Diario quotidiano del 7 gennaio 2014, tantissime le novità del periodo… tra cui: il modello F24 esteso alle somme dovute per la registrazione dei contratti di locazione

Pubblicato il 7 gennaio 2014



problematiche fiscali di interesse delle società sportive; monitoraggio fiscale: nuove regole spiegate dalle Entrate; L’Aquila, zona franca urbana e agevolazioni alle imprese; INE e Parametri professioni: le bozze per il 2013; auto, moto e fringe benefit: pubblicate le nuove tabelle ACI; assegni familiari 2014; imposta transazioni finanziarie: il modello per inviare i dati; Legge di stabilità per il 2014 pubblicata in G.U.; Milleproroghe in Gazzetta Ufficiale; Catasto terreni, aggiornate le variazioni colturali nel 2013: in G.U. tutti i comuni interessati; Mod. F24 esteso alle somme dovute per la registrazione dei contratti di locazione; studi di settore definitivi: decreti in G.U.
1) Problematiche fiscali di interesse delle società sportive L’Amministrazione finanziaria ha sciolto i dubbi sul corretto trattamento fiscale da riservare ad ammortamenti, contratti, trasferte, ritiri e sponsorizzazioni da parte delle società calcistiche professionistiche. Con la circolare n. 37/E del 20 dicembre 2013, l’Agenzia delle entrate ha, infatti, risposto ad alcuni quesiti in materia tributaria emersi nel corso del tavolo tecnico con la Federazione Italiana Giuoco Calcio e con le Leghe Nazionali Professionistiche. Di seguito ed in sintesi le novità sostanziali, con rinvio alla circolare per le disposizioni analitiche. Ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive Consentiti gli ammortamenti a quote decrescenti dei costi di acquisizione dei diritti pluriennali all’utilizzo delle prestazioni sportive dei calciatori a condizione che il sistema delle quote decrescenti sia utilizzato per l’intero parco calciatori e che, una volta adottato, non sia modificato, salvo il verificarsi di situazioni eccezionali. Vitto e alloggio Non sono imponibili per il calciatore professionista, che ha un contratto di lavoro dipendente, il vitto e l’alloggio forniti gratuitamente dalla società in caso di ritiri pre-campionato e pre-partita, sia in casa sia in trasferta. Al contrario, le spese sostenute dalla società, per esempio in caso di prima sistemazione dell’atleta a inizio stagione, sono a tutti gli effetti dei fringe benefit per il calciatore e quindi soggetti a imposizione fiscale. Non costituisce invece fringe benefit il vitto fornito in occasione di allenamenti che si svolgono fuori dal Comune identificato come normale sede di lavoro e, allo stesso modo, sono esclusi dall’imposizione i rimborsi spese percepiti dall’atleta minorenne per le spese sostenute in caso di provini. Deducibilità Le Entrate chiariscono quali spese sono interamente deducibili dal reddito delle società calcistiche e quali invece lo sono parzialmente. Ad esempio, si può dedurre dal reddito l’intero costo del noleggio di un volo charter utilizzato per le trasferte, nel caso in cui sia effettuato con la formula “vuoto per pieno”, cioè quando viene pagato un corrispettivo fisso a prescindere dai posti occupati. Invece, sono parzialmente deducibili, i costi di vitto e alloggio sostenuti per i ritiri degli atleti. Sponsor Costituiscono redditi di lavoro dipendente i valori corrispondenti ai beni assegnati ai calciatori professionisti dagli sponsor, tranne nei casi in cui gli atleti abbiano un obbligo contrattuale di utilizzarli, li debbano poi restituire e siano previste penali in caso di inadempimento. Sono invece sempre considerati redditi di lavoro dipendente i premi e le liberalità che gli sponsor corrispondono ai calciatori in relazione al conseguimento di risultati sportivi. Lo sponsor dovrà operare le ritenute alla fonte e comunicare con la società sportiva per consentirle di effettuare correttamente i conguagli. Cessione dei contratti e Iva La cessione di contratto relativo alle prestazioni di un calciatore, tra una società italiana e una non residente, è una prestazione di servizi e l’operazione è da considerarsi effettuata al momento della sottoscrizione del contratto di cessione. Inoltre, il documento di prassi chiarisce che la cessione del calciatore effettuata da una società italiana nei confronti di una società non residente è fuori dal campo Iva, mentre la cessione effettuata da una società non residente nei confronti di una società italiana è territorialmente rilevante ed è previsto l’obbligo di autofattura. Premi corrisposti per la formazione dei calciatori Esenzione Iva, oltre che per il premio di addestramento e formazione tecnica, anche per il premio di preparazione e per il premio alla carriera. 2) Monitoraggio fiscale: nuove regole spiegate dalle Entrate Il nuovo monitoraggio fiscale risponde al duplice intento di semplificare gli adempimenti dei contribuenti con attività estere detenute in Paesi collaborativi e, parallelamente, di rafforzare il contrasto alle frodi internazionali attingendo ad alcuni principi della normativa antiriciclaggio. Tra le altre novità, entrano nel quadro Rw gli investimenti dei titolari “effettivi” delle attività all’estero e non più solo di quelli diretti. Sono soltanto alcune delle indicazioni fornite dalla circolare n. 38/E 23 dicembre 2013, con cui l’Agenzia delle Entrate si sofferma sulle modifiche al decreto legge n. 167/1990 introdotte dalla Legge Europea 2013. Paesi collaborativi, oltre la white list L’Agenzia dà una definizione a maglie larghe di Stati o territori collaborativi, includendo tra questi non solo i Paesi appartenenti alla white list ma anche quelli che, pur non rientrando nella lista, prevedono un opportuno scambio di informazioni con il Fisco italiano. Ciò può avvenire tramite una convenzione contro le doppie imposizioni, uno specifico accordo internazionale, oppure perché con essi si attuano disposizioni comunitarie sull’assistenza amministrativa. In tutte queste ipotesi, infatti, questi Stati assicurano comunque la possibilità di un controllo da parte del Fisco italiano. L’identikit “effettivo” di chi compila l’Rw Le persone fisiche, gli enti non commerciali e le società semplici ed equiparate residenti in Italia devono indicare nel quadro Rw di Unico gli investimenti e le attività estere di natura finanziaria. Sono tenuti, inoltre, a compilare il quadro Rw di Unico non soltanto i possessori “formali” delle attività estere, ma anche coloro che possono esserne considerati i “titolari effettivi”. La normativa antiriciclaggio definisce “titolare effettivo”: - per la società, la persona fisica o le persone fisiche che, in ultima istanza, la possiedono o controllano; - in caso di entità giuridiche, come per esempio fondazioni o trust, la persona fisica o le persone fisiche che esercitano un controllo sul 25% o più del patrimonio. Inoltre, non è più previsto il limite di 10 mila euro al di sopra del quale scattava l’obbligo dichiarativo. Il monitoraggio riguarda, quindi, tutte le attività e gli investimenti detenuti all’estero. A questo proposito, il documento di prassi fornisce diversi esempi che aiutano il contribuente a capire se e come compilare il quadro Rw della dichiarazione. Chi è esonerato dal monitoraggio Nessun obbligo di monitoraggio per enti commerciali, società, escluse quelle semplici. Esonerati anche gli enti pubblici. Non rientrano tra questi, e sono quindi tenuti a compilare l’Rw, gli enti di previdenza obbligatoria istituiti in forma di associazione o fondazione. Esclusi dall’obbligo di monitoraggio anche gli organismi di investimento collettivo del risparmio (Oicr) istituiti in Italia, i fondi immobiliari soggetti al regime di non imponibilità e le forme pensionistiche complementari per cui vale il regime fiscale sostitutivo. Sono esonerate anche le persone fisiche che prestano lavoro all’estero per lo Stato italiano, per le organizzazioni internazionali cui aderisce l’Italia e i soggetti residenti in Italia che prestano la propria attività lavorativa in via continuativa all’estero in zone di frontiera e in Paesi limitrofi. In particolare, per quanto riguarda diplomatici e frontalieri, l’esonero dal monitoraggio vale solo se l’attività lavorativa all’estero è stata svolta in via continuativa per la maggior parte del periodo d’imposta e a condizione che il lavoratore al rientro in Italia vi abbia trasferito le attività detenute all’estero. In linea generale, i contribuenti che affidano le attività finanziarie e patrimoniali in gestione o in amministrazione agli intermediari finanziari italiani sono esonerati da qualsiasi obbligo di monitoraggio. Sanzioni più leggere La sanzione amministrativa pecuniaria è ora stabilita dalla Legge europea tra il 3% e il 15% dell’ammontare degli importi dichiarati (rispetto alla misura originaria che era compresa tra il 10% e il 50%). La sanzione è compresa invece tra il 6% e il 30% quando la violazione si riferisce a investimenti o attività estere di natura finanziaria detenuti in Stati o territori a regime fiscale privilegiato. Una specifica sanzione di 258 euro è prevista quando la dichiarazione relativa a investimenti o attività all’estero che possono produrre redditi imponibili in Italia è presentata entro i 90 giorni dalla scadenza del termine. Gli Uffici possono disporre la riduzione delle sanzioni fino alla metà del minimo qualora concorrano eccezionali circostanze che rendono manifesta la sproporzione tra l’entità del tributo cui la violazione si riferisce e la sanzione. Per redditi di capitale e diversi conta l’autocertificazione I redditi derivanti dagli investimenti detenuti all’estero e dalle attività estere di natura finanziaria sono soggetti a ritenuta o imposta sostitutiva da parte degli intermediari residenti che intervengono a riscuotere i relativi flussi finanziari e i redditi. Inoltre, alcune tipologie di redditi di capitale e diversi che derivano da questi investimenti o attività estere sono tassate alla fonte a titolo di acconto nella misura del 20%. Il prelievo alla fonte va comunque effettuato, indipendentemente da un incarico a un intermediario per la riscossione, a meno che il contribuente non attesti, con un’autocertificazione, che i flussi finanziari non costituiscono redditi di capitale o redditi diversi di fonte estera. 3) L’Aquila, zona franca urbana e agevolazioni alle imprese L’Agenzia scioglie i dubbi per accedere ai benefici fiscali. Le esenzioni fiscali per piccole e micro imprese scattano a partire dai versamenti relativi all’anno di imposta 2013 e “valgono” per i redditi e il valore netto della produzione prodotti nel periodo d’imposta in corso al 30 luglio scorso. Rientrano nel calcolo del reddito esente solo i componenti positivi e negativi legati allo svolgimento dell’attività produttiva ordinaria, mentre restano fuori quelli “straordinari”. I contribuenti possono fruire delle esenzioni fiscali e contributive, mediante riduzione dei versamenti, fino al raggiungimento dell’importo dell’agevolazione complessivamente concessa. Sono solo alcuni dei chiarimenti dell’Agenzia delle entrate contenuti nella circolare n. 39/E del 24 dicembre 2013, con cui l’Agenzia, d’accordo con il Ministero dello Sviluppo Economico e l’Inps, detta nuove istruzioni su come applicare correttamente le esenzioni dalle imposte e gli esoneri dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente previsti per le imprese localizzate nella zona franca urbana (Zfu) de L’Aquila. Zona franca senza imposte Niente imposte fino a 100mila euro per il reddito che deriva dallo svolgimento dell’attività nella zona franca per ciascun periodo d’imposta. L’esenzione è totale per i primi 5 anni e si applica, fino a concorrenza del limite, per 14 periodi d’imposta a partire da quello in cui è accolta la richiesta, in misura via via decrescente. L’asticella dello sconto sale ulteriormente di 5mila euro l’anno per ogni nuovo dipendente assunto a tempo indeterminato dall’impresa che beneficia dell’agevolazione. Ciò a patto che il lavoratore risieda nel Sistema locale di lavoro in cui ricade la Zfu. Esenzione Irap fino a 300mila euro e zero contributi per 5 anni Una ulteriore esenzione riguarda l’Imposta regionale sulle attività produttive e spetta per ciascuno dei primi 5 periodi d’imposta fino al raggiungimento della soglia di 300mila euro del valore della produzione netta derivante dallo svolgimento dell’attività nella Zfu. I benefici per le piccole e micro imprese si estendono anche al versante contributivo, con l’esonero dai versamenti previdenziali e assistenziali sulle retribuzioni da lavoro dipendente. Ciò a condizione che si tratti di contratti a tempo indeterminato (o determinato di durata non inferiore a 12 mesi) e che almeno il 30% degli occupati risieda nel Sistema locale di lavoro in cui ricade la Zfu. L’esonero dal versamento contributivo è integrale per i primi cinque anni e via via decrescente fino al quattordicesimo anno. I tempi degli sconti Cerchio rosso sul 30 luglio 2013: i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare possono esentare dalle imposte sui redditi e dall’Irap i redditi e il valore della produzione netta prodotti, nella zona franca urbana, nel 2013 e successivi. Di conseguenza, potranno fruire dello sconto tramite F24 telematico a partire dai versamenti relativi allo stesso periodo d’imposta. A questo proposito, la circolare chiarisce che l’F24 va presentato anche se dalle dichiarazioni emerge una differenza a credito o un importo a debito inferiore all’agevolazione spettante. Stessa data “spartiacque” anche per i contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente: l’esonero decorre dai versamenti dovuti per legge successivamente al 30 luglio 2013 e non potrà quindi riguardare versamenti con scadenza anteriore. 4) Ine e Parametri professioni: pubblicate le bozze per il 2013 E’ pronta dal 24 dicembre 2013 la versione non definitiva dei modelli 2014, che dovranno essere allegati a Unico e utilizzati da quei contribuenti che non applicano gli studi di settore. Sul sito delle Entrate disponibili, in bozza, i modelli “Ine Unico Sp”, riservato alle società di persone, “Ine Unico Sc” per le società di capitali e “Ine Unico Pf" dedicato alle persone fisiche e “Parametri 2014 esercenti arti e professioni” e “Parametri 2014 esercenti attività d’impresa”. Attraverso i modelli l’Agenzia potrà rilevare ricavi o compensi non dichiarati o rapporti di lavoro irregolare. Viaggiano assieme a Unico (al quale eventualmente andranno allegati) e interessano solo quei contribuenti che non applicano gli studi di settore. I dati contenuti nei modelli non vanno confusi con gli “altri” indicatori di normalità economica individuati dall’articolo 10-bis della legge 146/1998 e inseriti negli studi di settore attraverso la procedura Gerico, finalizzati alla determinazione di ricavi, compensi e corrispettivi imputabili alla specifica attività svolta dal contribuente. Rispetto ai modelli dichiarativi della scorsa annualità, le bozze di oggi sono sostanzialmente aggiornate al periodo di imposta 2013 e al modello Unico. 5) Auto, moto e fringe benefit: pubblicate le nuove tabelle Aci È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 23 dicembre 2013, il comunicato dell’Agenzia delle entrate contenente le tabelle nazionali dei costi chilometrici di esercizio di autovetture e motocicli elaborate dall'ACI. Si ricorda che tali valori, validi per il 2014, devono essere utilizzati per effettuare la tassazione del reddito in natura derivante dall'assegnazione delle autovetture aziendali ai dipendenti. 6) Assegni familiari 2014 Dal 1° gennaio 2014 sono stati rivalutati sia i limiti di reddito familiare ai fini della cessazione o riduzione del pagamento degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione di pensione, sia i limiti di reddito mensili per l’accertamento del carico ai fini del diritto agli assegni nei confronti di coltivatori diretti, coloni, mezzadri e piccoli coltivatori diretti (ai quali è applicata la normativa sugli assegni familiari) e dei pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi (ai quali è applicata la normativa delle quote di maggiorazione di pensione). Gli importi delle prestazioni e le tabelle reddituali sono riportate nella circolare Inps n. 182 del 24 dicembre 2013. Domanda iscrizione al Fondo casalinghe Le domande di iscrizione al “Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari”, comunemente indicato “Fondo casalinghe”, devono essere inviate esclusivamente in via telematica, previa identificazione con PIN, attraverso uno dei seguenti canali: - sito Internet dell’Istituto www.inps.it; - Contact Center Multicanale - numero gratuito 803.164 (da rete fissa) o numero 06 164164 (da telefono cellulare, con tariffazione stabilita dal proprio gestore). Il servizio - disponibile sul sito internet dell’Istituto www.inps.it, nella sezione SERVIZI ONLINE attraverso il percorso “Per tipologia di utente/Cittadino/Fondo previdenza casalinghe/iscrizione” - consente di presentare online la domanda di iscrizione al Fondo. Per maggiori informazioni vedi messaggio Inps n. 21118 del 24 dicembre 2013. Trasferimento attività ex-Ipsema Dal 1° gennaio 2014 sarà trasferita all’Inps la gestione diretta delle attività inerenti all’accertamento e alla riscossione dei contributi e all’erogazione delle prestazioni previdenziali relative all’indennità di malattia, maternità, disabilità e donazione sangue per i lavoratori assicurati presso l’ex-Ipsema. Tali attività erano effettuate dall’Ipsema prima, e dall’Inail dopo la soppressione dell’Ente, per conto dell’Inps a fronte di un rimborso relativo agli oneri sostenuti per il servizio prestato. Le istanze di servizio dovranno pervenire alle Direzioni provinciali dell’Inps di Bari, Napoli, Palermo, Genova e Trieste e Bari che provvederanno alla loro gestione e alla erogazione della relativa prestazione. Saranno coinvolte altresì la Direzione Provinciale di Messina e l’Agenzia di Mazara del Vallo (entrambe a supporto della Direzione provinciale di Palermo), nonché l’Agenzia di Molfetta a supporto della Direzione provinciale di Bari. Con la circolare n. 179 del 23 dicembre 2013 l’Inps fornisce istruzioni operative, le quali – in assenza di una normativa che regolamenti il periodo transitorio – prevedono una prima fase di gestione delle citate attività secondo le modalità già in uso presso l’Inail-Settore navigazione. Aziende agricole. Integrazione modello DMAG-Unico. In relazione all’applicazione del congedo obbligatorio di un giorno, e del congedo facoltativo alternativo al congedo di maternità della madre (due giorni), fruibili dal padre lavoratore dipendente entro e non oltre il quinto mese di vita del figlio, con la circolare n. 181 del 23 dicembre 2013 l’Inps fornisce alle aziende agricole le istruzioni operative per una corretta denuncia sul modello DMAG delle giornate di congedo fruite nel corso del trimestre dagli operai a tempo indeterminato (OTI). 7) Imposta transazioni finanziarie: approvato il modello per inviare i dati E’ disponibile sul sito dell’Agenzia delle entrate la versione definitiva del modello “Ftt” (Financial transaction tax è lo stampato per comunicare le informazioni sui trasferimenti di proprietà di azioni e altri strumenti partecipativi e sui derivati), per comunicare telematicamente, entro il 31 marzo di ogni anno, gli elementi necessari all’applicazione dell’imposta sulle transazioni finanziarie. Il tributo deve essere versato solo se è superiore a 50 euro. Sul sito, anche le istruzioni per la compilazione del modello. Stampato e istruzioni per la compilazione sono stati approvati con il provvedimento direttoriale del 27 dicembre 2013. La Financial transaction tax si applica ai trasferimenti di proprietà di azioni e altri strumenti finanziari partecipativi, alle operazioni su strumenti finanziari derivati e altri valori mobiliari, nonché alle negoziazioni ad alta frequenza. È escluso dall’applicazione dell’imposta il trasferimento di proprietà per successione o donazione. Con il citato provvedimento è stato approvato il modello già presentato in bozza lo scorso 4 dicembre. In particolare, il modello Ftt si compone del frontespizio, dove inserire i dati identificativi del dichiarante, e del quadro “TT”, dove vanno riportate invece le informazioni relative alle transazioni finanziarie, distinte secondo il mese durante il quale sono state effettuate. Gli importi dovranno essere arrotondati all’unità di euro per eccesso, se la frazione decimale è pari o superiore a 50 centesimi di euro, per difetto se invece è inferiore. I contribuenti che, in occasione della prima scadenza del versamento (16 ottobre 2013), hanno effettuato il pagamento delle imposte dovute per il mese di settembre e per i mesi precedenti in forma cumulativa per tipologia di imposta (secondo le istruzioni fornite con il comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate del 4 ottobre), devono compilare la sezione I del quadro “TT”, riportando i dati relativi a questo primo versamento unicamente nel riquadro dedicato al mese di settembre, senza compilare i riquadri relativi ai mesi precedenti. La trasmissione del modello Ftt è solo telematica. Il provvedimento di approvazione detta anche le specifiche tecniche per l’invio dei dati e definisce le modalità di presentazione. 8) Legge di stabilità per il 2014 pubblicata in G.U. (in merito alle novità della Legge di stabilità 2014 si veda anche l'apposito articolo: CLICCA QUI) E’ stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 27 dicembre 2013, la Legge n. 147 del 27 dicembre 2013 (Legge di stabilità per il 2014) contente Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. E’ composta da un unico articolo suddiviso in 749 commi. Tra i provvedimenti principali l’istituzione della IUC (imposta unica comunale) che si basa su due presupposti impositivi, uno costituito dal possesso di immobili e collegato alla loro natura e valore e l’altro collegato all’erogazione e alla fruizione di servizi comunali. La IUC si compone dell’imposta municipale propria (IMU), di natura patrimoniale, dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali, e di una componente riferita ai servizi, che si articola nel tributo per i servizi indivisibili (TASI), a carico sia del possessore che dell'utilizzatore dell'immobile, e nella tassa sui rifiuti (TARI), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell'utilizzatore. L’art. 1, comma 160 della Legge di stabilità 2014 apporta ulteriori modifiche al TUIR, prevedendo che “gli elementi certi e precisi sussistono inoltre in caso di cancellazione dei crediti dal bilancio operata in applicazione dei principi contabili”. Con la legge di stabilità, pertanto, si consente, tra l’altro, la deducibilità delle perdite iscritte in bilancio anche per le imprese che adottano i principi contabili nazionali. Dal 2014 avviene una modesta riduzione del “cuneo fiscale”, ma a favore di tutti i lavoratori dipendenti e i soggetti titolari di alcuni redditi fiscalmente assimilati (esclusi i pensionati), con un reddito complessivo IRPEF fino a 55.000 euro. Ai lavoratori con un reddito complessivo fino a 8.000 euro spetta una detrazione dall’IRPEF lorda, rapportata al periodo di lavoro nell’anno, pari a 1.880 euro, con un aumento di 40 euro. Le nuove misure delle detrazioni d’imposta di cui all’art. 13 del TUIR entreranno in vigore il 1° gennaio 2014 e dovranno essere applicate dai sostituti d’imposta che erogano redditi di lavoro dipendente. In capo ai soggetti che, dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014, incrementano il numero di dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato, rispetto al numero dei lavoratori assunti con il medesimo contratto mediamente occupati nel periodo d’imposta precedente, è prevista la deducibilità, ai fini IRAP, del costo di tale personale. Per ogni neo-assunto, i costi sono deducibili per tre periodi d’imposta a partire da quello in cui è avvenuta l’assunzione. A partire dal 1° gennaio 2014, i pagamenti dei canoni di locazione di unità abitative dovranno essere effettuati “obbligatoriamente” con strumenti tracciabili, anche se l’importo dovesse essere inferiore alla soglia di 1.000 euro sancita nell’ambito della disciplina antiriciclaggio. A decorrere dal 2014 aumenta l’aliquota di applicazione dell’imposta di bollo sui prodotti finanziari, che passa dall’1,5 per mille applicabile per il 2013 al 2 per mille applicabile a decorrere dal 2014. In materia di IRAP e prezzi di trasferimento, viene stabilito che i componenti del reddito derivanti da operazioni con società non residenti appartenenti allo stesso gruppo sono valutati in base al valore normale dei beni ceduti, dei servizi prestati e dei beni e servizi ricevuti, se ne deriva aumento del reddito. Varranno per tutto il 2014 la super-detrazione Irpef del 50% relativa ai lavori di ristrutturazione edilizia e quella Irpef e Ires del 65% per gli interventi sul risparmio energetico. Verrà, invece, ridotta al 40 e al 50% nel 2015. È, inoltre, raddoppiato il tetto di spesa a 96 mila euro. Confermate, infine, anche le detrazioni per i mobili e gli elettrodomestici ad alta efficienza energetica collegati alle ristrutturazioni, con un tetto di 10 mila euro. Le conferme, però, sono legate anche le progressive le riduzioni negli anni degli incentivi, fino al ritorno al 36% nel 2016 per le sole ristrutturazioni edilizie. Nel 2015, i due incentivi (ristrutturazione edilizia e risparmio energetico) verranno progressivamente abbassati rispettivamente al 40% e al 50%. Dal 2016, invece, rimarrà in vigore soltanto la detrazione per le ristrutturazioni edilizie che ritornerà alla misura del 36%, con un limite di spesa di 48 mila euro per unità immobiliare. Per gli interventi di manutenzione, ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo, viene conferma l'impostazione iniziale del disegno di legge che prevede l’aumento della detrazione Irpef dal 36% al 50%. Saranno ricompresi nella disciplina agevolativa gli interventi per i quali sono stati effettuati pagamenti a partire dal 26 giugno 2012 e fino al 31 dicembre 2014. Viene prorogata anche la detrazione per le spese di realizzazione dei box pertinenziali. Cambiano, invece, i limiti di spesa che da 48 mila euro arrivano a 96 mila euro per il2014. Da inizio 2015, però, la detrazione si ridurrà al 40% e l'importo detraibile sarà di 48 mila euro fino a fine 2014, di 38.400 euro nel 2015 e di 17.280 euro dal 2016. Sul risparmio energetico, invece, la detrazione Irpef e Ires del 55%, in realtà portata al 65% per gli interventi attuati dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2013, viene prorogata, sempre al 65%, a tutto il 2014 per gli interventi per il risparmio energetico degli edifici è prorogata al 65% fino al 31 dicembre 2014. Per stabilire il momento esatto in cui applicare la disciplina (e i diversi tetti) conterà il pagamento delle prestazioni per i privati e la competenza per le imprese. Deducibilità IMU da Irpef e Ires In base al comma 715, l’IMU nel 2013 è deducibile in misura del 30% (poi sarà del 20%) dall’Irpef e dall’Ires. Servizi socio-sanitari: Iva 4% Per le cooperative sociali e i loro consorzi, torna l'Iva del 4% sui servizi socio-sanitario-assistenziali resi a beneficio delle categorie deboli, nonché la facoltà di scegliere, se ritenuto più vantaggioso, il trattamento di esenzione. Le novità sono contenute nell'art. 1, comma 172, della Legge n. 147/2013 (Stabilità 2014), che per tali cooperative ripristina, pressoché senza soluzione di continuità, il quadro normativo preesistente alla Legge n. 228 del 2012, modificando completamente il contenuto delle disposizioni dei commi 488 e 489 dell’articolo 1 di detta legge. Il tutto “in vista della riforma dei regimi Iva speciali dell’Unione europea”. Sanzioni agli intermediari anche per la registrazione dei contratti La Legge n. 147/2013 (Stabilità 2014) ha introdotto un nuovo comma all’art. 7-bis del DLgs. 241/97, estendendo, di fatto, le sanzioni ivi previste anche agli intermediari che trasmettono in via telematica, per conto dei loro clienti, i contratti di locazione e di affitto per la registrazione. In base alla norma richiamata, l’intermediario abilitato che omette di trasmettere oppure trasmette in ritardo la dichiarazione dei redditi, IVA o IRAP è punito con una sanzione da 516 a 5.164 euro, e ciò in via del tutto indipendente dalle pene che possono essere irrogate al cliente ad esempio per la dichiarazione omessa. Società agricole, tornano le opzioni L’art. 1, comma 36, della Legge n. 147/2013 (c.d. “Legge di Stabilità 2014”) ripristina la possibilità, dal 2014: - Per le società agricole, di optare per la determinazione del reddito con le modalità fondiarie ex art. 32, TUIR; - per le società esercenti esclusivamente attività di manipolazione, conservazione, ecc. di prodotti agricoli, di optare per l’applicazione del coefficiente di redditività del 25%. Tali opzioni erano state soppresse dalla Legge di Stabilità 2013. Aiuto alla crescita economica (commi 137 e 138, Legge n. 147/2013) È stata innovata la disciplina dell’Aiuto alla crescita economica (Ace) che, allo scopo di favorire il finanziamento delle piccole e medie imprese mediante capitale proprio, consente alle imprese di dedurre dal reddito imponibile la componente derivante dal rendimento nozionale di nuovo capitale proprio (art. 1 del D.L. n. 201/2011). Il rendimento nozionale del nuovo capitale proprio è dato dall’applicazione di un’aliquota percentuale alla variazione in aumento del capitale proprio rispetto a quello esistente alla chiusura dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2010. L’aliquota, originariamente fissata solo per i primi tre periodi di imposta, viene adesso determinata per i primi sei. La misura della stessa sarà stabilita con un decreto ministeriale dal settimo periodo d’imposta di applicazione dell’agevolazione. Dunque: - Per il primo triennio di applicazione, l’aliquota percentuale per il calcolo del rendimento nozionale del nuovo capitale proprio resta fissata al 3%; - per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014, l’aliquota viene stabilita al 4%; - per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2015, l’aliquota sarà del 4,5%; - per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2016, l’aliquota sarà del 4,75%; - dal settimo periodo di imposta, l’aliquota sarà determinata con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro il 31 gennaio di ogni anno, tenendo conto dei rendimenti finanziari medi dei titoli obbligazionari pubblici, aumentabili di ulteriori tre punti percentuali a titolo di compensazione del maggior rischio. Deducibilità dei beni concessi in locazione finanziaria (commi 162 e 163, Legge n. 147/2013) Pur mantenendo la separazione tra durata civilistica e durata fiscale del contratto di locazione finanziaria, è adesso prevista la possibilità per l’impresa utilizzatrice (nonché per i lavoratori autonomi) che imputa a conto economico i canoni di locazione finanziaria, di operare la deduzione per un periodo non inferiore alla metà del periodo di ammortamento (in luogo dei due terzi previsti dalla legislazione previgente). In caso di beni immobili, la deduzione è ammessa per un periodo non inferiore a dodici anni. 9) Milleproroghe in Gazzetta Ufficiale I due decreti in cui è stato riformulato il “Milleproroghe” sono stati pubblicati il 30 dicembre 2013 in Gazzetta Ufficiale. Quello sulla proroga di termini previsti da disposizioni legislative contiene anche la norma relativa all’iscrizione nel registro revisori per chi ha superato l’esame di stato da dottore commercialista, mentre un secondo contiene “disposizioni di carattere finanziario indifferibili finalizzate a garantire la funzionalità di enti locali, la realizzazione di misure in tema di infrastrutture, trasporti ed opere pubbliche nonché a consentire interventi in favore di popolazioni colpite da calamità naturali”. In quest’ultimo decreto si trova il differimento dell’entrata in vigore della “Web tax” al 1° luglio 2014 e, per ciò che concerne il “bonus mobili”, la possibilità che le detrazioni fiscali siano concesse per gli arredi degli immobili in ristrutturazione anche se l’importo complessivo supera il valore della ristrutturazione. Infine, viene stabilito che i tributi, il cui pagamento a causa dell’alluvione in Sardegna era stato sospeso con DM del 30 novembre 2013, dovranno essere corrisposti tra il 24 gennaio e il 17 febbraio 2014 senza interesse né sanzioni. Con il D.L. “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative” n. 150 viene riproposto il contenuto dell’art. 1, comma 19 del D.L. 126/2013 (c.d. “Salva Roma”, il decreto che il Governo ha rinunciato a convertire in legge dopo i rilievi del Quirinale): con questa norma, a chi ha superato l’esame di Stato da dottore commercialista, nelle more dell’entrata in vigore del regolamento previsto dal DLgs. 39/2010, è consentita l’iscrizione nel registro revisori. Non ha trovato spazio, invece, il testo licenziato dal Senato del DL 126/2013, che comportava anche la modifica all’art. 4 del DLgs. 39/2010, con l’aggiunta del comma 4-bis, in base al quale ai fini dell’iscrizione al Registro venivano esonerati dall’esame di idoneità i soggetti che hanno superato gli esami di Stato di cui agli artt. 46 e 47 del DLgs. 139/2005, anche qualora il biennio di tirocinio si sia concluso dopo il superamento di tali esami di Stato. Con il D.L. n. 151 del 30 dicembre 2013 sulle disposizioni di carattere finanziario indifferibili vengono introdotte alcune modifiche alla legge di stabilità 2014, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 27 dicembre 2013, all’art. 1, comma 1, viene invece rinviata al 1° luglio 2014 l’entrata in vigore della “Web tax”, la nuova disposizione introdotta appunto dalla Legge n. 147/2013, che prevede l’obbligo di partita IVA italiana per i soggetti passivi che intendano acquistare servizi di pubblicità e link sponsorizzati on line, anche attraverso centri media e operatori terzi. Lo stesso D.L. 151/2013, apporta una modifica riguardo alla detrazione IRPEF del 50% per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici (c.d. “bonus arredamento”), introdotta dall’art. 16, comma 2 del D.L. 63/2013, conv. L. 90/2013. La L. 147/2013, infatti, al comma 139 dell’art. 1, aveva introdotto una limitazione all’importo delle spese agevolabili. Veniva previsto, infatti, che le spese per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici non potessero essere superiori alle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione a cui devono essere necessariamente collegate. Con l’art. 1, comma 2, lett. a) del D.L. 30 dicembre 2013 n. 151, tuttavia, tale limitazione è stata soppressa. Rimane invariato, invece, l’ammontare complessivo della spesa agevolabile per l’acquisto di mobili, che non può essere superiore a 10.000 euro, e la ripartizione della detrazione tra gli aventi diritto in 10 quote annuali di pari importo. Infine, sempre il D.L. 151/2013 all’art. 7, dispone che i pagamenti dei tributi e gli adempimenti sospesi a causa dell’alluvione in Sardegna ai sensi del decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze del 30 novembre 2013, come modificato dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 20 dicembre 2013, siano effettuati tra il 24 gennaio e il 17 febbraio 2014, senza applicazione di sanzioni e interessi. 10) Catasto terreni, aggiornate le variazioni colturali nel 2013: in G.U. tutti i comuni interessati È disponibile dal 30 dicembre 2013, in Gazzetta Ufficiale, l’elenco dei Comuni per i quali è stata completata l’operazione di aggiornamento della banca dati catastale, relativa alle particelle di terreno che nel 2013 sono state oggetto di variazioni colturali. L’aggiornamento delle informazioni censuarie è stato effettuato sulla base degli elenchi che l’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) ha predisposto a partire dalle dichiarazioni dei contribuenti titolari delle singole particelle catastali. Come consultare gli aggiornamenti Gli elenchi aggiornati dei Comuni sono disponibili anche sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione Cosa devi fare > Aggiornare dati catastali e ipotecari > Variazioni colturali. Inoltre, possono essere consultati presso gli Uffici provinciali Territorio e presso i Comuni interessati, durante i 60 giorni successivi alla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. In caso di incoerenza I contribuenti che riscontrano delle incoerenze nell’attribuzione delle qualità di coltura, possono presentare richiesta di rettifica in autotutela. Il modello per segnalare le eventuali incoerenze è scaricabile al seguente link: http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Aggiornare+dati+ catastali+e+ipotecari/Variazioni+colturali/Modello+e+istruzioni+variazioni+colturali/. Una volta compilata, la richiesta può essere inoltrata all’Ufficio provinciale - Territorio dell’Agenzia delle Entrate di competenza. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 197 del 31 dicembre 2013) 11) Modello F24 esteso alle somme dovute per la registrazione dei contratti di locazione Il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate n. 554 del 03 gennaio 2014 ha esteso l’utilizzo del Modello F24 in luogo del Modello F23. A partire dal 1 febbraio 2014, l’imposta di registro, i tributi speciali e compensi, l’imposta di bollo, le relative sanzioni ed interessi, connesse alla registrazione dei contratti di locazione e affitto di beni immobili sono versate mediante il modello “F24 versamenti con elementi identificativi” (F24 ELIDE). Il modello F24 ELIDE è reperibile nella sezione Strumenti – Modelli del sito www.agenziaentrate.gov.it e dal 1 aprile 2014 anche presso gli sportelli di banche, poste e agenti della riscossione. Con risoluzione dell’Agenzia delle entrate verranno istituiti i codici tributo da utilizzare per i versamenti. Modalità di conferimento della delega di pagamento Il modello di pagamento F24 ELIDE deve essere presentato dai soggetti titolari di partita IVA esclusivamente con modalità telematiche, direttamente o attraverso gli intermediari abilitati, utilizzando i servizi on-line dell’Agenzia delle entrate e del sistema bancario e postale. I soggetti non titolari di partita IVA, oltre alle modalità di conferimento della delega di pagamento, possono presentare il modello F24 ELIDE anche presso gli sportelli delle banche aderenti alla convenzione regolante lo svolgimento del servizio di riscossione dei modelli F24, delle Poste Italiane S.p.A. e degli agenti della riscossione. Periodo transitorio Per il versamento delle somme di cui al punto 1.1 fino al 31 dicembre 2014 può essere utilizzato il modello F23, secondo le attuali modalità. A partire dal 1° gennaio 2015 i suddetti versamenti sono effettuati esclusivamente con il modello F24 ELIDE. I versamenti richiesti a seguito di atti emessi dagli uffici dell’Agenzia delle entrate sono effettuati esclusivamente con il tipo di modello di pagamento allegato o indicato nell’atto stesso. 12) Studi di settore definitivi: decreti in G.U. Sono definitivi i 69 studi di settore evoluti, per i quali già la Commissione degli esperti ne aveva approvato la capacità di rappresentare la realtà cui si riferiscono. I cinque decreti ministeriali di ratificazione degli studi di settore “evoluti” sono stati pubblicati in altrettanti supplementi straordinari alla Gazzetta Ufficiale n. 304 del 30 dicembre 2013. Sono interessati 6 studi relativi ad attività professionali, 21 ad attività commerciali, 21 ad attività manifatturiere e 21 alla produzione di servizi. L’ultimo Dm riguarda la territorialità del livello delle locazioni immobiliari. “Per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale”, le procedure di analisi, ai fini dell’accertamento tributario mediante l’applicazione degli studi di settore, sono state aggiornate tenendo conto degli effetti dell’attuale congiuntura economica, tramite l’applicazione di interventi correttivi, finalizzati a cogliere gli effetti della crisi, appositamente predisposti dalla Commissione degli esperti per la validazione degli studi di settore. Individuazione di indicatori territoriali Al fine di tener conto degli effetti della crisi economica e dei mercati, con particolare riguardo a determinati settori e aree territoriali, sono stati individuati specifici indicatori territoriali in relazione ai quali differenziare le modalità di applicazione degli studi di settore per tenere conto del luogo in cui viene svolta l’attività economica. Le territorialità con cui effettuare le differenziazioni “geografiche”, sono applicabili a decorrere dal periodo di imposta 2013. Vincenzo D’Andò