Diario quotidiano del 7 marzo 2014: parte la campagna per lo spesometro 2013

trattamento ai fini Iva delle indennità per la perdita dell’avviamento commerciale: norma 190 AIDC; usucapione azienda dopo 20 anni di possesso; confisca sui beni della società: Cassazione a SS.UU.; voluntary disclosure: GdF chiede elenchi di chi aderisce; enti non commerciali, manifestazioni storiche, artistiche e culturali: soggetti esclusi da adempimenti fiscali; pressione fiscale su per colpa delle tasse locali; spesometro per il 2013: primo appuntamento al 10 aprile 2014

 

 Indice:

 1) Trattamento ai fini iva delle indennità per la perdita dell’avviamento commerciale: norma 190 AIDC

 2) Usucapione azienda dopo 20 anni di possesso

 3) Confisca sui beni della società: Cassazione a sezioni unite

 4) Voluntary disclosure: GdF chiede elenchi di chi aderisce

 5) Enti non commerciali, manifestazioni storiche, artistiche e culturali: soggetti esclusi da adempimenti fiscali

 6) Pressione fiscale su per colpa delle tasse locali

 7) Spesometro per il 2013: primo appuntamento al 10 aprile 2014

 

1) Trattamento ai fini iva delle indennità per la perdita dell’avviamento commerciale: norma 190 AIDC

L’indennità per la perdita dell’avviamento, che il locatore è tenuto a corrispondere al conduttore al termine della locazione (art. 34 L. 392/78), ha natura di indennizzo e come tale è esclusa dall’applicazione dell’Iva, in quanto sia carente di effettiva controprestazione da parte del conduttore.

Viceversa, l’indennità per la perdita dell’avviamento commerciale, dovuta alla cessazione del rapporto di locazione, è rilevante ai fini Iva se oggetto di controprestazione da parte del conduttore. È quanto emerge dalla norma di comportamento n. 190 emanata il 5 marzo 2014 da parte dell’AIDC.

In particolare, se la somma versata al conduttore rappresenta il corrispettivo di un’obbligazione di fare o di non fare, come nell’ipotesi di negoziazione della risoluzione del contratto di locazione, è soggetta all’Iva e segue il regime applicato ai canoni di locazione.

 

2) Usucapione azienda dopo 20 anni di possesso

L’azienda si può usucapire dopo 20 anni di possesso continuativo. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, a sezioni unite, con la sentenza n. 5087 del 5 marzo 2014.

Dunque, le sezioni unite della Corte di Cassazione riconoscono la possibilità dell’acquisto a titolo originario mediante possesso continuato. Il possesso continuato ventennale dell’azienda ne consente l’acquisto a titolo originario, per usucapione.

La Suprema Corte afferma: Atteso che l’art. 1140 c.c. definisce il “possesso” come “potere sulla cosa che si manifesta in un’attività corrispondente all’esercizio della proprietà o di altro diritto reale”, si deve considerare che l’azienda può certamente essere oggetto di proprietà o di usufrutto (come espressamente sancito dagli artt. 2556 comma 1 e 2561 c.c.).

Pertanto, colui che eserciti sull’azienda un’attività corrispondente a quella di un proprietario o di un usufruttuario, la possiede e quindi, in presenza delle condizioni di legge, la può usucapire.

3) Confisca sui beni della società: Cassazione a sezioni unite

È consentito, nei confronti di una persona giuridica, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di denaro o di altri beni fungibili o di beni direttamente riconducibili al profitto del reato tributario commesso dagli organi della persona giuridica stessa, quando tale profitto (o beni direttamente riconducibili al profitto) sia nella disponibilità di tale persona giuridica.

Viceversa, non è possibile la confisca per equivalente sui beni della persona giuridica per reati tributari commessi dai suoi organi, salvo che la persona giuridica stessa non sia in concreto priva di autonomia, rappresentando solo uno schermo attraverso cui l’amministratore agisca come effettivo titolare.

(Corte di Cassazione, a sezioni unite, sentenza n. 10561 del 5 marzo 2014)

 

4) Voluntary disclosure: GdF chiede elenchi di chi aderisce

La richiesta nel corso dell’audizione in commissione finanze alla Camera. Informazioni sulla collaborazione spontanea dei contribuenti per far emergere i capitali all’estero trasmesse alla Guardia di finanza, nel pieno rispetto della privacy.

Ciò al fine di aggredire, con maggiore tempestività, i patrimoni illecitamente costituiti oltre i nostri confini, i cui proventi sono frutto di «gravi reati economici e finanziari.

È quanto richiesto dalla GdF durante l’audizione, in commissione finanze a Montecitorio, sul Decreto 4/2014 che…

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