Diario quotidiano del 2 ottobre 2013: la deducibilità fiscale del contratto di associazione in partecipazione

Pubblicato il 2 ottobre 2013

la nuova imposta di registro; al via il ravvedimento operoso ai fini delle imposte sui redditi; deducibilità fiscale del contratto di associazione in partecipazione; Entrate: prime indicazioni sull’aumento aliquota Iva dal 21% al 22%; più facile e veloce accedere a Entratel: pronto il nuovo modello da compilare direttamente al pc; detrazione fiscale sulle ristrutturazioni edilizie

 

 

Indice:

1) La nuova imposta di registro

2) Al via il ravvedimento operoso ai fini delle imposte sui redditi

3) Deducibilità fiscale del contratto di associazione in partecipazione

4) Entrate: prime indicazioni sull’aumento aliquota Iva dal 21% al 22%

5) Più facile e veloce accedere a Entratel: pronto il nuovo modello da compilare direttamente al pc

6) Detrazione fiscale sulle ristrutturazioni edilizie

 

 

1) La nuova imposta di registro

La nuova disciplina fiscale in materia di imposta di registro entrerà in vigore dal 1° gennaio 2014.

Ciò a seguito della pubblicazione del D.L. n. 104/2013, del cd. “Decreto Istruzione”, sulla Gazzetta Ufficiale n. 214 del 12 settembre 2013

Il legislatore ha semplificato le modalità di applicazione dell’imposta di registro, prima con l’art. 10 del D.Lgs. n. 23/2011 e poi con l’art. 26 del D.L. n. 104/2013.

I suddetti provvedimenti mirano in maniera particolare alla semplificazione fiscale in materia di trasferimenti immobiliari.

L’art. 10 del D.Lgs. n. 23/2011 aveva stabilito, a partire dal 1° gennaio 2014:

a) l’abbassamento dell’imposta di registro dal 3% al 2% per l’acquisto della “prima casa”;

b) la tassazione del trasferimento di ogni altro bene immobile a titolo oneroso, con l’aliquota del 9% (in atto varia dal 3% al 15%);

c) l’azzeramento delle imposte ipotecarie e castali connesse alle operazioni di cui ai punti precedenti (trasferimenti soggetti ad imposta di registro) e il contestuale annullamento dell’imposta di bollo;

d) la soppressione di tutte le esenzioni ed agevolazioni tributarie anche se previste da leggi speciali.

Il “Decreto Istruzione”, intervenendo nuovamente in tale ambito, provvede a:

- modificare le previsioni di cui al punto c) e stabilisce non più l’azzeramento  delle imposte ipotecarie e catastali ma la debenza delle stesse in misura fissa pari ad euro 50 ciascuna;

- aumentare l’imposta fissa di registro, ipotecaria e catastale che passa dagli attuali euro 168 ad euro 200.

In seguito alle succitate modifiche normative la disciplina fiscale dei trasferimenti immobiliari risulta notevolmente semplificata e così strutturata:

Atti soggetti ad imposta di registro:

Atti soggetti ad IVA:

2% / 9% per l’imposta di registro

euro 50 per l’imposta ipotecaria

euro 50 imposta catastale

Iva come per legge

euro 200 per l’imposta di registro

euro 200 per l’imposta ipotecaria

euro 200 per l’imposta catastale

Altri atti

Il suddetto aumento dell’imposta di registro, da euro 168 ad euro 200, previsto dal “Decreto Istruzione” si applicherà, oltre che sui trasferimenti immobiliari, anche su numerosi altri atti tra cui:

- i contratti di comodato di beni immobili;

- il contratto preliminare di compravendita immobiliare;

- gli atti societari per cui è prevista la registrazione in termine fisso;

- gli atti di accettazione e rinuncia di eredità;

- le procure;

- le convenzioni matrimoniali;

- le convenzioni urbanistiche;

- gli atti d’obbligo unilaterale.

Tale aumento riguarderà esclusivamente gli atti che antecedentemente alla data del 1° gennaio 2014 prevedano l’imposta “fissa” di registro pari ad euro 168.

Le altre imposte “fisse” (ad esempio l’imposta di registro corrisposta per la cessazione senza corrispettivo dei contratti di locazione immobiliare) restano invariate.

 

2) Al via il ravvedimento operoso ai fini delle imposte sui redditi

Con il ravvedimento operoso è, peraltro, possibile regolarizzare un mancato o insufficiente versamento o un’irregolarità, versando una sanzione in misura ridotta all’ordinaria, purché quanto omesso venga versato entro un determinato periodo.

Errori riguardanti la dichiarazione

L’art. 13 del D.Lgs. n. 472/72 consente di regolarizzare, mediante il ravvedimento, le violazioni commesse in sede di predisposizione e di presentazione della dichiarazione, nonché di pagamento delle somme dovute.

Il ravvedimento comporta delle riduzioni delle sanzioni applicabili, a condizione che le violazioni oggetto della regolarizzazione non siano state già constatate e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento (inviti di comparizione, questionari, richiesta di documenti, ecc.).

Mancato pagamento alle scadenze prefissate, in tutto o in parte, delle somme dovute a titolo di acconto o di saldo risultanti dalla dichiarazione

In questo caso, qualora il pagamento venga eseguito entro trenta giorni dalle prescritte scadenze, la sanzione del 30% e quella per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a quindici giorni è ridotta di un decimo (cioè al 3%), a condizione che venga eseguito anche il pagamento della sanzione ridotta e degli interessi calcolati al tasso legale (tasso pari al 2,5% dal 1 gennaio 2012) con maturazione giorno per giorno.

Se il pagamento viene eseguito entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, la sanzione del 30% è ridotta a 1/8 (cioè al 3,75%).

Mancata presentazione della dichiarazione entro il termine prescritto

Se la dichiarazione è presentata con ritardo non superiore a novanta giorni (dichiarazione tardiva da presentarsi entro il 29 dicembre), indipendentemente se sia dovuta o meno imposta, la violazione può essere regolarizzata eseguendo spontaneamente entro lo stesso termine il pagamento di una sanzione di € 25,00, pari ad 1/10 di € 258,00; rimane valida l’applicazione delle sanzioni relative alle eventuali violazioni riguardanti il pagamento dei tributi, qualora non regolarizzate secondo le modalità precedentemente illustrate al punto 1.

Errori ed omissioni nelle dichiarazioni incidenti sulla determinazione e sul pagamento del tributo

a) Errori non ancora rilevati dall’Amministrazione finanziaria in sede di liquidazione o di controllo formale delle imposte dovute (artt. 36-bis e 36-ter del D.P.R. n.600 del 1973; ad esempio errori materiali e di calcolo nella determinazione degli imponibili e delle imposte; indicazione in misura superiore a quella spettante di detrazioni di imposta, di oneri deducibili o detraibili, di ritenute d’acconto e di crediti di imposta).

In tal caso, la sanzione prevista nella misura del 30% della maggiore imposta o del minor credito utilizzato è ridotta al 3,75% a condizione che il pagamento della sanzione ridotta, del tributo dovuto e degli interessi calcolati al tasso legale avvenga entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione e che venga presentata una dichiarazione integrativa.

b) Errori ed omissioni, non ancora accertati dall’Amministrazione finanziaria, diversi da quelli rilevabili in sede di liquidazione o di controllo formale (ad esempio omessa o errata indicazione di redditi; errata determinazione di redditi; esposizione di