Rivalutazione di terreni e partecipazioni: la perizia va giurata entro il 30 giugno 2014

di Sandro Cerato

Pubblicato il 24 giugno 2014



in caso di rivalutazione del valore dei terreni e delle partecipazioni possedute all'1 gennnaio 2014: entro il prossimo 30 giugno va effettuato sia il giuramento della perizia di stima che il pagamento dell'imposta sostitutiva

La legge di stabilità 2014, in vigore dall’1.1.2014, ha riproposto per il terzo anno consecutivo la riapertura dei termini per la rideterminazione del costo fiscale dei terreni (edificabili o agricoli) e delle partecipazioni in società non quotate posseduti, al di fuori del regime d’impresa, alla data dell’1.1.2014. Più precisamente, la disposizione in argomento consente a persone fisiche, società semplici, enti non commerciali e soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia, di rivalutare il costo o valore di acquisto delle partecipazioni non quotate e dei terreni posseduti affrancando, in tutto o in parte, le plusvalenze conseguite, ex art. 67 comma 1, lett. da a) a c-bis), del TUIR, allorquando i medesimi beni saranno ceduti a titolo oneroso.

 

La rideterminazione dei valori in argomento potrà dirsi perfezionata a condizione che, entro il prossimo 30.06.2014, un professionista abilitato (es. dottore commercialista, geometra, ingegnere, ecc.) rediga e asseveri la perizia di stima delle partecipazioni o del terreno edil contribuente interessato versi l’imposta sostitutiva pari al 2% (Partecipazioni non qualificate) o al 4% (Partecipazioni qualificate e terreni) calcolata sull’intero valore rideterminato del bene.

L'imposta sostitutiva – determinata come detto sull’intero valore risultante dalla perizia di stima - dovrà essere versata entro il prossimo 30 giugno 2014 in un'unica soluzione, oppure dovrà essere rateizzata fino ad un massimo di tre rate annuali di pari importo: in caso di opzione per il versamento rateale, entro il predetto termine del 30.06.2014 dovrà essere versata solo la prima rata, mentre le rate successive alla prima (maggiorate degli interessi del 3% annuo, a decorrere dal 30.6.2014) scadranno, rispettivamente, in data 30.06.2015 e in data 30.06.2016. È bene precisare che, entro il predetto termine del 30.06.2014 dovrà essere versata anche la seconda rata (comprensiva degli interessi del 3% calcolati a decorrere dal 30.06.2013) da quei contribuenti che, avendo aderito alla riapertura dei termini per la rideterminazione del costo dei terreni e delle partecipazioni proposta dalla Legge di stabilità per il 2013, hanno optato, lo scorso anno, per il versamento rateizzato dell’imposta sostitutiva. Peraltro, i termini di versamento della suddetta imposta sostitutiva non potranno beneficiare del differimento dei termini disposto dal D.P.C.M. del 13.06.2014, per i contribuenti assoggettati agli studi di settore.

 

I codici tributo da indicare sul modello F24, per il versamento o compensazione della predetta imposta sostitutiva, sono i seguenti:

  • 8056” che individua l’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi per la rideterminazione dei valori di acquisto dei terreni edificabili e con destinazione agricola;

  • 8055” che individua l’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi per la rideterminazione dei valori di acquisto di partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati.

L’anno di riferimento da esporre nel modello F24, è quello di possesso dei beni per i quali si opera la rivalutazione, ovvero l’anno 2014. Allo stesso modo, nel caso in cui il versamento venisse rateizzato dovrà essere indicato, anche per gli anni successivi, quale anno di riferimento, sempre il 2014 (C.M. 10 aprile 2008, n. 144). Sul punto, è bene precisare che, il primo versamento (imposta in un'unica soluzione ovvero prima rata) costituisce il perfezionamento della procedura di rivalutazione e attribuisce al contribuente la facoltà di utilizzare fin da subito i valori così rideterminati al fine del calcolo della plusvalenza da assoggettare a tassazione: qualora il contribuente abbia effettuato il versamento della prima rata nei termini di legge, ma ometta di effettuare i successivi versamenti, questi ultimi saranno iscritti a ruolo ai sensi degli articoli 10 e seguenti del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602; resta ovviamente salva la possibilità di regolarizzare il versamento tramite lo strumento del ravvedimento operoso.

 

Si rammenta, inoltre, che, qualora il contribuente lo ritenga opportuno, egli può rideterminare il valore dei terreni o delle partecipazioni anche nell'ipotesi in cui abbia già in precedenza usufruito di analoghe disposizioni agevolative: tale possibilità è consentita, peraltro, anche nel caso in cui la seconda perizia giurata di stima riporti un valore inferiore a quello risultante dalla perizia precedente. Al verificarsi di tale circostanza, i contribuenti possono scomputare dall'imposta sostitutiva dovuta, quanto già versato in occasione di precedenti procedure di rideterminazione effettuate con riferimento ai medesimi beni: nel caso i cui l'imposta pagata in occasione della precedente rideterminazione sia maggiore di quella dovuta entro il 30 giugno 2014 non dovrà essere effettuato alcun versamento e, per espressa previsione normativa, la parte eccedente non potrà nemmeno essere chiesta a rimborso. Peraltro, se un contribuente, in relazione alla precedente rivalutazione, si era avvalso della rateizzazione dell’imposta sostitutiva dovuta, quest’ultimo non sarà tenuto a versare le rate in scadenza relative alla “vecchia” rivalutazione (C.M 24.10.2011 n. 47). In buona sostanza, se viene rivalutato un terreno o una partecipazione posseduta all’ 01.01.2014 e già rivalutata alla data del 30.06.2013, sarà possibile non versare la seconda e la terza rata, scadenti rispettivamente il 30.06.2014 e il 30.6.2015. In alternativa allo scomputo dell’imposta sostitutiva già versata, è prevista la possibilità di chiedere il rimborso dell'imposta sostitutiva pagata in passato (ai sensi dell'art. 38 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602) nel caso in cui si proceda con una nuova rivalutazione e non si scomputi l'imposta sostitutiva versata in precedenza: la richiesta di rimborso deve essere presentata entro 48 mesi dalla data di versamento dell'imposta o della prima rata relativa all'ultima rideterminazione effettuata.



24 giugno 2014

Sandro Cerato