Diario fiscale del 14 novembre 2013: in arrivo un miliardo di euro di rimborsi Iva

Pubblicato il 14 novembre 2013



rilascio del DURC in presenza di crediti verso la P.A.; revisori enti locali: avviso per l’iscrizione in G.U.; bilancio consolidato e metodo del patrimonio netto; salvaguardia pensionistica: invio delle istanze; indice TFR del mese di ottobre 2013; definizione anno solare in materia di lavoro accessorio; pari a € 23.482 l’imponibile medio nazionale ai fini dell’addizionale comunale; contributi previdenziali: variazione della misura dell’interesse di dilazione; Irap: ricorso anche contro la cartella di pagamento; in arrivo un miliardo di euro di rimborsi Iva: da inizio anno restituiti oltre 10 miliardi; F24: istituite causali contributo con tris di risoluzioni

 

 

Indice:

1) Rilascio del DURC in presenza di crediti verso la P.A.

2) Revisori enti locali: avviso per l’iscrizione in G.U.

3) Bilancio consolidato e metodo del patrimonio netto: in consultazione bozza OIC 17

4) Salvaguardia pensionistica: invio delle istanze fissato a febbraio 2014

5) Indice TFR del mese di ottobre 2013

6) Definizione anno solare in materia di lavoro accessorio

7) Pari a € 23.482 l’imponibile medio nazionale ai fini dell’addizionale comunale

8) Contributi previdenziali: variazione della misura dell’interesse di dilazione

9) Irap: ricorso anche contro la cartella di pagamento

10) In arrivo un miliardo di euro di rimborsi Iva: da inizio anno restituiti oltre 10 miliardi

11) F24: istituite causali contributo con tris di risoluzioni

 

 

1) Rilascio del DURC in presenza di crediti verso la P.A.

L’INAIL, con la circolare n. 53 del 11 novembre 2013, ha fornito indicazioni sul meccanismo (art. 13-bis, comma 5 del D.L. 52/2012 - DM 13 marzo 2013) che consente il rilascio del Documento unico di regolarità contributiva (DURC), pur in presenza di irregolarità, in caso di titolarità di crediti certificati verso la P.A..

In tale circolare l’INAIL, che peraltro illustra le novità introdotte dal DM 13 marzo 2013, ricorda che il DURC può essere richiesto, con comunicazione agli Enti preposti degli estremi della certificazione di credito:

- Dal diretto interessato, ossia dal titolare dei crediti certificati, nei casi, ormai residuali, di richiesta, direttamente da parte degli operatori economici, di un DURC da produrre nei rapporti tra soggetti privati (si pensi, nei lavori privati in edilizia, alla richiesta, da parte degli affidatari, del DURC da consegnare al committente o al responsabile dei lavori per consentire a questi ultimi di verificarne l’idoneità tecnico-professionale);

- nei casi, molto più frequenti, in cui il DURC debba essere acquisito d’ufficio da una Pubblica Amministrazione (stazione appaltante/Amministrazione procedente), da questa stessa Amministrazione, cui l’interessato, nella fase di avvio del procedimento, abbia dichiarato di vantare crediti certificati.

Anche in tali casi, si ammette comunque, in alternativa, che, una volta avviato il procedimento, la certificazione di credito venga esibita agli Enti preposti direttamente dall’interessato, ove raggiunto dal “preavviso di accertamento negativo” di cui all’art. 7, comma 3 del DM 24 ottobre 2007.

Il titolare dei crediti o la P.A. devono comunicare una serie di dati

Vengono, quindi, elencati i dati che il titolare dei crediti certificati o la Pubblica Amministrazione (stazione appaltante/Amministrazione procedente) devono comunicare agli Istituti previdenziali e alle Casse edili, vale a dire: Il numero (di 16 cifre) della certificazione del credito, l’Amministrazione che l’ha rilasciata e la data di rilascio della stessa, l’importo del credito oggetto di certificazione, l’eventuale data in cui il credito sarà pagato e il codice, con validità temporanea, rilasciato al titolare del credito per accedere alla Piattaforma informatica. Sarà attraverso tale codice che – non appena sarà disponibile la specifica funzione in corso di predisposizione – gli Istituti previdenziali e le Casse edili dovranno verificare l’esistenza e l’effettiva disponibilità del credito certificato al momento della richiesta e alla conclusione dell’istruttoria per il rilascio del DURC.

Nel frattempo, ai fini di tale verifica, gli interessati devono trasmettere, tramite PEC, alla Sede competente le certificazioni notificate dall’account “notifiche piattaforma certificazione crediti”, già ricevute via PEC con il messaggio “PCC – Informativa rilascio certificazione”, e le Sedi devono provvedere a richiedere, sempre tramite PEC, la conferma dell’esistenza e della validità della certificazione direttamente alle Amministrazioni che le hanno rilasciate.

Infine (ribadito che, affinché possa essere attuata quella specie di “compensazione virtuale” tra debiti contributivi e crediti verso la P.A. regolamentata dal DM 13 marzo 2013, è necessario che l’importo di questi ultimi sia “almeno pari” all’ammontare complessivo dei contributi previdenziali/premi assicurativi non versati), la circolare precisa che, nell’ambito dell’istruttoria per il rilascio del DURC ex art. 13-bis, comma 5 del DL 52/2012, ciascuna struttura territoriale di INAIL, INPS e Casse edili coinvolta deve necessariamente acquisire dalle altre due, tramite PEC, l’importo dei debiti insoluti, in modo da verificare se la loro sommatoria sia almeno pari ai crediti indicati nelle certificazioni esibite, andando poi ad annotare, in caso positivo, tale circostanza nell’apposito “campo note” del Documento di regolarità contributiva emesso.

 

2) Revisori enti locali: avviso per l’iscrizione in G.U.

Revisori enti locali: Domanda per iscriversi nell’elenco entro il 12 dicembre 2012.

Nella Gazzetta Ufficiale (IV Serie Speciale - Concorsi ed Esami) n. 89 del 12 novembre 2013, è stato pubblicato l’avviso pubblico per la presentazione di nuove domande di iscrizione nell’elenco dei revisori dei conti degli enti locali e per l’aggiornamento e conferma dei requisiti di coloro i quali risultino già iscritti.

Il termine utile la presentazione delle domande relative alle nuove iscrizioni e alla dimostrazione del permanere dei requisiti da parte dei soggetti già iscritti è fissato perentoriamente entro e non oltre il 12 dicembre 2013, ossia trenta giorni successivi a quello di pubblicazione dell’avviso in G.U..

La domanda dovrà essere inviata via PEC, con firma digitale, al Ministero dell’Interno - Dipartimento per gli affari interni e territoriali. Le modalità di trasmissione sono solo telematiche e prevedono la compilazione di un modello contenente i dati anagrafici e la dichiarazione del possesso dei prescritti requisiti.

La compilazione del modello deve avvenire con accesso alla home page del sito della Direzione centrale della finanza locale (http://finanzalocale.interno.it), selezionando il link denominato “Elenco revisori enti locali” e acquisendo prima la password per poter accedere alla compilazione del modello. Chi ha già provveduto a una precedente registrazione al sistema dovrà utilizzare la password acquisita in tale sede.

L’avviso, inoltre, richiamando quanto prescritto dal Regolamento approvato con DM n. 23 del 15 febbraio 2013, sui requisiti di accesso ricorda che:
- i crediti formativi validi (almeno dieci) sono quelli conseguiti nel periodo 1° gennaio-30 novembre 2013 a seguito della partecipazione a eventi formativi che hanno ricevuto la condivisione dei programmi da parte del Ministero dell’Interno;
- il requisito relativo allo svolgimento di precedenti incarichi di revisore dei conti, richiesto per l’inserimento nelle fasce 2 e 3 dell’elenco, va riferito a incarichi, della durata di un triennio ciascuno, svolti in enti locali, come individuati ai sensi dell’art. 2, comma 1 del DLgs. n. 267/2000, ossia presso Comuni, Province, comunità montane e unioni di Comuni.

In caso di soggetto iscritto sia al Registro dei revisori legali che all’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, si terrà conto, ai fini del possesso del relativo requisito, dell’iscrizione con maggiore anzianità.

Inoltre, l’avviso dispone, per i soggetti che hanno già ottenuto l’iscrizione, ai fini del mantenimento nell’elenco, che anche loro dovranno procedere a inoltrare la domanda, comprovando il permanere dei requisiti di anzianità d’iscrizione all’Albo e incarichi svolti e, soprattutto, il conseguimento nel periodo 1° gennaio 2013-30 novembre 2013 di almeno dieci crediti formativi relativi ai corsi condivisi dal Ministero. Tali soggetti dovranno, inoltre, comunicare eventuali variazioni intervenute con riferimento ai dati già precedentemente inseriti.

Conclusa la compilazione del modello nei dati richiesti, sarà poi possibile generare un file con i dati della domanda, in formato xml, che il richiedente dovrà sottoscrivere con firma digitale e trasmettere dalla casella PEC indicata al momento dell’accesso al sistema.

Dopo la trasmissione, i richiedenti riceveranno, oltre alle ordinarie ricevute di accettazione e consegna proprie della posta elettronica certificata, una terza e-mail proveniente da finanzalocale.prot@interno.it di comunicazione circa il buon esito dell’acquisizione della domanda o dell’eventuale non avvenuta acquisizione con relativo messaggio di errore. Ne consegue che la sola ricevuta di consegna della domanda, tramite PEC, non è sufficiente a comprovare la regolare trasmissione, per la quale è necessario aver ricevuto la predetta comunicazione di buon esito della stessa.

Contributo annuo di 25 euro per gli iscritti nell’elenco

L’elenco dei revisori che verrà in tal modo formato sarà preso a base per l’estrazione delle nomine che avranno decorrenza dal 1° gennaio 2014.
I soggetti che risulteranno iscritti nell’elenco formato a seguito dell’avviso, infine, dovranno versare al Ministero dell’Interno un contributo annuo di 25 euro entro il termine del 30 aprile 2014, come previsto dal DM 21 giugno 2013.


3) Bilancio consolidato e metodo del patrimonio netto: in consultazione bozza OIC 17

Pubblicata in consultazione la bozza dell’OIC 17 Il bilancio consolidato e il metodo del patrimonio netto.

L’OIC comunica dal 12 novembre 2013 l’avvio della consultazione sulla bozza di Principio contabile OIC 17 Il bilancio consolidato e il metodo del patrimonio netto, rivisto nell’ambito del progetto di aggiornamento degli stessi.

Il progetto è stato avviato nel maggio 2010 con l’obiettivo di tener conto degli sviluppi verificatesi nella materia contabile nel periodo trascorso dalla loro ultima revisione.

L’OIC intende migliorare la struttura dei principi contabili nazionali al fine di renderne più semplice la lettura e facilitare nel contempo gli aggiornamenti e le integrazioni che in futuro si renderanno necessari.

Onde facilitare l’analisi dei documenti e stimolare le osservazioni, la bozza del Principio contabile è accompagnata da un documento descrittivo dei cambiamenti più rilevanti apportati rispetto al testo attualmente in vigore.

Per scaricare le bozza in consultazione si rinvia al sito www.fondazioneoic.eu.

L’OIC invita, pertanto, a far pervenire eventuali osservazioni non oltre il 28 febbraio 2014 all’indirizzo e-mail staffoic@fondazioneoic.it o via fax al numero 06.69766830.

 

 

4) Salvaguardia pensionistica: invio delle istanze fissato a febbraio 2014

Il Ministero del Lavoro, con la circolare n. 44 del 12 novembre 2013, ha fornito le indicazioni operative per l’accesso alla salvaguardia da parte dei 6.500 cessati a seguito di licenziamento, dei 2.500 lavoratori in congedo e per i dipendenti regionali in esonero.

In precedenza il Ministero era intervenuto con un Decreto Legge per cui occorreva attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

I lavoratori cessati a seguito di licenziamento tra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2011 e i 2.500 in congedo nel 2011 per assistere i figli disabili, dovranno inviare domanda di accesso alla salvaguardia entro il 26 febbraio 2014 alla DTL competente per territorio.

Per i dipendenti regionali in esonero, invece, le domanda dovranno pervenire entro il 27 febbraio 2014.


5) Indice TFR del mese di ottobre 2013

L’indice TFR del mese di ottobre 2013 è 1,672535. L’ISTAT ha reso noto che l’indice dei prezzi al consumo per il mese di ottobre 2013 è pari a 107,1 punti.

L’incidenza percentuale della differenza rispetto all’indice in vigore al 31 dicembre 2012 è pari a 0,563380; il calcolo del coefficiente di rivalutazione si esegue sommando il 75% di tale valore con un tasso fisso dell’1,5% annuo, per cui si ottiene 1,672535.

6) Definizione anno solare in materia di lavoro accessorio

Parere sulla definizione anno solare in materia di lavoro accessorio. La Fondazione studi dei Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro ha esaminato, con il parere n. 5 del 13 novembre 2013, la normativa per chiarire cosa s’intende per “anno solare” in caso di lavoro accessorio.

Con riferimento alla definizione temporale dell’anno solare non c’è motivo di discostarsi dalle pronunce del Ministero del Lavoro che ha individuato un periodo di 365 giorni, che può decorre da qualsiasi giorno del calendario.

Al fine di verificare il superamento del limite economico stabilito dalla legge, l’azienda deve verificare, anche mediante autocertificazione rilasciata dal lavoratore, che nei 364 giorni precedenti il giorno della prestazione, il lavoratore non abbia percepito compensi di importo superiore al limite applicabile.

Anno solare e voucher

Le prestazioni di lavoro accessorio sono attività lavorative, svolte senza l’instaurazione di un rapporto di lavoro. Si tratta di attività lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a euro 5.000 nel corso di un anno solare, 2.000,00 € per imprenditori commerciali e professionisti, annualmente rivalutati sulla base della variazione

dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente (art. 70, comma 1 D.Lgs. n. 276/2003).

A decorrere dal 28 giugno 2013, il riferimento alla “natura meramente occasionale” è stato eliminato dall’art. 7, co. 2, lett. e), D.L. 28 giugno 2013, n. 76, conv. con modif. in L. 9 agosto 2013, n. 99, ciò evidenzia che la legittimità del ricorso all’istituto va verificata esclusivamente sulla base dei limiti di carattere economico.

Occorre mettere in luce che il D.lgs 276/20013 all’art 70, c. 1 afferma:

Per prestazioni di lavoro accessorio si intendono attività lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 5.000 euro nel corso di un anno solare, annualmente rivalutati sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell'anno precedente.

Pertanto la norma si riferisce alla totalità dei compensi percepiti dal lavoratore in un anno solare, tant’è che lo stesso Ministero del lavoro con la circolare n. 4/2013 ha affermato:

Sulla base del primo periodo dell’art. 70 è dunque possibile attivare sempre e comunque lavoro accessorio tenendo conto esclusivamente di un limite di carattere economico (fatte salve le successive precisazioni). Tale limite, pari a € 5.000, originariamente quantificato in relazione alla attività prestata nei confronti del singolo committente, va riferito oggi al compenso massimo che il lavoratore accessorio può percepire, nel corso dell’anno solare, indipendentemente dal numero dei committenti (si veda anche Min. Lav., Lett. circ. 22.4.2013, prot. n. 37/0007258).

Con riferimento alla definizione temporale dell’anno solare non c’è motivo di discostarsi da precedenti pronunce del Ministero del Lavoro (circolare 32/2012) che ha individuato un periodo di 365 giorni, che può decorre da qualsiasi giorno del calendario (si veda a tal proposito Cass n. 6599/1993, Cass civ., sez lavoro n. 27/05/1995, n, 5969, circ min. Lav n. 2/2001, n. 18/2012).

Ne consegue che, al fine di verificare il superamento del limite economico stabilito dalla legge, l’azienda rispetto all’effettivo utilizzo del voucher (giorno della prestazione lavorativa richiesta) deve verificare, anche mediante autocertificazione rilasciata dal lavoratore, che nei 364 giorni precedenti lo stesso lavoratore non abbia percepito compensi di importo superiore al limite applicabile.

 

7) Pari a € 23.482 l’imponibile medio nazionale ai fini dell’addizionale comunale

Pubblicati sul sito delle Finanze i dati per il computo delle addizionali comunali all’Irpef.

Il reddito imponibile medio nazionale ai fini delle addizionali è pari a 23.482 Euro. L’imponibile medio è calcolato considerando tutti i comuni, inclusi quelli che non hanno attivato l’addizionale comunale Irpef.

A livello nazionale si evidenzia ad un’elevata variabilità: il Comune con l’imponibile medio più alto è Basiglio, provincia di Milano (53.589 Euro), mentre il valore minimo si registra a Valsolda, provincia di Como (11.998 Euro). Relativamente alle principali città, l’imponibile medio a Milano è pari a 36.253 Euro, a Roma 30.544 Euro ed a Napoli 25.875 Euro.
I dati relativi all’anno d’imposta 2011 sono diffusi dal Dipartimento delle Finanze a livello comunale e dettagliano il reddito imponibile ai fini delle addizionali Irpef.

Si ha un reddito imponibile ai fini delle addizionali Irpef solo se il soggetto è tenuto effettivamente al pagamento dell’Irpef nazionale. Pertanto l’imponibile medio ai fini delle addizionali Irpef è superiore all’imponibile ai fini Irpef.

I dati di tutti i comuni sono reperibili sul sito www.finanze.gov.it seguendo nell’area “per conoscere il fisco” il percorso “Dati e statistiche fiscali / Dichiarazioni fiscali / Addizionale comunale all’Irpef”.

Tutti i dati statistici estratti dalle dichiarazioni fiscali su base locale sono a disposizione degli Enti territoriali nel Portale del Federalismo Fiscale www.portalefederalismofiscale.gov.it) previo accesso all’area riservata.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato stampa n 213 del 13 novembre 2013)

 

8) Contributi previdenziali: variazione della misura dell’interesse di dilazione

Circolare del’INPS sulla variazione della misura dell’interesse di dilazione e di differimento e delle somme aggiuntive per omesso o ritardato versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

La Banca Centrale Europea con la decisione del 7 novembre 2013 ha ridotto di 25 punti base il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema (ex TUR) che, pertanto, con decorrenza dal 13 novembre 2013 è pari allo 0,25%.

Interesse di Dilazione e di Differimento

L'interesse di dilazione per la regolarizzazione rateale dei debiti per contributi e sanzioni civili e l’interesse dovuto in caso di autorizzazione al differimento del termine di versamento dei contributi dovranno essere calcolati al tasso del 6,25% annuo.

Tale misura trova applicazione con riferimento alle rateazioni presentate a decorrere dal 13 novembre 2013.

I piani di ammortamento già emessi e notificati in base al tasso precedentemente in vigore non subiranno modificazioni.

Nei casi di autorizzazione al differimento del termine di versamento dei contributi, il nuovo tasso pari al 6,25% sarà applicato a partire dalla contribuzione relativa al mese di ottobre 2013.

Sanzioni Civili

La decisione della Banca Centrale Europea, che ha definito, a decorrere dal 13 novembre 2013, la riduzione del tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali nella misura sopra riportata, comporta la variazione delle sanzioni civili come segue.

Nel caso di mancato o ritardato pagamento di contributi o premi, di cui alla lett. a), comma 8, dell’art. 116 della legge 388/2000, la sanzione civile è pari al 5,75% in ragione d’anno (tasso dello 0,25% maggiorato di 5,5 punti).

La medesima misura del 5,75% annuo, trova applicazione anche con riferimento all’ipotesi di cui alla lett. b), secondo periodo, del predetto art. 116, comma 8.

Resta ferma, in caso di evasione (art. 116, comma 8, lett. b), primo periodo) la misura della sanzione civile, in ragione d’anno, pari al 30% nel limite del 60% dell’importo dei contributi o premi non corrisposti entro la scadenza di legge.

Con riferimento all’ipotesi disciplinata dal comma 10 dell’art. 116, la sanzione civile sarà dovuta nella stessa misura del 5,75% annuo.

(INPS, circolare n. 158 del 13 novembre 2013)

 

9) Irap: ricorso anche contro la cartella di pagamento

Irap: Ok al ricorso contro la cartella di pagamento anche con la dichiarazione del contribuente. E’, infatti, impugnabile la cartella esattoriale anche se questa è stata emessa sulla base della dichiarazione dei redditi resa dal contribuente. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 25358 del 12 novembre 2013.

Un professionista presentava ricorso alla suprema Corte avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale che rigettava l’appello del contribuente stesso affermando che il ricorso con cui il medesimo aveva sostenuto il non assoggettamento ad IRAP dei suoi redditi professionali, doveva essere respinto; e questo giacché rivolto contro la cartella di pagamento emessa a seguito della denuncia dei redditi presentata dal contribuente stesso.

La Cassazione, nell’accogliere il ricorso, ha motivato che deve considerarsi pacifico che il contribuente può contestare una pretesa tributaria anche in sede di impugnazione della cartella emessa sulla base delle sue dichiarazioni; purché ovviamente tale cartella costituisca il primo atto con cui la pretesa viene portata a conoscenza del contribuente.

E non è affatto necessario che il contribuente versi quanto viene richiesto nella cartella e quindi presenti domanda di rimborso, impugnando il silenzio-rigetto.

Infatti la Corte di Cassazione con sentenza n. 9872 del 5 maggio 2011, ha affermato che il contribuente può contestare, anche emendando le dichiarazioni presentate all’Amministrazione finanziaria, l’atto impositivo che lo assoggetti ad oneri diversi e più gravosi di quelli che, per legge, devono restare a suo carico; e tale contestazione deve farla proprio impugnando la cartella esattoriale, non essendogli consentito di esercitare l’azione di rimborso dopo il pagamento della cartella. Ed in difetto di impugnazione della cartella risulta precluso il rimborso previsto dall’art. 38 del D.P.R. n. 602/73.

 

10) In arrivo un miliardo di euro di rimborsi Iva: da inizio anno restituiti oltre 10 miliardi

Nuova boccata d’ossigeno per imprese, artigiani e professionisti. Nelle prossime settimane oltre 4mila imprese riceveranno il rimborso di crediti Iva, per un importo complessivo di circa 1 miliardo di euro, messo a disposizione dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Con questa ulteriore iniezione di liquidità, sale a oltre 10 miliardi di euro la somma complessivamente rimborsata da inizio 2013 a oltre 39mila imprese.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 160 del 13 novembre 2013)

 

11) F24: istituite causali contributo con tris di risoluzioni

L’Agenzia delle entrate ha diramato ieri sera le tre seguenti risoluzioni:

- Istituzione delle causali contributo per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi a favore del Fondo COASCO (risoluzione n. 81/E del 13-11-2013);

- Istruzioni per l’utilizzo delle causali contributo, mediante il modello F24 Enti pubblici, per il versamento dei contributi di spettanza dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (I.N.P.S.) (risoluzione n. 80 del 13-11-2013)

- Istituzione di causali contributo per il versamento, tramite modello F24, dei contributi dovuti dagli iscritti all’Ordine dei Consulenti del Lavoro che hanno aderito alla convenzione del 17 febbraio 2011 tra l’Agenzia delle entrate e il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro (risoluzione n. 79/E del 13-11-2013).

 

Vincenzo D’Andò