Diario quotidiano dell’11 marzo 2014: INPS in arrivo – nel cassetto previdenziale – gli avvisi bonari artigiani e commercianti

Pubblicato il 11 marzo 2014



ruoli rottamati: 75mila adesioni; accertamento: nullo l’atto emesso prima di 60 giorni anche se manca il PVC; parte l’operazione modelli 730/2014; flessione del mercato immobiliare italiano; cassetto previdenziale: dal 15 marzo pronti gli avvisi bonari artigiani e commercianti; TFS e TFR ex Enpas ed ex Inadel; cessione di ramo d’azienda: decisione Corte Ue; assunzione di portiere: l’assemblea dei condomini può fare a meno dell’amministratore

 

 Indice:

 1) Ruoli rottamati: 75mila adesioni

 2) Accertamento: nullo l’atto emesso prima di 60 giorni anche se manca il PVC

 3) Parte l’operazione modelli 730/2014

 4) Flessione del mercato immobiliare italiano

 5) Cassetto previdenziale: dal 15 marzo pronti gli avvisi bonari artigiani e commercianti

 6) TFS e TFR ex Enpas ed ex Inadel

 7) Cessione di ramo d’azienda: decisione Corte Ue

 8) Assunzione di portiere: l’assemblea dei condomini può fare a meno dell’amministratore

 

1) Ruoli rottamati: 75mila adesioni

Circa 75 mila contribuenti per un importo complessivo di 300 milioni di euro. Questo il primo bilancio della definizione agevolata delle cartelle esattoriali, reso noto il 7 marzo 2014 da Equitalia.

Peraltro, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.L. 16/2014, il termine ultimo stabilito per l’adesione è stato riaperto fino al 31 marzo 2014, così come al 15 aprile è slittata la sospensione della riscossione. Nel dettaglio, la disposizione, introdotta con la legge di Stabilità 2014 prevede la possibilità di pagare, in un’unica soluzione, senza interessi di mora e interessi di ritardata iscrizione a ruolo, le cartelle e gli avvisi di accertamento esecutivi affidati a Equitalia entro il 31 ottobre 2013. Nessun ampliamento all’orizzonte, invece, per la tipologia dei tributi. Non tutti, infatti, possono usufruire della rottamazione delle cartelle. Sono, infatti, escluse le somme dovute per effetto di sentenze di condanna della Corte dei conti, i contributi richiesti dagli enti previdenziali, i tributi locali non riscossi da Equitalia e le richieste di pagamento di enti diversi da quelli ammessi. Rientrano, invece, nell’agevolazione le entrate erariali (Irpef e Iva) e, limitatamente, agli interessi di mora, anche le entrate erariali come il bollo della auto e le multe per violazione del codice della strada.

2) Accertamento: nullo l’atto emesso prima di 60 giorni anche se manca il PVC

Al termine dei controlli, per poter emettere l’atto impositivo, l’ufficio deve attendere il termine dei 60 giorni, anche in caso di mancata compilazione del verbale di contestazione. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5373 del 7 marzo 2014. Con questa pronuncia i giudici confermano l’invalidità dell'accertamento per il mancato rispetto del termine dilatorio a prescindere dalla redazione o meno del PVC.

Nel caso di specie ad una società veniva rettificata la dichiarazione Iva per aver utilizzato fatture per operazioni inesistenti. L’impresa impugnava l’atto emesso a seguito di alcuni verbali di accesso, l’ultimo dei quali redatto 30 giorni prima dell’accertamento. La vicenda è, quindi, arrivata in Cassazione dove la Suprema Corte ha precisato che l’atto impositivo emesso “ante tempus” è invalido a prescindere dalla tipologia e dalla denominazione del verbale redatto.

 

 

3) Parte l’operazione modelli 730/2014

I contribuenti si cominciano a preparare per il modello 730/2014. Per ottenere il proprio modello CUD esistono anche i seguenti canali: agenzie e sportelli INPS, postazioni informatiche self-service, posta elettronica certificata (inviando una mail all’indirizzo richiestaCUDObism@postacert.inps.gov.it), centri di assistenza fiscali, uffici postali, invio diretto tramite richiesta attraverso il Call Center dell’istituto.

Il modello 730/2014 presenta qualche novità. I contribuenti possono presentare il modello 730 anche in assenza di un sostituto d’imposta tenuto a effettuare il conguaglio, sono infatti interessati i contribuenti che nel 2013 hanno percepito redditi di lavoro dipendente, redditi di pensione e/o alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, e nel 2014 non hanno un sostituto d’imposta che possa effettuare il conguaglio.

È stata anche riconosciuta una detrazione d’imposta del 50% (in 10 anni su un importo massimo di 10.000 euro) per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione ai contribuenti che fruiscono della detrazione per le spese relative ad interventi di recupero del patrimonio edilizio.

Viene riconosciuta una detrazione d’imposta del 65% (fino ad un ammontare complessivo di spesa non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare) per le spese sostenute per interventi antisismici e di messa in sicurezza statica degli edifici.

Aumenta la detrazione fiscale per ogni figlio, passando da 800 euro a 950 euro. Quella per i figli di età inferiore a 3 anni sale da 900 euro a 1.220 euro, mentre quella aggiuntiva per ogni figlio disabile passa da 220 a 400 euro.

Si riduce invece l’importo massimo sul quale va calcolata la detrazione del 19% per i premi di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni che adesso sarà di 630 euro.

Per chi invece utilizza la cedolare secca è prevista la riduzione dal 19% al 15% dell’aliquota agevolata per i contratti di locazione a canone concordato (fino al 2012 la percentuale era infatti pari al 19%). Per chi ha concesso in affitto immobili a canone libero l’aliquota è stata invece bloccata al 21%. Per gli altri fabbricati locati, la deduzione forfettaria del canone scende dal 15% al 5%.

Tra le altre novità, il modello 730/2014 prevede la possibilità di destinare una quota pari all’otto per mille dell’IRPEF all’Unione Buddhista Italiana o all’Unione Induista Italiana ed è possibile dedurre dal proprio reddito complessivo, fino all’importo di 1.032,91 euro, le erogazioni liberali in denaro a favore dell’Unione Buddhista Italiana e dell’Unione Induista Italiana.

Novità anche in tema di compensazioni. I contribuenti possono utilizzare il credito che scaturisce dal modello 730 per ridurre le altre imposte da pagare con modello F24, tramite il nuovo Quadro I.

Per concludere, a decorrere dal 2014 è previsto un controllo preventivo volto a contrastare l’erogazione di indebiti rimborsi d’imposta. L’Agenzia delle entrate entro sei mesi dalla scadenza dei termini previsti per la trasmissione telematica del modello 730 effettuerà dei controlli preventivi, anche di tipo documentale, in caso di rimborsi superiori a 4.000 euro.

Al termine dei controlli, il rimborso spettante sarà erogato dalla stessa Agenzia e non più dal sostituto d’imposta.

 

 

4) Flessione del mercato immobiliare italiano

88mila compravendite in meno per il mercato immobiliare nel 2013. Calo del 7,5% nel quarto trimestre dell’anno. Rallenta la flessione del mercato immobiliare italiano che nel 2013 perde l’8,9% rispetto all’anno precedente. Sono state, infatti, 904.960 le unità immobiliari compravendute, quasi 88mila in meno rispetto al 2012. In discesa il settore residenziale (-9,2%), il terziario (-11,0%), il commerciale (-7,3%) e il produttivo (-7,7%). In generale, la flessione risulta comunque attenuata nell’ultimo trimestre del 2013 che si attesta a -7,5%.

Sono questi i dati che emergono dalla Nota trimestrale Omi (Osservatorio del mercato immobiliare) relativa al periodo ottobre-dicembre 2013, che fornisce un quadro dell’andamento del mercato immobiliare italiano dell’anno appena concluso.

Va sottolineato che il dato dell’ultimo trimestre, e di conseguenza anche quello annuale, risente dello spostamento di parte dei rogiti dagli ultimi mesi del 2013 ai primi mesi del 2014 per sfruttare la più conveniente imposta di registro. Tenendo conto di questo fenomeno, le vendite degli ultimi tre mesi del 2013 risulterebbero sostanzialmente in linea con quelle del trimestre immediatamente precedente.

I dati sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa, presso la sede centrale dell’Agenzia delle Entrate, alla presenza del Vice Direttore, Gabriella Alemanno, e del Direttore centrale Omise, Gianni Guerrieri.

Focus sulle grandi città

Meno compravendite nelle otto maggiori città italiane, ad eccezione di Milano, che registra un incremento del 3,4%, e Bologna, che riporta un aumento dell’1,5%. Le città che presentano una riduzione più marcata sono Napoli e Genova, che segnano rispettivamente un -15,2% e un -10,3%, seguite da Torino (- 8,2%) e Roma (-7,3%). Diminuzione più contenuta al Nord (-8,2%), mentre il Centro e il Sud perdono poco più del 10% rispetto all’anno precedente.

L’andamento dei prezzi

Nel secondo semestre del 2013 si registra ovunque una diminuzione delle quotazioni medie: rispetto all’inizio dell’anno, le città che rilevano le flessioni maggiori sono Torino (-4,0%), Genova (-3,8%) e Napoli (-3,1%), mentre più

lievi sono quelle rilevate nelle città di Verona (-0,2%), Venezia (-0,4%) e Milano (- 0,5%).

I dati del quarto trimestre 2013

Nel periodo che va da ottobre a dicembre 2013, analizzato nella Nota Omi, le compravendite rilevate sono state 249.974, pari al -7,5% rispetto allo stesso periodo del 2012. Più contenuto risulta il calo nelle province delle principali città (-5,6%) e dei centri urbani non capoluoghi (-7,7%), rispetto a quello nazionale complessivo (-8,0%).

Per saperne di più

Maggiori informazioni sui contenuti della Nota trimestrale Omi, relativa al periodo ottobre-dicembre 2013, sono disponibili sul sito internet del l ’Agenzia delle entrate.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 30 del 10 marzo 2014)

 

 

5) Cassetto previdenziale: dal 15 marzo pronti gli avvisi bonari artigiani e commercianti

Entro il 15 marzo 2014 saranno disponibili all’interno del Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti (Posizione assicurativa/Avvisi bonari) gli avvisi bonari relativi alla rata in scadenza a novembre 2013. Qualora gli iscritti avessero già effettuato il pagamento, potranno comunicare gli estremi del modello F24 chiamando il call-center dell’Istituto in modo tale da consentire un rapido abbinamento del versamento . in caso di mancato pagamento l’importo dovuto sarà richiesto tramite avviso di addebito con valore di titolo esecutivo. (Inps, messaggio n. 3156 del 7 marzo 2014)

 

 

6) TFS e TFR ex Enpas ed ex Inadel

Dal 12 marzo 2014 sarà accentrato il pagamento delle prestazioni di fine servizio (indennità premio di servizio, buonuscita e TFR) erogate agli iscritti alle gestioni ex ENPAS ed ex INADEL. A partire da tale data, infatti, sarà rilasciata la procedura che consente l’accentramento sulla contabilità speciale della Banca d’Italia, che realizza l’integrazione tra il sistema di gestione amministrativa di tali prestazioni e quello di gestione contabile delle stesse.

L’Inps, con la circolare n. 31 del 10 marzo 2014, fornisce le istruzioni operative e contabili. Successivamente procederà a rilasciare altre procedure le cui attivazioni sono previste nel corso dello stesso mese.

 

 

7) Cessione di ramo d’azienda: decisione Corte Ue

La Corte Europea di Giustizia, con la sentenza del 6 marzo 2014, C-458/12, ha affrontato il tema della conformità alla Direttiva comunitaria della disposizione, contenuta nell’art. 2112 c.c., della cessione di ramo d’azienda inteso come funzionalmente autonomo di un’attività economica organizzata, identificata come tale dal cedente e dal cessionario al momento del suo trasferimento. La questione era stata proposta del Tribunale di Trento.

La risposta della Corte Europea è stata nel senso che nulla vieta, secondo l’ordinamento comunitario, a che gli Stati membri (nel caso di specie quello italiano) possano ritenere applicabile il regime del trasferimento di ramo di azienda a parti dell’attività produttiva che diventano autonome, sotto l’aspetto funzionale, al momento del passaggio.

Il giudice remittente aveva sollevato la questione del controllo del cedente sul cessionario che si manifesta sotto l’aspetto della committenza e sotto quello di una sorta di commistione dello stesso rischio d’impresa. In questo caso, la Corte ha affermato la mancanza di ostacoli nell’applicazione della Direttiva 2001/23, arrivando alla conclusione che la cessione dei rapporti di lavoro non è contraria alle norma comunitaria.

Principi relativi al trasferimento di azienda o parte di essa:

- Sotto l’aspetto operativo il trasferimento di azienda si concretizza in una modificazione soggettiva nei rapporti di lavoro (c.d. “successione a titolo particolare”;

- la nozione di trasferimento, secondo la Direttiva 2001/23, riguarda una entità economica, intesa come insieme di mezzi organizzati, finalizzati allo svolgimento di un’attività essenziale od accessoria. Il riferimento all’attività sembra estendere l’ambito di applicazione della nozione di trasferimento. Il vecchio concetto della preesistenza appare superato dalla decisione della Corte Europea che ha confermato la legittimità della identificazione operata dalle parti all’atto del trasferimento ed introdotta nell’art. 2112 c.c., dal D.L.vo n. 276/2003;

- il titolo del trasferimento è, indubbiamente, una cessione contrattuale che può realizzarsi sia con la vendita che con altre tipologie negoziali come, ad esempio, l’affitto, l’usufrutto o la fusione;

- il trasferimento di ramo di azienda presuppone una articolazione funzionalmente autonoma ed organizzata (art. 2112 c.c., comma 5), secondo un concetto che appare ben più ampio. L’articolazione, una volta esternalizzata, ad esempio, può essere suscettibile di autonoma attività produttiva perché dotata di propri mezzi e non necessariamente, quindi, solo servizio accessorio del cedente (è il caso, di un servizio mensa, prima gestito all’interno). Il momento che conta è quello della identificazione della cessione fatta dalle parti all’atto del trasferimento, cosa che, indubbiamente, consente un maggior ambito di manovra;

- la procedura di informazione e consultazione delle OOSS è prevista dai commi 1 e 2 dell’art. 47 della legge n. 428/1990. L’obbligo scaturisce dai limiti dimensionali dell’impresa (almeno 16 dipendenti): essi vanno calcolati sull’azienda nel suo complesso e non sul ramo. Per il computo vanno esclusi gli apprendisti, gli assunti provenienti dai lavori socialmente utili e quelli con contratto di inserimento (art. 20 della legge n. 223/1991). La comunicazione alle OOSS va effettuata almeno 25 giorni prima del trasferimento o del raggiungimento di un’intesa vincolante (i termini sono ridotti alla metà nel caso di imprese ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria – legge n. 39/2004, modificata dalla legge n. 166/2008). L’informazione deve riguardare la data del trasferimento, i motivi dello stesso, le conseguenze giuridiche, economiche e sociali riferite ai lavoratori e le eventuali misure previste per costoro. L’obbligo di informazione e consultazione c’è anche allorquando l’azienda o un ramo di essa viene acquisita da una società controllante. I destinatari della comunicazione sono le RSU o le RSA e le OOSS di categoria identificate sulla base del CCNL applicato. La violazione dell’obbligo di comunicazione costituisce condotta antisindacale censurabile ex art. 28 della legge n. 300/1970. Secondo un indirizzo della Suprema Corte (Cass., n. 23/2000), l’applicazione dell’art. 28 non incide sulla efficacia del negozio traslativo, non potendosi configurare il rispetto della procedura quale presupposto di legittimità del trasferimento. Tale tesi non ha trovato molti sostenitori in dottrina ma anche nelle sentenze di merito, laddove si è osservato che la mancata attivazione della procedura di consultazione legittima gli interessati a far valere l’inefficacia della cessione. Se le organizzazioni sindacali lo richiedono il cedente ed il cessionario debbono avviare un esame congiunto nei successivi 7 giorni dalla richiesta: la procedura si conclude in 10 giorni anche se non si raggiunge un accordo;

- la continuazione del rapporto di lavoro viene assicurata esplicitamente dalla norma che, al comma 4 dell’art. 47 afferma che il trasferimento non costituisce di per sé motivo di licenziamento. Tralasciando una serie di questioni relative alla possibilità che l’alienante proceda alla risoluzione dei rapporti per cause diverse da quella della cessione, va ricordato come il dipendente passato possa dimettersi per giusta causa allorquando, nei tre mesi successivi al passaggio, si sia registrata una sostanziale modificazione “in peius” delle proprie condizioni di lavoro;

- la continuazione del rapporto con il cessionario postula la conservazione di tutti i diritti derivanti dai contratti collettivi, anche aziendali, fino alla scadenza: la previsione della disposizione secondo la quale sotto l’aspetto contrattuale un CCNL può essere sostituito con un altro CCNL ha lo scopo di preservare i lavoratori rispetto ad un eventuale contratto aziendale peggiorativo;

- la responsabilità solidale dell’acquirente si estende a tutti i crediti vantati e maturati dai lavoratori all’atto del trasferimento. La responsabilità è per i crediti contrattuali ma si estende anche alla contribuzione obbligatoria. L’alienante può essere liberato dalle obbligazioni derivanti dal rapporto di lavoro attraverso una conciliazione avvenuta secondo le procedure degli articoli 410 cpc (commissione provinciale di conciliazione presso la DTL) e 411 cpc (sede sindacale);

- il trasferimento di un’impresa in crisi viene trattato dall’art. 47 nel penultimo comma: si è, quindi, di fronte, ad esempio, ad una crisi aziendale, all’amministrazione straordinaria in caso di continuazione o mancata cessazione dell’attività, ad un concordato preventivo o ad una continuazione dell’attività con ristrutturazione del debito. Qualora l’attività sia cessata e sia intervenuto un accordo sindacale, l’art. 2112 c.c. non trova applicazione, fatte salve condizioni di miglior favore.

I lavoratori che non passano alle dipendenze hanno un diritto di precedenza di un anno, salvo termine maggiore stabilito negli accordi collettivi. Le eventuali modifiche peggiorative non sono rimesse alla decisione dell’imprenditore ma debbono essere frutto dell’accordo sindacale o di una pattuizione individuale (Cass., n. 4724/1999).

 

 

8) Assunzione di portiere: l’assemblea dei condomini può fare a meno dell’amministratore

Assunzione di portiere per opera dei condomini e non dell’amministratore. La Corte di Cassazione, con sentenza la n. 5297 del 6 marzo 2014, ha consacrato la piena validità dell’assunzione effettuata con delibera assembleare dei condomini invece che dall’amministratore di un lavoratore per lavori di manutenzione e servizi di pulizia, sostenendo che l’assemblea, oltre che delegare l’amministratore, può agire in proprio.

 

Vincenzo D’Andò