Diario quotidiano del 23 luglio 2014: finalmente buone notizie per i pagamenti della P.A.?

Pubblicato il 23 luglio 2014



MEF: siglato un protocollo d’intesa con gli intermediari (tra cui il CNDCEC) per accelerare i pagamenti dei debiti della P.A.; debiti P.A.: stanziati 47,5 miliardi di euro per smaltire i debiti arretrati delle pubbliche amministrazioni; diminuiscono gli interessi sui ritardati pagamenti; fondi di solidarietà bilaterali; statuto dei lavoratori e imprese di trasporto pubblico locale; TFR e computabilità dell’indennità di trasferta; come registrare un contratto di locazione online senza andare in ufficio; CIG in deroga: settore appalti di pulizie nelle scuole
Indice: 1) MEF: siglato un protocollo d’intesa con gli intermediari (tra cui il CNDCEC) per accelerare i pagamenti dei debiti della P.A. 2) Debiti P.A.: stanziati 47,5 miliardi di euro per smaltire i debiti arretrati delle pubbliche amministrazioni 3) Diminuiscono gli interessi sui ritardati pagamenti 4) Fondi di solidarietà bilaterali 5) Statuto dei lavoratori e imprese di trasporto pubblico locale 6) TFR e computabilità dell’indennità di trasferta 7) Come registrare un contratto di locazione online senza andare in ufficio 8) CIG in deroga: settore appalti di pulizie nelle scuole

1) MEF: siglato un protocollo d’intesa con gli intermediari (tra cui il CNDCEC) per accelerare i pagamenti dei debiti della P.A.

Debiti P.A.: siglato al MEF un protocollo di impegni per accelerare i pagamenti.

In data 21 luglio 2014 il Ministro Padoan e i rappresentanti di regioni, province, comuni, imprese, ordini professionali, banche e Cassa depositi e prestiti s.p.a. hanno sottoscritto un Protocollo che specifica gli impegni che ciascuna parte assume per garantire il tempestivo pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni. Un’operazione per la cui riuscita è necessario il concorso responsabile di tutti i soggetti coinvolti.

Il Governo, sin dall’inizio del suo mandato, ha posto al centro dell’agenda politica l’obiettivo di assicurare il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni, a partire dal completo smaltimento di quelli pregressi, che era già stato avviato dal precedente esecutivo. Il decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, ha, tra l’altro:

- stanziato ulteriori risorse pari a 9,3 miliardi di euro per alimentare lo strumento di pagamento mediante anticipazione di liquidità agli enti, portando lo stanziamento complessivo nel biennio 2013-2014 a 56,8 miliardi di euro;

- rivisto e potenziato lo strumento della cessione del credito certificato assistito da garanzia dello Stato per il pagamento immediato di tutti i debiti di parte corrente.

Il Ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, in linea con gli indirizzi generali del Presidente del Consiglio dei Ministri, ha poi attivato presso il Gabinetto una task force dedicata al tema presieduta dal Capo di Gabinetto, Roberto Garofoli, e, a meno di un mese dall’entrata in vigore della legge di conversione del suddetto decreto-legge, gli atti di attuazione previsti sono in larga parte già definiti e perfezionati.

Le risorse disponibili e gli strumenti attivati vanno ora utilizzati appieno e, per questo, è necessario il concorso responsabile di tutti i soggetti interessati affinché, per quanto riguarda lo strumento dell’anticipazione, le amministrazione possano accedervi e pagare i loro debiti e, per quanto riguarda lo strumento della cessione del credito assistito da garanzia dello Stato, le imprese possano presentare l’istanza di certificazione mediante Piattaforma elettronica, le amministrazioni provvedervi e le banche consentirne la realizzazione.

È in questa prospettiva che si colloca il Protocollo di impegni “Pagamento debiti PA”, che oggi il Ministro dell’economia e delle finanze ha sottoscritto insieme ai rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, UPI, ANCI, Confindustria, Confapi, Confimi Impresa, ANCE, ANIEM, Confagricoltura, associazioni riunite nell’Alleanza delle Cooperative Italiane (AGCI, Confcooperative, Legacoop), associazioni riunite in R.E TE. Imprese Italia (Casartigiani, CNA, Confartigianato Imprese, Confcommercio – Imprese per l’Italia e Confesercenti), Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Unioncamere, ABI e Cassa depositi e prestiti s.p.a.

Il Protocollo – a dimostrazione della diffusa consapevolezza circa la necessità di uno sforzo comune per conseguire un obiettivo unanimemente condiviso – indica puntualmente gli impegni assunti da ciascuna parte.Numerosi sono quelli del Ministero dell’economia e delle finanze, tra i quali si segnalano il potenziamento delle attività di supervisione e monitoraggio, il rafforzamento delle funzionalità della Piattaforma elettronica e la promozione di nuove misure di allentamento del patto di stabilità interno.

Significativi sono anche gli impegni assunti da Regioni, Province e Comuni, tra i quali si evidenziano l’intensificazione del ricorso alle anticipazioni di liquidità messe a disposizione dallo Stato per pagare i debiti e il rafforzamento degli uffici preposti all’attività di certificazione e pagamento, assicurando peraltro adeguati presidi durante il periodo estivo.

Per parte loro, i rappresentanti delle imprese si sono impegnati, tra l’altro, a sollecitare i propri associati a presentare istanza di certificazione dei crediti entro per poter beneficiare della garanzia dello Stato, anche diffondendo informazioni relative all’accesso e all’utilizzo della Piattaforma, e ad attivare adeguate iniziative di supporto e di assistenza ai propri associati. L’assistenza alle imprese è l’impegno qualificante assunto anche dai rappresentanti dei commercialisti e degli esperti contabili, nonché da quelli delle camere di commercio, che accompagneranno gli imprenditori durante le fasi di richiesta della certificazione dei crediti vantati.

L’ABI, coinvolgendo i singoli istituti bancari, si è impegnata a favorire il più agevole processo di cessione del credito assistito da garanzia dello Stato e a sensibilizzare il sistema bancario a mettere a disposizione delle imprese adeguate risorse finalizzate a tale scopo. Cassa depositi e prestiti, infine, ha dato la propria disponibilità ad adottare celermente la convenzione quadro con l’ABI per la cessione dei crediti vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni e assistiti da garanzia dello Stato. Il Mef e l’ABI hanno già sottoscritto il 17 luglio scorso la convenzione quadro per la cessione pro-soluto dei crediti certificati e assistiti dalla garanzia dello Stato.

E’ convinzione di tutti i firmatari che uno sforzo congiunto costituisca il fondamentale e imprescindibile presupposto per un’azione efficace volta al conseguimento di un così importante obiettivo, da tutti pienamente condiviso. Il meccanismo di garanzia da parte dello Stato dei crediti vantati, inoltre, permetterà all’intero processo di compiere un notevole salto di qualità e di soddisfare al meglio, con il coinvolgimento del sistema bancario e degli operatori finanziari, le richieste delle imprese.

L’indirizzo per accedere alla Piattaforma per la certificazione dei crediti è: http://certificazionecrediti.mef.gov.it link a sito esterno

Le informazioni sullo stato di avanzamento dell’operazione di smaltimento dei debiti sono pubblicate all’indirizzo: http://debitipa.mef.gov.it link a sito esterno

(MEF, comunicato n. 178 del 21 luglio 2014)

2) Debiti P.A.: stanziati 47,5 miliardi di euro per smaltire i debiti arretrati delle pubbliche amministrazioni

Debiti P.A.: pagati ai creditori 26 miliardi ripartiti tra i debitori ulteriori 17 miliardi di risorse stanziate nel 2013 Entro l’11 agosto saranno ripartiti anche 6 miliardi di fondi aggiuntivi dal D.L. 66/2014.

Nel biennio 2013 – 2014 i decreti legge 35/2013 e 102/2013 e infine la Legge di Stabilità per il 2014 hanno stanziato complessivamente 47,5 miliardi di euro per smaltire i debiti arretrati delle pubbliche amministrazioni. Del totale delle risorse stanziate, il 91% è già stato ripartito tra le amministrazioni debitrici (43,2 miliardi), il 63% è stato materialmente erogato alle amministrazioni che ne hanno fatto richiesta (30,1 miliardi), e più della metà è stato effettivamente pagato ai creditori: 26,1 miliardi pari al 55% delle risorse stanziate e all’87% delle risorse erogate.

Inoltre è cominciata la fase di attuazione del recente decreto legge 66/2014, che assegna 9,3 miliardi di risorse aggiuntive.

Risorse stanziate nel 2013: dettagli per anno solare

Risorse per l’anno 2013. I decreti legge 35 e 102 stanziavano 27,2 miliardi, messi a disposizione delle amministrazioni debitrici che ne hanno fatto richiesta per il 92% e l’87% risulta anche effettivamente pagato ai creditori.

Risorse per l’anno 2014. I decreti legge già citati e la legge di stabilità hanno stanziato 20,3 miliardi. Queste risorse sono state ripartite nella misura del 79%, assegnate per il 25% ed effettivamente utilizzate per pagare i creditori il 12% (2,5 miliardi).

Risorse stanziate nel 2014 (governo Renzi)

Il decreto legge 66/2014 ha stanziato ulteriori 9,3 miliardi, portando il totale delle risorse disponibili per smaltire i debiti arretrati a circa 57 miliardi. Le risorse aggiuntive sono state così distribuite: 3,8 miliardi alle Regioni e alle Province Autonome, 5 miliardi agli enti locali, 0,55 miliardi ai ministeri. Dei relativi provvedimenti amministrativi di attuazione è stato già emanato il decreto per la concessione delle anticipazioni di liquidità agli enti locali per il pagamento dei debiti nei confronti delle proprie partecipate, per un importo di 2 miliardi. È invece in corso di emanazione il decreto per la ripartizione di ulteriori 6 miliardi.

L’estensione dell’ambito applicativo della certificazione

Il decreto legge 66/2014 ha inoltre esteso l’ambito di applicazione dell’istituto della certificazione del credito, finora relativo a Stato, enti pubblici nazionali, regioni e province autonome, enti locali e enti del Servizio Sanitario Nazionale, arrivando ad includere la totalità delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n.165 del 2001.

Strumenti aggiuntivi: la cessione del credito assistita dalla garanzia dello Stato

Grazie alle misure del Governo attuate in queste settimane, dai prossimi giorni sarà disponibile la garanzia dello Stato sui crediti commerciali di parte corrente delle imprese maturati al 31 dicembre 2013, certificati dagli enti debitori, che siano oggetto di cessione alle banche e agli altri intermediari finanziari autorizzati. Grazie alla garanzia dello Stato, il costo massimo della cessione del credito è stabilito in base a una convenzione con l’Associazione Bancaria Italiana nella percentuale dell’1,9%, largamente inferiore al prezzo di mercato praticato secondo le prassi commerciali correnti. Tale quota si riduce all’1,60% per l’importo eccedente i 50.000 euro di ammontare della cessione.Sono assistiti dalla garanzia, i crediti già certificati alla data del 24 aprile 2014, ovvero certificati a seguito di istanza presentata dai creditori attraverso la piattaforma elettronica accessibile all’indirizzo http://certificazionecrediti.mef.gov.it/

Strumenti aggiuntivi: compensazioni tra crediti commerciali e debiti tributariLe imprese che vantano crediti commerciali nei confronti della Pubblica amministrazione e allo stesso tempo hanno debiti tributari possono compensare le due voci. I debiti di carattere tributario che possono essere compensati con crediti sono di due tipi: somme iscritte a ruolo; somme risultanti da accertamento tributario. I crediti oggetto della compensazione devono essere non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n.165 del 2001 e certificati.

Nello specifico, i debiti per somme iscritte a ruolo su cartelle esattoriali e altri atti, devono essere stati notificati entro il 30.09.2013 e devono riguardare: tributi erariali, regionali e locali, contributi assistenziali e previdenziali, premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, entrate spettanti all'amministrazione che ha rilasciato la certificazione del credito. La certificazione del credito viene presentata agli agenti della riscossione competenti (Equitalia o Riscossione Sicilia) che a loro volta segnalano l’avvenuta compensazione nella piattaforma elettronica per la certificazione dei crediti.

In sede di conversione del D.L. 145/2013 (Destinazione Italia) è stato previsto per il 2014 un ampliamento della compensazione le cui modalità saranno definite con decreto interministeriale MEF/MISE, in corso di predisposizione.Per quanto riguarda i debiti da accertamento tributario, essi devono derivare da istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario (accertamento con adesione, conciliazione giudiziale, definizione agevolata, ecc.). I crediti (non prescritti, certi, liquidi ed esigibili e certificati) oggetto della compensazione sono quelli maturati nei confronti delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n.165 del 2001. La compensazione viene effettuata tramite F24 telematico.

Per il futuro

Il Governo è impegnato a smaltire integralmente il debito accumulato negli anni passati entro la fine del 2014, a impedire che si formino nuovi stock di debito e in generale, a fare in modo che le pubbliche amministrazioni paghino i creditori nei tempi stabiliti dalla direttiva europea. In questa ultima direzione vanno sia le nuove funzionalità implementate sulla Piattaforma per la certificazione elettronica dei crediti (che consentiranno di monitorare l’intero ciclo di vita dei debiti commerciali), sia l’obbligatorietà del registro delle fatture per quegli enti che ancora non erano tenuti a questo adempimento, sia le verifiche sul rispetto dei termini di pagamento imposti dalla direttiva europea. Negli anni passati si sono accumulati debiti per un importo consistente, stimato nel Documento di Economia e Finanza (DEF) dello scorso aprile in circa 60 miliardi di euro. La formazione di questi debiti è dovuta a motivazioni differenti a seconda delle diverse tipologie di enti. In alcuni casi si sono verificati anche comportamenti scorretti da parte delle amministrazioni che hanno portato ad accumulare debiti fuori bilancio. Altro aspetto rilevante riguarda i debiti delle società partecipate non evidenti nel bilancio delle amministrazioni partecipanti.A partire dall’esercizio 2015, poi, entrerà pienamente in vigore la riforma della contabilità degli enti territoriali, in attuazione del D. lgs. 118/2011, che:

- consentirà la chiara identificazione e registrazione contabile dei debiti e crediti esigibili

- renderà possibile trarre direttamente dai bilanci degli enti informazioni significative anche sulla situazione debitoria, con particolare riferimento all’entità dei debiti commerciali

- adotterà la contabilità economico – patrimoniale a decorrere dal 1° gennaio 2016.

Dal 1° gennaio 2012, la riforma è stata oggetto di una sperimentazione da parte di circa un centinaio di enti cui, nel 2014, si sono aggiunti ulteriori 300 enti. La sperimentazione favorirà una rapida diffusione delle competenze e dei requisiti necessari ad una corretta adozione delle nuove modalità di gestione della contabilità e di formazione del bilancio in vista dell’entrata in vigore il 1° gennaio 2015.

Il medesimo decreto legislativo 118/2011, che si applica dal 2012 per gli enti del Servizio sanitario nazionale, contiene disposizioni idonee ad evitare per il futuro comportamenti gestionali e contabili che possono determinare, pur in presenza di equilibrio economico, uno squilibrio di cassa.

Con l’introduzione della fattura elettronica, operativa dal 6 giugno scorso per tutte le amministrazioni centrali, e da marzo del prossimo anno anche per tutte le altre amministrazioni pubbliche, lo Stato potrà tenere sotto controllo i flussi di fatture in ingresso e di pagamenti in uscita, così da individuare casi di ritardi e intervenire prontamente, garantendo la piena attuazione della direttiva europea sui pagamenti.

Il monitoraggio

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha attivato un monitoraggio regolare dell’avanzamento dell’intera procedura che coinvolge in particolare il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, al fine di garantire tanto una corretta allocazione delle risorse finanziarie quanto il rispetto degli impegni degli enti debitori a impiegare queste risorse per saldare rapidamente i debiti scaduti.

La pubblicazione sul sito MEF

La tempestiva informazione al pubblico sull’attuazione è garantita dalla pubblicazione con frequenza mensile degli stati di aggiornamento sul sito debitipa.mef.gov.it, dal quale è possibile visualizzare tabelle di sintesi e scaricare file con dettagli sui pagamenti degli enti locali.I dati riferiti in questo comunicato verranno pubblicati sul sito lunedì 21 luglio 2014.

L’articolazione dei percorsi finanziari

Il decreto 35/2013 “sblocca debiti”, il successivo decreto legge 102/2013 e la Legge di Stabilità 2014 hanno attivato un ventaglio di strumenti finanziari che ha consentito la messa a disposizione di liquidità per 27,2 miliardi nel 2013 e 20,3 miliardi nel 2014 da destinare al pagamento di debiti risultati certi liquidi ed esigibili al 31 dicembre 2012. Queste risorse finanziarie sono state incrementate dal decreto legge 66/2014, fino ad arrivare all’importo complessivo di ca.57 miliardi.

Gli strumenti finanziari includono: anticipazioni di cassa agli enti locali sulla base di una convenzione tra Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. e il Tesoro, finanziamento del Tesoro alle Regioni e alle province autonome, esclusioni dal patto di stabilità interno, deroga dal patto di stabilità interno delle spese effettuate per il cofinanziamento di interventi programmati con i fondi strutturali dell’UE, l’incremento dei rimborsi fiscali. Ciascuna di queste linee di azione comporta accordi tra le parti per il corretto impiego delle risorse e per la rendicontazione dei pagamenti.

(MEF, comunicato n. 179 del 21 luglio 2014)

3) Diminuiscono gli interessi sui ritardati pagamenti

Dal 1° luglio scende all’8,15% (dal 8,25%) la percentuale degli interessi di mora da applicare sui ritardati pagamenti. E’ stato infatti pubblicato sulla G.U. n. 167 del 21 luglio 2014 il comunicato del MEF contenente il nuovo tasso di riferimento dello 0,15% al quale vanno aumentati 8 punti percentuali per determinare il tasso annuale di mora. La riduzione era attesa. La nuova misura si applica per i ritardati pagamenti delle transazioni commerciali, derivanti da contratti conclusi dall’8 agosto 2002 tra imprese (professionisti compresi) ovvero tra imprese e pubbliche amministrazioni. Si applica anche ai contratti di subfornitura, ai contratti di trasporto di merci su strada e alle cessioni di prodotti agricoli e alimentari con consegna nel territorio italiano. In quest’ultimo caso, però, il tasso annuale è del 10,15%.

Difatti, sulle cessioni di prodotti agricoli/alimentari con consegna nel territorio italiano, la maggiorazione non è di 8 punti, bensì di 10, e, quindi, il tasso annuale è pari al 10,15%.

4) Fondi di solidarietà bilaterali

Il Ministero del Lavoro, con l’interpello n. 21 del 17 luglio 2014, ha risposto ad un quesito di Confindustria, nonché l’Associazione generale cooperative italiane, la Confcooperative e la Legacoop, in merito alla corretta interpretazione dell’art. 3, comma 4 e ss., Legge n. 92/2012, concernente la disciplina dei Fondi di solidarietà bilaterali finalizzati a garantire i “settori non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale“.

In particolare, gli interpellanti chiedono precisazioni, alla luce della norma sopra menzionata, in ordine a quali imprese, tra quelle che occupano mediamente più di quindici dipendenti, siano tenute alla adesione ai Fondi di solidarietà bilaterali, nonchè alle specifiche modalità e condizioni per l’accesso ai predetti Fondi, individuate da singoli regolamenti ministeriali.

La risposta in sintesi del Ministero:

“In risposta al primo quesito si sottolinea che, dall’esame delle diverse disposizioni in cui si articola la disciplina dei suddetti Fondi, l’adesione agli stessi è prevista esclusivamente per le imprese, con organico superiore mediamente ai quindici dipendenti, che non possano fruire di entrambe le forme di sostegno del reddito e dunque non assoggettate al versamento della contribuzione per CIGO e CIGS (cfr. art. 3, comma 10).

Del resto, la competenza attribuita alle parti sociali ai fini dell’istituzione e della definizione degli interventi dei Fondi bilaterali conferma l’obiettivo di modulare gli strumenti di sostegno al reddito in funzione delle effettive esigenze dei diversi settori produttivi, scongiurando in tal modo l’introduzione di ulteriori oneri a carico di quelle realtà imprenditoriali che, anche in virtù del nuovo quadro normativo, possono già fruire di ammortizzatori sociali corrispondenti alle loro caratteristiche.

In merito alle modalità e condizioni per l’istanza di accesso ai predetti Fondi occorrerà rimettersi alla disciplina prevista da ogni singolo accordo/contratto collettivo di costituzione del Fondo e successivo decreto interministeriale di istituzione.

Le modalità e condizioni individuate prima dell’entrata in vigore della Legge n. 92/2012 dai singoli regolamenti ministeriali – e, in particolare, quelle concernenti le condizioni di accettazione dell’istanza stessa finalizzate a garantire la relativa copertura finanziaria – si possono ritenere oramai superate, stante il nuovo dettato normativo. Ci si riferisce alla disciplina di cui all’art. 3, commi 22, 27 e 30 nella parte in cui, da un lato, condiziona l’erogazione delle prestazioni del Fondo alla sussistenza di risorse finanziarie precostituite al momento della richiesta (ripartite tra datori di lavoro e lavoratori nella misura rispettivamente di due terzi e di un terzo) e, dall’altro, sancisce espressamente il divieto per l’Istituto previdenziale di erogare prestazioni in eccedenza”.

5) Statuto dei lavoratori e imprese di trasporto pubblico locale

Il Ministero del Lavoro, con l’interpello n. 20 del 17 luglio 2014, ha risposto ad un quesito della Faisa-Cisal (Federazione Autonoma Italiana Sindacale Autoferrotranvieri), in merito alla possibile applicazione della disciplina sulle sanzioni disciplinari di cui all’art. 7, Legge n. 300/1970 alle imprese esercenti servizi di Trasporto Pubblico Locale a totale partecipazione pubblica.

La risposta in sintesi del Ministero:

“Alla luce del quadro sopra declinato ed in risposta al quesito sollevato si ritiene dunque che, ai fini dell’irrogazione delle sanzioni disciplinari da parte di aziende rientranti nel campo di applicazione del R.D. del 1931, debbano trovare applicazione le disposizioni contenute nel medesimo Decreto, ovvero le clausole contrattuali derogatorie di quest’ultimo il quale, come sopra evidenziato, costituisce fonte di natura speciale rispetto alla normativa generale sancita dall’art. 7, Legge n. 300/1970.

Tale soluzione trova altresì l’avallo della giurisprudenza della Corte di Cassazione secondo la quale, ai fini dell’attivazione del procedimento disciplinare, è necessario riferirsi alla Legge generale ex art. 7, Legge n. 300/1970 solo qualora nella normativa speciale si riscontrino lacune non superabili neanche mediante una lettura “analogico-estensiva” di altre disposizioni del medesimo Regio Decreto o afferenti a materie analoghe ovvero ai principi generali dell’ordinamento (cfr. Cass. civ. sent. n. 5551/2013).

Si segnala peraltro che la Suprema Corte ha sottolineato come, costituendo il R.D. “disciplina molto datata, essa può presentare lacune o imprecisioni, sul piano delle procedure previste per l’accertamento delle mancanze disciplinari nel necessario rispetto del contraddittorio con l’incolpato. Lacune o imprecisioni che l’interprete deve tentare di colmare, attraverso una interpretazione costituzionalmente orientata delle norme, la loro possibile interpretazione estensiva o la loro integrazione analogica” (cfr. ad es. Cass. civ. sent. n. 11543/2012; sent. n. 5551/2013)”.

6) TFR e computabilità dell’indennità di trasferta

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16142 del 15 luglio 2014, ha stabilito che l’indennità di trasferta, qualora rappresenti un elemento strutturale della retribuzione, va computata nella base di calcolo del TFR (Trattamento di Fine Rapporto).

I giudici della Suprema Corte evidenziano il fatto che se l’indennità di trasferta non ha carattere restitutorio (rimborso spese) ma è corrisposta ai lavoratori per compensare il disagio derivante dalla trasferta in maniera fissa e forfettizzata, va considerata parte di natura retributiva e come tale deve rientrare nella base di calcolo del TFR, così come, peraltro, previsto dal CCNL Autotrasporto, applicato nel rapporto di lavoro oggetto del contenzioso.

7) Come registrare un contratto di locazione online senza andare in ufficio

Su YouTube il nuovo video dell’Agenzia delle Entrate. Devi registrare un contratto di affitto e non vuoi recarti in ufficio? Il nuovo tutorial di Entrate in video, il canale YouTube dell’Agenzia delle Entrate, ti spiega come fare: basta utilizzare il software RLI, che consente di registrare online i contratti di locazione e affitto di beni immobili in modo semplice e veloce, direttamente dal proprio computer e senza fare inutili code.

Il filmato, realizzato internamente e a costo zero, è raggiungibile all’indirizzo www.youtube.com/Entrateinvideo ed è accessibile anche ai non udenti grazie all’utilizzo di sottotitoli in italiano e nelle principali lingue straniere.

Pochi click per registrare il contratto

Il software RLI permette di registrare locazioni a uso abitativo, non abitativo, commerciale e i contratti di affitto dei terreni. Per utilizzarlo basta autenticarsi sul sito delle Entrate inserendo le credenziali di accesso ai servizi web, compilare il modello, allegare la copia del contratto in formato Tif o Pdf e inviarlo. Anche il pagamento delle imposte di registro e di bollo avviene direttamente online, tramite addebito sul conto corrente. Il contratto di locazione dovrà comunque essere conservato, in originale, insieme alla ricevuta di avvenuta registrazione rilasciata dai servizi telematici e a quella di addebito in conto corrente nel caso siano dovute le imposte.

Tutti i numeri di Entrate in video

Salgono a quota 20 le clip del canale YouTube dell’Agenzia che informano i contribuenti sulle ultime novità e agevolazioni fiscali e illustrano le opportunità offerte dai servizi online, utilizzando un linguaggio semplice e immediato. In costante crescita anche gli iscritti (attualmente sono 3.683) e il numero delle visualizzazioni, che ormai supera il mezzo milione.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 95 del 22 luglio 2014)

8) CIG in deroga: settore appalti di pulizie nelle scuole

Per risolvere la situazione occupazionale relativa al settore degli appalti di pulizia nelle scuole, sono stati siglati, in sede governativa, i verbali d’accordo del 5 maggio 2014 ove si è convenuto di ricorrere alla Cassa Integrazione in deroga, per il periodo decorrente dal 1 aprile 2014 al 30 giugno 2014.

Il Decreto n. 82875 del 10 luglio 2014 ha stabilito che l’intervento riguarderà un numero massimo di 18.053 unità lavorative, pari a 13.569 full-time equivalent, dipendenti delle 61 aziende del settore in oggetto. Detti lavoratori saranno sospesi a rotazione con una riduzione media del 59,68% dell’orario di lavoro con picco massimo del 100%. Le aziende anticiperanno il trattamento di integrazione salariale a carico dell’INPS.

Vengono individuate come sedi competenti alla gestione amministrativa del flusso delle domande quelle che hanno in carico la matricola aziendale e non quelle sedi presso le quali insistono le unità produttive.

L’Inps, con il messaggio n. 6214 del 22 luglio 2014, fornisce le connesse istruzioni operative.

Le aziende presenteranno telematicamente istanza di pagamento a conguaglio del trattamento di integrazione salariale con le seguenti modalità:

- l’azienda compila la domanda utilizzando, come di consueto, il software DIGIWEB;

- l’azienda deve presentare un’unica domanda per tutti i lavoratori interessati dall’intervento che prestino attività lavorativa presso le unità produttive ubicate nel territorio della medesima regione;

- l’azienda, nella compilazione del quadro ”A” della domanda (SR100), relativamente alla sezione riservata all’indicazione dei dati dell’UNITA’ PRODUTTIVA, inserisce la seguente specifica “APPALTI PULIZIE SCUOLE – REGIONE..” seguita dall’indicazione della regione; si evidenzia, altresì, che come CAP e come Comune dell’unità produttiva devono essere indicati quelli della sede dove l’azienda ha la sua posizione contributiva, che sarà anche quella dove saranno effettuate le operazioni di conguaglio.

Queste informazioni consentiranno l’inoltro automatico delle domande alle sedi competenti alla gestione di tale procedimento.

- nella compilazione del quadro “B” deve essere indicata come data del decreto il “10/7/2014”, come numero di decreto il numero “82875”, e deve essere valorizzata la casella “CIG deroga nazionale”;

- nel quadro “C” deve essere indicato come periodo di intervento il periodo dal “1/4/2014 al 30/6/2014”; in alternativa, possono essere richiesti periodi d’intervento che siano obbligatoriamente individuati nell’arco temporale compreso tra il 1/4/2014 e il 30/6/2014.

Premesso che il decreto interministeriale in parola stabilisce che “i lavoratori….saranno sospesi a rotazione con riduzione media del 59,68% dell’orario di lavoro con picco massimo del 100%”, si evidenzia che le procedure di invio telematico della domanda tramite DiGiWEB renderanno possibile la trasmissione di domande per le quali il numero totale di ore richieste diviso il numero totale dei lavoratori interessati non superi mediamente le 23,8 ore settimanali di integrazione salariale per singola unità lavorativa.

Eventuali domande già pervenute dovranno, comunque, essere ripresentate secondo le modalità previste dal presente messaggio.

Con riferimento al requisito soggettivo “anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno 90 giorni” si precisa che in tale ambito si applicano le disposizioni dell’art.8 D.L. 21/3/88 n.86 convertito con modificazioni dalla L. 160/88 e l’art.7-ter c.6 del D.L. n.5 del 10/2/2009 convertito con modificazioni dalla L. 33/2009 che ha esteso il suddetto requisito anche alle integrazioni salariali in deroga.

Attesa la particolare tipologia del contratto di lavoro considerato, ai fini del calcolo del requisito soggettivo dell’anzianità aziendale si precisa altresì la possibile presenza di successione di appalti, che abbia coinvolto, prima dell’inizio del periodo di intervento, alcuni lavoratori interessati presenti nell’elenco ministeriale (circolare 30 del 2012).

Si rammenta sul punto che per la tipologia di lavoratori in parola, si applica la disciplina prevista dall’art. 4 del CCNL di settore, in base al quale in caso di cessazione di appalto l’impresa subentrante garantisce l’assunzione degli addetti esistenti in organico sull’appalto, con il mantenimento dei livelli occupazionali.

 

Vincenzo D’Andò