Diario quotidiano del 24 aprile 2014: gli F24 INPS nel cassetto fiscale

Pubblicato il 24 aprile 2014



artigiani e commercianti: F24 precompilati sul sito Inps; pronto il software di compilazione scelta due per mille dell’Irpef; comunicazione per i beni dati in uso ai soci: nuova scadenza; fattura elettronica per operazioni con Amministrazioni pubbliche: governo anticipa; frode fiscale: negato rimborso Iva; istituito codice tributo per il versamento con F24 dell’addizionale all’IRES per gli enti creditizi

 

 Indice:

 1) Artigiani e commercianti: F24 precompilati sul sito Inps

 2) Pronto il software di compilazione scelta due per mille dell’Irpef

 3) Comunicazione per i beni dati in uso ai soci: nuova scadenza

 4) Fattura elettronica per operazioni con Amministrazioni pubbliche: governo anticipa

 5) Frode fiscale: negato rimborso Iva

 6) Istituito codice tributo per il versamento con F24 dell’addizionale all’IRES per gli enti creditizi

 

 

 1) Artigiani e commercianti: F24 precompilati sul sito Inps

A partire dal 23 aprile 2014, artigiani e commercianti troveranno sul sito il prospetto e i modelli F24 precompilati per il versamento dei contributi dovuti per l’anno 2014. Gli F24 sono accessibili dal Cassetto Previdenziale degli Artigiani e dei Commercianti nella sezione Posizione assicurativa – Dati del modello F24. Per accedere al Cassetto Previdenziale è necessario dotarsi di PIN rilasciato dall’Istituto.

Successivamente sarà resa disponibile anche la lettera in formato PDF nella sezione Comunicazione bidirezionale – Modelli F24.

Contestualmente sarà inviata una email di alert agli iscritti e ai loro delegati di cui risulta l’indirizzo di posta elettronica.

E’ comunque possibile delegare una persona di propria fiducia, o una associazione di categoria, per accedere al Cassetto e per presentare eventuali domande relative alla propria posizione.

La delega può essere effettuata tramite il Cassetto Previdenziale degli artigiani e commercianti, accedendo alla funzionalità “gestione deleghe”.

(Inps, nota del 23 aprile 2014)

 

2) Pronto il software di compilazione scelta due per mille dell’Irpef

Il software (versione: 1.0.0 del 23/04/2014) scelta per la destinazione del due per mille dell’Irpef consente la compilazione della scheda per la destinazione della scelta del due per mille dell’irpef ai partiti politici.

Difatti, a decorrere dal 2014 (con riferimento al 2013), ogni contribuente può destinare il due per mille della propria Irpef a favore di un partito politico, iscritto nella seconda sezione del Registro dei partiti politici, che possono accedere ai benefici previsti dal D.L. 149/2013 (Abolizione del finanziamento pubblico diretto, disposizioni per la trasparenza e la democraticità dei partiti e disciplina della contribuzione volontaria e della contribuzione indiretta in loro favore).

I partiti politici per i quali è possibile effettuare la scelta per il 2014 sono quelli elencati dalla “Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici”, nella comunicazione pervenuta all’Agenzia delle Entrate il 24 marzo 2014.

Per scegliere di destinare il due per mille della propria Irpef occorre utilizzare la scheda contenuta nel suddetto software.

 

3) Comunicazione per i beni dati in uso ai soci: nuova scadenza

La scadenza per l’invio telematico della Comunicazione dei beni ai soci è stata posticipata, a regime, al 30° giorno successivo al termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui i beni sono concessi, o permangono, in godimento.

Pertanto, per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, con riferimento al periodo d’imposta 2013, la scadenza, inizialmente stabilita al 30 aprile 2014, è ora fissata al 30 ottobre 2014.

Comunicazione finanziamenti da soci/familiari dell’imprenditore: nuova scadenza

La scadenza per l’invio telematico della Comunicazione dei finanziamenti ricevuti da soci/familiari dell’imprenditore è stata posticipata, a regime, al 30° giorno successivo al termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui i finanzia­menti, o le capitalizzazioni, sono stati ricevuti.

Pertanto, per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, con riferimento al periodo d’imposta 2013, la scadenza, inizialmente stabilita al 30 aprile 2014, è ora fissata al 30 ottobre 2014.

(Agenzia delle entrate, provvedimento n. 54581/2014 del 16 aprile 2014)

 

4) Fattura elettronica per operazioni con Amministrazioni pubbliche: governo anticipa

Il Governo accelera il percorso di digitalizzazione della Pa per assicurare l'effettiva tracciabilità dei pagamenti. L’art. 25 dello schema di Decreto prevede, infatti, l’anticipo al 31 marzo 2015 dell’avvio a regime della fattura elettronica obbligatoria nei confronti di tutte le pubbliche amministrazioni, comprese quelle locali. Incrementato anche il contenuto informativo delle fatture trasmesse obbligatoriamente attraverso il Sistema di interscambio - Sdi che dovranno riportare il Codice Informativo di Gara (Cig) e il Codice Unico di Progetto (Cup). Questa ultima novità interessa anche le fatture che saranno trasmesse dal 6 giugno 2014 verso le agenzie fiscali, i ministeri e gli enti di previdenza. Inoltre, i dati delle fatture comprensivi delle informazioni di invio, ricezione e del Codice Cig saranno acquisiti dalla piattaforma elettronica per la gestione telematico del rilascio in modalità automatica delle certificazioni dei crediti verso le Pa.

Normativa attuale

Con l’avvicinarsi del 6 giugno 2014, termine a partire dal quale i fornitori della pubblica amministrazione - ministeri, agenzie fiscali ed enti previdenziali (PA) - dovr­anno obbligatoriamente utilizzare la fattura elettronica, sono state fornite istruzioni operative di interesse generale.

Le PA destinatarie di fatture elettroniche inseriscono l’anagrafica dei propri uffici deputati alla ricezione delle fatture elettroniche nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), il quale assegna un codice univoco a ciascuno degli uffici e lo rende pubblico tramite il proprio sito www.indicepa.gov.it.

Il codice univoco assegnato dall’IPA è uno dei dati essenziali da riportare obbligatoriamente in ogni fattura elettronica emessa nei confronti della PA.

Per conseguenza, ciascuna PA, deve comunicarlo ai fornitori, unitamente alla relativa associazione con i contratti vigenti.

Trasmissione corretta alla PA

La trasmissione della FatturaPA, può essere effettuata solo attraverso il SDI (Sistema di interscambio), anche per il tramite di intermediari.

Il SDI, all'atto della ricezione della fattura, la inoltra all’ufficio della PA destinataria e rilas­cia all’emittente della fattura una ricevuta di consegna.

Tale ricevuta identifica il momento di emissione della fattura da parte del fornitore e di ricezi­one della fattura da parte della PA.

Trasmissione non riuscita immediatamente

Tuttavia, se l’inoltro della fattura alla PA destinataria da parte del SDI ha esito negativo per motivi tecnici, il SDI rilascia una notifica di mancata consegna, che comunque rappresenta la prova per il fornitore dell'avvenuta emissione della fattura.

Successivamente il SdI contatta la PA destinataria affinché provveda alla risoluzione del problema e, a problema risolto, invia la fattura.

Se, trascorsi 10 giorni dalla trasmissione della notifica di mancata consegna, il SdI non è rius­cito a recapitare la fattura elettronica alla PA destinataria, invia al fornitore una “Attestazione di avvenuta trasmissione della fattura al SdI con impossibilità di recapito” per cause non imputabili al fornitore stesso.

Al ricevimento di tale messaggio, il fornitore può trasmettere direttamente alla PA destinataria l’attestato inviato dal SdI (che contiene la fattura) tramite un servizio di posta elettronica o altro canale telematico, ovvero metterlo a disposizione tramite portali telematici che consen­tano di effettuare il download dell’attestato. Alla sua ricezione, la PA destinataria, verificata la correttezza dei presupposti, deve effettuare il pagamento.

Divieto di pagamento di fatture cartacee

Dal 6 giugno 2014, non sarà più possibile emettere fatture cartacee a carico della PA; quelle eventualmente emesse non potranno essere pagate dalla PA destinataria. Pertanto il fornitore che l’ha erroneamente emessa dovrà sostituirla con una fattura elettronica avente i requisiti.

Per le fatture emesse in forma cartacea nei giorni che precedono il 6 giugno 2014, è stabilito che la PA destinataria abbia tempo fino al 6 settembre 2014 per continuare a trattarle e a pagarle secondo le modalità tradizionali. Al riguardo, è stato chiarito che se la PA, dopo il 6 settembre 2014, ha ancora in corso la procedura per la liquidazione di fatture cartacee emesse prima del 6 giugno 2014, dovrà senz’altro portare a compimento la procedura stessa e, ove sussistano tutte le altre condizioni, procedere al pagamento.

 

5) Frode fiscale: negato rimborso Iva

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8295 del 9 aprile 2014, ha stabilito che nei confronti del contribuente indagato per frode fiscale, l’Amministrazione finanziaria può sospendere il rimborso Iva.

La vicenda scaturisce dall’impugnazione da parte di un contribuente di un ordine di sospensione dell’erogazione di un rimborso Iva, emesso dall’Amministrazione finanziaria a seguito di una segnalazione della Guardia di finanza dell’avvio di indagini penali per il delitto di dichiarazione fraudolenta di cui all’art. 2 del D.Lgs. n. 74 del 10 marzo 2000. La Commissione tributaria provinciale respingeva il ricorso con sentenza che poi veniva impugnata dal contribuente. La Commissione tributaria regionale, dal canto suo, riformava la sentenza di primo grado, ritenendo illegittima la sospensione del rimborso disposta dall’Agenzia delle entrate.

A questo punto proponeva ricorso per cassazione l’Agenzia delle entrate al fine di censurare, in particolare, la violazione dell’art. 38-bis, comma 3, del D.P.R. n. 633/72, nonché l’insufficiente motivazione della pronuncia di secondo grado. L’Agenzia evidenziava, infatti, che la sospensione del rimborso risultava applicabile anche in caso di contestazione della violazione di cui al citato art. 2 del D.Lgs. 74/2000 e nell’ipotesi in cui il procedimento penale fosse ancora in fase di indagini preliminari.

Dunque, secondo la Cassazione il fisco, in tali ipotesi, può sospendere il rimborso Iva.

 

6) Istituito codice tributo per il versamento con F24 dell’addizionale all’IRES per gli enti creditizi

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 42/E del 23 aprile 2014, per consentire il versamento, tramite il modello F24, dell’addizionale all’IRES per gli enti creditizi, finanziari e assicurativi, ha istituito il seguente codice tributo:

“2025” denominato “Addizionale IRES per gli enti creditizi, finanziari e assicurativi - art. 2, comma 2, decreto legge 30 novembre 2013, n. 133”.

Istituito codice tributo per il versamento con “F24”, dell’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, sui proventi derivanti dall’attività di noleggio occasionale

Inoltre, l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 43/E del 23 aprile 2014, per consentire il versamento, tramite modello F24, dell’imposta sostitutiva in argomento, ha istituito il seguente codice tributo:

“1847” denominato “Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali sui proventi derivanti dall’attività di noleggio occasionale - Art. 49-bis del D.Lgs. n. 171/2005”

 

Vincenzo D’Andò