Diario quotidiano del 9 luglio 2014: bonus fiscale alle imprese per chi investe in macchinari

Pubblicato il 9 luglio 2014



nuovo “redditometro”: per il 2014 coinvolti circa 20 mila contribuenti; bonus fiscale alle imprese per chi investe in macchinari; conservazione digitale delle scritture contabili; uso personale del PC aziendale: dipendente non licenziabile; l’omesso versamento dei contributi previdenziali espone al fallimento; cessione dei crediti: garanzia statale per oltre 13 mld di operazioni; processi lenti: il ministero paga anche per l’equa riparazione tardiva; entrate tributarie gennaio-maggio 2014

 

Indice:

 1) Nuovo “redditometro”: per il 2014 coinvolti circa 20 mila contribuenti

 2) Bonus fiscale alle imprese per chi investe in macchinari

 3) Conservazione digitale delle scritture contabili

 4) Uso personale del PC aziendale: dipendente non licenziabile

 5) L’omesso versamento dei contributi previdenziali espone al fallimento

 6) Cessione dei crediti: Garanzia statale per oltre 13 mld di operazioni

 7) Processi lenti: Il ministero paga anche per l’equa riparazione tardiva

 8) Entrate Tributarie gennaio-maggio 2014

 

1) Nuovo “redditometro”: per il 2014 coinvolti circa 20 mila contribuenti

E’ entrata nel vivo la stagione di accertamenti basati sul nuovo “redditometro” che per il 2014 vedrà coinvolti circa 20 mila contribuenti.

Ciò dopo quasi quattro anni dalle modifiche apportate all’art. 38 del D.P.R. 600/1973, in seguito alla emanazione del Decreto Ministeriale del 24 dicembre 2012 e agli ultimi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Con le modifiche arrecate all’art. 38 del D.P.R. 600/1973 sono cambiate le modalità di verifica da parte del fisco in relazione ai redditi dichiarati dai contribuenti persone fisiche.

Tale norma regolamenta le modalità di utilizzo del cd. “redditometro” strumento attraverso il quale l’Amministrazione Finanziaria può presumere il livello di reddito del contribuente attraverso due modalità tra loro connesse:

- La presunzione c.d.“spesa = reddito” ovvero che tutto quanto è stato speso nel corso dell’anno sia stato finanziato con i redditi del periodo medesimo;

- la presunzione basata sul possesso di beni indicativi di capacità contributiva, ovvero di beni per il cui mantenimento viene ipotizzata una certa disponibilità reddituale anche in funzione del nucleo familiare e dell’area territoriale di appartenenza.

Sulla base di dette presunzioni l’Amministrazione Finanziaria seleziona i contribuenti da sottoporre a controllo ogni qualvolta il reddito dichiarato risulti inferiore del 20% alle spese sostenute nel corso dell’anno oggetto di osservazione (si ricorda che per i contribuenti che lo volessero l’Agenzia delle entrate ha presentato in data 20 novembre 2012 il “Redditest” , strumento attraverso cui il contribuente può verificare le proprie criticità in relazione al “redditometro”).

In seguito alle ultime indicazioni fornite della stessa Agenzia delle entrate (circolare n. 24/E del 31 luglio 2013 e la circolare n. 6/E del 11 marzo 2014) per ricostruire il reddito del contribuente gli uffici dovranno considerare:

- le spese certe (spese per mutui, locazioni, spese indicate in dichiarazione dei redditi ecc…);

- le spese per elementi certi (spese per abitazione, autoveicoli, natanti e di “fitto figurativo”);

- la quota di incremento patrimoniale imputabile al periodo di imposta;

- la quota di risparmio che si è formata nell’anno.

Selezione del contribuente

Il primo step per eventuali accertamenti riguarda la fase di selezione del contribuente effettuata sulla base dei criteri di spesa e degli scostamenti sopra richiamati. Si sottolinea come L’Amministrazione Finanziaria abbia espressamente comunicato che le nuove disposizioni si applicano con riferimento agli accertamenti relativi ai redditi dichiarati per il 2009 e seguenti, superando così il previgente impianto normativo che rimane tuttavia in vigore per i controlli relativi ai periodi di imposta precedenti.

Contradditorio

Una volta selezionato il contribuente, l’Ufficio dell’Agenzia delle entrate competente ha l’obbligo di invitarlo a comparire di persona o per mezzo di rappresentanti per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell’accertamento e successivamente di avviare il procedimento di adesione.

Vengono dunque previsti due momenti obbligatori:

- Un primo confronto per consentire al contribuente di fornire dati e notizie che, se ritenute sufficienti, determineranno l’archiviazione della richiesta;

- un secondo confronto, legato all’insuccesso del primo, nel quale l’Agenzia provvederà ad inviare un nuovo invito al contribuente per la quantificazione e la definizione del maggior reddito accertato nonché delle maggiori imposte.

In un primo momento, e solo nella seconda fase, oltre alle spese sopra individuate era stata prevista la possibilità da parte del Fisco di determinare il reddito anche sulla base delle cd. medie Istat (per ricostruire le spese “ordinarie”) in relazione alla tipologia di famiglia di appartenenza del contribuente oltreché dell’area geografica in cui questo si trova. Tuttavia con parere rilasciato in data 21 novembre 2013 dal Garante delle Privacy e confermato nella circolare dell’AE n. 6/E del 11 marzo 2014 l’utilizzo di tali dati è stato definitivamente escluso.

Si ricorda infine di non sottovalutare la risposta al questionario. L’omissione della stessa infatti oltre alla sanzione amministrativa prevista tra € 258,00 e € 2.065,00 potrebbe determinare, per il contribuente, l’impossibilità di utilizzare, nella successiva fase amministrativa e contenziosa, i dati, le notizie e gli elementi non esibiti.

 

2) Bonus fiscale alle imprese per chi investe in macchinari

Bonus investimenti su beni strumentali nuovi: Il meccanismo è analogo alla “Tremonti” .

L’art. 18 del Decreto Competitività (D.L. 91/2014) concede un incentivo, sotto forma di credito di imposta, alle imprese che effettuano acquisti di macchinari nuovi a partire dal 25 giugno 2014 e fino al 30 giugno 2015, per importi superiori alla media dei cinque esercizi precedenti.

Il meccanismo di funzionamento ricorda molto la vecchia agevolazione “Tremonti” degli scorsi anni (L. 189/1994 e L. 383/2001) che riguardava gli investimenti realizzati da titolari di reddito d’impresa (ditte individuali, società di persone, società di capitali, cooperative) in beni strumentali nuovi.

Soggetti interessati

Dunque, l’agevolazione spetta ai soggetti titolari di reddito d’impresa compresi coloro che hanno iniziato l’attività:

- Da meno di 5 anni alla data del 25.6.2014, anche se con durata dell’attività inferiore a 5 anni;

- dal 26.6.2014.

Con riguardo ai soggetti “titolari di attività industriali” a rischio di incidenti sul lavoro, ex D.Lgs. n. 334/99, il comma 5 dispone che gli stessi possono fruire dell’incentivo “solo se è documentato l’adempimento degli obblighi e delle prescrizioni di cui al citato decreto”.

Investimenti agevolati

Il beneficio in esame è riconosciuto per gli investimenti:

- di importo superiore a € 10.000,00;

- effettuati dal 25.6.2014 al 30.6.2015;

- in beni nuovi strumentali compresi nella divisione 28 della tabella Ateco 2007 (tra cui, le macchine ed attrezzature per ufficio, esclusi computer e unità periferiche).

Misura dell’agevolazione

L’agevolazione in questione si concretizza in un credito d’imposta pari al 15% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti in beni strumentali realizzati nei 5 periodi d’imposta precedenti, con facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l’investimento è stato maggiore.

Il credito spetta con riguardo al valore complessivo degli investimenti realizzati in ciascun periodo d’imposta. Il credito d’imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo la prima delle quali utilizzabile a decorrere dall’1.1 del secondo periodo d’imposta successivo a quello in cui è stato effettuato l’investimento (ad esempio, per gli investimenti 2014, dall’1.1.2016).

Per i soggetti che hanno iniziato l’attività da meno di cinque anni alla data del 25.6.2014 va considerata la media degli investimenti in beni strumentali realizzati nei periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 25.6.2014 o a quello successivo, con la facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l’investimento è stato maggiore.

Decorrenza dell’agevolazione

Per calcolare la misura dell’incentivo va prestata attenzione alla data in cui l’investimento si considera effettuato (articolo 109 del Tuir), ricordando che il costo è agevolato solo se fiscalmente sostenuto tra il 25 giugno 2014 (entrata in vigore del D.L. 91/2014) e il 30 giugno 2015.

Per gli acquisti, rileva il momento in cui il fornitore consegna o avvia la spedizione del bene o, se successivo, di passaggio di proprietà; per eventuali prestazioni connesse con l’investimento (trasporto, installazione eccetera) non comprese nel costo del bene, va presa in esame la data di ultimazione (circolare 44/E/2009).

Se il macchinario è acquisito in appalto (anche in “leasing-appalto”), vale la data di ultimazione dell’opera o i singoli importi liquidati in via definitiva con stati di avanzamento dei lavori (Sal).

Per i leasing conta non la maturazione dei canoni, ma il momento di consegna del cespite all’utilizzatore; se è prevista una condizione sospensiva, va atteso l’esito positivo del collaudo. In ogni caso, non rileva il momento di entrata in funzione dei beni.

Utilizzo del credito

Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite il mod. F24 e non è soggetto al limite annuale pari a € 250.000,00 ex art. 1, comma 53, Legge n. 244/2007. Inoltre:

- Non è tassato ai fini IRPEF/IRES e non concorre alla formazione del valore della produzione IRAP;

- va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di riconoscimento e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi nei quali lo stesso è utilizzato;

- la prima quota annuale è utilizzabile nel periodo d’imposta successivo a quello in cui è stato effettuato l’investimento (nel 2015 per le imprese che maturano il credito d’imposta per investimenti effettuati nel periodo 25 giugno 2014 – 31 dicembre 2014);

- non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi e dei componenti negativi ex artt. 61 e 109, comma 5, Tuir.

Revoca dell’agevolazione

Il bonus viene revocato in caso di:

- cessione a terzi o destinazione dei beni agevolati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa prima del secondo periodo d’imposta successivo all’acquisto. Ciò significa che per i beni acquisti ed agevolati nel 2014 (dal 25 giugno al 31 dicembre), la cessione non può avvenire prima 1° gennaio 2017, mentre per quelli acquisiti nel 2015 (fino al 30 giugno), l’alienazione non può avvenire fino al 31 dicembre 2017;

- trasferimento dei beni agevolati, entro il 31.12 del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, in strutture produttive fuori del territorio italiano, anche se appartenenti al beneficiario dell’agevolazione.

In caso di indebita fruizione il credito va restituito entro il termine per il versamento a saldo dell’imposta sui redditi dovuta per il periodo d’imposta in cui si è verificata la decadenza oppure viene recuperato dall’Agenzia delle entrate maggiorato di interessi e sanzioni.

 

3) Conservazione digitale delle scritture contabili

Il D.M. 17 giugno 2014 è già in vigore dal 27 giugno 2014. Si tratta del Decreto che specifica le modalità di assolvimento degli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici e alla loro riproduzione su diversi tipi di supporto.

Le rilevanti novità sono date dal superamento del vincolo temporale dei 15 giorni per la conservazione delle fatture elettroniche, dalle semplificazioni nell’assolvimento dell’imposta di bollo, dall’eliminazione dell’obbligo di comunicazione all’Agenzia delle entrate dell’impronta dell’archivio digitale, nonché dall’estensione delle nuove regole anche ai documenti doganali, in precedenza esclusi dal perimetro di applicazione.

Conservazione dei documenti informatici

Il provvedimento in esame prevede, di fatto, il superamento del vincolo temporale dei 15 giorni per la conservazione delle fatture elettroniche.

Rimane ferma la necessità di assicurare a tutti i documenti informatici le caratteristiche di immodificabilità, integrità, autenticità e leggibilità anche utilizzando i formati scelti dal responsabile della conservazione che deve motivarne la scelta nel manuale di conservazione.

Nello specifico la conservazione dei documenti informatici è improntata al rispetto delle vigenti disposizioni civilistiche in materia di tenuta della contabilità e prevede altresì che siano consentite le funzioni di ricerca ed estrazione delle informazioni dagli archivi informatici. Il processo di conservazione dei documenti termina con l’apposizione di un riferimento temporale opponibile ai terzi sul pacchetto di archiviazione, il quale viene già firmato digitalmente secondo le regole tecniche attuative già in vigore. La conservazione di libri, registri e anche fatture elettroniche si effettua con cadenza annuale entro tre mesi dal termine di presentazione della dichiarazione dei redditi (art. 7 comma 4-ter del D.L. 357/94).

Semplificazioni nell’assolvimento dell'imposta di bollo

Con l’art. 6 sono disciplinate le modalità di assolvimento dell’imposta di bollo sui documenti informatici fiscalmente rilevanti per i soggetti passivi IVA. Viene eliminato l’obbligo di versamento dell’imposta a preventivo e consuntivo, prevedendo il versamento mediante modello F24 online, in un’unica soluzione entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio.

Eliminazione dell’obbligo di comunicazione dell’impronta dell’archivio digitale

L’art. 5 del DM elimina l’onere di comunicare all’Agenzia delle entrate l’impronta digitale prevedendo una comunicazione da parte del contribuente, da formulare in sede di dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta di riferimento, con la quale si indica di aver optato per la conservazione dei documenti rilevanti ai fini tributari in modalità elettronica.

In caso di verifiche, controlli o ispezioni, il documento informatico deve essere reso leggibile e, a richiesta, disponibile su supporto cartaceo o informatico. Con provvedimenti dei direttori delle competenti Agenzie fiscali saranno altresì stabilite le modalità con le quali il documento conservato può essere esibito anche per via telematica.

Conservazione sostitutiva dei documenti doganali

Anche i documenti doganali entrano nel campo di applicazione del DM 17 giugno 2014. Sul punto si resta in attesa di un ulteriore provvedimento dell’Agenzia delle dogane sulle modalità di comunicazione di opzione per la conservazione sostitutiva e sulle regole da seguire in caso di ispezioni, verifiche e controlli.

Le regole per la conservazione dei documenti fiscali sono state allineate alle disposizioni già fornite dal CAD (codice dell’amministrazione digitale) e dai relativi decreti attuativi, dove viene definita quale documento informatico una categoria comprendente le copie informatiche di documenti analogici e le copie per immagine su supporto informatico di documenti analogici, oltre che i documenti informatici puri. Inoltre, il provvedimento si è reso necessario per ridefinire le modalità di attuazione degli obblighi fiscali inerenti ai documenti informatici anche per via del recente obbligo di fatturazione elettronica nei rapporti con la Pubblica Amministrazione.

Infine, da rilevare che la nuova norma ha abrogato il Decreto previgente del 23 gennaio 2004.

 

4) Uso personale del PC aziendale: dipendente non licenziabile

Il datore di lavoro non può irrogare un licenziamento per giusta causa quando questo costituisca una sanzione più grave di quella prevista dal contratto collettivo applicabile in relazione ad una determinata infrazione. Ove non venga dimostrata quindi la gravità ulteriore, il licenziamento è illegittimo perché sproporzionato.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 6222 del2014. Un lavoratore aveva impugnato il licenziamento disciplinare intimatogli, dopo una sospensione cautelare, a seguito di contestazione disciplinare con l’addebito di uso improprio di strumenti di lavoro e in particolare del PC affidatogli, delle reti informatiche aziendali e della casella di posta elettronica, deducendo sotto vari profili la nullità della sanzione, e chiedendo la reintegrazione nel posto di lavoro e il risarcimento del danno. Il Tribunale adito accoglieva la domanda e la Corte di Appello aveva confermato tale decisione, rilevando che il fatto contestato corrispondeva alla fattispecie disciplinare prevista dal contratto collettivo applicabile, ove è stabilita solo una sanzione conservativa per l’infrazione consistente nell’utilizzazione “in modo improprio di strumenti di lavoro aziendali”. In relazione alla valutazione preventiva operata dalle parti sociali con l’art. 53 del contratto collettivo applicabile, secondo cui tali comportamenti non erano comunque di gravità tale da giustificare il pensionamento, il datore di lavoro non avrebbe potuto irrogare una sanzione disciplinare più grave di quella pattizia. Del resto, anche a voler ritenere che la società datrice di lavoro intendesse contestare una fattispecie diversa e più grave di quella prevista dalla norma collettiva, le risultanze della consulenza tecnica di ufficio escludevano comunque la particolare gravità del comportamento del dipendente ai fini della giustificazione del recesso. Avverso tale sentenza la società propone ricorso per cassazione.

Il ricorso è stato quindi respinto dalla Cassazione con la condanna della società ricorrente al pagamento delle spese.

 

5) L’omesso versamento dei contributi previdenziali espone al fallimento

L’omesso versamento agli enti previdenziali espone al fallimento. Difatti, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29586 del 07 luglio 2014, riprendendo il proprio orientamento giurisprudenziale, ritiene che sia riconducibile alle “operazioni dolose” ogni condotta, anche non costituente autonomo reato), commissiva od omissiva, degli amministratori che cagionino il fallimento con abusi o infedeltà nell’esercizio della carica ricoperta, ovvero con atti intrinsecamente pericolosi per la “salute” economico-finanziaria dell’impresa; in altre parole, un’indebita diminuzione dell’attivo, un depauperamento disallineato all’interesse dell’impresa, in relazione causale con il fallimento.

Per la Corte non vi è dubbio che il sistematico, omesso versamento di rilevanti somme agli enti previdenziali sia riconducibile alla nozione esaminata, in quanto opzione dolosa di gestione, causa di una gravissima e irrevocabile esposizione debitoria prodromica al fallimento, consistita non solo nel mancato accantonamento delle somme periodicamente a scadenza, ma anche, e soprattutto, nell’avere mascherato l’insolvenza con l’artificiosa predisposizione di bilanci positivi.

Dunque, l’omesso versamento dei contributi previdenziali e assistenziali può rientrare nella nozione di “operazioni dolose” prevista all’art. 223 comma 2 n. 2 della Legge fallimentare.

 

6) Cessione dei crediti: Garanzia statale per oltre 13 mld di operazioni

Il ministro Padoan ha firmato il decreto. Garanzia dello stato per oltre 13 miliardi di crediti delle imprese verso la pubblica amministrazione. I fornitori della p.a. potranno cedere «pro soluto» (ossia senza avere l’obbligo di garantire la solvibilità dell'ente debitore) il proprio credito certificato e assistito dalla garanzia dello Stato a banche e a intermediari finanziari, incassando quanto dovuto al netto di una percentuale di sconto che sarà fissata nella misura massima dell'1,90% in ragione d’anno. Lo sconto si ridurrà all’1,60% per le cessioni di crediti superiori a 50 mila euro. Non solo. Se le amministrazioni debitrici verseranno in situazioni di temporanea carenza di liquidità, sarà possibile accedere ad operazioni di ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento dei debiti ceduti, anch'esse assistite dalla garanzia dello Stato. La chance, prevista dal decreto Irpef (DL 66/2014 convertito nella Legge 89/2014) con l’obiettivo di assicurare il completo e immediato pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili, di parte corrente, maturati al 31/12/2013, può finalmente partire grazie al decreto attuativo, firmato lo scorso 4 luglio dal ministro dell'economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan e ufficializzato ieri dal Mef dopo aver acquisito la registrazione da parte della Corte dei conti.

 

7) Processi lenti: Il ministero paga anche per l’equa riparazione tardiva

Il cittadino che è stato vittima di un processo-lumaca può ottenere un’ulteriore somma di denaro per ogni giorno in cui l’Amministrazione dello Stato tarda a versargli l’equa riparazione prevista dalla legge in caso di durata non ragionevole del processo. La penalità di mora prevista dal codice del processo amministrativo, infatti, non è un risarcimento e dunque deve escludersi il doppio ristoro per un solo danno, e ciò anche nel caso in cui la lite riguarda la condanna della Corte d’appello all'equa riparazione per i processi-lumaca. Lo stabilisce l'adunanza plenaria del Consiglio di Stato con la sentenza 15/2014 che prende le distanze dalle posizioni del ministero.

 

8) Entrate Tributarie gennaio-maggio 2014

Entrate Tributarie gennaio-maggio 2014. Nei primi cinque mesi dell’anno +1,4% A maggio l’iva da importazioni dai Paesi extra-UE aumenta del 6,7%. Nel periodo gennaio-maggio 2014 le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 150.645 milioni di euro, registrando una crescita tendenziale dell’1,4% (+2.133 milioni di euro), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

IMPOSTE DIRETTE

Registrano un gettito complessivamente pari a 74.700 milioni di euro e una diminuzione dell’1,7% (–1.319 milioni di euro), rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

L’IRPEF, in lieve calo dello 0,4%, (–293 milioni di euro), riflette la riduzione delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore privato (–0,8%) e dei lavoratori autonomi (–2,4%), mentre risultano sostanzialmente stabili le ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (+5 milioni di euro) e i versamenti in autoliquidazione (+9 milioni di euro).

L’IRES mostra un calo del 10,2% (–160 milioni di euro).

Tra le altre imposte dirette, si nota una diminuzione del 10,9% (–418 milioni di euro) del gettito dell’imposta sostitutiva su interessi e altri redditi di capitale, dovuta all’incremento di 10 punti percentuali dell’acconto versato nel mese di ottobre. L’imposta sostitutiva sul risparmio gestito e amministrato cala del 35,6% (–461 milioni di euro) anche per effetto dell’introduzione dell’acconto, versato nel mese di dicembre, per la componente del risparmio amministrato. Cresce invece il gettito derivante dalle ritenute sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche del 47,5% (+87 milioni di euro) e dall’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione del 6,7% (+36 milioni di euro).

IMPOSTE INDIRETTE

Segnalano un gettito pari a 75.945 milioni di euro con un incremento del 4,8% (+3.452 milioni di euro), rispetto ai primi cinque mesi dello scorso anno. Si conferma in crescita il gettito IVA che risulta al 3,7% (+1.450 milioni di euro). In particolare oltre al continuo andamento positivo del dato relativo agli scambi interni del 5,3% (+1.782 milioni di euro), si osserva nel mese di maggio una crescita della componente dell’IVA relativa alle importazioni da Paesi extra-UE, dopo oltre un anno, pari a +6,7% (+70 milioni di euro), che compensa il gap e riduce ulteriormente la flessione a 5,9% (–332 milioni di euro) nei primi cinque mesi del 2014, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.L’imposta di bollo cresce dell’8,5% (+403 milioni di euro) per effetto dei versamenti affluiti nel mese di aprile a titolo di acconto su quanto dovuto dai contribuenti per l’anno 2015. L’andamento positivo risente inoltre dell’aumento dall’1,5 al 2 per mille dell’imposta di bollo sulle comunicazioni relative ai prodotti finanziari previsto dalla legge di Stabilità 2014, dell’eliminazione del limite minimo di 34,20 euro e del contestuale incremento del limite massimo dell’imposta di bollo, passato da 4.500 euro a 14.000 euro. Tra le altre imposte indirette si segnala l’incremento del gettito dell’accisa sui prodotti energetici, (oli minerali) pari al 9,6% (+831 milioni di euro), principalmente per effetto dell’abolizione della riserva destinata alle regioni a statuto ordinario, che dal mese di dicembre 2013 viene contabilizzata tra le imposte erariali. Positiva la variazione dell’accisa sul gas naturale per combustione (gas metano) del 27,9% (+412 milioni di euro) e l’accisa sull’energia elettrica e addizionali, che segnala un aumento del 22,4% (+213 milioni di euro).

ENTRATE DA GIOCHI

Le entrate relative ai giochi presentano, nel complesso, un calo dell’1,9% (–91 milioni di euro).

ENTRATE DA ACCERTAMENTO E CONTROLLO

Continua l’andamento favorevole del gettito relativo alle entrate tributarie derivanti dall’attività di accertamento e controllo, che risulta del 16,1% (+455 milioni di euro).

(Mef, comunicato stampa n. 167 del 07 luglio 2014)

 

Vincenzo D’Andò