Diario quotidiano del 15 maggio 2014: ancora altre novità sul bonus da 80 euro in busta paga

Pubblicato il 15 maggio 2014



TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di aprile 2014; Carbonia-Iglesias: istituito codice tributo per gli ammessi ai benefici; modelli 770: disponibile il software ordinario e semplificato per compilazione e controllo; conseguenze della mancata indicazione dei crediti d’imposta nel quadro RU; trasferimento fittizio del ramo d’azienda; modello 730/2014: circolare di Assonime; bonus di € 80,00 anche per mobilità, cassa integrazione e indennità di disoccupazione; cinque per mille 2014: disponibili online gli elenchi degli iscritti; supporto dall’Inps all’utenza debole nella presentazione delle domande telematiche di prestazione/servizio

 

 Indice:

 1) TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di aprile 2014

 2) Carbonia-Iglesias: istituito codice tributo per gli ammessi ai benefici

 3) Modelli 770: disponibile il software ordinario e semplificato per compilazione e controllo

 4) Conseguenze della mancata indicazione dei crediti d’imposta nel quadro RU

 5) Trasferimento fittizio del ramo d’azienda

 6) Modello 730/2014: circolare di Assonime

 7) Bonus di € 80,00 anche per mobilità, cassa integrazione e indennità di disoccupazione

 8) Cinque per mille 2014: disponibili online gli elenchi degli iscritti

 9) Supporto dall’Inps all’utenza debole nella presentazione delle domande telematiche di prestazione/servizio

 

 

 1) TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di aprile 2014

Le quote di TFR, accantonate al 31 dicembre 2013, vanno rivalutate dello 0,710084%.

Per adeguare periodicamente i valori monetari, ad esempio il canone di affitto o l'assegno dovuti al coniuge separato, si utilizza l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) al netto dei tabacchi. Tale indice si pubblica sulla Gazzetta Ufficiale ai sensi dell'art. 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392.

Periodo di riferimento: Aprile 2014

Aggiornato: 13 maggio 2014

Prossimo aggiornamento: 13 giugno 2014

 

Indice generale FOI

107,4

Variazione % rispetto al mese precedente

+0,2

Variazione % rispetto allo stesso mese dell'anno precedente

+0,5

Variazione % rispetto allo stesso mese di due anni precedenti

+1,6

 

2) Carbonia-Iglesias: istituito codice tributo per gli ammessi ai benefici

A istituire il nuovo codice tributo è stata l’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 51/E del 13 maggio 2014.

Serve per fruire delle agevolazioni riconosciute alle micro e piccole imprese localizzate nella provincia sarda, nell’ambito dell’accordo di programma “Piano Sulcis”

“Z100” è la sigla che i soggetti destinatari degli “sconti” fiscali e previdenziali dovranno indicare nel modello F24. La delega andrà presentata esclusivamente attraverso i canali telematici Entratel e Fisconline, pena lo scarto dell’operazione di versamento.

La Finanziaria 2007 ha istituito un fondo per favorire lo sviluppo economico e sociale di aree e quartieri degradati nelle città del Mezzogiorno, definite zone franche urbane (Zfu), prevedendo agevolazioni in favore delle micro e piccole imprese situate in tali zone.

Il D.L. 179/2012 (“decreto sviluppo bis”) ha esteso l’applicazione delle misure di favore, in via sperimentale, anche ai comuni della provincia di Carbonia-Iglesias, mentre il decreto interministeriale del 10 aprile 2013 ha dettato la disciplina attuativa dei benefici (esenzione dalle imposte sui redditi, dall’Irap, dall’Imu ed esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente), prevedendone la fruizione mediante riduzione dei versamenti da effettuare in compensazione tramite modello F24. La delega di pagamento deve essere presentata esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, Fisconline e Entratel, pena lo scarto dell’operazione di versamento.

Il codice tributo “Z100” va riportato nella sezione “Erario” del modello F24 in corrispondenza della colonna “importi a credito compensati” o, nel caso in cui si debba riversare l’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”. Nel campo “anno di riferimento” deve essere indicato quello di fruizione del beneficio.

 

3) Modelli 770: disponibile il software ordinario e semplificato per compilazione e controllo

Indirizzati ai sostituti d’imposta, compresi intermediari e Pa, sono eseguibili direttamente dal web e non necessitano di alcuna procedura di installazione né di aggiornamento

Disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate le applicazioni informatiche di compilazione e di controllo per i modelli 770/2014 Ordinario e Semplificato. Permettono di predisporre le dichiarazioni dei sostituti d’imposta, di creare il relativo file da inviare in via telematica e di evidenziare, mediante appositi messaggi di errore, le anomalie o incongruenze riscontrate tra i dati contenuti nel modello di dichiarazione e nei relativi allegati e le indicazioni fornite dalle specifiche tecniche e dalla circolare dei controlli.

Sono destinati ai sostituti d’imposta, compresi gli intermediari e le amministrazioni dello Stato, che predispongono la dichiarazione per loro conto o per conto di altre amministrazioni.

Le applicazioni informatiche permettono di compilare i modelli e di comunicare per via telematica all’Amministrazione finanziaria i dati fiscali relativi alle ritenute operate nell’anno d’imposta 2013 e gli altri dati contributivi e assicurativi richiesti. L’adempimento andrà effettuato, esclusivamente in via telematica, entro il 31 luglio 2014.

Le procedure sono eseguibili direttamente dal web e, quindi, non è necessaria né l’installazione né il successivo aggiornamento.

 

4) Conseguenze della mancata indicazione dei crediti d’imposta nel quadro RU

Il quadro RU, relativo ai crediti d'imposta concessi alle imprese, è tra i quadri del Modello Unico, uno dei più complessi e per questo la compilazione è rinviata a ridosso dell’invio del modello dichiarativo. Si tratta tuttavia di un quadro estremamente “delicato” poiché omissioni di compilazione possono in certi casi provocare decadenza dal credito d’imposta fruito.

Il quadro RU è comune ad Unico SP, Unico SC nonché a Unico Persone Fisiche, proprio per la sua funzione di quadro di evidenza di benefici fruiti solitamente applicabili da imprese di diversa natura giuridica.

Errori di compilazione

L’omessa compilazione del quadro RU può avere conseguenze negative estremamente rilevanti. Infatti per alcune fattispecie i relativi provvedimenti istitutivi impongono la compilazione del quadro RU a pena di decadenza. Tra questi ad esempio il credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo (D.L. 185/2008). Proprio in relazione al credito per ricerca e sviluppo, che dal 2009 è regolato dalla particolare procedura di prenotazione preventiva (art. 29 del D.L. 185/2008), è stato espressamente chiarito che l’omessa indicazione nel quadro RU può essere sanata con la rettifica a favore della dichiarazione dei redditi (circolare 17/E/2009), entro il termine di presentazione della dichiarazione dell’anno successivo. Con riferimento al caso specifico però del credito d’imposta sulla ricerca la circolare 17/E/2009 avverte che la correzione del quadro RU vale a evitare la decadenza dall’agevolazione ma non permette di utilizzare automaticamente il credito in compensazione interna.

Errata o omessa compilazione del quadro RU

La Commissione tributaria regionale della Lombardia (al pari di altre Commissioni tributarie) ha affermato che:

– il contribuente può fruire del credito d’imposta spettante quale incentivo per il commercio anche nel caso in cui abbia omesso la compilazione del quadro RU della dichiarazione dei redditi, ove tale credito doveva essere originariamente indicato, mediante la presentazione di una dichiarazione integrativa;

– il termine ultimo per la presentazione della dichiarazione integrativa, correttiva di quella originariamente presentata, è il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello della presentazione della dichiarazione;

– in caso di omessa compilazione di un quadro della dichiarazione dei redditi che non abbia comportato alcun debito d’imposta, trattandosi di errore formale che non ha recato alcun pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo e non ha inciso sulla determinazione dell’imponibile, dell’imposta e sul versamento del tributo, non sono irrogabili sanzioni.

 

 5) Trasferimento fittizio del ramo d’azienda

Non sussiste trasferimento di ramo d’azienda (art. 2112 c.c.) nell’ipotesi in cui il ramo stesso (nel caso di specie, il settore di manutenzione informatica) non sia preesistente alla cessione e dotato di struttura aziendale autonoma.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10128 del 9 maggio 2014, che ha rimarcato il carattere fittizio della cessione del ramo d’azienda concordata tra le due società, giacché l’operazione non si configura come un trasferimento di una struttura aziendale provvista di preesistente autonomia organizzativa ed economica, ma consiste piuttosto in una mera esternalizzazione di servizi, per cui ricorre la fattispecie della cessione dei contratti di lavoro, che necessita per il suo perfezionamento del consenso dei lavoratori ceduti.

6) Modello 730/2014: circolare di Assonime

Nell’imminenza del 3 giugno 2014, data in cui i lavoratori dipendenti dovranno consegnare il modello 730/2014 ad un CAF dipendenti o ad un professionista abilitato, Assonime, con circolare n. 15 del 14 maggio 2014, illustra le principali novità normative che hanno interessato la compilazione del suddetto modello

Il 730 è il modello per la dichiarazione dei redditi dedicato ai lavoratori dipendenti e pensionati. Utilizzare il modello 730 presenta alcuni vantaggi:

- è semplice da compilare e non richiede l’esecuzione di calcoli;

- il contribuente non deve trasmetterlo personalmente all’Agenzia delle Entrate perché a questo adempimento ci pensano, a seconda dei casi, il datore di lavoro o l’ente pensionistico o l’intermediario abilitato (Caf e iscritti agli albi dei dottori commercialisti ed esperti contabili e dei consulenti del lavoro);

- il rimborso dell’imposta arriva direttamente in busta paga (luglio) o con la rata della pensione (agosto o settembre); in alternativa, dal 2014 è possibile utilizzare in compensazione il credito che risulta dal 730/2014, per pagare, oltre all’Imu, anche le altre imposte che possono essere versate con il modello F24;

- se dall’elaborazione del 730 emerge un saldo a debito, invece, le somme vengono trattenute direttamente in busta paga (luglio) o dalla pensione (agosto o settembre).

Se lo stipendio o la pensione sono insufficienti per il pagamento di quanto dovuto, la parte residua, maggiorata degli interessi mensili (0,40%), viene trattenuta dalle competenze dei mesi successivi.

Il contribuente può anche chiedere di rateizzare in più mesi le trattenute, indicandolo nella dichiarazione; per la rateizzazione sono dovuti gli interessi nella misura dello 0,33% mensile.

Dal 2014, l’Agenzia delle Entrate, entro il mese di dicembre (oppure entro sei mesi dalla data della trasmissione del modello, se questa è successiva alla scadenza del 30 giugno), effettua dei controlli preventivi, anche documentali, sulla spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia in caso di rimborso complessivamente superiore a 4.000 euro, anche determinato da eccedenze d’imposta derivanti da precedenti dichiarazioni. Il rimborso che risulta spettante al termine delle operazioni di controllo preventivo è erogato dall’Agenzia delle Entrate.

Il modello 730 può essere utilizzato per dichiarare le seguenti tipologie di reddito:

- redditi di lavoro dipendente;

- redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (per esempio, i redditi percepiti dai co.co.co e dai lavoratori a progetto);

- redditi dei terreni e dei fabbricati;

- redditi di capitale;

- redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita Iva (per esempio, i redditi derivanti dallo sfruttamento economico di opere dell’ingegno)

alcuni dei redditi diversi (per esempio, i redditi di terreni e fabbricati situati all’estero);

- alcuni dei redditi assoggettabili a tassazione separata (per esempio, i redditi percepiti dagli eredi e dai legatari).

 

 7) Bonus di € 80,00 anche per mobilità, cassa integrazione e indennità di disoccupazione

L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 9/E del 14 maggio 2014, ha risposto ai dubbi su beneficiari, calcoli e modalità di erogazione ovvero ai quesiti sull’applicazione del credito previsto per l’anno in corso dal D.L. n. 66/2014 a favore dei titolari di reddito di lavoro dipendente (e alcuni redditi assimilati). Il credito Irpef scatta anche per i lavoratori che percepiscono somme indirizzate a sostegno del reddito, come la cassa integrazione guadagni, l’indennità di mobilità e di disoccupazione.

Non concorrono al superamento del limite di 26mila euro le somme percepite a titolo di incremento della produttività che godono di una imposta sostitutiva del 10% mentre le stesse somme, a esclusivo vantaggio del lavoratore, vengono conteggiate per calcolare l’imposta lorda da confrontare con le detrazioni da lavoro dipendente.

Indennità per disoccupazione, mobilità e Cig, il bonus è automatico

Il credito Irpef scatta anche per i lavoratori che percepiscono somme indirizzate a sostegno del reddito, come la cassa integrazione guadagni, l’indennità di mobilità e di disoccupazione. Il diritto al bonus, infatti, come chiarisce la circolare, è da considerarsi “automatico”, perché le somme percepite costituiscono proventi comunque conseguiti in sostituzione di redditi di lavoro dipendente, quindi assimilabili alla stessa categoria di quelli sostituiti. In particolare, l’entità del credito va calcolata in riferimento alle erogazioni effettuate nel 2014, tenendo anche conto dei giorni che danno diritto alle indennità. Naturalmente, spetta all’ente erogatore, in qualità di sostituto d’imposta, il compito di determinare in via automatica la spettanza del credito e il relativo importo sulla scorta dei dati in suo possesso.

Bonus Irpef, fuori dal conto i redditi da produttività soggetti a imposta sostitutiva

I redditi soggetti all’imposta sostitutiva per l’incremento di produttività non rientrano nel calcolo della soglia di reddito di 26mila euro, che fa perdere il diritto al bonus Irpef. Nel 2014 la retribuzione di produttività individuale che può beneficiare di questa agevolazione fiscale non può essere complessivamente superiore a 3mila euro lordi e questa cifra non contribuisce al raggiungimento della soglia di 26mila euro di reddito complessivo. Allo stesso tempo, precisa il documento di prassi, il reddito di lavoro dipendente assoggettato a imposta sostitutiva deve comunque essere sommato ai redditi tassati in via ordinaria per la verifica della “capienza” dell’imposta lorda, calcolata sui redditi da lavoro rispetto alle detrazioni da lavoro spettanti.

Il bonus passa agli eredi

Il credito spetta anche ai lavoratori deceduti in relazione al loro periodo di lavoro nel 2014 e sarà calcolato nella dichiarazione dei redditi del lavoratore deceduto presentata da uno degli eredi, secondo le modalità che saranno specificate nel relativo modello.

Calcolo del credito da erogare nel periodo di paga con criteri oggettivi

La circolare specifica gli step che il sostituto d’imposta deve seguire per il calcolo del credito. Una volta calcolato il credito, la successiva ripartizione potrà avvenire tenendo conto del numero di giorni lavorati in ciascun periodo di paga. Per semplicità di applicazione, è comunque possibile utilizzare anche altri criteri, purché oggettivi e costanti, ferma restando la ripartizione dell’intero importo del credito spettante tra le retribuzioni dell’anno 2014. Ad esempio, per i rapporti di lavoro che si protraggono per l’intero anno 2014 l’importo del credito di 640 euro su base annua potrà essere erogato per un importo pari a 80 euro al mese per ciascuno degli 8 mesi che vanno da maggio a dicembre 2014.

Il credito varia in base al periodo di impiego nell’anno

Nel caso di contribuenti che hanno lavorato solo una parte dell’anno, inoltre, il sostituto d’imposta deve calcolare il credito sulla base del periodo di lavoro effettivo. Ad esempio, un lavoratore il cui reddito complessivo è di 22mila euro e che ha svolto 120 giorni di lavoro nel 2014 avrà diritto a un credito pari a 210,41 euro (640/365 x 120). Dopo aver individuato l’importo complessivo del

credito spettante, particolare attenzione dovrà poi essere posta nella ripartizione del bonus nelle varie buste paga da maggio in poi. Infatti, l’importo da erogare nel mese andrà parametrato in base ai giorni di cui è composto il singolo mese di retribuzione.

Bonus Irpef, nel conto anche i redditi da cedolare secca

Il documento di prassi precisa che con l’obiettivo di verificare il limite di 26mila euro, oltre il quale il lavoratore non ha diritto al “Bonus Irpef”, si deve tenere conto anche dei redditi provenienti dall’affitto di immobili assoggettati a cedolare secca.

Recupero del credito senza il limite di 700.000 euro

Il recupero mediante compensazione in F24 del credito erogato al lavoratore non è soggetto al limite annuale di 700mila euro previsto dall’articolo 34 della legge n. 388/2000.

 

8) Cinque per mille 2014: disponibili online gli elenchi degli iscritti

Cinque per mille 2014, 7,6% in più di aspiranti beneficiari Disponibili online gli elenchi degli iscritti.

Il cinque per mille prende quota con più 7,6% di iscrizioni rispetto al 2013. Confermato anche quest’anno il trend in salita delle richieste, che per il 2014 toccano vetta 49.071, con 3.468 potenziali beneficiari in più rispetto alle 45.603 domande di iscrizione presentate nel 2013. Le liste provvisorie dei soggetti aspiranti alla ripartizione dei fondi sono da oggi consultabili sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.it, all’interno della sezione “Documentazione - 5 per mille - 5 per mille 2014”.

Enti del volontariato

Passano gli anni, ma il risultato non cambia. Questo, in sintesi, il quadro provvisorio dei risultati del 5 per mille 2014: gli enti del volontariato iscritti, cioè onlus, associazioni di promozione sociale e associazioni e fondazioni riconosciute in possesso di determinati requisiti, si confermano una volta ancora al vertice del cinque per mille. Sono 40.474, infatti, gli enti e le associazioni che risultano negli elenchi 2014. Subito dietro il Volontariato si posizionano le Associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni ai fini sportivi, 8.052, seguiti dagli enti della ricerca scientifica e dell’Università, 441, e da quelli della salute, 104.

Le categorie in lizza per il contributo

Gli elenchi di richiedenti per il 2014, fin d’ora disponibili online, comprendono quattro categorie in cui rientrano gli enti del volontariato, della ricerca scientifica e dell’Università, di quella sanitaria e le associazioni sportive dilettantistiche. A tutti questi soggetti, si aggiungono i Comuni italiani. Infatti, i cittadini possono esprimere la scelta di destinare il 5 per mille a sostegno delle attività sociali svolte dal proprio Comune di residenza. I contribuenti, inoltre, possono assegnare il proprio 5 per mille al finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici.

La tabella di marcia del cinque per mille 2014

In dettaglio, ecco il calendario delle prossime date utili alle centinaia di migliaia di associazioni ed enti del volontariato che aspirano al contributo del cinque per mille.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 58 del 14 maggio 2014)

 

9) Supporto dall’Inps all’utenza debole nella presentazione delle domande telematiche di prestazione/servizio

Al fine di assicurare a tutti l’accessibilità ai servizi, con particolare riferimento a quei soggetti che si trovino in situazioni di debolezza o che non dispongano delle necessarie capacità o possibilità di interazione per via telematica, l’Inps ha previsto una implementazione dell’area di front office con un numero adeguato di postazioni informatiche self service.

Attraverso tali postazioni, in un ambiente connotato da affidabilità e sicurezza non solo tecnologica, gli utenti in possesso di PIN possono direttamente procedere alla presentazione on line delle domande di servizio oppure effettuare tutte quelle interazioni con gli archivi informatici dell’Istituto per le quali risultano abilitati.

Occorre garantire all’utenza l’agibilità di un contesto affidabile, sicuro e volto a rimuovere tutti gli ostacoli connessi al digital divide che ancora colpisce le fasce più deboli della popolazione.

Per tale ragione è fondamentale che ogni qualvolta l’utenza manifesti presso l’area di front office difficoltà rispetto alla fruizione dei servizi dell’Istituto e, in particolare, alla presentazione on line delle domande di servizio, la Sede si assuma l’onere di affrontare tale difficoltà e provveda quindi, in tempo reale, a risolvere essa stessa il problema rappresentato.

Pertanto, presso le aree di front office devono essere disponibili un numero adeguato di postazioni informatiche self service.

Per consentire l’effettivo utilizzo di tali postazioni anche a quegli utenti, dotati di PIN, comunque non in grado di interagire autonomamente con gli strumenti informatici, è indispensabile che il responsabile URP, coadiuvato dai funzionari di sala e dal restante personale assegnato all’Ufficio relazioni con il pubblico, nonché dai funzionari informatici dei Gruppi di assistenza informatica interna ed esterna (G.A.I.) di cui alla Circolare n. 112/2011, ove presenti, si faccia concretamente carico della necessità dell’utenza, supportandola nella utilizzazione delle postazioni self service per la presentazione telematica delle istanze di prestazione/servizio e per la fruizione dei servizi residenti nel cassetto previdenziale, svolgendo anche l’eventualmente necessaria azione di assistenza tecnica.

Nell’evidenziare che restano ferme tutte le disposizioni contenute nella Circolare n. 137/2011, in particolare quelle relative al rilascio immediato del Pin dispositivo al cittadino, l’Inps ribadisce che è assolutamente fondamentale informare l’utente della possibilità di presentare immediatamente la domanda telematicamente presso le postazioni informatiche self service.

In alternativa dovranno essere fornite all’utenza tutte le informazioni utili alla prenotazione della presentazione della domanda telematica presso lo stesso sportello veloce attraverso il Contact Center Multicanale.

(Inps, circolare n. 61 del 14 maggio 2014)

 

Vincenzo D’Andò