Telelavoro: quali opzioni e sviluppi offre questo strumento contrattuale? Analisi della normativa...

In questo particolare momento storico dove il mercato del lavoro attraversa una delle più pesanti crisi degli ultimi 40 anni e dove il livello di disoccupazione sfiora limiti preoccupanti tanto da stimolare i giovani in cerca di prima occupazione a rivolgersi agli Stati europei che ancora non sono stati colpiti così duramente (vedi per esempio la Germania), il telelavoro (o nelle varie accezioni Workshifting, lavoro a domicilio, teleprestazione, tele work…) potrebbe essere la risposta positiva, la chiave di volta o di svolta verso un nuovo modo di lavorare, una risposta al problema della disoccupazione, coinvolgendo anche in maniera più significativa, gratificante e funzionale le donne, spesso emarginate per il loro ruolo chiave nell’ambito familiare, affettivo e domestico.
Proprio per effetto della grave crisi che da oltre 3 anni colpisce il nostro paese le aziende, comunque strutturate, ricercano nuove modalità di lavorare, di fare business, ma soprattutto tendono in primis a limitare i costi fissi senza per questo pregiudicare la qualità del servizio e quindi della risposta alle aspettative dei clienti.
In tal senso un grande aiuto viene dalla continua innovazione tecnologica che consente di avere a disposizioni attrezzature telematiche di alta qualità e sofisticate.
In considerazione del fatto che il 90% del lavoro si svolge con l’ausilio del pc il telelavoro appare come una valida e flessibile alternativa al lavoro soprattutto impiegatizio, di tipo amministrativo ma anche dirigenziale; diverso invece e difficilmente applicabile risulta il telelavoro per gli operai che necessitano per svolgere le proprie mansioni di macchinari spesso complessi e costosi che logisticamente si possono trovare solo presso gli stabilimenti.
Da parte sua anche il Governo ha da tempo riconosciuto al telelavoro (vedremo più avanti che con questo termine intendiamo varie forme di “lavoro a distanza”) la capacità di offrire nuove possibilità di lavoro per esempio nel comparto femminile introducendo una flessibilità nella prestazione erogata che consente di meglio conciliare i tempi di lavoro con le esigenze di famiglia.
Nel corso di questo articolo valuteremo in maniera approfondita sia gli aspetti positivi che quelli negativi di questa forma di lavoro, valutando anche i risultati di alcuni importanti studi anche mondiali.
 
Definizione generale:
Partiamo con definire il telelavoro: conosciuto molto più che in Italia nei paesi anglosassoni o americani (con il termine di telework o telecommute) il telelavoro può essere definito come un modo di lavorare indipendentemente dalla localizzazione geografica dell’ufficio o dell’azienda e quindi con l’assenza di coincidenza logistica tra l’azienda e il personale che effettua per suo conto la prestazione. Si tratta quindi di una prestazione di lavoro eseguita dal lavoratore al di fuori della sede di lavoro (lavoro a distanza) con il prevalente supporto di tecnologie dell’informazione e della comunicazione (telelavoro).
L’impostazione della workstation (postazione di lavoro) ovvero la fornitura degli strumenti di lavoro, i costi della sua installazione, manutenzione e riparazione, nonché i costi per fornire il personale dei supporti tecnici necessari allo svolgimento del lavoro sono interamente a carico dell’azienda.
Le attrezzature informatiche, comunicative e strumentali, necessarie per lo svolgimento del telelavoro, vengono concesse in comodato gratuito al lavoratore per la durata dell’incarico.
Ciò è reso possibile grazie all’uso di strumenti informatici e telematici, come abbiamo detto prima, sempre più sofisticati, che consentono una maggiore flessibilità organizzativa dei metodi di erogazione della prestazione.
Ai suoi esordi il telelavoro era attuato con il semplice ausilio di:

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