Diario quotidiano dell’11 febbraio 2014: opzione IRAP al test della convenienza

Pubblicato il 11 febbraio 2014



ok all’iscrizione nel Registro delle imprese di due imprese con attività di agenzia e mediazione; opzione Irap: convenienza da valutare caso per caso; come correggere gli errori fiscali: su YouTube il nuovo video delle Entrate; cassetto previdenziale INPS: rilascio di una nuova funzionalità sulla consultazione dei pagamenti di prestazioni a sostegno del reddito; colf: contributi dovuti per l’anno 2014; linee guida della Commissione europea sugli aiuti di Stato per promuovere l’accesso al credito per le PMI e le imprese a media capitalizzazione; modifiche ai regolamenti e alle istruzioni di Borsa Italiana; medico di famiglia soggetto ad Irap se esercita in più ambulatori

 

 Indice:

 1) Ok all’iscrizione nel Registro delle imprese di due imprese con attività di agenzia e mediazione

 2) Opzione Irap: convenienza da valutare caso per caso

 3) Come correggere gli errori fiscali: Su YouTube il nuovo video delle Entrate

 4) Cassetto previdenziale INPS: rilascio di una nuova funzionalità sulla consultazione dei pagamenti di prestazioni a sostegno del reddito

 5) Colf: contributi dovuti per l’anno 2014

 6) Linee guida della Commissione europea sugli aiuti di Stato per promuovere l’accesso al credito per le PMI e le imprese a media capitalizzazione

 7) Modifiche ai regolamenti e alle istruzioni di Borsa Italiana

 8) Medico di famiglia soggetto ad Irap se esercita in più ambulatori

 

 

1) Ok all’iscrizione nel Registro delle imprese di due imprese con attività di agenzia e mediazione

E’ possibile l’iscrizione al registro delle imprese di due (o più) imprese (individuali o associate) che abbiano stabilito la propria sede presso il medesimo ufficio, pur esercitando esse rispettivamente e disgiuntamente l’attività di agenzia e di mediazione.

Lo ha precisato il Ministero dello Sviluppo Economico con la circolare n. 3667 del 5 febbraio 2014.

Quello che conta e che nella posizione REA delle imprese di mediazione (a norma dell’art. 5, comma 2 del DM 26 ottobre 2011 - mediatori) non dovranno essere presenti soggetti che operano per loro conto come agenti di commercio, e viceversa nella posizione REA delle imprese di agenzia (a norma dell’art. 5, comma 2 del DM 26 ottobre 2011 – ARC) non dovranno essere presenti soggetti che operano per loro conto come mediatori, stante il reciproco divieto di esercizio congiunto delle attività sanzionato dalle due norme primarie.

Dunque, come precisa il MSE, la disposizione che prescrive che presso la sede o localizzazione dell’attività non viene svolta attività di mediazione, va interpretata non con riferimento alla sede fisica delle imprese di mediazione e di agenzia, che possono quindi coesistere in un’unica ubicazione, ma al materiale svolgimento nei confronti dei terzi delle due attività (di mediazione e di agenzia) che, stante il regime di doppia incompatibilità, non possono sovrapporsi ed incardinarsi in una sola impresa o in una medesima persona fisica.

Il chiarimento è scaturito da una serie di quesiti tesi a conoscere l’esatta interpretazione della dicitura “presso la sede o localizzazione sopra indicata non viene svolta attività di mediazione”, contenuta nella sezione SCIA del modello ARC allegato al DM 26 ottobre 2011, redatto in attuazione della delega contenuta nell’articolo 80 del decreto legislativo n. 59 del 2010.

Tale disposizione è infatti contenuta nella sezione SCIA e pertanto resa ai sensi degli artt. 46, 47 e 76 del DPR 445 del 2000. La Direzione generale ebbe già modo di precisare che la disciplina generale non prevede limitazioni di sorta giacché, più imprese (individuali o societarie) eleggano la propria sede all’interno di un medesimo ufficio, immobile o stabile.

Non diversamente appare, con riferimento alle attività soggette a regolamentazione, come quella di agente e rappresentante di commercio o di mediatore.

È pur vero che la disciplina pubblicistica di riferimento pone un espresso e reciproco divieto di esercizio congiunto delle attività sopra richiamate, da parte della stessa persona fisica o della stessa impresa.

Deve allora ritenersi che la disposizione contenuta nella sezione SCIA del modello ARC, che prescrive che “presso la sede o localizzazione sopra indicata non viene svolta attività di mediazione”, va interpretata non con riferimento alla sede fisica delle imprese di mediazione e di agenzia, che possono quindi coesistere in un’unica ubicazione, (tanto più quando, come sembra avvenire nei casi segnalati, l’attività di agenzia sia riferita proprio ai servizi di mediazione svolti eventualmente nella stessa sede fisica) ma al materiale svolgimento nei confronti dei terzi delle due attività (di mediazione e di agenzia) che, stante il regime di doppia incompatibilità, non possono sovrapporsi ed incardinarsi in una sola impresa o in una medesima persona fisica.

 

2) Opzione Irap: convenienza da valutare caso per caso

Entro il 3 marzo 2014 (poiché il 1° marzo cade di sabato) le società di persone e le ditte individuali possono inviare all’Agenzia delle entrate la comunicazione con cui scelgono per la determinazione della base imponibile Irap le regole di derivazione dal bilancio anziché quelle fiscali. La convenienza va valutata caso per caso. Prima di esercitare la scelta occorre valutare le differenze nella determinazione della base imponibile. Per le società di persone e per le imprese individuali va evidenziato che non rilevano le plusvalenze e le minusvalenze. Quindi la previsione di plusvalenze nel triennio 2014-2016 potrebbe consigliare il regime proprio dei soggetti Irpef: il regime Irap contabile delle società di capitali e degli enti commerciali prevede, infatti, la concorrenza al valore della produzione delle plusvalenze generate dalla cessione di beni strumentali e immobili, a prescindere se si tratta di immobili strumentali, immobili merce o immobili patrimonio, anche collocati tra i proventi straordinari della voce E20.Dunque, le società di persone (società in nome collettivo e in accomandita semplice e quelle a esse equiparate) e le persone fisiche esercenti attività commerciali in regime di contabilità ordinaria possono scegliere di determinare il valore della produzione netta Irap secondo le regole previste per le società di capitali e gli enti commerciali (art. 5-bis, comma 2, Dlgs n. 446/1997)

In pratica, possono calcolare la base imponibile come differenza tra il valore e i costi della produzione così come risultano dal conto economico dell’esercizio [lettere A) e B) dell’articolo 2425 del codice civile, con esclusione delle voci di cui ai numeri 9 (costi per il personale), 10 lettere c e d (svalutazioni dei beni immobili e dei crediti), 12 (accantonamenti per rischi) e 13 (altri accantonamenti)].

Il modello per la comunicazione dell’opzione va presentato, in via telematica (direttamente o tramite intermediari abilitati), entro 60 giorni dall’inizio del periodo d’imposta per il quale si esercita l’opzione o la revoca.

Per le nuove società di persone l’opzione può essere esercitata entro 60 giorni dall’inizio del primo periodo di imposta.

Per gli imprenditori individuali che iniziano l’attività in corso d’anno, la scelta va espressa entro 60 giorni da quella data.

Se un soggetto Ires si trasforma in società di persone e vuole mantenere il regime di determinazione della base imponibile, deve esercitare l’opzione entro 60 giorni dalla data di efficacia giuridica della trasformazione.

Se non viene esercitata opzione, si intende automaticamente adottato il regime “naturale” previsto per i soggetti Irpef. Resta, comunque, ferma la possibilità di optare per l’applicazione del regime Irap nei termini “ordinari”, ossia entro 60 giorni dall’inizio del periodo d’imposta.

In caso di trasformazione di società di persone in società di capitali, invece, non è necessaria alcuna comunicazione, perché queste ultime determinano la base imponibile esclusivamente con le regole previste per i soggetti Ires, a prescindere dalle modalità di determinazione della base imponibile in precedenza applicate dalla società trasformanda.

L’opzione è irrevocabile per tre periodi d’imposta. Al termine del triennio, l’opzione si intende tacitamente rinnovata per un altro triennio, a meno che l'impresa non eserciti la revoca dell’opzione precedentemente comunicata. Anche in questo caso, l’opzione è irrevocabile per un triennio e tacitamente rinnovabile.

Per effetto del vincolo triennale dell’opzione, il contribuente è obbligato a mantenere, per lo stesso periodo, il regime di contabilità ordinaria. L'esercizio della revoca dell’opzione precedentemente comunicata non preclude la possibilità per il contribuente di modificare il proprio regime contabile.

Peraltro, il D.L. n. 16/2012 ha stabilito che non è precluso l’accesso ai regimi fiscali opzionali, subordinati all’obbligo di una comunicazione preventiva (o di un’altro adempimento di natura formale) non eseguito tempestivamente, sempre che la violazione non sia stata constatata o non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altra attività amministrative di accertamento delle quali l’autore dell’inadempimento abbia avuto formale conoscenza, purchè il contribuente:a) abbia i requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento alla data di scadenza ordinaria del termine;

b) effettui la comunicazione (o effettui l’adempimento richiesto) entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile;

c) versi contestualmente l’importo pari alla misura minima della sanzione (258 euro) esclusa la compensazione prevista.

 

3) Come correggere gli errori fiscali: Su YouTube il nuovo video delle Entrate

È il ravvedimento operoso il tema del nuovo video del canale YouTube dell’Agenzia delle entrate che spiega come regolarizzare spontaneamente errori e omissioni nel versamento delle imposte o negli adempimenti tributari.

Il filmato, realizzato internamente e a costo zero, è raggiungibile all’indirizzo www.youtube.com/Entrateinvideo ed è accessibile a tutti grazie all’utilizzo di sottotitoli in italiano e nelle principali lingue straniere.

Tutti i passaggi del ravvedimento - Nel video un funzionario dell’Agenzia spiega come regolarizzare in modo spontaneo l’omesso o insufficiente pagamento delle imposte dovute e i tempi in cui è possibile farlo. Chi si ravvede spontaneamente, infatti, può beneficiare di una sanzione ridotta che dovrà essere versata insieme alla somma dovuta e agli interessi, calcolati al tasso legale annuo, dal giorno della scadenza al giorno in cui il versamento viene effettivamente eseguito.

Chi può ravvedersi

Possono ravvedersi tutti i contribuenti, entro i limiti di tempo previsti. Infatti, il ravvedimento non è più attuabile quando la violazione è già stata constatata e notificata a chi l’ha commessa, quando sono già iniziati accessi, ispezioni o verifiche e quando sono iniziate altre attività di accertamento già comunicate al contribuente.

È possibile ravvedersi anche in caso di ritardo nella presentazione della dichiarazione dei redditi, se il ritardo non supera i 90 giorni, versando, entro lo stesso termine, una sanzione di 25 euro.

Come effettuare i versamenti

Per i pagamenti basta utilizzare il modello F24 per le imposte sui redditi, le relative imposte sostitutive, le ritenute, l’Iva, l’Irap, e il modello F23 per l’imposta di registro e gli altri tributi indiretti. In caso di ravvedimento per imposta di registro dovuta per i contratti di locazione, è possibile utilizzare anche il modello 24 Elementi Identificativi.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 16 del 10 febbraio 2014)

 

4) Cassetto previdenziale INPS: rilascio di una nuova funzionalità sulla consultazione dei pagamenti di prestazioni a sostegno del reddito

Nell’ambito delle attività poste in essere dall’INPS per migliorare la trasparenza e la fruibilità delle informazioni, l’applicazione “Cassetto previdenziale del cittadino” è stata integrata con una nuova funzionalità che consente la consultazione dei dati di dettaglio dei pagamenti dei trattamenti di disoccupazione (indennità di disoccupazione ASpI e mini-ASpI, indennità di disoccupazione agricola, indennità di mobilità, indennità di disoccupazione ordinaria, ecc.).

A tale funzionalità possono accedere sia i cittadini che gli operatori INPS, con le modalità di seguito rispettivamente indicate:

- il cittadino si collega al sito istituzionale “www.inps.it” e, previa identificazione tramite PIN, accede al proprio Cassetto previdenziale; dal Cassetto seleziona, sul menù a sinistra, la voce “Prestazioni” e poi la sottovoce “Pagamenti”;

- l’operatore INPS si collega al sito intranet dell’Istituto e seleziona, in successione, il menù “Processi”, la voce “Assicurato pensionato” e l’applicazione “Cassetto previdenziale del cittadino”; su tale applicazione effettua la ricerca per codice fiscale o per dati anagrafici dell’assicurato di interesse e, una volta apparsa la schermata contenente il “Dettaglio soggetto”, seleziona, sul menù a sinistra, la voce “Prestazioni” e poi la sottovoce “Pagamenti”.

In entrambi i casi, selezionata la sottovoce “Pagamenti” appare il “Riepilogo dei pagamenti eseguiti”, vale a dire la lista, divisa per anno, dei pagamenti eseguiti in favore dell’assicurato.

Dal “Riepilogo dei pagamenti eseguiti”, selezionando poi la categoria di prestazione desiderata (relativa ad un determinato anno) appaiono le “Prestazioni in pagamento per l’anno xxxx”, vale a dire i dati di riepilogo dei pagamenti delle prestazioni comprese nella categoria medesima, eseguiti nel corso di quell’anno.

Infine, dalla schermata recante le “Prestazioni in pagamento per l’anno xxxx”, cliccando sul contenuto della sezione “Note” del singolo pagamento appare il “Dettaglio pagamenti”, cioè un prospetto che indica le singole voci che compongono l’importo in pagamento, del quale si riporta di seguito lo schema:

Beneficiario: xxxxxx xxxxxx

Prestazione in pagamento: xxxxxx

Numero della domanda: xxxxxxxxxxxxx

Giorni erogati: xxx

Periodo di riferimento: xx/x/xxxx - xx/x/xxxx

Importo indennita': + xxxxxx

Trattenute sindacali: - xxxxxx

Importo ANF: + xxxxxx

Tattenute IRPEF Anno Corrente: - xxxxxx

Netto Pagamento: + xxxxxx

(INPS, messaggio n. 2436 del 10 febbraio 2014)

 

5) Colf: contributi dovuti per l’anno 2014

Diffusa dall’INPS la circolare n. 23 del 10 febbraio 2014 in relazione all’importo dei contributi dovuti per l’anno 2014 per i lavoratori domestici.

L’ISTAT ha comunicato, nella misura dell’1,10%, la variazione percentuale verificatasi nell’indice dei prezzi al consumo, per le famiglie degli operai e degli impiegati, tra il periodo gennaio 2012-dicembre 2012 ed il periodo gennaio 2013-dicembre 2013.

Conseguentemente sono state determinate le nuove fasce di retribuzione su cui calcolare i contributi dovuti per l’anno 2014 per i lavoratori domestici.

Al fine di fornire indicazioni utili a chiarire numerosi quesiti in merito al contributo CUAF, l’INPS precisa che il citato contributo (Cassa Unica Assegni Familiari) è dovuto per tutti i rapporti di lavoro domestico salvo il caso di rapporto fra coniugi (ammesso soltanto se il datore di lavoro coniuge è titolare di indennità di accompagnamento) e rapporto tra parenti o affini entro il terzo grado conviventi, ove riconosciuto ai sensi di legge (art. 1 del DPR 31 dicembre 1971, n. 1403).

Restano in vigore gli esoneri previsti dall’art. 120 legge 23 dicembre 2000, n. 388, con decorrenza 1/02/2001, nonché gli esoneri istituiti ai sensi dell’art. 1 comma 361 e 362 legge 23 dicembre 2005, n. 266, con decorrenza 1/01/2006 - come indicato nella circolare n. 19 dell’8/02/2006. Viene confermato, pertanto, la minore aliquota contributiva dovuta per l’Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI) dai datori di lavoro soggetti al contributo CUAF che, ovviamente, incide sull’aliquota complessiva.

Viene precisato, inoltre, che, per il rapporto di lavoro a tempo determinato, ai sensi dell’art. 2, comma 28, della legge 28 giugno 2012, n. 92 continua ad essere applicato il contributo addizionale, a carico del datore di lavoro, previsto pari all’ 1,40% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali (retribuzione convenzionale).

Tale contributo non si applica ai lavoratori assunti a termine in sostituzione di lavoratori assenti.

Dal 1° gennaio 2014, tuttavia, in riferimento alle trasformazioni di contratto da tempo determinato a tempo indeterminato decorrenti dalla predetta data, ai sensi dell’art. 1, comma 135, della legge 27 dicembre 2013 (Legge di Stabilità 2014), non è più previsto il limite delle ultime sei mensilità per la restituzione al datore di lavoro del contributo addizionale di cui all'articolo 2, comma 30, della legge 28 giugno 2012, n. 92.

La restituzione avviene anche nel caso in cui il datore di lavoro riassuma con contratto di lavoro a tempo indeterminato il lavoratore entro sei mesi dalla cessazione del contratto a termine, con una riduzione del rimborso corrispondente ai mesi che intercorrono tra la scadenza e l’assunzione a tempo indeterminato.

Per il rimborso del contributo addizionale il datore di lavoro dovrà presentare, come di consueto, domanda in via telematica, secondo quanto indicato nella circolare n. 170 del 30 dicembre 2011, attraverso uno dei seguenti canali:

WEB - servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto;

Contact Center Multicanale - numero gratuito 803164 da rete fissa e 06164164 da telefono cellulare con tariffazione stabilita dal proprio gestore;

Intermediari dell’Istituto – attraverso i servizi telematici offerti agli stessi.

DECORRENZA DAL 1 GENNAIO 2014 AL 31 DICEMBRE 2014

senza contributo addizionale (comma 28, art.2 L. 92/2012)

LAVORATORI ITALIANI E STRANIERI

 

 

 

RETRIBUZIONE ORARIA

 

IMPORTO CONTRIBUTO ORARIO

 

Effettiva

Convenzionale

Comprensivo quota CUAF

Senza quota

CUAF

fino a € 7,86

oltre € 7,86

fino a € 9,57

oltre € 9,57

€ 6,96

€ 7,86

€ 9,57

€ 1,39 (0,35)

€ 1,57 (0,39)

€ 1,91 (0,48)

€ 1,40 (0,35)

€ 1,58 (0,39)

€ 1,92 (0,48)

Orario di lavoro superiore a 24 ore settimanali

€ 5,06

€ 1,01 (0,25)

€ 1,02 (0,25)

comprensivo contributo addizionale (comma 28, art.2 L. 92/2012)

da applicare ai rapporti di lavoro a tempo determinato

LAVORATORI ITALIANI E STRANIERI

 

 

 

RETRIBUZIONE ORARIA

 

IMPORTO CONTRIBUTO ORARIO

 

Effettiva

Convenzionale

Comprensivo quota CUAF

Senza quota

CUAF

fino a € 7,86

oltre € 7,86

fino a € 9,57

oltre € 9,57

€ 6,96

€ 7,86

€ 9,57

€ 1,49 (0,35)

€ 1,68 (0,39)

€ 2,04 (0,48)

€ 1,50 (0,35)

€ 1,69 (0,39)

€ 2,06 (0,48)

Orario di lavoro superiore a 24 ore settimanali

€ 5,00

€ 1,08 (0,25)

€ 1,09 (0,25)

La cifra tra parentesi è la quota a carico del lavoratore

Coefficienti di ripartizione

Dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2014

senza contributo addizionale di cui al comma 28 dell'art. 2 della Legge n. 92/2012

GESTIONE

LAVORATORI DOMESTICI CON CUAF

 

LAVORATORI DOMESTICI SENZA CUAF

 

ALIQUOTE

COEFFICIENTI

ALIQUOTE

COEFFICIENTI

ASpI

MATERNITA’

INAIL

Fondo garanzia tratt.

fine rapporto

TOTALE

17,4275%

1,03%

0,0000%

0,0000%

1,31%

0,20%

19,9675%

0,872793

0,051584

0,000000

0,000000

0,065607

0,010016

1,000000

17,4275%

1,15%

0,0000%

1,31%

0,20%

20,0875%

0,867579

0,057250

0,000000

0,065215

0,009956

1,000000

con contributo addizionale di cui al comma 28 dell'art. 2 della Legge 92/2012 da applicare ai rapporti di lavoro a tempo "non indeterminato"

GESTIONE

LAVORATORI DOMESTICI

CON CUAF

 

LAVORATORI DOMESTICI

SENZA CUAF

 

ALIQUOTE

COEFFICIENTI

ALIQUOTE

COEFFICIENTI

ASpI

MATERNITA’

INAIL

Contributo addizionale

Fondo garanzia tratt.

fine rapporto

TOTALE

17,4275%

1,03%

0,0000%

0,0000%

1,31%

1,40%

0,20%

21,3675%

0,815608

0,048204

0,000000

0,000000

0,061308

0,065520

0,009360

1,000000

17,4275%

1,15%

0,0000%

1,31%

1,40%

0,20%

21,4875%

0,811053

0,053519

0,000000

0,060966

0,065154

0,009308

1,000000

 

6) Linee guida della Commissione europea sugli aiuti di Stato per promuovere l’accesso al credito per le PMI e le imprese a media capitalizzazione

Assonime, con una nota del 10 febbraio 2014, evidenzia che lo scorso 15 gennaio la Commissione europea ha adottato le nuove linee guida sugli aiuti di Stato finalizzati alla promozione dell’accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese e delle imprese a media capitalizzazione (le cd. midcaps). Si tratta di un documento che si inserisce nel contesto della modernizzazione degli aiuti di Stato, promossa dalla Commissione nel maggio 2012, e nell’ambito della quale sono già state adottate linee guida per gli aiuti alla banda larga, ai servizi di interesse economico generale e per gli aiuti regionali. Le nuove linee guida sostituiscono quelle sul capitale di rischio adottate nel 2006 e modificate nel 2010. Entreranno in vigore il 1° luglio 2014 e saranno in vigore fino al 31 dicembre 2020.

Le nuove linee guida tengono conto del fatto che la crisi economica ha aggravato i “fallimenti del mercato” relativi all’accesso al finanziamento per piccole e medie imprese creando un vero e proprio funding gap per superare il quale sono state disegnate linee guida più semplici, flessibili e generose. Sono stati infatti accresciute le possibilità degli Stati di concedere aiuti, così che i possibili beneficiari comprendono ora piccole e medie imprese, piccole midcaps e midcaps innovative. Inoltre i criteri di compatibilità previsti dalle linee guida riguardano l’ ammontare d’aiuto che oltrepassa i 15 milioni di euro per impresa, in modo da coordinare così il sistema al nuovo Regolamento generale di esenzione. Quest’ultimo infatti eleva da 1,5 milioni di euro a 15 milioni di euro la soglia sotto la quale lo Stato è sollevato dall’obbligo di notifica preventiva alla Commissione.

Anche il novero degli strumenti finanziari ammissibili all’aiuto è stato ampliato, includendo equity, quasi-equity, prestiti e garanzie.

Cambia anche il livello di partecipazione obbligatoria da parte dei privati all’investimento. La presenza di investitori privati è finalizzata a fare sì che l’intervento pubblico sia aggiuntivo e non sostitutivo rispetto a quello privato.

Le nuove linee guida intendono calibrare l’obbligo di partecipazione alla situazione concreta, tenendo conto dell’età dell’impresa e del suo profilo di rischio. L’obbligo di partecipazione va dal 10% (per le imprese seed e start up) al 60%.

Le nuove linee guida considerano anche l’obiettivo di creare piattaforme di trading alternative finanziandone la formazione e attribuendo incentivi fiscali a coloro che acquistassero quote di piccole e medie imprese iscritte in una di quelle piattaforme. Vengono infine stabilite condizioni più chiare e flessibili per la concessione di incentivi fiscali agli investitori. Gli incentivi alla persone fisiche, ad esempio, saranno esentati dall’ obbligo di notifica.

 

7) Modifiche ai regolamenti e alle istruzioni di Borsa Italiana

Con l’avviso n. 1788 del 7 febbraio 2014, Borsa Italiana ha reso nota l’approvazione, da parte della Consob, delle modifiche ai Regolamenti e alle Istruzioni di Borsa, deliberate dal Consiglio di amministrazione del 9 dicembre scorso. Le modifiche entreranno in vigore il 3 marzo prossimo.

Tra le modifiche, Assonime, con una nota del 10 febbraio 2014, segnala le seguenti:

- le disposizioni in tema di record date ai fini delle legittimazione al pagamento dei dividendi; Borsa Italiana, a seguito dell’introduzione nel Tuf dell’art. 83-terdecies sul pagamento dei dividendi, ad opera del decreto legislativo n. 91/2012, ha previsto che:

- l’emittente inserisca espressamente nel comunicato (relativo all’approvazione del bilancio e in quello relativo alla proposta di distribuzione del dividendo) la record date che legittima al pagamento ai sensi dell’art. 83-terdecies;

- tale record date coincida con il secondo giorno di mercato aperto successivo a una delle date stacco previste dal calendario indicato nelle Istruzioni;

- la data di pagamento coincida con il giorno di mercato aperto successivo alla record date, in linea con gli standard internazionali, salve le circostanze particolari che l’emittente è chiamato espressamente a comunicare al mercato, inerenti la natura del dividendo (ad esempio laddove sia prevista la facoltà per i soggetti legittimati a ricevere il dividendo di optare per un pagamento in azioni, in luogo del pagamento cash) o che impattano sulla tempistica del dividendo (ad esempio pagamento in tranches successive) che possono consentire una data di pagamento diversa da quella sopraindicata;

- i requisiti in tema di flottante per gli emittenti già negoziati nei sistemi multilaterali di negoziazione; Borsa Italiana, al fine incentivare l’avvicinamento delle PMI al mercato regolamentato, ha previsto un regime specifico nel caso di emittenti già ammessi sui sistemi multilaterali di negoziazione stabilendo il potere della società di gestione del mercato di considerare sussistente il requisito del flottante (pari al 25% del capitale) in presenza di un andamento dei corsi che faccia ritenere che vi sia un regolare funzionamento del mercato; - il flottante come requisito di permanenza nel segmento STAR; in base alle disposizioni vigenti è richiesto, come requisito di permanenza per le società STAR, un flottante pari al 20%, verificato da Borsa Italiana su base semestrale. Borsa Italiana ha introdotto un ulteriore requisito di permanenza da verificare nel caso in cui non sia raggiunto il requisito del flottante del 20%, prevedendo che laddove questa soglia non sia soddisfatta, Borsa possa considerare la misura di partecipazione dei controllanti. Al riguardo Borsa ha stabilito nella misura del 67% della partecipazione complessiva il limite rilevante ai fini della permanenza nel segmento;

- l’estensione della telematizzazione del processo di raccolta delle adesioni alle opa e ops; Borsa Italiana ha esteso il processo di telematizzazione a soggetti diversi dall’emittente o dal controllante (per i quali tale procedura è già attivabile), alla luce della maggiore flessibilità operativa della piattaforma tecnologica. Borsa Italiana si riserva tuttavia di non consentire tale procedura alla luce delle caratteristiche dell’operazione e/o dell’offerente.

 

 

8) Medico di famiglia soggetto ad Irap se esercita in più ambulatori

E’ dovuta l’Irap dal medico di famiglia che visita in tre diversi ambulatori.

Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Regionale dell’Umbria con la sentenza n. 212/04/13.

In particolare, il medico generico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, che esercita la propria attività in più studi, dispone di una organizzazione superiore allo standard minimo stabilito nella convenzione e suscettibile di produrre un incremento potenziale di reddito rispetto al lavoro professionale svolto in un solo ambulatorio. Sussistono, pertanto, i presupposti dell’imposizione a fini Irap.

Dal canto suo, il contribuente sosteneva di non essere dotato di un’organizzazione eccedente il minimo indispensabile all’esercizio della professione medica, secondo quanto stabilito dalla convenzione con il Servizio sanitario nazionale per lo svolgimento dell’attività di medico di base.In particolare, non aveva lavoratori dipendenti e, quanto ai beni materiali, affermava di esser dotato dei soli “beni minimali”, come computer, autovettura, telefono e arredi.

L’ufficio, nel contestare le tesi di parte, faceva rilevare, già dal primo grado di giudizio, che l’attività del medico era svolta in tre diversi studi professionali, evidenziando, inoltre, l’ammontare non modesto delle “spese relative agli immobili” dedotte negli anni.

La sentenza della CTR dell’Umbria pone un importante punto a favore dell’Erario nella controversa questione dell’assoggettabilità a Irap dei medici di famiglia, individuando la dotazione di più studi ambulatoriali come requisito che configura l’autonoma organizzazione.

 

Vincenzo D’Andò