Diario quotidiano del 13 maggio 2014: la confusione Tasi aumenta

Pubblicato il 13 maggio 2014

Tasi: è confusione totale; responsabilità del professionista in presenza di mandato; niente fatture generiche, pena l’indeducibilità dei costi; niente Irap per il professionista con dipendente part time; sanzioni ridotte per il mancato versamento dei contributi previdenziali; condotta antieconomica non equivale ad elusione fiscale; redditometro: partite le lettere ai contribuenti; obbligo di fatturazione elettronica negli appalti pubblici; Cassa Integrazione Guadagni: calcolo e emissione note di rettifica, nuovi codici importo CIG; pronto il bonus in 785.979 buste paga elaborate dal MEF per maggio; IVA: effettuazione di operazioni imponibili e esenti – criteri di detrazione; rinunzia alla proprietà e ai diritti reali di godimento e cessione gratuita di aree al Comune: gli ultimi studi del Notariato

 

 Indice:

 1) Tasi: è confusione

 2) Responsabilità del professionista in presenza di mandato

 3) Niente fatture generiche, pena l’indeducibilità dei costi

 4) Niente Irap per il professionista con dipendente part time

 5) Sanzioni ridotte per il mancato versamento dei contributi previdenziali

 6) Condotta antieconomica non equivale ad elusione fiscale

 7) Redditometro: partite le lettere ai contribuenti

 8) Obbligo di fatturazione elettronica negli appalti pubblici

 9) Cassa Integrazione Guadagni: calcolo e emissione note di rettifica, nuovi codici importo CIG

10) Pronto il “bonus” in 785.979 buste paga elaborate dal MEF per maggio

 11) IVA: effettuazione di operazioni imponibili e esenti – criteri di detrazione

 12) Rinunzia alla proprietà e ai diritti reali di godimento e cessione gratuita di aree al Comune: gli ultimi studi del Notariato

 

 

1) Tasi: è confusione

Si avvicina il debutto della Tasi e il rischio confusione è dietro l’angolo. Moltissimi tra proprietari e inquilini arriveranno al versamento della prima rata senza sapere come dividersi l’onere del tributo. Inoltre, vista l’ampia discrezionalità dei comuni, la diversa composizione di aliquote e detrazioni potrebbe portare - così stima il servizio politiche territoriali della Uil - addirittura a 75 mila Tasi diverse.

Per capire cosa sta succedendo bisogna riprendere il discorso là dove lo si era lasciato. E cioè dal grande tormentone esistenzial-fiscale del precedente governo - Tasi, Trise, Tuc o Tul - che alla fine ha generato la Iuc. L’Imposta unica comunale, però, di unico ha davvero poco. Il tributo, infatti, non è altro che la somma di Imu (la tassazione sulla proprietà dell’immobile, dovuta per le seconde case), Tari (tassa sui rifiuti) e Tasi (imposta sui servizi indivisibili).

I primi a pagare la Tasi saranno i proprietari e gli inquilini degli immobili dati in affitto. Infatti, in questo caso, l’imposta si salda in due fasi. E la prima rata va versata tra un mese, entro il 16 giugno. Il problema è che molti comuni non hanno ancora deliberato l’aliquota della Tasi.

Quanto si pagherà il 16 giugno? Se manca la delibera del comune, la legge di Stabilità dice che si versa il 50% dell’aliquota base, pari all’1 per mille. Il problema è che una quota della Tasi - compresa tra il 10 e il 30% - è a carico degli inquilini. E su questo devono per forza decidere i comuni.

Iuc - Imposta unica comunale (Imu - Tari - Tasi)

L’Imposta Unica Comunale - IUC - è stata introdotta con il comma 639 dell’art. 1 della Legge n. 147 del 27 dicembre 2013, e si basa su due presupposti impositivi: il primo costituito dal possesso di immobili e collegato alla loro natura e valore, il secondo relativo all’erogazione e alla fruizione di servizi comunali.

La IUC si compone dell’IMU, dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali, e di una componente riferita ai servizi, che si articola nel tributo per i servizi indivisibili (TASI), a carico sia del possessore che dell'utilizzatore dell'immobile, e nella tassa sui rifiuti (TARI), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore.

Per la TARI, i Comuni potranno, nel rispetto del principio comunitario “chi inquina paga”, rimodulare la tassa e introdurre agevolazioni a favore dei contribuenti che versano in particolari condizioni di disagio economico. Le amministrazioni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico avranno, inoltre, la facoltà di applicare