Le novità in arrivo per i trasferimenti immobiliari

Nel “Decreto Istruzione”, il Legislatore, nell’ambito di un provvedimento riguardante un settore specifico, ha inserito alcune disposizioni di carattere fiscale che nulla rilevano con detto settore, ma che impattano sui contribuenti. Nel caso di specie, ciò è ancor più rilevante, atteso che le novelle legislative riguardano la tassazione dei trasferimenti immobiliari, anche di abitazioni.

L’articolo 26, del Decreto legge n.104/2013 (cd. Decreto Istruzione) attraverso una modifica all’articolo 10, del D.Lgs. n. 23 del 2011 (c.d. federalismo municipale), interviene in tema di determinazione, con decorrenza dal 1° gennaio 2014, delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, relativamente ai trasferimenti immobiliari.

 

La disciplina prevista nel federalismo municipale

L’articolo 10, del decreto legislativo in materia di federalismo fiscale (D.Lgs. 23/2011), ha modificato a decorrere dal 1° gennaio 2014, la vigente disciplina dell’imposta di registro, sostituendo , nel dettaglio, il comma 1, dell’articolo 1 della Tariffa (Parte prima) allegata al relativo TUR (D.P.R. 24 aprile 1986, n. 131, Testo Unico imposta Registro).

L’imposta di registro è un’imposta indiretta che si applica ai trasferimenti: essa colpisce gli atti elencati nella Tariffa allegata al TUR. Ai fini dell’applicazione dell’imposta, si intende per registrazione in termine fisso la registrazione da richiedersi entro un determinato numero di giorni dalla data di formazione dell’atto. La registrazione in caso d’uso (articolo 6 del TUR ) si verifica quando un atto si deposita, per essere acquisito agli atti, presso le cancellerie giudiziarie nell’esplicazione di attività amministrative o presso le amministrazioni dello Stato o degli enti pubblici territoriali e i rispettivi organi di controllo, salvo che il deposito avvenga ai fini dell’adempimento di un’obbligazione delle suddette amministrazioni, enti o organi ovvero sia obbligatorio per legge o regolamento.

L’imposta può essere applicata in misura fissa (per un ammontare specifico, legato al tipo di atto imponibile) ovvero proporzionalmente (applicando l’aliquota prevista nella tariffa al valore dell’atto).

Nella formulazione vigente, che si applicherà sino al 1° gennaio 2014 (termine dal quale troverà applicazione la nuova disciplina), il comma 1, fissa all’8% la misura dell’aliquota dell’imposta di registro applicabile agli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di beni immobili in genere, nonché agli atti traslativi o costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento (compresi la rinuncia pura e semplice agli stessi) ai provvedimenti di espropriazione per pubblica utilità e ai trasferimenti coattivi.

Nel caso in cui l’atto abbia ad oggetto fabbricati e relative pertinenze, essa è pari al 7 per cento.

Le imposte ipotecaria e catastale, per l’acquisto di fabbricati diversi dalla abitazione principale, si applicano rispettivamente nella misura del 2 e dell’1 per cento.

Complessivamente, dunque, l’imposizione indiretta che ora grava sugli atti traslativi di fabbricati diversi dalla “prima casa” è pari al 10%.

Le norme vigenti prevedono misure d’imposta differenziate , e in determinati casi agevolate, a seconda del soggetto coinvolto nel trasferimento (ad es. Onlus) ovvero di immobile soggetto a trasferimento (ad es. immobili di interesse storico, artistico e archeologico) oppure in ragione di entrambi gli elementi (terreni agricoli nei confronti di soggetti non imprenditori agricoli).

All’acquisto dell’abitazione principale (così come per gli immobili di interesse storico, artistico e archeologico) si applica l’imposta di registro nella misura del 3 per cento, mentre le imposte ipotecarie e catastali sono dovute in misura fissa (articolo 1 della tariffa allegata al D.Lgs. 31 ottobre 1990 n. 347 e articolo 10, comma 2, del medesimo D.Lgs. n. 347/1990).

In caso di trasferimento a favore dello Stato, di enti pubblici territoriali o consorzi costituiti esclusivamente fra gli stessi,…

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