Diario quotidiano del 30 maggio 2014: la detassazione dei premi di produttività si applica anche agli studi professionali

Pubblicato il 30 maggio 2014



approvato il bollettino di conto corrente postale per il versamento della TASI; é di nuovo tassazione separata dei compensi arretrati dei giudici tributari; studi professionali: riparte la detassazione; Irap: niente deducibilità IMU per gli immobili strumentali; disponibile il software per Unico 2014 Sp, Sc, Enc; lavoratori addetti all’industria tessile: una tantum; coltivatori diretti, coloni e mezzadri, imprenditori agricoli: riduzione contributiva non applicabile ai pensionati; nuova disciplina comunitaria in materia di revisione legale

 

Indice:

1) Approvato il bollettino di conto corrente postale per il versamento della TASI

2) E’ di nuovo tassazione separata dei compensi arretrati dei giudici tributari

3) Studi professionali: riparte la detassazione

4) Irap: niente deducibilità IMU per gli immobili strumentali

5) Disponibile il software per Unico 2014 Sp, Sc, Enc

6) Lavoratori addetti all’industria tessile: una tantum

7) Coltivatori diretti, coloni e mezzadri, imprenditori agricoli: Riduzione contributiva non applicabile ai pensionati

8) Nuova disciplina comunitaria in materia di revisione legale

 

 

1) Approvato il bollettino di conto corrente postale per il versamento della TASI

Sono stati approvati i modelli di bollettino di conto corrente postale, allegati al Decreto 23 maggio 2014 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 122 del 28 maggio 2014) che possono essere utilizzati, a decorrere dall’anno 2014, per il versamento del tributo per i servizi indivisibili (TASI).

Il contribuente può effettuare il versamento della TASI presso gli Uffici Postali ovvero tramite servizio telematico gestito da Poste Italiane S.p.A.; in tale ultimo caso, il contribuente riceve la conferma dell’avvenuta operazione con le modalità previste per il Servizio di collegamento telematico. Unitamente alla conferma di avvenuta operazione, il contribuente riceve l’immagine virtuale del bollettino conforme al modello ovvero una comunicazione in formato testo contenente tutti i dati identificativi del bollettino e del bollo virtuale di accettazione.

L’immagine virtuale del bollettino o la comunicazione in formato testo costituisce la prova del pagamento e del giorno in cui esso é stato eseguito.

Numero e intestazione del conto corrente postale

Il modello di bollettino di conto corrente postale riporta obbligatoriamente il seguente numero di conto corrente: 1017381649, valido indistintamente per tutti i comuni del territorio nazionale. Su tale conto corrente non é ammessa l'effettuazione di versamenti tramite bonifico.

Il conto corrente postale per il versamento del tributo per i servizi indivisibili é obbligatoriamente intestato a «PAGAMENTO TASI».

Disponibilità gratuita dei bollettini

La società Poste Italiane S.p.A. deve provvedere a fare stampare a proprie spese i relativi bollettini assicurandone la disponibilità' gratuita presso gli uffici postali.

Bollettini di versamento prestampati

Il comune può inviare ai soggetti interessati i bollettini di conto corrente postale, prestampati negli spazi appositamente previsti, sia nel corpo del bollettino che nella zona di lettura ottica.

La stampa del bollettino da parte di soggetti terzi rispetto a Poste Italiane S.p.A., deve essere preventivamente autorizzata da Poste Italiane S.p.A. secondo le specifiche del servizio «stampa in proprio» il cui disciplinare é disponibile sul sito www.poste.it.

 

 2) E’ di nuovo tassazione separata dei compensi arretrati dei giudici tributari

Prelievo ridotto sugli arretrati dei magistrati tributari: Una sentenza apre alla possibilità di chiedere rimborsi.

Arretrati dei giudici tributari a tassazione separata

La norma introdotta nell’estate del 2011 che assoggetta a imposizione ordinaria i compensi variabili corrisposti dal Mef nell’anno successivo a quello di riferimento è incostituzionale.

Per circa 4 mila magistrati del fisco si apre ora la possibilità di chiedere a rimborso la maggiore Irpef pagata su tali somme negli ultimi due anni.

Ciò sulla base della sentenza n. 142 del 28 maggio 2014 della Corte Costituzionale.

La pronuncia interviene su una vicenda che fin da subito, ossia da quando il DL n. 98/2011 è entrato in vigore, ha suscitato le proteste dell'Associazione magistrati tributari. Nel caso finito sul tavolo della Consulta era stata la Ctp di Campobasso a rimettere la questione: un componente aveva percepito nel dicembre 2012 compensi arretrati del 2011 per un importo lordo di 5.932 euro, sui quali aveva pagato Irpef con aliquota progressiva massima, invece che con tassazione separata (come precedentemente previsto dall’art. 17 del Tuir). L’Agenzia delle entrate aveva negato il rimborso della maggiore imposta, innescando il contenzioso.

Secondo i giudici costituzionali i compensi dei magistrati tributari, essendo assimilati ai redditi da lavoro dipendente, devono scontare gli stessi criteri di imposizione di questi ultimi: principio di cassa per gli emolumenti percepiti nel periodo d'imposta, tassazione separata per gli emolumenti arretrati. «La norma censurata», si legge nella decisione, «non ha sottratto i compensi dei giudici tributari al regime della tassazione separata, ma a differenza di tutti gli altri percettori ha provveduto a fissare un periodo di ritardo oltre il quale la tassazione separata continuerebbe a trovare comunque applicazione». Se erogati per esempio con due anni di ritardo, gli arretrati finirebbero infatti a tassazione separata, con aliquota inferiore rispetto a quella marginale Irpef. Ciò crea «in assenza di una ragionevole motivo discriminante, una situazione di trattamento svantaggioso rispetto alle altre specie di redditi assimilati». Per esempio quelli dei giudici di pace, con i quali secondo la Consulta vi è una «chiara affinità».

Non solo. A parere dei giudici delle leggi lo scopo della disposizione censurata, in assenza di giustificate ragioni, «appare quello di incrementare il gettito dell’imposta». Il quadro normativo delineato dall’art. 39, comma 5 del DL n. 98/2011 viene poi definito irragionevole e contraddittorio, anche perché contestualmente il legislatore non ha espunto tali redditi da quelli assimilati al lavoro dipendente, né ha apportato altre modifiche alla disciplina generale della tassazione separata. La norma risulta quindi in contrasto con i principi sanciti dagli artt. 3 (uguaglianza) e 53 (capacità contributiva) della Costituzione. Da qui la dichiarazione di illegittimità, che apre la porta alle richieste di rimborso dei giudici tributari sui compensi arretrati.

Bollo: Quota alla Sicilia

La regione Sicilia ha diritto alla sua quota di gettito derivante dall’incremento dell’imposta di bollo e incassato dallo Stato. Ma solo per l’anno 2013. Destinare integralmente le somme all’Erario per finalità di carattere generale è lesivo dell'autonomia finanziaria prevista dallo statuto speciale siciliano. Questo il verdetto della Consulta, che con la sentenza n. 145 del 28 maggio 2014 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 7-bis, commi 3 e 5 del DL n. 43/2013.

 

3) Studi professionali: riparte la detassazione

Siglato l’accordo per la detassazione negli studi professionali. Sottoscritto da Confprofessioni e organizzazioni sindacali, rende operativo il DPCM 19 febbraio 2014.

Riparte, dunque, la detassazione negli studi professionali. Anche nel 2014 i professionisti-titolari di studi potranno applicare l’imposta sostitutiva del 10% sulle componenti accessorie della retribuzione, legata ad incrementi della produttività, qualità, redditività, innovazione ed efficienza organizzativa.

Il 28 maggio 2014, a Roma, Confprofessioni, la Confederazione italiana libere professioni, e le organizzazioni sindacali di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, hanno sottoscritto l’accordo quadro che prevede l’applicazione della tassazione agevolata su diverse voci della busta paga dei dipendenti degli studi professionali: lavoro supplementare, clausole elastiche e flessibili, straordinari, lavoro notturno, festivo e domenicale e altre prestazioni legate all’aumento della produttività negli studi.

«Con la sigla dell’accordo quadro nazionale sulla detassazione mettiamo più soldi nelle buste paga dei nostri dipendenti», ha commentato il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella. «In un momento delicato per l’intero settore, i benefici legati alla produttività rappresentano un punto fermo per lo sviluppo degli studi professionali. La rinnovata intesa, infatti, consente ai professionisti-datori di lavoro di alleggerire il costo del lavoro e incrementare la produttività, l’innovazione e l’efficienza organizzativa negli studi. Al tempo stesso, i dipendenti potranno beneficiare di una tassazione agevolata che si traduce in una maggiore disponibilità economica tesa alla salvaguardia del loro potere di acquisto».

 

4) Irap: niente deducibilità IMU per gli immobili strumentali

Non arriverà la deducibilità IMU ai fini IRAP sugli immobili produttivi delle imprese (capannoni, uffici, ecc.), essendo una misura ritenuta dal Governo troppo onerosa.

Rispondendo a un’interrogazione alla Camera, il ministro dell’Economia, Padoan, spegne le speranze delle imprese di potere dedurre dalle imposte sui redditi in misura piena l’Imu degli immobili strumentali (capannoni) e di vedere un maggior sconto Irap: “Ulteriori interventi … richiederebbero per la loro concreta attuazione il reperimento di ingenti risorse finanziarie per far fronte alla diminuzione di gettito”.

”La semplificazione prevista dalla delega fiscale” è uno degli strumenti per diminuire ”gli oneri che gravano sulla dimensione imprenditoriale, verso la quale c’é un preciso impegno del Governo”. I decreti che l’Esecutivo sta mettendo hanno l’obiettivo di avviare ”una revisione sistematica dei regimi fiscali volta a eliminare complessità di adempimenti superflui e costosi per le imprese”.

Dunque non ci sono le risorse, pertanto la deducibilità di quanto pagato dalle imprese a titolo di imposta municipale sui fabbricati strumentali non potrà superare il 30% per il periodo di imposta 2013 e il 20% per il successivo 2014.

Si ricorda che gli immobili strumentali che beneficiano della deducibilità sono quelli utilizzati esclusivamente per l’esercizio dell’arte o professione o dell’impresa commerciale da parte del proprietario. Risultano quindi esclusi gli immobili ad uso promiscuo, ovvero utilizzati come attività e abitazione o dal familiare del contribuente o anche per uso privato dal contribuente stesso.

 

 5) Disponibile il software per Unico 2014 Sp, Sc, Enc

Dal 28 maggio 2014, sul sito dell’Agenzia delle entrate sono disponibili sei nuovi programmi per procedere alla redazione e alla successiva verifica, il tutto in modalità telematica, dei modelli Unico 2014 riservati a società di persone, società di capitali ed enti non commerciali.

Grazie al software di compilazione (di Sp, Sc ed Enc), è sufficiente connettersi, inserire i dati e, conclusa questa operazione, con un click, ottenere il file informatico da trasmettere on line.

Poi come al solito, le procedure di controllo (sempre di Sp, Sc ed Enc) consentono di evidenziare, mediante appositi messaggi di errore, le eventuali anomalie o incongruenze riscontrate tra i dati contenuti nel modello e nei relativi allegati e le indicazioni fornite dalle specifiche tecniche e dalla circolare dei controlli.

Anche questi ultimi prodotti sfruttano una tecnologia che consente agli utenti di usufruire delle applicazioni direttamente dal web, assicurando automaticamente l’utilizzo dell’ultima versione disponibile, senza dover eseguire complicate procedure di installazione o aggiornamento.

 

6) Lavoratori addetti all’industria tessile: una tantum

L’Inps, con la circolare n. 69 del 29 maggio 2014, fornisce precisazioni sui lavoratori addetti all’industria tessile/abbigliamento/moda. Una Tantum. Ricalcolo delle prestazioni economiche di maternità, di malattia, di integrazione salariale e di congedo matrimoniale.

Gli arretrati retributivi previsti dall’Accordo 4 febbraio 2014 per il rinnovo del C.C.N.L. per l’industria tessile/abbigliamento/moda (euro 250,00 lordi per il periodo 01.04.2013 - 31.12.2013) sono valutati pure ai fini della determinazione delle prestazioni economiche di malattia, di maternità, di congedo matrimoniale e di integrazione salariale.

L’Accordo 4 febbraio 2014, per il rinnovo del C.C.N.L. per i lavoratori dell’industria tessile/abbigliamento/moda ha previsto, tra l’altro, la corresponsione a titolo di arretrati retributivi, ai lavoratori in forza alla data del 5 dicembre 2013, di un importo forfettario di euro 250,00 lordi, da corrispondere in due tranches di uguale importo: euro 125,00 con la retribuzione del mese di febbraio 2014 ed euro 125,00 con la retribuzione del mese di giugno 2014 da commisurare all’anzianità di servizio maturata nel periodo 1 aprile - 31 dicembre 2013 (v. testo contrattuale, allegato n. 1).

L’una tantum è ridotta proporzionalmente, per i contratti di lavoro part-time, in ragione del minore orario di lavoro convenuto.

L’importo dell’una tantum non è utile agli effetti del computo di alcun istituto contrattuale e legale ed è esclusa, altresì, dalla base di calcolo del trattamento di fine rapporto.

L’una tantum non compete per i periodi mensili nei quali si è verificata una sospensione della prestazione lavorativa senza diritto alla retribuzione (ad. es., a causa di servizio militare, aspettativa, congedo parentale, cassa integrazione guadagni a zero ore settimanali).

Sono, invece, considerate utili ai fini della maturazione dell’una tantum le assenze dal lavoro per malattia, infortunio, gravidanza e puerperio, congedo matrimoniale, donazione di sangue intervenute nel periodo 1 aprile 2013 - 31 dicembre 2013, che abbiano dato luogo al pagamento di trattamenti economici previdenziali a carico dell’Istituto competente e, ove dovuto, all’integrazione a carico delle aziende.

Ai lavoratori che nel periodo considerato abbiano fruito di trattamenti di Cassa integrazione guadagni, di riduzione dell’orario di lavoro per contratti di solidarietà e/o di altre prestazioni economiche previdenziali, l’importo dell’una tantum sarà corrisposto secondo le disposizioni vigenti in materia.

Circa i riflessi sulle prestazioni economiche di malattia e di maternità (nonché sui riposi orari post-partum, sulle “retribuzioni” corrisposte ai donatori di sangue e sulle altre prestazioni a carico dell’INPS, conguagliabili con i contributi) erogate nel periodo a cui si riferiscono gli arretrati retributivi in questione, si ribadiscono, in quanto applicabili, le disposizioni fornite, secondo le quali detti emolumenti vanno conteggiati nei limiti della quota riferita al mese considerato, da computare secondo le regole previste per le mensilità aggiuntive o premi (v. circolare 127 del 17.05.1991 e le altre precedenti ivi richiamate, a cui si deve aver riguardo anche per le modalità di conguaglio).

Ovviamente, in relazione al sistema vigente per il calcolo delle prestazioni economiche di malattia e di maternità, la particolare applicazione potrà interessare i soli eventi iniziati tra i mesi di maggio 2013 e di gennaio 2014 (salvo, per la malattia, il caso di ricaduta).

Per quanto attiene agli effetti riflessi sulle integrazioni salariali, sia ordinarie che straordinarie, erogate nell’ambito del periodo cui si riferisce la spettanza dell’importo in questione (1° aprile 2013 – 31 dicembre 2013), devono applicarsi le istruzioni impartite in materia di ricalcolo delle prestazioni in argomento con la circolare n. 58 del 05.03.1991.

Resta fermo che le quote di “una tantum” relative ai periodi integrati nell’arco di tempo sopraindicato potranno essere poste in pagamento entro la capienza del limite stabilito dai massimali mensili che, come noto (cfr. circ. n. 25 del 27.01.1996), riguardano anche le integrazioni salariali ordinarie.

In merito, infine, ai riflessi sull’ammontare delle integrazioni salariali relative ai contratti di solidarietà (art. 1 DL 726/84 convertito dalla legge 863/84) – il cui importo, si rammenta, è pari per i periodi di competenza dell’anno 2013 all’80% della retribuzione persa a seguito della riduzione di orario (cfr. msg. n. 1114 del 18.01.2013, nonché le ulteriori istruzioni operative di cui al msg. n. 3234 dell’11.03.2014 nella parte esclusivamente riferibile al 2013) – e dell’assegno per congedo matrimoniale si richiamano le disposizioni contenute nella circolare n. 247 del 23.10.1992.

(Inps, circolare n. 69 del 29 maggio 2014)

 

7) Coltivatori diretti, coloni e mezzadri, imprenditori agricoli: Riduzione contributiva non applicabile ai pensionati

Ecco il messaggio dell’Inps n. 5002 del 29 maggio 2014 in relazione ai coltivatori diretti, coloni e mezzadri, imprenditori agricoli. Riduzione contributiva prevista dalla legge 27-12-1997, n.449 – Pensionati INPS ed ex INPDAI.

Non applicabilità della riduzione ai pensionati ex Ipost, ex Inpdap ed ex Enpals - Chiarimenti del Ministero del Lavoro.

Con la circolare n. 69 del 29 marzo 1998 sono state fornite le istruzioni in ordine all’applicazione per coltivatori diretti, coloni e mezzadri, imprenditori agricoli, dell’articolo 59, comma 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.

Per effetto della citata norma, a decorrere dal 1° gennaio 1998, il contributo previdenziale dovuto dai lavoratori autonomi già pensionati presso le gestioni dell’INPS può essere, a richiesta, applicato nella misura della metà.

Ai sensi della medesima disposizione il supplemento di pensione erogato ai lavoratori per i quali la pensione è liquidata, in tutto o in parte, con il sistema retributivo è corrispondentemente ridotto della metà.

L’articolo 42 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, ha disposto dal 1° gennaio 2003 la confluenza nell’INPS dell’Istituto di previdenza per i dirigenti di aziende industriali (INPDAI), stabilendo, con effetto dalla stessa data, che i titolari di trattamenti pensionistici presso tale Istituto siano iscritti, con evidenza contabile separata, nell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti.

In applicazione della predetta norma è, pertanto, automaticamente esteso, a far data dal 1° gennaio 2003, anche ai pensionati ex INPDAI, ora pensionati INPS, il beneficio previsto per i titolari di pensione che abbiano compiuto sessantacinque anni, consistente nella riduzione del 50% dei contributi pensionistici dovuti in qualità di coltivatori diretti, coloni e mezzadri, imprenditori agricoli.

Diversamente da quanto sopra precisato, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con nota n. 29/0005868/L del 15 novembre 11 2012, su conforme parere del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha ritenuto non applicabile il beneficio della riduzione contributiva al 50%, previsto dall’art. 59, comma 15 della legge n. 449/97, ai lavoratori autonomi già pensionati delle gestioni ex Ipost, ex Inpdap ed ex Enpals che abbiano compiuto l’età di 65 anni.

Pertanto, la contribuzione dovuta da tali soggetti deve essere riscossa nella sua interezza e le domande volte ad ottenere il beneficio in questione devono essere respinte, ivi comprese quelle già presentate e non ancora definite.

 

8) Nuova disciplina comunitaria in materia di revisione legale

Nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 27 maggio 2014 sono stati pubblicati la Direttiva 2014/56/UE del 16 aprile 2014, che modifica la Direttiva 2006/43/CE relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati, e il Regolamento (UE) n. 537/2014 del 16 aprile 2014 sui requisiti specifici relativi alla revisione legale dei conti di enti di interesse pubblico.

Questi atti costituiscono l’esito del processo di riforma complessiva della revisione legale che le autorità comunitarie hanno intrapreso nel quadro delle misure di stabilizzazione del sistema finanziario a seguito della crisi finanziaria del 2008. In particolare, le innovazioni arrecate alla disciplina della revisione si pongono due obiettivi: il primo è quello di riforma del sistema della revisione, quale perno per la fiducia nel mercato dei capitali; il secondo è quello di ampliare il mercato della revisione legale.

Il quadro normativo comunitario complessivo in materia di revisione legale dei conti annuali e consolidati che risulta dalle predette innovazioni si impernia quindi su due atti. Il primo è la Direttiva 2006/43/CE (come modificata dalla predetta nuova Direttiva 2014/56/UE) che contiene la disciplina generale in materia e alcune norme specifiche sulla revisione legale delle società rientranti nella qualifica di enti di interesse pubblico (tra cui in particolare le norme in ordine al Comitato per il controllo interno e la revisione contabile e alla revoca del revisore). Il secondo è il Regolamento (UE) n. 537/2014 che detta alcune regole speciale in tema di revisione di EIP (tra cui in particolare, per quanto di interesse degli emittenti, le regole sui corrispettivi per l’attività di revisione, sulla prestazione di attività diverse dalla revisione da parte del revisore, sul conferimento e sulla durata dell’incarico di revisione).

Poiché la nuova direttiva e il regolamento sono provvedimenti tra loro collegati, si prevede un comune periodo temporale per il passaggio al nuovo regime. Gli Stati membri sono tenuti ad adottare le norme di recepimento della direttiva entro il 17 giugno 2016 e anche il regolamento troverà applicazione alla medesima data del 17 giugno 2016.

(Assonime, nota del 28 maggio 2014)

 

Vincenzo D’Andò