Diario quotidiano del 22 maggio 2014: acquisto di immobile e prezzo valore

 

 Indice:
 1) “Prezzo valore” anche con pagamenti successivi alla cessione immobiliare
 2) Tassazione separata: é nullo il ruolo se manca l’avviso bonario
 3) Contribuente punibile penalmente anche senza notifica dell’avviso di accertamento
 4) Srl a voto capitario e plurimo
 5) Rivalutazione beni in tre rate
 6) Nuove linee guida 2014-2020 sugli aiuti di Stato all’energia e all’ambiente
 7) Associazioni e società: versamento del diritto camerale 2014
 8) Indennizzi per la cessazione dell’attività commerciale
 9) Disposizioni applicative in materia di pensionamenti per posizioni soprannumero

 
1) “Prezzo valore” anche con pagamenti successivi alla cessione immobiliare
In relazione a una compravendita immobiliare in cui l’acquirente sia una persona fisica, l’obbligo di indicazione analitica delle modalità di pagamento del corrispettivo é assolto qualora siano forniti in atto gli elementi utili all’identificazione, in termini di tempi, importi ed eventuali modalità di versamento, di quanto sarà corrisposto in un momento successivo rispetto all’atto di cessione.
In tale ipotesi, sono da ritenersi esclusi l’irrogazione della sanzione amministrativa compresa tra un minimo di 500 e un massimo di 10mila euro e, ai fini dell’imposta di registro, l’assoggettamento dell’atto alla procedura di accertamento di valore (ex art. 52, comma 1, Dpr 131/1986).
Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 53/E del 20 maggio 2014, con la quale l’Amministrazione finanziaria ha fornito chiarimenti sull’applicabilità del cosiddetto sistema del “prezzo-valore” (art. 1, comma 497, legge 266/2005) – criterio applicabile, in via opzionale, per la determinazione della base imponibile delle imposte di registro, ipotecaria e catastale – nel caso di atto di compravendita immobiliare per il quale i contraenti convengono che una parte del prezzo dell’immobile venga corrisposto in data successiva alla stipula dell’atto.
 
2) Tassazione separata: é nullo il ruolo se manca l’avviso bonario
La cartella di pagamento è nulla se l’Amministrazione finanziaria non comunica l’esito della liquidazione al contribuente.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con l’ordinanza n. 11000 del 20 maggio 2014, ha respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate.
Tutto è scaturito da una cartella di pagamento notificata a un contribuente per l’imposta a conguaglio in relazione a redditi soggetti a tassazione separata. Il contribuente ha impugnato l’atto e la Ctp lo ha annullato. La decisione è stata confermata dalla Ctr del Lazio che riteneva opportuna la notifica di un avviso bonario al fine di eliminare ogni incertezza.
Contro questa decisione il fisco ha presentato ricorso alla Suprema Corte ma senza successo.
La Cassazione ha infatti chiarito che ai sensi dell’art. 1 comma 412 della Legge 311/2004, l’Agenzia delle entrate comunica mediante raccomandata con avviso di ricevimento ai contribuenti l’esito dell’attività di liquidazione, effettuata ai sensi dell’art. 36-bis del dpr 600/1973, e successive modificazioni, relativamente ai redditi soggetti a tassazione separata. Quindi, ecco come il collegio di legittimità interpreta la norma: la mancata comunicazione dell’esito della liquidazione al contribuente ha determinato una violazione del procedimento di liquidazione da cui consegue la nullità del provvedimento impugnato, senza che a ciò rilevi la ricorrenza o meno di incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione.
 
3) Contribuente punibile penalmente anche senza notifica dell’avviso di accertamento

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