in questione può essere effettuato, per conto dell’obbligato, da parte del titolare della procedura di domiciliazione.

Qualora,in presenza di una richiesta di pagamento da parte dell’obbligato, il titolare della procedura di domiciliazione ritenga di volervi provvedere può alternativamente:

- chiedere all’Ufficio delle dogane competente l’emissione di una bolletta A22 con pagamento sul conto di debito di riferimento della procedura con l’inserimento nel campo NOTE della causale “pagamento effettuato per conto di …..” .

Copia della A22, in formato pdf, sarà trasmessa dall’Ufficio delle dogane al titolare della domiciliazione per la consegna, come ricevuta, al trasportatore – Obbligato e per la sua allegazione alla dichiarazione (DAE);

- effettuare il pagamento in questione direttamente con la dichiarazione doganale, utilizzando il codice 423 ed applicando le tariffe vigenti con conseguente imputazione sul Conto di debito di riferimento della procedura, inserendo nel campo 44 “documento”: “pagamento della tassa di circolazione e del diritto fisso effettuato per conto di …..”

In tale ultima ipotesi, il titolare della procedura di domiciliazione deve consegnare al trasportatore - Obbligato, a titolo di ricevuta copia della bolletta doganale (DAE).

Diversamente qualora il trasportatore intenda effettuare il pagamento direttamente ed autonomamente presso l’Ufficio delle Dogane il titolare della procedura di domiciliazione, già investito dell’obbligo di allegare alla dichiarazione doganale il tagliando di controllo delle autorizzazioni bilaterali per eventuali successive verifiche (nota prot. 233/VCT/AD del 12.02.2003 dell’Area Verifiche e Controlli Tributi Doganali Accise – Laboratori Chimici) deve fornire la dovuta “assistenza” e provvedere ad allegare alla dichiarazione doganale copia della ricevuta di pagamento (A22) spontaneamente esibita dal vettore.

 

10) Erogazione dell’indennità di tirocinio nell’ambito del Piano Italiano di attuazione della cosiddetta “Garanzia Giovani”

Istruzioni procedurali sull’erogazione dell’indennità di tirocinio nell’ambito del Piano Italiano di attuazione della cosiddetta “Garanzia Giovani” da parte dell’Inps, con il messaggio n. 7899 del 22 ottobre 2014.

Le regioni sono già abilitate ad accedere al Sistema Informativo Percettori (SIP); pertanto, per il personale della Regione già in possesso di pin di accesso alla banca dati percettori, dovrà essere richiesta solo l’estensione alla gestione relativa al servizio “Banca dati percettori– Richieste pagamenti indennità/sussidi”, preordinato alla specifica gestione dell’attività connessa all’indennità di tirocinio.

Per ciascun beneficiario dovranno essere indicati dalla Regione i dati anagrafici, le modalità di pagamento richieste, il periodo di riferimento e l’importo lordo complessivo da corrispondere a titolo di indennità di tirocinio per detto periodo.

Al calcolo dell’indennità di tirocinio spettante a ciascun tirocinante, dunque, provvederà direttamente la Regione, la quale non dovrà indicare né l’importo orario, né le ore svolte dal tirocinante, ma esclusivamente l’importo lordo spettante al giovane beneficiario a titolo di indennità di tirocinio per il periodo di tempo indicato nel file xml.

Modalità di pagamento dell’indennità e regime fiscale

A seconda della modalità indicata dal tirocinante, il pagamento della indennità può realizzarsi:

- tramite accredito su conto corrente bancario o postale, provvisto di relativo IBAN, indicato dal tirocinante

ovvero,

- qualora non fosse indicato un codice IBAN, tramite bonifico cd. “domiciliato” cioè a mezzo Ufficio postale (competente in base alla residenza/domicilio, individuato tramite il codice di avviamento postale indicato dal tirocinante) che provvederà ad inviare all’interessato una comunicazione per incassare l’importo a lui assegnato.

 

11) Enti locali: il Consiglio nazionale dei Commercialisti scrive al premier Renzi

Dai Commercialisti un pacchetto di proposte sulla materia. Chieste novità su estrazione a sorte, limite di svolgimento dei mandati, rimborsi spese e unioni di Comuni

Il tema dei controlli negli Enti locali rappresenta un argomento molto caro ai commercialisti italiani, in merito al quale il CNDCEC ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al sottosegretario di Palazzo Chigi Graziano Delrio ed ai ministri di Interno, Economia e Affari Regionali Alfano, Padoan e Lanzetta. La missiva, firmata dal presidente Gerardo Longobardi, contiene una serie di osservazioni sulla figura del revisore, sulle finalità delle sue funzioni e del suo operato.

Secondo i commercialisti, i provvedimenti normativi che si sono succeduti negli ultimi anni in materia di revisione negli Enti locali se da un lato hanno ampliato le competenze e le responsabilità del revisore, dall’altro non hanno creato un calibrato sistema per individuare le competenze e le professionalità più adeguate alle esigenze peculiari dei singoli enti locali.

Oggi, infatti, il revisore non è più solo mero organo di controllo, ma è venuto a costituire un vero e proprio presidio di legalità che adempie alle proprie funzioni in piena indipendenza, contribuendo con la propria presenza e il proprio operato al conseguimento degli obiettivi dell’Ente locale e alla tutela degli interessi della collettività.

Ad essere chiamato in causa è l’attuale meccanismo di selezione dei revisori fondato sull’estrazione a sorte. Secondo i commercialisti si tratta di un sistema che rischia sia di dissipare importanti patrimoni culturali, professionali e di esperienza, sia di ostacolare il corretto ricambio generazionale, impedendo fisiologici “travasi” di competenze e crescita di nuove e giovani figure in grado di fronteggiare le gravose responsabilità connesse al ruolo.

Il meccanismo, infatti, impone al revisore al debutto di impegnarsi nei comuni medio-piccoli dove, essendo da solo, rischia di trovarsi impreparato alla complessità del ruolo, cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni. I commercialisti suggeriscono allora di indirizzare i primi incarichi dei revisori negli enti più grandi dove, essendo il controllo affidato ad un collegio di tre membri, si può meglio maturare un’esperienza sul campo, basata anche sul confronto con gli altri colleghi.

Le modalità di selezione, quindi, devono essere improntate a criteri tali da assicurare adeguatamente l’efficacia di queste figure dalla nevralgica importanza per l’intero sistema Paese al fine di scongiurare rischi di instabilità e danni economici, e non, per tutta la collettività.

Per valorizzare lo strumento e renderlo più efficiente è necessaria la sua estensione anche alle società partecipate pubbliche e a quelle quotate per favorire sia l’ampliamento delle opzioni di incarico, depotenziando il rischio di una indesiderata “fuga” di professionalità, sia una maggiore rotazione delle figure di controllo con vantaggi in termini di trasparenza e salvaguardia della figura del revisore.

Per rendere operativa l’estrazione a sorte nelle società controllate dagli Enti locali basterebbe intervenire, secondo i commercialisti, sull’art. 2449 del Codice civile per rendere inderogabile (oggi a decidere è lo Statuto) il diritto degli Enti soci di nominare un numero di amministratori e sindaci proporzionale alla partecipazione sociale.

Dubbi interpretativi sorgono poi sulla normativa relativa al revisore nelle unioni di Comuni per le quali la legge prevede che possono svolgere in forma associata, anche per i Comuni che le costituiscono, le funzioni dell’organo di revisione, prevedendo la nomina di un organo collegiale o di un revisore unico a seconda che l’unione superi o meno i 10mila abitanti. Se la norma dovesse riguardare non solo le unioni a cui i piccoli Comuni devono affidare le funzioni fondamentali, ma anche quelle in cui i Comuni conservano importanti funzioni che richiedono un supporto continuo e costante dell’organo di revisione, quest’ultimo sarebbe chiamato ad un compito materialmente impossibile, dovendo sommare all’attività di controllo svolta per l’unione anche quella da dedicare al singolo Comune.

Suscita perplessità nei commercialisti anche l’impatto delle modifiche introdotte ai limiti di svolgimento dei mandati di revisione ed ai rimborsi spese.

Il tetto inderogabile dei due mandati, infatti, rischia di provocare la dispersione di conoscenze ed esperienze consolidatesi con la “pratica sul campo” e si giustifica ancora meno se combinato alla fiducia riposta in un sistema di estrazione guidato da un algoritmo informatico: l’efficacia dei controlli, in tal modo, viene eccessivamente condizionata dal fattore aleatorio con una portata disincentivante per il professionista a investire in termini di preparazione ed esperienza perché privato di una benché minima prospettiva di continuità.

Con riferimento al compenso dei revisori ed al relativo rimborso spese, invece, dal 2005 non si è registrato alcun aggiornamento dei limiti massimi, a fronte dell’ipertrofico incremento di funzioni, incombenze, controlli e responsabilità: un deplorevole disinteresse circa la necessità di provvedere all’aggiornamento del compenso, fermo da quasi dieci anni, e la sgradevole sensazione che il ruolo del revisore negli Enti locali sia a torto catalogato tra i “costi della politica” da tagliare senza esitazioni.

“Per scongiurare le discrasie tra la pluralità di disposizioni sparse in differenti articolati normativi – afferma il vicepresidente del CNDCEC, Davide Di Russo – dovrebbe essere individuato un unico referente a livello ministeriale, deputato a intervenire sulla materia dei revisori. L’eliminazione dell’attuale pluralità di interlocutori (Ministeri dell’Interno, degli Esteri, degli Affari regionali e Corte dei Conti) consentirebbe una maggiore chiarezza e agilità di rapporti, favorendo un continuo rapporto di collaborazione e dialettica tra il referente istituzionale unico ed i rappresentanti dei revisori per il concreto miglioramento di questa funzione. L’auspicio – conclude Di Russo – è che le nostre osservazioni possano fornire lo spunto per la rapida apertura di un tavolo di lavoro tra Governo e commercialisti al fine di instaurare un proficuo confronto volto a individuare congiuntamente le modifiche idonee ad un ulteriore miglioramento dell’impianto legislativo in materia di revisori”.

(CNDCEC, nota del 22 ottobre 2014)

 

12) Crisi aziendali: i Commercialisti nell’Osservatorio di ABI con le imprese

I Consiglieri nazionali Vigani e Ruscetta rappresenteranno la categoria al tavolo voluto dall’Associazione bancaria italiana. L’Osservatorio analizzerà i problemi giuridico – operativi della disciplina concorsuale

Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili entra a far parte, come membro permanente, dell’Osservatorio sulle crisi aziendali promosso da Abi (Associazione bancaria italiana). Dell’organismo fanno parte anche le associazioni rappresentative del mondo imprenditoriale (Confindustria, Rete Imprese Italia, Lega Coop) e di quello dell’agricoltura. In rappresentanza della categoria, Il Consiglio nazionale ha delegato i consiglieri Maria Rachele Vigani e Felice Ruscetta.

Scopo principale dell’Osservatorio è quello di analizzare i problemi giuridico – operativi concernenti non solo la disciplina concorsuale, ma anche le altre problematiche che ostacolano o rendono più gravosa l’attività degli operatori. Tra i temi che l’Osservatorio si propone di approfondire ci sono le disposizioni tributarie riguardanti la crisi delle imprese e il trattamento delle perdite sui crediti, eventuali proposte di riforma della disciplina processual – concorsualistica e la possibile rivisitazione della disciplina delle garanzie mobiliari nell’ordinamento domestico.

L’Osservatorio fungerà anche da “cabina di regia” per coordinare e gestire le attività che metterà in campo per la diffusione di una cultura delle composizioni delle crisi aziendali.

(CNDCEC, nota del 22 ottobre 2014)

 

Vincenzo D’Andò