Diario quotidiano del 23 dicembre 2013: impianti fotovoltaici: profili catastali e aspetti fiscali

Pubblicato il 23 dicembre 2013



impianti fotovoltaici: profili catastali e aspetti fiscali; registro delle imprese: resta invariato il diritto anche per il 2014; istituito codice tributo per le sigarette elettroniche; imposta sulle transazioni finanziarie: decorrenza delle aliquote FTT; gestione separata: applicazione deleghe indirette; INAIL: tasso di interesse legale dal 1° gennaio 2014; votata la fiducia sulla Legge di stabilità 2014; informazioni di sostenibilità nella comunicazione obbligatoria d’impresa: documento IRDCEC; disciplina sulle società non operative: valore fiscale degli immobili rivalutati ai fini della media del triennio

 

 Indice:

 1) Impianti fotovoltaici: profili catastali e aspetti fiscali

 2) Registro delle imprese: resta invariato il diritto anche per il 2014

 3) Istituito codice tributo per le sigarette elettroniche

 4) Imposta sulle transazioni finanziarie: decorrenza delle aliquote FTT

 5) Gestione separata: applicazione deleghe indirette

 6) INAIL: tasso di interesse legale dal 1° gennaio 2014

 7) Votata la fiducia sulla Legge di stabilità 2014

 8) Informazioni di sostenibilità nella comunicazione obbligatoria d’impresa: documento IRDCEC

 9) Disciplina sulle società non operative: valore fiscale degli immobili rivalutati ai fini della media del triennio

 

1) Impianti fotovoltaici: profili catastali e aspetti fiscali

Come inquadrare correttamente gli impianti fotovoltaici sul piano fiscale e catastale. L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 36/E del 19 dicembre 2013, spiega quando queste installazioni sono qualificabili come beni mobili o immobili e il diverso trattamento che ne deriva in termini di imposte dirette, Iva e registro. Passa poi in rassegna le ipotesi di impianti realizzati su beni di terzi e quelli acquistati in leasing, la possibilità di disapplicare la disciplina delle società non operative a coloro che producono energia fotovoltaica, anche nel caso specifico delle holding, e il trattamento Iva delle locazioni di terreni destinati a realizzare impianti. Ultime considerazioni della circolare dedicate, invece, al nuovo sistema di incentivi “V Conto Energia”.

In via preliminare, per quanto riguarda i profili catastali, l’Agenzia evidenzia come, ai fini del censimento in catasto, non assume rilievo esclusivo la facile amovibilità delle componenti degli impianti fotovoltaici, né la circostanza che possano essere posizionate in altro luogo mantenendo inalterata la loro originale funzionalità e senza antieconomici interventi di adattamento (circolare n. 4/T del 2006).

Dal punto di vista fiscale, invece, il requisito dell’amovibilità ai fini della qualificazione degli impianti fotovoltaici come beni mobili è essenziale (circolari n. 46/E del 2007 e n. 38/E del 2008).

Tale diversa impostazione ha pertanto reso opportuno un intervento per dirimere le incertezze degli operatori.

Immobili ospitanti gli impianti fotovoltaici

Gli immobili ospitanti le centrali elettriche a pannelli fotovoltaici rientrano nella categoria “D/1 – opifici”. Nella determinazione della relativa rendita catastale devono essere inclusi i pannelli fotovoltaici, in quanto ne determinano il carattere sostanziale di centrale elettrica e, quindi, di “opificio” (risoluzione n. 3/T del 2008).

Non sussiste alcun obbligo di dichiarazione al catasto, né come unità immobiliare autonoma, né come variazione della stessa, qualora sia soddisfatto almeno uno dei seguenti requisiti:

- la potenza nominale dell’impianto fotovoltaico non è superiore a tre chilowatt per ogni unità immobiliare servita dall’impianto stesso;

- la potenza nominale complessiva, espressa in chilowatt, non è superiore a tre volte il numero delle unità immobiliari le cui parti comuni sono servite dall’impianto, indipendentemente dalla circostanza che sia installato al suolo oppure sia architettonicamente o parzialmente integrato a immobili già censiti al catasto edilizio urbano;

- per le installazioni ubicate al suolo, il volume individuato dall’intera area destinata all’intervento (comprensiva, quindi, degli spazi liberi che dividono i pannelli fotovoltaici) e dall’altezza relativa all’asse orizzontale mediano dei pannelli stessi, è inferiore a 150 metri cubi.

Dal punto di vista fiscale, si è ritenuto opportuno qualificare gli impianti fotovoltaici sulla base della loro rilevanza catastale.

Pertanto, gli stessi si considerano beni immobili quando sono dichiarati in catasto, indipendentemente dalla categoria attribuita alle unità immobiliari di cui fanno parte.

Ai fini delle imposte dirette, il costo sostenuto per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico, sia se si configura come bene immobile sia se come bene mobile, è deducibile a titolo di ammortamento quando l’impianto stesso è utilizzato da persone fisiche e giuridiche titolari di reddito d’impresa che impiegano tale bene nell’ambito dell’attività d’impresa (o da lavoratori autonomi e associazioni professionali che lo utilizzano nella propria attività per gli acquisti effettuati fino al 2009). Diversa l’aliquota di ammortamento, che sarà del 9% sui beni mobili, del 4% sugli immobili.

Ai fini Iva, la cessione di un impianto fotovoltaico, qualificabile come bene mobile, effettuata nel territorio dello Stato, nell’esercizio di imprese o nell’esercizio di arti e professioni, costituisce operazione imponibile. Per gli impianti qualificabili come beni immobili, la disciplina relativa alle cessioni prevede invece un generalizzato regime di esenzione per i trasferimenti e le locazioni dei beni immobili, sia pure con qualche eccezione (circolare n. 22/E del 2013).

Indipendentemente dalla qualificazione come mobili o immobili, è applicabile l’aliquota ridotta del 10%.

Per quanto riguarda l’ipotesi di un impianto realizzato su lastrico solare, la circolare precisa che se il lastrico è censito in catasto, sarà classificato nella categoria “F/5”. Si tratta, quindi, di immobile diverso da quelli oggettivamente strumentali, al quale è applicabile il regime Iva previsto dall’articolo 10, primo comma, numeri 8 e 8-bis) del Dpr 633/1972, rispettivamente per le locazioni e le cessioni di porzioni di fabbricato diverse da quelle strumentali. Qualora sia invece privo di autonomia catastale, andrà considerato come parte del fabbricato al quale appartiene e, alla relativa cessione o locazione, si applica il regime proprio di tale fabbricato.

Ai fini della determinazione del regime Iva applicabile agli impianti che costituiscono pertinenza di unità immobiliari (articolo 817 cc), il vincolo pertinenziale, rendendo il bene servente una proiezione del bene principale, consente di attribuirgli la medesima natura del bene principale.

Impianti fotovoltaici realizzati su beni di terzi

Fiscalmente, tale costo, a seconda che risulti iscritto tra le Immobilizzazioni materiali o tra le Altre immobilizzazioni immateriali dello Stato patrimoniale, concorrerà alla determinazione del reddito d’impresa, rispettivamente, ai sensi

dell’articolo 102 del Tuir, attraverso la procedura di ammortamento; ovvero, ai sensi dell’articolo 108, comma 3, del Tuir, come spesa relativa a più esercizi, nel limite della quota imputabile a ciascun esercizio. Non spetta il rimborso dell’Iva assolta sull’acquisto o sulla realizzazione dell’impianto.

Impianti fotovoltaici acquistati in leasing

Diverse le conseguenze fiscali a seconda che gli impianti fotovoltaici siano inquadrati come beni mobili o immobili.

Nello specifico, ai fini delle imposte dirette, a seconda della qualificazione dell’impianto, si applicheranno disposizioni diverse dell’articolo 102, comma 7, del Tuir.

Per i lavoratori autonomi e le associazioni professionali che abbiano acquisito l’impianto entro il 31 dicembre 2009 e lo impieghino nell’ambito della loro attività, il canone di leasing sarà deducibile ai sensi dell’articolo 54 del Tuir.

In ambito Iva, invece, il soggetto concedente applicherà l’imposta provvedendo all’emissione della fattura, in corrispondenza di ognuno dei pagamenti periodici del canone. Dette locazioni sono esenti da Iva tranne che nelle ipotesi in cui, nel relativo atto, il locatore abbia espressamente manifestato l’opzione per l’imposizione. Prevista l’aliquota Iva ordinaria ai contratti di locazione diversa da quella finanziaria (sia che gli impianti fotovoltaici siano qualificabili come beni immobili che come beni mobili). I contratti di locazione, non finanziaria, di impianti fotovoltaici censiti o da censire al catasto fabbricati come opifici industriali (categoria D/1) ovvero come immobili rurali (categoria D/10) per i quali non trova applicazione l’Iva, dovranno invece essere assoggettati a registrazione in termine fisso, con applicazione dell’imposta proporzionale nella misura del 2%, ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera b), della Tariffa, parte I, allegata al Tur.

Nel caso di locazione finanziaria di impianti fotovoltaici censiti o da censire al catasto fabbricati come opifici industriali o come immobili rurali, se il contratto di leasing immobiliare è formato per scrittura privata non autenticata, lo stesso deve essere assoggettato a registrazione solo in caso d’uso.

Diversamente, i contratti formati per atto pubblico o per scrittura privata autenticata devono essere assoggettati a tassazione in termine fisso secondo le regole ordinarie.

Per quanto concerne la misura dell’imposta applicabile, in relazione ai contratti di locazione finanziaria opererà il regime di alternatività Iva-Registro.

Disciplina dello scorporo del valore del terreno ai fini dell’ammortamento Ai fini del calcolo delle quote di ammortamento dell’impianto deducibili, il costo complessivo dell’impianto deve essere assunto al netto del costo delle aree occupate dall’impianto medesimo. Il costo da attribuire alle predette aree, nell’eventualità che non siano già state acquistate autonomamente in precedenza, sarà pari al maggiore tra il valore separatamente esposto in bilancio nell’anno di acquisto e il valore ottenuto applicando il 20% ovvero, per i fabbricati industriali, il 30% al costo di acquisto complessivo dell’immobile, comprensivo del valore dell’area (circolare n. 1/E del 2007).

Applicazione della disciplina delle società non operative

È applicabile la disciplina delle società non operative anche ai soggetti che operano nel settore delle energie rinnovabili e, in particolare, nel fotovoltaico. Ai fini del calcolo del test di operatività, il contribuente dovrà applicare agli impianti fotovoltaici il coefficiente del 6% previsto per i beni immobili, indipendentemente se gli stessi siano inquadrati come beni mobili o immobili.

Diritto di superficie su terreni destinati alla realizzazione di impianti fotovoltaici

In relazione al corrispettivo conseguito a seguito della cessione del diritto di superficie, ai fini delle imposte sui redditi, le disposizioni relative alle cessioni a titolo oneroso valgono anche per gli atti a titolo oneroso che importano costituzione o trasferimento di diritti reali di godimento (articolo 9, comma 5, del Tuir).

Locazione di terreni destinati alla realizzazione di impianti fotovoltaici

La locazione del terreno sul quale s’intende realizzare un impianto fotovoltaico sarà esente da Iva se il terreno oggetto di locazione non è suscettibile di utilizzazione edificatoria (articolo 10, comma 1, n. 8, Dpr 63/1972). Sarà, diversamente, imponibile Iva ad aliquota ordinaria, se lo stesso è suscettibile di utilizzazione edificatoria. L’imposta di registro, se rientra nel regime di esenzione Iva, è dovuta nella misura dello 0,50%, se l’affitto ha a oggetto un fondo rustico, e nella misura del 2% negli altri casi. Per gli affitti di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria, imponibili ai fini Iva, l’imposta di registro è, invece, dovuta nella misura fissa di 67 euro.

Trattamento fiscale V Conto energia

Il decreto Mef del 5 luglio 2012 ha introdotto il “V Conto energia”, in base al quale ai produttori di energia fotovoltaica sono corrisposti due diversi incentivi: tariffa premio e tariffa omnicomprensiva, erogati, rispettivamente, in relazione all’energia prodotta e autoconsumata e all’energia prodotta e immessa in rete. L’Agenzia delle entrate chiarisce come la tariffa premio sia da intendere come contributo a fondo perduto, esclusa dal campo di applicazione Iva e imponibile ai fini delle imposte dirette e dell’Irap (se percepita nell’ambito di un’attività commerciale).

La tariffa omnicomprensiva si configura invece come corrispettivo e, pertanto, se erogata a un soggetto che svolge attività commerciale o di lavoro autonomo, è rilevante ai fini dell’Iva, delle imposte dirette e dell’Irap.

 

2) Registro delle imprese: resta invariato il diritto anche per il 2014

Restano anche per il prossimo anno le misure che vengono applicate dal 2011.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la circolare n. 201237 del 5 dicembre 2013, ha, infatti, fissato gli importi dovuti a titolo di diritto camerale annuale per il 2014.

Vengono, quindi, confermate le misure applicate per lo scorso anno a tutti i soggetti obbligati, originariamente previste dal DM 21 aprile 2011.

Per i soggetti iscritti nella sezione speciale del Registro delle imprese, il diritto è dovuto secondo quanto di seguito riportato:

- società semplici non agricole: 200 euro;

- società semplici agricole: 100 euro;

- società tra avvocati ex DLgs. 96/2001: 200 euro;

- imprese individuali: 88 euro.

Relativamente alle imprese iscritte nella sezione ordinaria del Registro, le misure sono le seguenti:

- imprese individuali: 200 euro;

- tutte le altre imprese: importi variabili in relazione all’aliquota applicabile per lo scaglione di fatturato relativo al 2013.

Il tributo è dovuto anche dai soggetti iscritti al REA, i quali corrispondono un diritto annuale nella misura fissa pari a 30 euro.

Oltre all’importo dovuto per la sede legale, l’impresa deve versare, per ogni eventuale unità locale e/o sede secondaria, un importo pari al 20% di quello dovuto per la sede principale, fino a un massimo di 200 euro.Le unità locali e le sedi secondarie di imprese con sede principale all’estero devono versare, per ciascuna unità o sede, l’importo di 110 euro.

Salvo eventuali proroghe, il diritto annuale deve essere versato, in un’unica soluzione, entro il termine per il pagamento del primo acconto delle imposte sui redditi (il 16 giugno 2014, oppure il 16 luglio 2014 con la maggiorazione dello 0,4% a titolo di interesse corrispettivo).

Tributo fisso per le nuove iscrizioni

La circolare ricorda anche le misure del tributo per i soggetti che si iscriveranno nel corso del 2014:

- le nuove imprese individuali, iscritte nella sezione speciale oppure ordinaria del Registro delle imprese, e i soggetti iscritti al REA sono tenuti a corrispondere importi fissi pari, rispettivamente, a 88 euro, 200 euro e 30 euro;- le società semplici agricole versano 100 euro;

- tutte le altre nuove imprese versano l’importo relativo alla prima fascia di fatturato, pari a 200 euro.

Le nuove unità locali che si iscrivono nel corso del 2014, appartenenti ad imprese già iscritte, versano una somma pari al 20% degli importi testé indicati.

Per le nuove iscrizioni, il tributo deve essere versato entro 30 giorni dalla presentazione della domanda d’iscrizione tramite modello F24 o direttamente allo sportello camerale.

Per ultimo sull’importo complessivo dovuto occorre aggiungere l’eventuale maggiorazione stabilita dalla CCIAA di appartenenza, fino al 20% del diritto ordinariamente dovuto.

 

3) Istituito codice tributo per le sigarette elettroniche

Dal 1 gennaio 2014, anche le sigarette elettroniche pagano l’imposta di consumo di pertinenza dei Monopoli di Stato (oggi accorpati con l’Agenzia delle Dogane) e l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 100/E del 19 dicembre 2013, ha istituito il codice tributo “5351” per effettuare il pagamento con il modello F24 Accise.

Il tributo è stato introdotto dall’articolo 11, comma 22, del Dl 76/2013, e riguarda i prodotti contenenti nicotina o altre sostanze, idonei a sostituire il tabacco lavorato: in pratica, sigarette tradizionali, sigari, pipe.

Sottoposti all’imposta anche le parti meccaniche e i ricambi che ne consentono il consumo.

L’imposta è pari al 58,5% del prezzo di vendita al pubblico.

A essere chiamati in cassa, i soggetti autorizzati alla vendita; il pagamento deve avvenire entro la fine del mese per i prodotti estratti dal deposito nei primi quindici giorni dello stesso mese, entro il giorno 15 del mese successivo se i prodotti sono stati prelevati nella seconda quindicina (Dm 16 novembre 2013).

Il codice “5351” trova posto nella “Sezione Accise/Monopoli e altri versamenti non ammessi in compensazione” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”; nel campo “ente”, la lettera da inserire è la “M”; nel campo “provincia”, va riportata la sigla della provincia ove è ubicato il deposito del distributore; alla voce “rateazione”, deve essere inserito “0101” in caso di versamento dell’imposta relativa ai primi quindici giorni del mese e “0202” per il versamento dal giorno 16 alla fine del mese; nei campi “mese” e “anno di riferimento”, infine, devono essere indicati, rispettivamente, il mese e l’anno di immissione in consumo dei prodotti.

 

4) Imposta sulle transazioni finanziarie: decorrenza delle aliquote FTT

L’aliquota ordinaria dello 0,2% per le transazioni in strumenti finanziari entrerà in vigore sulle operazioni regolate a decorrere dal 1 gennaio 2014.

Il MEF Dipartimento Finanze ha pubblicato il 20 dicembre 2013 la FAQ – Risposte a domande sull’applicazione dell’imposta Financial Transaction Tax (FTT).

D: In base al comma 491 della legge 24 Dicembre 2012, n. 228 il trasferimento della proprietà degli strumenti finanziari ivi previsti é soggetto ad un’imposta sulle transazioni finanziarie con l’aliquota dello 0,2 per cento sul valore della transazione. L’aliquota. dell'imposta é ridotta alla metà per i trasferimenti che avvengono in mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione.

Per l’anno 2013, l’art. 21 del Decreto 21 febbraio 2013 aveva stabilito che l’imposta di cui al comma 491 veniva elevato allo 0,22%, ed allo 0,12% per i trasferimenti in mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione.

L’imposta sulle transazioni finanziarie, sempre in base al suddetto art. 21, è entrata in vigore con riferimento alle operazioni regolate a decorrere dal 1° marzo 2013, qualora negoziate successivamente al 28 febbraio.

Si chiede se la data di entrata in vigore delle aliquote ordinarie summenzionate di cui al comma 491 farà riferimento ai regolamenti che avverranno a decorrere dal 1 gennaio 2014, anche qualora la negoziazione avvenisse nel 2013, o se anche quest'ultima debba avvenire nel 2014.

R: L’aliquota ordinaria dello 0,2% per le transazioni in strumenti finanziari di cui al comma 491, eventualmente ridotta alla metà qualora le transazioni avvengano su mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione entrerà in vigore con riferimento alle operazioni regolate a decorrere dal 1 gennaio 2014.

 

5) Gestione separata: applicazione deleghe indirette

Nel messaggio INPS n. 20976 del 20 dicembre 2013 vengono spiegate le modalità operative per la gestione delle deleghe indirette rilasciate da committenti iscritti alla Gestione separata ad uso specifico degli operatori aderenti alle associazioni di categoria.

Gli intermediari autorizzati saranno abilitati ad operare, previa identificazione personale, in nome e per conto del committente/associante, titolare dell’azienda artigiana o commerciale, sulla base di apposite deleghe rese per iscritto dal delegante su un apposito modulo già predisposto. L’applicazione, denominata “Deleghe indirette per artigiani, commercianti, committenti e associanti – Associazioni di Categoria”, sarà disponibile nel sito www.inps.it, nella sezione “Servizi per Associazioni di Categoria” e per il suo utilizzo è necessario autenticarsi mediante codice PIN o CNS.

Domanda di stabilizzazione degli associati in partecipazione

Ad integrazione della circolare n. 167 del 5 dicembre 2013, con la quale sono state fornite le istruzioni per l’adesione da parte di soggetti associanti alla stabilizzazione per gli associati in partecipazione con apporto di solo lavoro, con il messaggio n. 20906 del 19 dicembre 2013 l’INPS comunica che è disponibile - all’interno del cassetto previdenziale per i Committenti della Gestione separata, nella sezione servizi online del portale www.inps.it – la funzione “Stabilizzazione Associati”, tramite la quale è possibile presentare la domanda di adesione alla procedura ed acquisire la relativa documentazione. La circolare 167/2013, infatti, dispone che gli associati debbano compilare ed inviare telematicamente una comunicazione contenente, per ciascun associato da stabilizzare, i dati anagrafici, la durata del contratto di associazione, la contribuzione dovuta dall’associato relativa agli ultimi sei mesi (o del totale dei mesi di durata se il contratto è inferiore a sei mesi) e l’importo del contributo straordinario. Il messaggio 20906/2013, pertanto, fornisce le informazioni tecniche per la presentazione delle domande di stabilizzazione da parte dei legali rappresentanti o degli intermediari delegati provvisti del necessario PIN di autenticazione.

INPS: riduzione contributiva nel settore dell’edilizia per l’anno 2013

L’INPS, con circolare n. 178 del 19 dicembre 2013, fornisce le indicazioni operative per l’ammissione e il godimento del regime agevolato dovuto alla riduzione contributiva prevista dall’articolo 29 del Decreto Legge 244/1995, convertito con modificazioni dalla L. 8 agosto 1995, n. 341, per gli operai a tempo pieno del settore edile (così come confermata dal decreto del 28 agosto 2013 del Ministero del lavoro).

 

6) INAIL: tasso di interesse legale dal 1° gennaio 2014

L’INAIL, con la circolare n. 62 del 19 dicembre 2013, comunica che a decorrere dal 1° gennaio 2014, il saggio degli interessi legali è fissato nella misura dell'1% in ragione d’anno. Detto tasso costituisce anche la misura di riduzione massima delle sanzioni civili.

 

7) Votata la fiducia sulla Legge di stabilità 2014

La Camera dei Deputati con 350 voti favorevoli e 196 contrari ha votato la questione di fiducia posta dal Governo sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge, già approvato dal Senato, nel testo della Commissione come risultante dalle correzioni comunicate all'Assemblea, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2014) (C.1865-A).

 

8) Informazioni di sostenibilità nella comunicazione obbligatoria d’impresa: obblighi, criticità e prospettive della proposta di direttiva di riforma europea del settore

L’IRDCEC ha pubblicato il documento n. 28 di Dicembre 2013.

Il 16 aprile 2013, la Commissione europea ha pubblicato la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifiche alle direttive economico-contabili per quanto riguarda la comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità da parte di società e gruppi di grandi dimensioni da adottare congiuntamente nel diritto dell’Unione europea nella primavera del 2014. La proposta richiede a circa 18.000 grandi aziende europee di fornire informazioni sui diritti sociali, ambientali, umani, la lotta contro la corruzione e le questioni di corruzione nonché sulla politica di diversità nella composizione degli organi direttivi e di controllo.

La direttiva dovrebbe essere recepita dagli Stati membri entro il 2016 e le società potrebbero essere tenute a pubblicare i loro primi report nella nuova cornice normativa nel 2017. La proposta si basa su un approccio “comply or explain” ed è articolata per offrire alle imprese la flessibilità necessaria a definire e identificare quali temi di corporate social responsibility (CSR) siano per le stesse imprese rilevanti.

9) Disciplina sulle società non operative: valore fiscale degli immobili rivalutati ai fini della media del triennio

La società che ha rivalutato gli immobili in base all’art. 15, commi da 16 a 22, del D.L. 185/2008, con riconoscimento ai fini fiscali, nella determinazione delle risultanze medie dell’esercizio e dei due precedenti (art. 30, comma 2, primo periodo, Legge 724/1994) deve distinguere tra il “valore non rivalutato” applicabile fino al 2012, e il “valore fiscalmente rilevante” da considerare dal 2013.

A questa conclusione giunge l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione 101/E del 20 dicembre 2013.

Il “valore fiscalmente rilevante” e quello da tenere presente nei singoli periodi d’imposta per la determinazione del valore medio degli stessi immobili, finalizzata al calcolo del test di operatività, dando così rilevanza al maggior valore acquisito in seguito alla rivalutazione solo a decorrere dall’efficacia della stessa.

Inoltre, per quanto riguarda la richiesta di chiarimenti in merito all’applicazione dell’aliquota del 4% prevista dall’art. 30, comma 1, lettera b), della Legge 724/1994, la risoluzione precisa che va riferita esclusivamente agli immobili a destinazione abitativa acquisiti o rivalutati nell’esercizio e nei due precedenti.

 

Vincenzo D’Andò