Lavori usuranti: scadenza al 31 marzo

Premessa generale
Come noto entro il prossimo 31 marzo 2014 deve essere inviata la comunicazione annuale per il monitoraggio delle lavorazioni usuranti con riferimento all’annualità 2013. Il Decreto Legislativo n. 67/2011, così come modificato dall’art. 24 del Decreto Legge 201/2011 (Legge n.214/2011), prevede infatti per gli addetti a lavorazioni particolarmente faticose e pesanti, la possibilità di usufruire di un accesso anticipato al pensionamento e il datore di lavoro è tenuto a darne comunicazione alla Direzione Territoriale del Lavoro competente ed ai competenti istituti previdenziali attraverso la compilazione del modello LAV_US(la comunicazione telematica del datore di lavoro può essere assolta anche tramite associazione di adesione o intermediari abilitati). A tale proposito si ricorda che entro il 1° marzo 2014i lavoratori che maturavano nel corso del 2014 i requisiti per la pensione anticipata in seguito allo svolgimento di lavori usuranti, dovevano presentare una domanda all’ente previdenziale allegando specifica documentazione. Per ultimo si rammenta che la sanzione amministrativa prevista per la mancata comunicazione da parte del datore di lavoro (relativa al lavoro notturno e al lavoro a catena) va da euro 500 ad euro 1.500.
 
Tipologie di lavori usuranti (art. 1 Decreto Legislativo n. 67/2011)
Di seguito si fornisce l’elenco delle varie tipologie previste dalla norma:
 
a)Lavori particolarmente usuranti (art. 2 del dm 19.5.1999):
– Lavori in galleria, cava o miniera, tutte le mansioni svolte in sotterraneo dagli addetti con carattere di prevalenza e continuità;
– Lavori in cassoni ad aria compressa;
– Lavori svolti dai palombari;
– Lavori ad alte temperature;
– Lavorazione del vetro cavo;
– Lavori espletati in spazi ristretti ‐ con carattere di prevalenza e continuità, in particolare le attività di costruzione, riparazione e manutenzione navale e le mansioni svolte continuativamente all’interno di spazi ristretti, come intercapedini, pozzetti, doppi fondi, di bordo o di grandi blocchi strutture (è esclusa l’attività di gruista);
-Lavori di asportazione dell’amianto;
 
b) Lavori notturni (art. 1 del Decreto Legislativo 8 aprile 2003 n. 66): il lavoratore notturnoè quello che svolge almeno parte del suo orario di lavoro o almeno tre ore di lavoro giornaliero (secondo le norme definite dai contratti collettivi di lavoro) in un periodo di almeno sette ore consecutivetra la mezzanotte e le cinque del mattino. In mancanza di disciplina collettiva è considerato lavoratore notturno qualsiasi lavoratore che svolga lavoro notturno per un minimo di ottanta giorni lavorativi all’anno (in caso di lavoro a tempo parziale il limite minimo è riproporzionato). Il lavoro notturno è considerato usurante se organizzato in turni ovvero per almeno sei ore in cui è compresa la fascia indicata come “periodo notturno” per un numero minimo di giorni lavorativi all’anno non inferiore a 64 giorni o se il lavoro è svolto in modo ordinario per l’ intero anno lavorativo in periodi notturni della durata di almeno tre ore nell’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino (istruzioni del Ministero del Lavoro (nota 9630 del 23/05/2012). In entrambe le ipotesi, qualora il datore non sia in grado di conoscere le effettive giornate di lavoro notturno prestate nell’anno, per assunzione o cessazione del rapporto di lavoro i corso d’anno o per la sussistenza di rapporti di lavoro in part-time verticale, devono essere comunicate tutte le giornate di lavoro notturno svolto.
 
c) Lavorazioni svolte da addetti alla cosiddetta “linea catena” ovvero:
– Prodotti dolciari, additivi per bevande e altri alimenti;
– Lavorazione e trasformazione delle resine sintetiche e dei materiali polimerici termoplastici e termoindurenti…

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