Diario quotidiano del 24 luglio 2014: chiarimenti da Equitalia sulla riammissione in rate

Pubblicato il 24 luglio 2014



giudici tributari: in G.U. il regolamento disciplinare del Consiglio di presidenza; consulenti del lavoro & sciopero: pubblicata la delibera della commissione di garanzia; chiarimenti da Equitalia sulla riammissione in rate; incentivo per l’assunzione di donne di qualsiasi età residenti in aree svantaggiate; cartella soltanto alla Sas: é nulla la pretesa nei confronti del socio; exit tax: le indicazioni contenute nel Provvedimento dell’Agenzia delle entrate; diritto di precedenza dopo il Jobs Act; riscatto dei corsi universitari compiuti all’estero

Indice:

 

1) Giudici tributari: In Gazzetta Ufficiale il regolamento disciplinare del Consiglio di presidenza

2) Consulenti del lavoro & sciopero: pubblicata la delibera della commissione di garanzia

3) Chiarimenti da Equitalia sulla riammissione in rate

4) Incentivo per l’assunzione di donne di qualsiasi età residenti in aree svantaggiate

5) Cartella soltanto alla Sas: é nulla la pretesa nei confrontidel socio

6) Exit Tax: le indicazioni contenute nel Provvedimento dell’Agenzia delle entrate

7) Diritto di precedenza dopo il Jobs Act

8) Riscatto dei corsi universitari compiuti all’estero

 

1) Giudici tributari: In Gazzetta Ufficiale il regolamento disciplinare del Consiglio di presidenza

Stretta sui giudici tributari: Il rinvio a giudizio per corruzione, concussione o peculato comporterà l’esonero immediato dall'esercizio delle funzioni, con perdita del compenso fisso. Sospensione obbligatoria in caso di custodia cautelare o di condanna, anche non definitiva, per gli stessi reati (fino a un massimo di cinque anni). Ma la sospensione da tre a sei mesi potrà essere disposta anche nei confronti dei giudici «lumaca»: chi omette o ritarda oltre i termini il deposito di almeno tre sentenze nell’arco di 12 mesi dopo essere già stato sollecitato dal presidente di commissione, come pure i presidenti che non fissano udienze per più di un mese senza giustificato motivo. La radiazione, però, sarà irrogata solo in caso di recidiva. È quanto prevede il nuovo regolamento disciplinare del Cpgt, l’organo di autogoverno della giustizia tributaria, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 168 del 22 luglio 2014.

 

2) Consulenti del lavoro & sciopero: pubblicata la delibera della commissione di garanzia

Ok allo sciopero dei consulenti del lavoro. La Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sui servizi pubblici essenziali, con delibera del 23 giugno 2014 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 168 del 22 luglio 2014, ha approvato il codice di autoregolamentazione proposto dal Consiglio nazionale di categoria.

L’astensione potrà interessare tutte le attività obbligatorie del professionista ivi compresa l’elaborazione e la stampa del Libro unico del lavoro, la predisposizione delle comunicazioni obbligatorie del rapporto di lavoro, delle denunce previdenziali mensili, delle dichiarazioni dei sostituti di imposta e la cura degli ulteriori adempimenti connessi al rapporto di lavoro, l’attività derivante dagli obblighi assunti in qualità di Ctu o Ctp. Nonché tutti gli adempimenti telematici di carattere fiscale (deleghe di pagamento, assistenza su preavvisi di irregolarità ecc.) e previdenziali (domande di ammortizzatori sociali, richieste di rateazione ecc.). Lo sciopero potrà riguardare anche l’elaborazione e predisposizione delle dichiarazioni tributarie e cura degli ulteriori adempimenti tributari, l’attività di intermediazione fiscale in generale, l’assistenza e la rappresentanza davanti agli organi della giurisdizione tributaria. Nell’ambito delle procedure di conciliazione dei rapporti di lavoro nelle quali sia stata conferita delega al professionista la mancata comparizione del consulente va considerata legittimo impedimento.

 

3) Chiarimenti da Equitalia sulla riammissione in rate

Chiarimenti da Equitalia in materia di rateazione. In risposta ad alcuni quesiti della stampa specializzata, Equitalia ha fornito dei chiarimenti in merito alla nuova possibilità di rateazione concessa dall’art. 11-bis, D.L. 24 aprile 2014, n. 66 per i soggetti che erano decaduti alla data del 22 giugno 2013.

In particolare, Equitalia precisa:

- la domanda di riammissione alla dilazione va presentata ed Equitalia entro il 31 luglio 2014, con una semplice istanza. Non è, quindi, necessario allegare alcuna documentazione che provi la situazione di difficoltà economica, indipendentemente dall’importo del debito. Il numero massimo delle rate è quello della precedente rateazione;

- la domanda va presentata con una semplice raccomandata a/r o a mano presso uno degli sportelli e i moduli sono disponibili sul sito internet di Equitalia o presso gli uffici stessi;

- i debiti della precedente rateazione decaduta seguono le regole dell’art. 11-bis, D.L. n. 66/2014 (massimo 72 rate mensili e non ulteriormente prorogabile, si decade con il mancato pagamento di due rate anche non consecutive);

- con la riammissione alla dilazione, l’Agente della riscossione non potrà iscrivere ipoteca fino a quando il contribuente è in regola con i pagamenti.

 

4) Incentivo per l’assunzione di donne di qualsiasi età residenti in aree svantaggiate

Precisazione, sull’incentivo per l’assunzione di donne di qualsiasi età residenti in aree svantaggiate e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi in relazione al mancato rinnovo della Carta degli aiuti a finalità regionale, giunge dall’Inps con il messaggio n. 6235 del 23 luglio 2014.

Con la circolare n. 111 del 24 luglio 2013 e il successivo messaggio n. 12212 del 29 luglio 2013 è stato illustrato l’incentivo previsto dall’articolo 4, commi da 8 a 11, della legge 28 giugno 2012, n. 92, per l’assunzione di determinate categorie di lavoratori.

Una particolare categoria di lavoratori agevolati è costituita, ai sensi del comma 11 dell’articolo citato, dalle “donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell'ambito dei fondi strutturali dell'Unione europea” .

Per il periodo 2007-2013, le regioni destinatarie di tali finanziamenti sono state individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale definita con Decisione C(2007)5618 def. corrigendum del 28 novembre 2007, recepita nella legislazione nazionale con Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 27 marzo 2008 (in G.U. n. 93 del 19 aprile 2008 – S. o. n. 99).

La suddetta Carta, originariamente valida fino al 31 dicembre 2013, era stata prorogata fino al 30 giugno 2014; nel frattempo non è intervenuto il rinnovo della Carta.

Pertanto, a decorrere dal 1° luglio 2014, non è possibile riconoscere i benefici previsti per l’assunzione della menzionata categoria di lavoratrici.

Le procedure di elaborazione automatica dei moduli 92-2012 sono state aggiornate per rigettare le eventuali istanze che dovessero essere inoltrate.

 

5) Cartella soltanto alla Sas: é nulla la pretesa nei confrontidel socio

Niente cartella della società al socio. E’, infatti, illegittima la pretesa impositiva dell’Amministrazione finanziaria promossa nei confronti del socio accomandante, se a quest’ultimo viene notificata unicamente la cartella esattoriale afferente il debito della società e non l’avviso di accertamento autonomo “limitato nel quantum alla quota conferita”.

Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Calabria con la sentenza 04.04.2014.

La vicenda scaturisce dal ricorso presentato dal contribuente (in qualità di socio accomandante) per effetto della notifica della cartella di pagamento (effettuata da Equitalia) riguardante il debito societario della stessa S.a.s., a titolo di Iva, oltre sanzioni ed interessi per la somma complessiva di €. 100.588,27 (anni di imposta 2003 e 2004).

Il ricorrente – tra i vari motivi indicati nel proprio atto difensivo – lamentava da un lato l’omessa notificazione del prodromico avviso di accertamento (pertinente la propria quota di partecipazione alla compagine aziendale) e dall’altro il difetto di soggettività passiva dello stesso istante, in quanto le imposte richieste sono riconducibili alla società e dunque il contribuente risponde esclusivamente nei limiti del proprio conferimento (art. 2313 c.c.).

Di contro, la società di riscossione e l’Agenzia delle entrate chiedevano il rigetto del ricorso e, in particolare, l’Ufficio osservava che l’avviso di accertamento notificato alla società fosse diventato definitivo (in assenza del ricorso da parte dell’accomandatario), pertanto non sussisteva più alcun margine per contestare il quantum del debito contratto.

Tuttavia, nel caso di specie, dato che al socio accomandante non era stato notificato alcun avviso di accertamento collegato alla quota di partecipazione nella S.a.s., la mera notifica della cartella esattoriale, indirizzata al medesimo socio, concernente il debito sociale, non può rappresentare il legittimo ampliamento di tale pendenza morosa alla posizione “aziendale” del socio accomandante: quest’ultimo – in effetti – ha diritto di ricevere la notifica di uno “specifico avviso di accertamento, limitato nel quantum alla quota conferita”, in linea con quanto disciplinato dall’art. 7 della Legge n. 212/2000.

 

6) Exit Tax: le indicazioni contenute nel Provvedimento dell’Agenzia delle entrate

Con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 10 luglio 2014, emanato in ottemperanza a quanto previsto dal comma 9 dell’art. 1 del DM 2 luglio 2014, viene completato il quadro normativo relativo al regime della c.d. “Exit Tax”, già interessato dalle rilevanti novità introdotte dal citato DM e che sono state oggetto di apposita segnalazione sul nostro sito l’11 luglio scorso.

Lo precisa Assonime con la nota del 23 luglio 2014.

Il punto 1 del provvedimento individua le modalità di esercizio dell’opzione per la rateizzazione o la sospensione delle imposte sui redditi dovute sulla plusvalenza. È previsto, in particolare, che il contribuente presenti, entro il termine per il versamento del saldo delle imposte sui redditi relative all’ultimo periodo di imposta di residenza in Italia, un’apposita comunicazione all’Ufficio territorialmente competente, corredata dalla documentazione elencata al successivo punto 2 ed utile alla valutazione dei cespiti trasferiti all’estero, alla determinazione della relativa plusvalenza nonché alla verifica della solvibilità del contribuente. È, peraltro, precisato che le opzioni esercitate non producano effetti in caso di documentazione o informazioni infedeli. Al punto 8 è specificato che il contribuente dovrà presentare l’apposita comunicazione entro i sei mesi successivi alla data di entrata in vigore del DM 2 luglio 2014 nell’ipotesi in cui il termine per l’esercizio dell’opzione sia già scaduto o scada nei sei mesi successivi alla data di entrata in vigore del presente provvedimento.Il punto 3 si occupa del monitoraggio annuale conseguente all’esercizio dell’opzione per la sospensione: per i periodi d’imposta successivi a quello di esercizio dell’opzione, il contribuente è tenuto a presentare annualmente la dichiarazione dei redditi – anche qualora non sia dovuta alcuna imposta – indicando, in particolare, l’ammontare dell’exit tax sospesa e dell’imposta ancora dovuta, nonché del patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio. I pagamenti dovuti nelle ipotesi di realizzo di cui al comma 6 dell’art. 1 del DM 2 luglio 2014, unitamente ai relativi interessi, sono effettuati annualmente entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi.Per quanto concerne la rateizzazione della plusvalenza, al punto 4 è disposto che il pagamento della prima rata debba essere effettuato entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi relative all’ultimo periodo d’imposta di residenza in Italia. Le restanti rate, aumentate dei relativi interessi, sono versate negli anni successivi, entro il medesimo termine. Quanto alle garanzie, il punto 5 specifica che l’Ufficio, con atto motivato, dopo aver valutato sia la natura e l’entità degli eventuali carichi pendenti che la solvibilità, attuale e prospettica, del contribuente, può, nel caso in cui vi sia un “grave e concreto pericolo per la riscossione”, subordinare l’efficacia dell’opzione per la sospensione o la rateizzazione alla presentazione di idonea garanzia. Nessuna garanzia è comunque dovuta allorché il contribuente, in ciascuno dei tre esercizi antecedenti al trasferimento della residenza, non abbia conseguito perdite risultanti dai rispettivi bilanci ed abbia un patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio almeno pari al 120 per cento dell’importo dell’imposta sospesa e/o rateizzata.

La garanzia è fissata in modo che la stessa, sommata al patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio, sia pari all’imposta dovuta e può essere prestata mediante fideiussione bancaria, polizza assicurativa ovvero ipoteca di primo grado su immobili siti nel territorio dello Stato o su altri beni o diritti di esclusiva proprietà del concedente.

La garanzia, qualora dovuta, deve avere durata pari al periodo di rateizzazione, incrementato di un anno, ovvero, in caso di sospensione, deve essere prestata per un periodo non inferiore a tre anni e deve essere rinnovata, per ulteriori tre anni, nel caso in cui al termine del periodo di validità risultino ancora importi dovuti. Il punto 6 prevede ulteriori cause di decadenza rispetto a quelle già contemplate dall’art. 1, comma 8, del DM 2 luglio 2014. In particolare, implicano il venir meno dei benefici, con conseguente iscrizione a ruolo dell’importo sospeso o rateizzato ancora dovuto, maggiorato degli eventuali interessi: a) la mancata presentazione della garanzia o il mancato rinnovo della stessa; b) il venir meno della garanzia in assenza dell’autorizzazione dell’Ufficio o delle condizioni indicate nel provvedimento; c) il mancato pagamento di una rata o di una quota degli importi dovuti, salve le ipotesi di ravvedimento previste dall’ordinamento. Altre cause di decadenza sono ricollegate all’inadempimento da parte del contribuente degli obblighi dichiarativi, di comunicazione, tenuta, conservazione nonché esibizione della documentazione.Sono, inoltre, previste regole particolari per l’imputazione degli obblighi summenzionati in caso di società trasparenti nonché per le ipotesi di fusione, scissione o conferimento d’azienda, effettuati successivamente al trasferimento di residenza.

Infine, al punto 8 è precisato che le disposizioni contenute nel provvedimento in esame e compatibili con quelle del previgente DM del 2 agosto 2013, si applicano anche ai trasferimenti all’estero della residenza effettuati antecedentemente all’entrata in vigore del DM 2 luglio 2014.

 

7) Diritto di precedenza dopo il Jobs Act

Fondazione Studi Consulenti del Lavoro: il diritto di precedenza dopo il Jobs Act

La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ha emanato la circolare n. 16 del 22 luglio 2014 con la quale, in attesa di conoscere le interpretazioni del Ministero del Lavoro, analizza l’istituto e l’applicabilità del diritto di precedenza ai contratti a tempo determinato sulla base delle istruzioni operative diramate dall’Inps negli ultimi mesi e delle modifiche apportate dalla Legge n. 78/2014 (di conversione del D.L. n. 34/2014 – c.d. Jobs Act).

 

8) Riscatto dei corsi universitari compiuti all’estero

L’Inps, con il messaggio n. 6208 del 22 luglio 2014, fornisce le istruzioni a tutti gli iscritti alle forme previdenziali gestite dell’Istituto, compresi gli iscritti alle gestioni dipendenti pubblici, in merito alla materia del riscatto dei corsi universitari compiuti all’estero.

 

Vincenzo D’Andò