Diario quotidiano del 28 marzo 2014: i nuovi modelli per il rimborso

per i crediti trimestrali nuovo Modello TR; non profit: presto la dichiarazione per l’esenzione Imu; prestazioni economiche di malattia, maternità e tubercolosi; pubblicato in G.U. il D.Lgs. 44/2014 di trasposizione della direttiva AIFM; nuova Sabatini bis: circolare del Mise; istituti di credito: ecco il codice tributo per versare imposta sostitutiva

 

Indice:

1) Per i crediti trimestrali nuovo Modello TR

2) Non profit: presto la dichiarazione per l’esenzione Imu

3) Prestazioni economiche di malattia, maternità e tubercolosi

4) Pubblicato in G.U. il D.Lgs. 44/2014 di trasposizione della direttiva AIFM

5) Nuova Sabatini bis: circolare del Mise

6) Istituti di credito: ecco il codice tributo per versare imposta sostitutiva

 

1) Per i crediti trimestrali nuovo Modello TR

L’Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento del 26 marzo 2014, ha approvato, a seguito delle modifiche intervenute nella disciplina IVA, il nuovo Mod. IVA TR per la richiesta di rimborso o per l’utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale.

In particolare, detto Modello è destinato ai contribuenti che hanno realizzato nel trimestre un’eccedenza d’imposta detraibile pari ad euro 2.582,28 e che hanno intenzione di chiederne, in tutto o in parte, il rimborso, oppure utilizzare detta eccedenza per compensare altri tributi, contributi e premi.

Lo stampato, reperibile gratuitamente sui siti dell’Agenzia delle Entrate e del ministero dell’Economia e delle Finanze, sostituisce quello attualmente in uso (approvato con provvedimento del 20 marzo 2012) ed è utilizzabile a partire dalle richieste relative al credito Iva del primo trimestre 2014.

La presentazione del modello deve avvenire, entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento, esclusivamente in via telematica. L’interessato può provvedervi direttamente o rivolgendosi a un intermediario abilitato. La trasmissione deve essere effettuata secondo le specifiche tecniche contenute nell’allegato B allo stesso provvedimento

 

2) Non profit: presto la dichiarazione per l’esenzione Imu

Per gli enti non commerciali è in corso di predisposizione il modello Imu e le istruzioni, ai fini dell’esenzione.

Lo ha spiegato il sottosegretario del ministero dell’Economia, rispondendo a un question time, presentato in commissione finanze della Camera.

Esenzione Imu, per gli enti non commerciali la non commercialità va valutata rispetto alla gratuità e al compenso simbolico. Sono questi alcuni dei criteri che entrano in gioco, mutuati dalla Commissione Ue per il calcolo dell’ambito entro cui gli enti non commerciali vedono esclusa l’applicazione dell’Imu. La normativa, spiega il sottosegretario del Ministero dell’Economia PierPaolo Baretta, rispondendo a un question time, presentato in commissione finanze della Camera da Marco Causi (Pd), sebbene oggettivamente complessa, non è farraginosa e il dipartimento delle finanze, nel modello Imu e nelle istruzioni, in corso di predisposizione (inviate all’Anci, Associazione nazionale comuni italiani, per una condivisione), puntualizzerà i criteri di calcolo per l’esenzione.

Nella risposta, il sottosegretario ripercorre le disposizioni della Commissione Ue sull’esenzione Imu a favore degli enti non commerciali: “Il fatto che alcune attività possano essere qualificate come sociali non basta a escluderne la natura economica”, specifica Baretta. Per questa ragione ricorda quanto contenuto nell’art. 1, comma 1, lett. p del regolamento 200/2012 che definisce le modalità per riconoscere l’esenzione Imu per le attività non commerciali: prive di scopo di lucro; non si pongono in concorrenza con altri operatori del mercato che perseguono scopo di lucro; costituiscono espressione dei principi di solidarietà e sussidiarietà.

Per la Commissione Ue in particolare il compenso simbolico deve essere considerato che “il limite della metà del prezzo medio, fissato per le stesse attività svolte nello stesso ambito territoriale con modalità concorrenziali può essere utilizzato solo per escludere il diritto all’esenzione e non implica a contrario che possano beneficiare dell’esenzione i fornitori di servizi che applicano un prezzo al di sotto di tale limite”.

Entro questi limiti l’esenzione è riconosciuta, ricorda Baretta, oltre che alle attività assistenziali e sanitarie anche alle attività…

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