Diario quotidiano del 6 agosto 2014: le cessioni di beni a San Marino in assenza delle prescrizioni formali

Pubblicato il 6 agosto 2014



approvate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica del Modello per la Dichiarazione IMU/TASI degli Enti non commerciali; proroga del modello 770: rinvio pubblicato nella G.U.; tutela dei diritti di proprietà intellettuale; CIG in deroga: anzianità di almeno 12 mesi e previo utilizzo delle ferie residue; titolari dello status di cittadini di Paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo: assegno per il nucleo familiare; cessioni verso San Marino senza il rispetto delle prescrizioni formali; holding a rischio d’elusione; società: gli studi di settore possono anche dimostrare che la contabilità non è inattendibile

 Indice:

 1) Approvate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica del Modello per la Dichiarazione IMU/TASI degli Enti non commerciali

 2) Proroga del modello 770: rinvio pubblicato nella G.U.

 3) Piano d’azione della Commissione europea sulla tutela dei diritti di proprietà intellettuale

 4) CIG in deroga: anzianità di almeno 12 mesi e previo utilizzo delle ferie residue

 5) Titolari dello status di cittadini di Paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo: assegno per il nucleo familiare

 6) Rimane la non imponibilità per le cessioni verso San Marino anche senza il rispetto delle prescrizioni formali

 7) Holding a rischio d’elusione

 8) Società: gli studi di settore possono anche dimostrare che la contabilità non è inattendibile

 

 

1) Approvate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica del Modello per la Dichiarazione IMU/TASI degli Enti non commerciali

Il Ministero dell’Economia e delle finanze ha pubblicato sul proprio sito il Decreto del 04 agosto 2014, firmato dal Direttore generale delle Finanze e riguardante le modalità di trasmissione telematica della dichiarazione IMU e TASI degli enti non commerciali.

Ciò poiché le dichiarazioni relative agli anni 2012 e 2013 (limitatamente all’IMU) dovranno essere presentate, solo in via telematica, entro il 30 settembre 2014.

Il citato Decreto, che si compone di tre articoli, prevede che:

Per la corretta predisposizione della fornitura dei dati relativi alla dichiarazione IMU e TASI degli enti non commerciali, nel frontespizio, oltre alla denominazione del Comune al quale è diretta la comunicazione, deve essere indicato il corrispondente codice catastale del Comune, reperibile nella “Tabella dei Codici Catastali dei Comuni” pubblicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Nella compilazione dei Quadri A e B del modello, poi, nel solo caso in cui l’immobile risulti accatastato in un Comune diverso da quello destinatario della dichiarazione risultante dal frontespizio, il contribuente deve indicare, nello spazio riservato alle “Annotazioni” del “Quadro A”, la seguente nota: “L’immobile/gli immobili di cui al/ai n. d’ordine ... del Quadro ... risulta/risultano accatastato/i nel Comune di ..., il cui codice catastale è...” e riportare, all’atto della trasmissione telematica, l’indicazione di tale codice negli appositi campi previsti nei record relativi ai quadri A e B.

Infine, nella compilazione del Quadro B del modello di dichiarazione, se la percentuale d’imponibilità di cui ai righi d) e k) è uguale o superiore al valore del 100%, l’immobile è considerato totalmente imponibile e, quindi, va dichiarato, nell’apposito Quadro A dedicato agli immobili completamente imponibili.

Eventuali correzioni alle specifiche tecniche saranno comunque pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze.

 

2) Proroga del modello 770: rinvio pubblicato nella G.U.

La proroga dell’invio del modello 770 è approdata in Gazzetta Ufficiale. È stato, infatti, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 179 del 4 agosto 2014 il DPCM che contiene il differimento del decreto del presidente del consiglio dei ministri 31 luglio 2014.

Per l’anno 2014, il termine per la presentazione in via telematica delle dichiarazioni dei sostituti d'imposta, modello 770/2014, slitta, infatti, dal 31 luglio al 19 settembre 2014. I sostituti d’imposta avranno dunque più tempo per inviare il modello 770 all’Agenzia delle entrate.

 

3) Piano d’azione della Commissione europea sulla tutela dei diritti di proprietà intellettuale

Il 1° luglio 2014 la Commissione europea ha adottato due comunicazioni sulla tutela dei diritti di proprietà intellettuale: un piano d’azione per contrastare le violazioni nell’Unione europea e una strategia per la tutela e il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale nei paesi terzi.

La prima comunicazione (COM(2014) 392) individua le azioni da adottare nel corso del 2014 e del 2015 e si concentra sulla lotta contro le violazioni commesse su scala commerciale. Alcune azioni saranno attuate dalla Commissione europea, in eventuale collaborazione con l’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (UAMI) che dal giugno 2012 ospita l’Osservatorio europeo sui diritti di proprietà intellettuale. In linea con la strategia Europa 2020, le azioni previste dal piano si articolano in dieci punti e prevedono in particolare:

Il piano d’azione è integrato da una strategia per la protezione e il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale nei paesi terzi (COM(2014)389). In questa seconda comunicazione la Commissione aggiorna l’approccio adottato nella strategia del 2004 (2005/C 129/03) e propone in particolare di: proseguire gli sforzi multilaterali volti a migliorare il quadro dei diritti di proprietà intellettuale a livello internazionale e a garantire che gli accordi commerciali bilaterali offrano un’adeguata tutela per i titolari dei diritti; potenziare la raccolta dei dati per aumentare la conoscenza del ruolo dei diritti di proprietà intellettuale e dell’impatto delle loro violazioni; condurre indagini periodiche per individuare una lista di “paesi prioritari” sui quali è opportuno che l’Unione europea concentri i propri sforzi; ampliare l’intesa con i Paesi partner, attraverso dialoghi e gruppi di lavoro che individuino le principali debolezze nei sistemi di protezione dei diritti di proprietà intellettuale; assistere le PMI e i titolari dei diritti attraverso progetti come l’istituzione degli IPR helpdesks e diffondendo programmi di assistenza tecnica in favore dei paesi terzi.

(Assonime, nota del 05 agosto 2014)

 

4) CIG in deroga: anzianità di almeno 12 mesi e previo utilizzo delle ferie residue

Il Decreto Interministeriale n. 83473 dell’1 agosto 2014 sui nuovi criteri per l’erogazione degli ammortizzatori sociali in deroga, firmato dal Ministro del Lavoro e dal Ministro dell’Economia, prevede che il trattamento di integrazione salariale in deroga alla normativa vigente possa essere concesso o prorogato ai lavoratori subordinati, con qualifica di operai, impiegati e quadri, ivi compresi gli apprendisti ed i lavoratori somministrati - subordinatamente al possesso di un’anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno dodici mesi alla data di inizio del periodo di intervento di cassa integrazione guadagni in deroga.

I lavoratori devono essere sospesi dal lavoro o effettuare prestazioni di lavoro a orario ridotto, per contrazione o sospensione dell'attività produttiva per le seguenti causali:

- situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori;

- situazioni aziendali determinate da situazioni temporanee di mercato;

- crisi aziendali;

- ristrutturazione o riorganizzazione.

In nessun caso la CIG in deroga potrà essere concessa quando vi è cessazione dell’attività dell’impresa o di parte della stessa e potranno richiedere il trattamento solo le imprese di cui all’articolo 2082 del codice civile.

Allo stesso tempo, la Cassa integrazione guadagni in deroga per l'anno in corso non potrà essere goduta dai dipendenti degli studi professionali, nonostante le risorse siano state prelevate anche dai Fondi interprofessionali per la formazione continua (92,4 milioni di euro).

Procedura

La domanda va presentata telematicamente all’INPS e alla Regione, corredata dall’accordo, entro venti giorni dalla data in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro.

In caso di presentazione tardiva della domanda, il trattamento di CIG in deroga decorrerà dall’inizio della settimana anteriore alla data di presentazione della domanda.

Strumenti di flessibilità

Il Decreto prevede, altresì, che, per poter fruire dei trattamenti di integrazione salariale in deroga l’impresa dovrà avere previamente utilizzato gli strumenti ordinari di flessibilità, inclusa la fruizione delle ferie residue.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, nota del 05 agosto 2014)

 

5) Titolari dello status di cittadini di Paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo: assegno per il nucleo familiare

Pubblicata dall’Inps la circolare n. 97 del 04 giugno 2014 sui titolari dello status di cittadini di Paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo. Assegno per il nucleo familiare con almeno tre figli minori concesso dal Comune (art. 65 legge n.448/98).

Ordinanza Tribunale di Milano del 20 maggio 2014. Pagamento dispositivi inviati dai Comuni.

Con la suddetta circolare l’Inps informa che, al fine di ottemperare alla suddetta Ordinanza del Tribunale di Milano, siccome immediatamente esecutiva, attendendosi altresì alle indicazioni ministeriali, metterà in pagamento tutti i dispositivi inviati dai Comuni, ivi inclusi quelli relativi al 1° semestre del 2013.

Gestione Dipendenti Pubblici

Pubblicata dall’Inps anche la circolare n. 96 del 04 agosto 2014 sugli obblighi contributivi personale militare in ferma breve o prolungata, in rafferma ovvero in ferma volontaria annuale (VFP1) o quadriennale (VFP4).

 

6) Rimane la non imponibilità per le cessioni verso San Marino anche senza il rispetto delle prescrizioni formali

Non può essere negato ad un operatore economico stabilito in Italia il regime di non imponibilità per le cessioni di beni effettuate verso San Marino, nel momento in cui non sono state osservate tutte le prescrizioni formali previste dalla legge, ma i beni sono effettivamente usciti dal territorio italiano e sono stati presi in carico dal cessionario sanmarinese.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16450 del 18 luglio 2014.

Dunque, il riconoscimento della non imponibilità viene subordinato a due fattori: da un lato, quello “sostanziale” dell’effettiva uscita dei beni dallo Stato italiano (e, quindi, dall’Unione europea) per essere destinati al cliente sanmarinese; sotto un diverso profilo, il riconoscimento (non contestato dall’Agenzia delle entrate) che l’impresa italiana era effettivamente in possesso delle copie delle fatture emesse per l’operazione debitamente vidimate dal timbro a secco dell’Ufficio di San Marino, dato che a questo punto è stato ritenuto sufficiente anche senza l’ulteriore “nota a margine” del ricevimento delle suddette copie nella propria contabilità IVA.

 

7) Holding a rischio d’elusione

L’elusione fiscale approda a pieno titolo nel cost sharing agreements. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16480 del 18 luglio 2014, ha affermato che sussiste abuso del diritto con conseguente impossibilità di detrazione Iva quando, nonostante il contratto, la controllata non dimostra l’effettiva inerenza del servizio pagato alla capogruppo della holding. La Suprema Corte ha bocciato il ricorso di una società che aveva pagato alla capogruppo dei servizi, in virtù di un regolare contratto, deducendo i costi. Ma l’Ufficio aveva emesso il recupero a tassazione sul presupposto che non era stata dimostrata l’inerenza del servizio. L'azienda impugnava l’atto di fronte alla Ctp che lo convalidava. La Ctr confermava il verdetto. La Cassazione lo ha reso definitivo enunciando un nuovo principio di diritto.

E’ quindi legittima la prassi amministrativa che fondatamente subordina la deducibilità dei costi derivanti da accordi contrattuali sui servizi prestati dalla controllante (cost sharing agreements) all’effettività e all’inerenza della spesa all’attività d’impresa esercitata dalla controllata e al reale vantaggio che deriva a quest’ultima, senza che rilevino in proposito quelle esigenze di controllo della capogruppo, peculiari della sua funzione di shareholder.

 

8) Società: gli studi di settore possono anche dimostrare che la contabilità non è inattendibile

Suprema Corte assai critica nei confronti degli studi di settore. Difatti, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16452 del 18 luglio 2014, ha stabilito che l’Amministrazione finanziaria non può ricorrere all’accertamento indiretto in ogni caso, ma solo “in presenza di presupposti espressamente previsti per legge”. Accolto il ricorso incidentale presentato da una società. Ma non basta. Gli standard utilizzati dalle Entrate possono servire anche per dimostrare che la contabilità non è inattendibile come, invece, sostenuto dall’Ufficio accertatore.

 

Vincenzo D’Andò