Diario quotidiano del 23 dicembre 2013: impianti fotovoltaici: profili catastali e aspetti fiscali

 

 Indice:

 1) Impianti fotovoltaici: profili catastali e aspetti fiscali

 2) Registro delle imprese: resta invariato il diritto anche per il 2014

 3) Istituito codice tributo per le sigarette elettroniche

 4) Imposta sulle transazioni finanziarie: decorrenza delle aliquote FTT

 5) Gestione separata: applicazione deleghe indirette

 6) INAIL: tasso di interesse legale dal 1° gennaio 2014

 7) Votata la fiducia sulla Legge di stabilità 2014

 8) Informazioni di sostenibilità nella comunicazione obbligatoria d’impresa: documento IRDCEC

 9) Disciplina sulle società non operative: valore fiscale degli immobili rivalutati ai fini della media del triennio

 

1) Impianti fotovoltaici: profili catastali e aspetti fiscali

Come inquadrare correttamente gli impianti fotovoltaici sul piano fiscale e catastale. L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 36/E del 19 dicembre 2013, spiega quando queste installazioni sono qualificabili come beni mobili o immobili e il diverso trattamento che ne deriva in termini di imposte dirette, Iva e registro. Passa poi in rassegna le ipotesi di impianti realizzati su beni di terzi e quelli acquistati in leasing, la possibilità di disapplicare la disciplina delle società non operative a coloro che producono energia fotovoltaica, anche nel caso specifico delle holding, e il trattamento Iva delle locazioni di terreni destinati a realizzare impianti. Ultime considerazioni della circolare dedicate, invece, al nuovo sistema di incentivi “V Conto Energia”.

In via preliminare, per quanto riguarda i profili catastali, l’Agenzia evidenzia come, ai fini del censimento in catasto, non assume rilievo esclusivo la facile amovibilità delle componenti degli impianti fotovoltaici, né la circostanza che possano essere posizionate in altro luogo mantenendo inalterata la loro originale funzionalità e senza antieconomici interventi di adattamento (circolare n. 4/T del 2006).

Dal punto di vista fiscale, invece, il requisito dell’amovibilità ai fini della qualificazione degli impianti fotovoltaici come beni mobili è essenziale (circolari n. 46/E del 2007 e n. 38/E del 2008).

Tale diversa impostazione ha pertanto reso opportuno un intervento per dirimere le incertezze degli operatori.

Immobili ospitanti gli impianti fotovoltaici

Gli immobili ospitanti le centrali elettriche a pannelli fotovoltaici rientrano nella categoria “D/1 – opifici”. Nella determinazione della relativa rendita catastale devono essere inclusi i pannelli fotovoltaici, in quanto ne determinano il carattere sostanziale di centrale elettrica e, quindi, di “opificio” (risoluzione n. 3/T del 2008).

Non sussiste alcun obbligo di dichiarazione al catasto, né come unità immobiliare autonoma, né come variazione della stessa, qualora sia soddisfatto almeno uno dei seguenti requisiti:

– la potenza nominale dell’impianto fotovoltaico non è superiore a tre chilowatt per ogni unità immobiliare servita dall’impianto stesso;

– la potenza nominale complessiva, espressa in chilowatt, non è superiore a tre volte il numero delle unità immobiliari le cui parti comuni sono servite dall’impianto, indipendentemente dalla circostanza che sia installato al suolo oppure sia architettonicamente o parzialmente integrato a immobili già censiti al catasto edilizio urbano;

– per le installazioni ubicate al suolo, il volume individuato dall’intera area destinata all’intervento (comprensiva, quindi, degli spazi liberi che dividono i pannelli fotovoltaici) e dall’altezza relativa all’asse orizzontale mediano dei pannelli stessi, è inferiore a 150 metri cubi.

Dal punto di vista fiscale, si è ritenuto opportuno qualificare gli impianti fotovoltaici sulla base della loro rilevanza catastale.

Pertanto, gli stessi si considerano beni immobili quando sono dichiarati in catasto, indipendentemente dalla categoria attribuita alle unità immobiliari di cui fanno parte.

Ai fini delle imposte dirette, il costo sostenuto per la realizzazione dell’impianto…

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