Diario fiscale del 27 febbraio 2014: le nuove modifiche alla legge fallimentare

Pubblicato il 27 febbraio 2014



Cassazione: le condotte di bancarotta fraudolenta; anagrafe che servirà per individuare i falsi poveri: via libera del garante privacy; affitto di immobile con opzione all’acquisto: parere delle Entrate; conversione del decreto “Destinazione Italia”: nuove modifiche alla legge fallimentare; sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza tributaria; lavoro accessorio: rivalutazione importi economici; inversione contabile: obbligo sostanziale (e non, quindi, formale)

 

 

Indice:

1) Cassazione: le condotte di bancarotta fraudolenta

2) Anagrafe che servirà per individuare i falsi poveri: via libera del garante privacy

3) Affitto di immobile con opzione all’acquisto: parere delle Entrate

4) Conversione del decreto “Destinazione Italia”: nuove modifiche alla legge fallimentare

5) Sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza tributaria

6) Lavoro accessorio: rivalutazione importi economici

7) Inversione contabile: obbligo sostanziale (e non, quindi, formale)

 

1) Cassazione: le condotte di bancarotta fraudolenta

La Corte di Cassazione (sentenze n. 9081, n. 9090 e n. 9104 del 25 febbraio 2014) si é soffermata sulle differenti condotte di bancarotta fraudolenta.

La prima sentenza (9081/2014) afferma che, in tema di bancarotta fraudolenta, costituiscono fenomeni di “dissipazione” o “distrazione” del patrimonio societario i finanziamenti a società collegate se non avvengono in cambio di adeguata contropartita o se non assistiti da valide garanzie.

La seconda (9090/2014) precisa poi che, qualora il socio creditore si identifichi con l’amministratore effettivo della società, la condotta di restituzione, in periodo di dissesto, di finanziamenti in precedenza concessi integra l’ipotesi di bancarotta fraudolenta per distrazione e non quella, meno grave, di bancarotta fraudolenta preferenziale.

Infine, la terza sentenza (9104/2014) riconosce la legittimità, in tema di bancarotta fraudolenta, del sequestro preventivo e chiarisce che anche in caso di patteggiamento per bancarotta fraudolenta occorre procedere all’applicazione delle pene accessorie per la durata di dieci anni.

 

2) Anagrafe che servirà per individuare i falsi poveri: via libera del garante privacy

Con il parere n. 26/2014 il garante della privacy ha dato il via libera al casellario Inps dell’assistenza sociale, ovvero l’anagrafe delle posizioni assistenziali, che servirà anche a stanare i falsi poveri.

Nel casellario, istituito con l’art. 13, comma 4, del D.L. 78/2010, saranno raccolti, conservati e gestiti i dati personali e familiari dei beneficiari, le informazioni sugli enti eroganti e sulle prestazioni assegnate. Inoltre, in apposite sezioni separate, dedicate alla non autosufficienza, ai minori in condizioni di disagio e alla povertà, saranno trattate le informazioni sulla presa in carico da parte dei servizi sociali, in forma del tutto anonima nei casi più delicati.

I dati direttamente identificativi saranno consultabili esclusivamente dagli enti locali, solo per le prestazioni da essi erogate, e dall'Inps, dalla Guardia di finanza e dall’Agenzia delle entrate per effettuare controlli sui beneficiari delle prestazioni sociali agevolate.

 

3) Affitto di immobile con opzione all’acquisto: parere delle Entrate

Secondo il parere n. 954-63/2013 dell’Agenzia delle entrate, se manca la clausola di trasferimento vincolante per entrambe le parti (proprietario e conduttore), l’affitto di un immobile con opzione all’acquisto da parte del conduttore deve essere trattato fiscalmente, e fino al trasferimento, come una mera locazione, con imputazione dei canoni in ogni periodo d'imposta.

Ciò per la circostanza che diverse imprese costruttrici, per venire incontro alle esigenze dei potenziali acquirenti, hanno introdotto alcune forme contrattuali innovative e, in particolare, quella con la quale il costruttore affitta l’immobile, recuperando una parte dei costi sostenuti per la costruzione, blocca il prezzo e dà facoltà al conduttore, entro un determinato lasso di tempo, di esprimere la facoltà (opzione) all’acquisto, con la possibilità di decurtare, dal prezzo fissato, gli acconti di volta in volta versati e i canoni di locazione pagati fino alla data di trasferimento dell'immobile.

Dunque, per le Entrate non si configura una locazione con clausola di trasferimento della proprietà “vincolante” per entrambe le parti, con la conseguenza che i canoni devono concorrere alla formazione del reddito imponibile in ogni periodo d’imposta, in virtù della lett. b), comma 1, art. 109, del TUIR e, nel momento del perfezionamento della cessione per effetto dell’esercizio dell’opzione da parte del conduttore, emerge un componente di reddito rilevante ai fini dell’imposizione diretta determinato per differenza tra il prezzo di cessione concordato, al netto dei canoni di locazione, e il costo fiscale dell’immobile, di cui al comma 2, dell’art. 86 del TUIR.

Ai fini Iva, i canoni rilevano all’atto del pagamento, ai sensi del comma 3, dell’art. 6, DPR 633/1972 e, in caso di acquisto dell’immobile da parte del conduttore, si rende applicabile la relativa disciplina al contratto definitivo, con possibilità di eseguire variazioni di aliquota qualora, in alternativa all’applicazione dell’aliquota del 10%, l’acquirente possa invocare i requisiti “prima casa” (4%), determinando la base imponibile quale differenza tra il prezzo pattuito, al netto degli acconti e dei canoni di locazione pagati, i quali hanno già rilevato ai fini del detto tributo.

 

4) Conversione del decreto “Destinazione Italia”: nuove modifiche alla legge fallimentare

La Legge 21 febbraio 2014, n. 9 (GU. n. 43 del 21 febbraio 2014), con la quale è stato convertito con modificazioni il decreto legge 23 dicembre 2013, n. 145, cd. “Destinazione Italia”, ha introdotto, tra le altre cose, alcune modifiche alla legge fallimentare.

Lo precisa Assonime, con una nota del 26 febbraio 2014.

La modifica di maggior rilievo (art. 11 comma 3 quater) riguarda, in particolare, l’introduzione di una norma di interpretazione autentica della disciplina della prededuzione dei crediti prevista dall’art. 111 L.F., con la quale viene stabilito che i crediti sorti in occasione o in funzione della procedura di concordato preventivo cd. “in bianco” possono essere ammessi al beneficio della prededuzione soltanto quando ricorrano congiuntamente due condizioni:

- che il piano e la documentazione di concordato siano presentati entro il termine stabilito dal giudice, eventualmente prorogato, per il completamento della domanda in bianco;

- che alla domanda di concordato in bianco faccia seguito, senza soluzione di continuità, l’effettiva apertura della procedura di concordato preventivo.

La Legge n. 9/2014 (art. 13 comma 11 bis) ha, inoltre, modificato la disciplina del concordato con continuità aziendale prevista dall’art. 186 bis l.f., stabilendo che la partecipazione a procedure di affidamento di contratti pubblici, dopo la presentazione del ricorso, deve essere autorizzata dal Tribunale, sentito il parere del commissario giudiziale.

 

5) Sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza tributaria

L’efficacia esecutiva della sentenza tributaria del giudice di secondo grado può essere sospesa quando viene presentato ricorso in Cassazione.

L’art. 49, D.lLgs. 546/1992 non impedisce l’applicazione alle sentenze tributarie dell’art. 373 c.p.c, poiché il giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata può, su istanza di parte e qualora dall’esecuzione possa derivare grave ed irreparabile danno, disporre con ordinanza non impugnabile che l’esecuzione sia sospesa o che sia prestata congrua cauzione.

È quanto stabilito dalla Corte Costituzionale con l’ordinanza 25 del 13 febbraio 2014 che ribadisce un principio ormai consolidato.

La questione di legittimità costituzionale è stata promossa dalla Commissione tributaria della Campania, sezione staccata di Salerno, che ha sottoposto all’attenzione del giudice costituzionale l’incongruità dell’art. 49, D.Lgs. 546/1992 con gli artt. 2 e 4 della Costituzione, e l’art. 6, par. 1, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, giacché non prevede la possibilità di sospendere l’efficacia di provvedimenti impositivi ed esecutivi dell’Amministrazione finanziaria, qualora dalla loro esecuzione possa derivare pericolo di danno grave ed irreparabile.

Secondo la Commissione rimettente l’esercizio del potere impositivo dello Stato deve arrestarsi, nella fase esecutiva, quando può sacrificare i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo che nelle formazioni sociali dove si svolge la sua personalità.

L’art. 49, D.Lgs. 546/1992, inoltre, esclude, rispetto alle sentenze tributarie, l’applicabilità dell’art. 373 c.p.c. che prevede proprio la possibile di sospendere l’esecuzione della sentenza di appello impugnata con ricorso per Cassazione nel caso in cui dalla sua esecuzione possa derivare grave ed irreparabile danno.

Tuttavia i motivi di doglianza mossi dalla Commissione tributaria erano già stati affrontati dalla Consulta che a tal proposito aveva stabilito (sent. 217 del 2010) che l’art. 49 dovesse essere interpretato in modo da non impedire al giudice di pronunciare la sospensione dell’efficacia esecutiva delle sentenze tributarie d’appello, ai sensi dell’art. 373 c.p.c.

Considerato che l’ordinanza di rimessione della Commissione non ha introdotto argomenti nuovi, la Corte con ordinanza ha dichiarato la manifesta infondatezza della questione di legittimità.

 

6) Lavoro accessorio: rivalutazione importi economici

In base alla variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, verificatasi tra il periodo gennaio-dicembre 2012 e il periodo gennaio-dicembre 2013 e calcolata dall’Istat nella misura dell’1,10%, i nuovi importi economici per il lavoro accessorio da prendere a riferimento per l’anno 2014, sono stati così rideterminati:

(Inps, circolare n. 28 del 26 febbraio 2014)

 

7) Inversione contabile: obbligo sostanziale (e non, quindi, formale)

Per detrarre l’Iva occorre la doppia annotazione dell’autofattura. La Corte di Cassazione con la sentenza n. 24022/2013 afferma che l’omessa emissione e registrazione del documento, anche se non incidente sul calcolo della base imponibile, comporta comunque una violazione sostanziale e non meramente formale.

Tutto è scaturito da un accertamento Iva dovuto alla mancata emissione e registrazione di autofattura in relazione a prestazioni ricevute da un soggetto estero, privo di stabile organizzazione e rappresentante fiscale in Italia.

Le prestazioni intracomunitarie non erano state fatturate dal prestatore né erano state auto fatturate dal committente.

Veniva ritenuto che dal corretto adempimento degli obblighi Iva, non sarebbe comunque derivato un debito d’imposta in capo al committente e che, quindi, dovendosi escludere la lesione degli interessi erariali, l’azione amministrativa poteva essere finalizzata non già al recupero dell’imposta ma, unicamente, all’applicazione delle sanzioni previste per le violazioni di natura meramente formale.

Tuttavia, secondo la Suprema Corte, nell’inversione contabile, soltanto il sistema delle due annotazioni (tra le fatture attive e quelle passive) consente l’assunzione del debito avente a oggetto l’Iva “a monte” e la successiva detrazione di questa dall’Iva “a valle”.

Inoltre, l’omessa emissione, nonché registrazione dell’autofattura, sebbene in linea di principio non incide sulla determinazione della base imponibile, comporta in ogni caso una violazione di carattere sostanziale e non meramente

 

Vincenzo D’Andò