La corretta indicazione del credito d’imposta in dichiarazione dei redditi – quadro RU UNICO

di Ignazio Buscema

Pubblicato il 9 agosto 2014

i contribuenti devono fare attenzione ad indicare in dichiarazione dei redditi i crediti d'imposta di cui si usufruisce, pena la perdita del credito ed il recupero da parte del Fisco

Profilo

In tema di agevolazioni tributarie, il credito d'imposta di cui all'art. 11 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, utilizzato in compensazione dal contribuente, deve essere indicato, a pena di decadenza, nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d' imposta durante il quale è stato concesso il beneficio, in ragione del richiamo operato dalla citata norma all'art. 11 della legge 5 ottobre 1991, n. 317. Tale importante principio è stato statuito dalla Corte di Cassazione civ. Sez. V, con sentenza n. 12166 del 30-05-2014

 

Orientamento pro fisco

Orbene, sussiste un preciso orientamento1 secondo cui in tema di agevolazioni finanziarie, 
stante l’esigenza di definire entro un tempo determinato l’onere finanziario (altrimenti
suscettibile di rimanere sospeso a tempo indefinito), la mancata indicazione del credito
d'imposta
ex art. 11, legge n. 449/1997, nella dichiarazione dei redditi (nel quadro RU
di competenza) del periodo di concessione ne determina automaticamente la decadenza2.
I
l credito di imposte in oggetto, exart. 11 L. n. 317/1991, è "considerato sopravvenienza
attiva nel p
eriodo in cuiè stata concessi"; l'obbligo di indicarlo, a pena di decadenza,
nella
dichiarazione annuale è collegato alla facoltà concessa dal medesimo art. 11, c. 3,
di fare valere il credito ai fini dell'acconto delle imposte dirette ovvero alla facoltà di
computarlo in diminuzione dei versamenti IVA.

 

Orientamento pro contribuente

Giova rilavare che secondo diverso minoritario orientamento3:

La disposizione del comma 3 dell'articolo 11 della legge n. 317/1991 ("… Il credito d'imposta deve essere indicato, a pena di decadenza, nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo...") deve essere letta ed interpretata alla luce dei "Principi generali dell'ordinamento tributario" riaffermati con l'art. 1 della legge n. 212/2000, il cui contenuto prevale sulla norma del 1991 sopra trascritta.

Le cla