Diario quotidiano del 30 settembre 2013: l’Europa salva il regime IVA delle agenzie di viaggio

Pubblicato il 30 settembre 2013



regime IVA speciale per i pacchetti turistici; errori in sede di ravvedimento e di versamento delle imposte nel c.d. termine lungo; scade oggi il termine per poter fruire della remissione in bonis; diritti d’autore: quando scatta l’Inps; equipollenza Dottore Commercialista e Revisore Legale: class action; Registro Revisori e commercialisti; maggiorazione Irap e addizionale Irpef; Dogane: controllo all’esportazione di armi e munizioni; Inps: rilascio moduli telematici “76-2013” per l’assunzione di giovani; cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo: dichiarazione reddituale

 

 

Indice:

1) Va sempre bene il regime IVA speciale per i pacchetti turistici

2) Scade oggi il termine per potere fruire della remissione in bonis

3) Diritti d’autore: quando scatta l’Inps

4) Equipollenza Dottore Commercialista e Revisore Legale: class action

5) Registro Revisori - Laurini: “Politica e ministeri competenti ascoltino le ragioni dei commercialisti”

6) Maggiorazione Irap e addizionale Irpef: le istruzioni delle Entrate

7) Dogane: integrazione misure di controllo all’esportazione di armi da fuoco, loro parti e componenti e munizioni

8) Errori in sede di ravvedimento e di versamento delle imposte nel c.d. termine lungo

9) Inps: rilascio moduli telematici “76-2013” per gli incentivi all’assunzione di giovani

10) Cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo: dichiarazione reddituale

 

 

1) Va sempre bene il regime IVA speciale per i pacchetti turistici

La Corte UE ha confermato la legittimità della normativa italiana, che applica il regime speciale anche quando l’acquirente non è il “viaggiatore”.

L’estensione del regime speciale Iva delle agenzie di viaggio alle operazioni effettuate nei confronti di soggetti diversi dal viaggiatore (per esempio, l’impresa committente), prevista dalla legge italiana, non viola la normativa dell’Ue. Lo ha stabilito la Corte di giustizia UE con la sentenza 26 settembre 2013, C-236/11, respingendo il ricorso che la Commissione europea aveva presentato contro l’Italia (e altri sette paesi), la cui normativa Iva sulle agenzie di viaggio, adottando l’approccio del “cliente”, non limita l’applicazione del regime speciale del margine alle operazioni rese al “viaggiatore”, termine adottato dalla versione italiana (e da altre versioni) della direttiva 2006/112/Ce.

Il ricorso della Commissione si basava principalmente sull’interpretazione letterale delle versioni della direttiva che utilizzano sistematicamente il termine “viaggiatore”; in questa prospettiva, essa sosteneva che l’uso, in una occasione, del termine “cliente” nella versione inglese fosse un errore.

La Corte ha respinto questo argomento, affermando che, se di errore si fosse trattato, non sono mancate le occasioni per correggerlo. Inoltre, il termine “cliente” figura in numerose altre versioni linguistiche, anche se a volte non in maniera sistematica. Pertanto l’interpretazione puramente letterale non può essere accolta, ma occorre vagliare il sistema e le finalità della normativa di riferimento. Il contrasto delle varie versioni non garantisce una lettura sistematica, mentre per quanto riguarda le finalità la Corte ricorda di avere più volte chiarito che i servizi forniti dalle agenzie di viaggio e dagli organizzatori di giri turistici sono caratterizzati dal fatto di essere composti da più prestazioni, in particolare di trasporto e di alloggio, che vengono eseguite sia all’interno sia all’esterno del territorio dello stato membro in cui è stabilita l'impresa. In tal caso, l’applicazione delle norme di diritto comune sarebbe ostacolata da difficoltà pratiche per le imprese interessate. Il regime speciale, pertanto, mira a semplificare le regole relative all’Iva per le agenzie di viaggio e a ripartire il gettito in maniera equilibrata tra gli stati membri, garantendo, da un lato, l’attribuzione del gettito relativo a ciascun servizio individuale allo stato membro in cui si verifica il consumo finale del servizio e, dall’altro, l’attribuzione del gettito sul margine dell’agenzia di viaggio allo stato membro in cui quest’ultima è stabilita. L’impostazione del regime speciale basata sul “cliente” anziché sul viaggiatore, quindi, è più idonea a conseguire entrambi gli obiettivi, poiché consente alle agenzie di viaggio di fruire di regole semplificate a prescindere dal tipo di clienti cui forniscono le loro prestazioni e favorisce un’equilibrata ripartizione del gettito.

Non vale a rimettere in discussione questa soluzione il fatto che il regime speciale, costituendo un’eccezione, è soggetto a interpretazione restrittiva, perché occorre comunque assicurare l’effetto utile delle disposizioni. In conclusione, la Corte ha dichiarato infondato il ricorso della Commissione europea.

 

2) Scade oggi il termine per potere fruire della remissione in bonis

La scadenza del 30 settembre 2013, oltre a essere l’ultimo giorno utile per l’invio telematico del modello Unico, rappresenta l’ultima occasione per sanare alcune comunicazioni fiscali di natura formale effettuate tardivamente ovvero omesse.

Entro il 30 settembre, a seguito delle disposizioni di cui al D.L. n. 16/2012, è possibile infatti regolarizzare alcuni adempimenti ovvero optare per regimi opzionali attraverso l’istituto della “Remissione in bonis”.

Al fine di poter usufruire dell’Istituto la violazione non deve essere già stata oggetto di contestazione e non devono essere iniziati accessi/ispezioni di accertamento.

Per perfezionare la regolarizzazione il contribuente deve presentare (seppur in ritardo) la specifica comunicazione entro il termine per l’invio della prima dichiarazione dei redditi utile e versare la cifra di € 258,00 con modello F24 inserendo il codice tributo 8114 (l’importo non è ammesso in compensazione). Occorre che il contribuente abbia adottato, pur in assenza della comunicazione nei termini, un comportamento concludente caratterizzato da buona fede ovvero che si sia comportato coerentemente con il beneficio che intendeva richiedere (ad es. il contribuente ha applicato effettivamente il regime della trasparenza fiscale della società di capitali anche in mancanza della comunicazione e delle raccomandate ai soci).

Questi alcuni dei casi ammessi alla regolarizzazione della Remissione in bonis:

- Tassazione per trasparenza società di capitali per il periodo 2012-2014 (la comunicazione andava fatta entro il 31/12/2012

- Opzione per il consolidato fiscale per il triennio 2013-2015 (il modello andava presentato entro il 17/06/2013)

- Opzione/Revoca calcolo Irap con il metodo di bilancio per il triennio 2013-2015 (la comunicazione doveva essere presentata entro il 01/03/2013)

- Presentazione modello Eas per le agevolazioni delle associazioni (il termine originale prevede la presentazione del modello entro 60 gg. dalla costituzione)

- Opzione per l’Iva di gruppo per l’anno 2013 (il modello per il 2013 andava presentato entro il 18/02/2013)

- Opzione per la tonnage tax delle imprese marittime per l’anno 2013 (la comunicazione andava effettuata entro il 02/04/2013

- Opzione per la cedolare secca (invio della raccomandata all’inquilino entro 30 giorni dalla stipula del contratto di locazione).

 

3) Diritti d’autore: quando scatta l’Inps

Diritti d’autore: Chiarimenti sui profili contributivi e previdenziali.

L’Inps, con il messaggio n. 14802 del 19 settembre 2013, ha fornito chiarimenti in merito all’assoggettabilità a contribuzione previdenziale presso la gestione separata Inps dei compensi per l’utilizzo e lo sfruttamento economico del diritto di autore disciplinato dalle norme del codice civile e dalla Legge 633/1941.

Come è noto. il diritto di autore concerne “le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, al teatro, alla cinematografia, all’informatica ed al disegno industriale, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione”, e che titolare del diritto è l’autore stesso, che lo acquisisce con la creazione dell’opera.

L’utilizzazione economica  di quest’ultima, posta in essere attraverso diverse forme e modalità (pubblicazione, riproduzione, diffusione a distanza, noleggio, ecc.), può dare luogo a compensi assoggettabili a diversa imposizione a seconda che risulti percepito:

a) dall’autore. In tal caso, salvo che si tratti di proventi conseguiti nell’esercizio di impresa commerciale ovvero assimilabili a redditi di lavoro dipendente, l’esercizio abituale di arti o professioni comporta il trattamento del compenso medesimo alla stregua di un reddito di lavoro autonomo. Per la determinazione dell’imponibile, all’importo del compenso si applica una deduzione forfettaria delle spese di produzione pari al 25% (per contribuenti con età superiore a 35 anni) ovvero al 40% (per contribuenti con età pari o inferiore a 35 anni) della misura del compenso medesimo

b) da aventi causa a titolo gratuito (ad esempio, eredi o legatari dell’autore). Per tale fattispecie il compenso costituisce reddito imponibile per l’intero importo;
c) da soggetti che abbiano acquisito a titolo oneroso l’utilizzazione economica del diritto medesimo. In tal caso, oltre all’importo lordo si applica una deduzione forfettaria delle spese di produzione in misura pari al 25% del suo importo.
Sotto il profilo previdenziale, il reddito per lo sfruttamento economico del diritto di autore é soggetto ad imposizione esclusivamente laddove derivi (fatti salvi i rari casi in cui è assimilato al reddito di lavoro dipendente) dall’esercizio abituale, ancorché non esclusivo, di arti e professioni.

Tuttavia, l’Inps non si sofferma sulla circostanza che in tale ipotesi i diritti d’autore confluiscono nella varie Casse previdenziali di appartenenza (Inarcassa, Cassa Forense, Cassa previdenza Commercialisti, ecc.) e non, quindi, presso l’Inps.

 

4) Equipollenza Dottore Commercialista e Revisore Legale: class action

Le associazioni nazionali dei dottori commercialisti (Adc, Aidc, Anc, Unagraco, Ungdcec, Unico), che minacciano la class action, chiedono chiarezza sul tema dell’equipollenza tra la figura di dottore commercialista e quella di revisore legale.

Ecco di seguito il comunicato in forma congiunta:

Desta sconcerto, in una situazione di per sé già caratterizzata da preoccupanti ed evidenti iniquità, la notizia secondo cui la Commissione Europea intenda non riconoscere l’equipollenza tra la figura del Dottore Commercialista e quella del Revisore Legale.

E desta ancora più sconcerto, anche in considerazione delle motivazioni che paiono essere state addotte (necessaria terzietà della funzione di revisore rispetto al lavoro professionale), la condivisione di tale posizione da parte del Ministero della Giustizia e della Ragioneria Generale dello Stato, in attesa della posizione che dovrà esprimere al riguardo anche il Ministero dell’Economia, e successivamente il Consiglio di Stato.

Si tratta di una situazione cui non si doveva arrivare, causata dal prevalere di logiche di parte che sembrano avere completamente ignorato la realtà professionale sottostante, e la cui irragionevolezza è stata più volte denunciata dalle Associazioni nazionali dei commercialisti ADC, AIDC, ANC, UNAGRACO, UNGDCEC e UNICO.

Al riguardo, si condividono pertanto in toto le considerazioni compiute nell’interrogazione parlamentare presentata dal Vicepresidente della Commissione Finanze della Camera.

ADC, AIDC, ANC, UNAGRACO, UNGDCEC e UNICO intendono pertanto sostenere totalmente le istanze richiamate in tale interrogazione, principalmente nella parte in cui si richiede “l’applicazione della “vecchia” disciplina fino all’emanazione di tutti i regolamenti attuativi del DLgs 39/2010, come per altro risulta chiaramente rinvenibile dal disposto dell’articolo 43 del Decreto medesimo; in subordine, se non ritenga opportuno quanto meno procedere senza indugio all’emanazione del regolamento attuativo dell’art. 4 del D. Lgs. 39/2010, disciplinando l’esame richiesto per l’accesso al registro e disponendo adeguate e ragionevoli equipollenze con l’esame di Stato per l’accesso alla professione di dottore commercialista e di esperto contabile, eliminando in tal modo l’incresciosa situazione generatasi, tale per cui un pubblico registro risulta oggi di fatto trasformato in una casta chiusa a scandaloso svantaggio, una volta di più in Italia, dei giovani professionisti”.

Il bicchiere è ormai colmo.

Nel caso dovesse perdurare tale condizione di sconfortante assenza di tutela dei diritti dei giovani professionisti, le Associazioni intendono farsi sostenitrici di “azioni di classe” davanti ai Tribunali Amministrativi per tutelare i diritti di coloro che si sono visti recentemente negare l’iscrizione al Registro dei Revisori dopo avere superato l’Esame di Stato da Dottore Commercialista, pur avendo effettuato i tre anni di tirocinio anche da Revisore Legale.

Al contempo, le Associazioni ADC, AIDC, ANC, UNAGRACO, UNGDCEC e UNICO, si faranno promotrici di azioni volte a garantire nell’immediato futuro il riconoscimento dell’equipollenza dei due titoli, che nel caso di specie dovrebbe essere del tutto automatica anche in considerazione del recente parere del Consiglio Universitario Nazionale (CUN) che, nell’aprile del 2012, si è già espresso per la sostanziale equivalenza delle materie di esame.

(Comunicato stampa congiunto, ADC - AIDC - ANC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO, del 26 settembre 2013)

 

 

5) Registro Revisori - Laurini: “Politica e ministeri competenti ascoltino le ragioni dei commercialisti”

No a fughe in avanti su una materia cosi delicata

“In questi giorni siamo impegnati in una intensa attività di interlocuzione con gli uffici competenti sulla materia dei Ministeri della Giustizia e dell’Economia e stiamo operando in sinergia con il lavoro meritorio che sta portando avanti in Parlamento l’onorevole Enrico Zanetti. Sulla questione dell’accesso al Registro dei Revisori e dell’equipollenza dei titoli la politica e i tecnici ministeriali non possono non confrontarsi con l’argomentata posizione dei commercialisti italiani. Fughe in avanti su un tema così delicato per il futuro di tante migliaia di giovani professionisti non sono accettabili, da qualunque parte esse provengano”.

E’ quanto afferma il Commissario straordinario del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Giancarlo Laurini.

“Negli incontri finora avuti con i Ministeri interessati – prosegue Laurini – abbiamo avuto modo di esprimere il disappunto per la farraginosità della nuova gestione del Registro e di ribadire le ragioni tecniche che ci inducono a sostenere come non sia possibile distinguere il percorso di accesso ad una funzione pur importante quale è la revisione legale, da quello previsto per l’esercizio di una professione, quella di commercialista ed esperto contabile, che tale funzione già comprende”.

“Il lavoro da noi svolto - afferma ancora Laurini – va di pari passo con l’iniziativa parlamentare portata avanti dall’onorevole Enrico Zanetti. La risposta alla sua interrogazione, rivolta ai ministeri della Giustizia e dell’Economia proprio in merito a tale problematica, è stata per il momento rinviata. Un rinvio che noi, come affermato in aula dallo stesso onorevole Zanetti, siamo fiduciosi possa essere l’auspicato segnale di quell’interessamento serio e meditato della politica alla vicenda revisori, da tempo sollecitato dai commercialisti italiani”.

“Sono quindi smentite - conclude Laurini – le illazioni riportate nei giorni scorsi da alcuni organi di stampa secondo cui, a livello ministeriale, sarebbe già stato assunto un parere contrario all’equipollenza tra l’esame di abilitazione alla professione di dottore commercialista e di esperto contabile e quello di idoneità professionale per l’accesso al Registro dei revisori legali”.

(CNDCEC, comunicato del 27 settembre 2013)

 

6) Maggiorazione Irap e addizionale Irpef: le istruzioni delle Entrate

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso noto che il Tavolo per la verifica degli adempimenti e il Comitato permanente per l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza hanno constatato, con riferimento alla verifica dei risultati d’esercizio 2012, per le regioni Calabria e Molise, il consolidamento delle condizioni per l’applicazione delle disposizioni contenute nell’articolo 2, comma 86, della legge 191/2009, secondo le procedure di cui all’articolo 1, comma 174, della legge 311/2004 e successive modifiche intervenute.

Pertanto, per l’anno d’imposta 2013, in queste regioni è confermata l’applicazione delle vigenti maggiorazioni dell’aliquota dell’imposta regionale sulle attività produttive nella misura di 0,15 punti percentuali e dell’addizionale regionale all’Irpef nella misura di 0,30.

La maggiorazione avrà effetto sull’acconto dell’Irap da effettuare a novembre 2013 che dovrà essere determinato:

- con il metodo storico, assumendo quale imposta del periodo precedente quella determinata applicando l’aliquota del 2012, già comprensiva della maggiorazione di 0,15 punti percentuali;

- con il metodo previsionale, assumendo come imposta di riferimento quella

determinata applicando al volume della produzione previsto l’aliquota d’imposta maggiorata di 0,15 punti percentuali.

Dall’importo dovuto su base annuale, calcolato con queste modalità, andrà sottratto quanto versato in occasione della prima rata, sulla quale la maggiorazione non era applicabile.

Per quanto riguarda l’incremento di 0,30 punti percentuali dell’addizionale regionale Irpef, per l’anno d’imposta 2013, previsto per le regioni Calabria e Molise, si precisa che lo stesso produce effetti nell’anno 2014. Tuttavia, in relazione ai lavoratori dipendenti che cessano il rapporto di lavoro in corso d’anno, i datori di lavoro trattengono, in sede di conguaglio, l’importo dell’addizionale regionale 2013, oltre a quello delle rate residue dell’addizionale regionale 2012, applicando l’aliquota maggiorata, pari al 2,03%.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 135 del 27 settembre 2013)

 

7) Dogane: integrazione misure di controllo all’esportazione di armi da fuoco, loro parti e componenti e munizioni

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con la comunicazione del 27 settembre 2013,  informa che a decorrere dal 30 settembre 2013, nelle operazioni di esportazione delle merci di cui all’allegato I del Regolamento (UE) n.258/2012 sarà obbligatorio, per la corretta compilazione della casella 44 del DAU, inserire i seguenti dati:

Codice documento: E020 Autorizzazione all’esportazione per armi da fuoco (Regolamento UE n.258/2012)

Anno di emissione: l’anno di emissione nel formato AAAA;

Identificativo: alfa-numero dell’autorizzazione .

Per la gestione dei casi di esclusione previsti dalla normativa succitata, sarà obbligatorio inserire nella casella 44 del DAU il codice certificato Y934 per i prodotti non soggetti alla previsione del regolamento n. 258/2012.

Maggiori informazioni possono essere acquisite consultando la TARIC dal sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

 

8) Errori in sede di ravvedimento e di versamento delle imposte nel c.d. termine lungo

Assonime, con la circolare n. 29 del 27 settembre 2013, a seguito di quanto affermato dall’Agenzia delle entrate, fornisce chiarimenti sugli errori commessi dai contribuenti in sede di ravvedimento operoso e di versamento delle imposte nel c.d. termine lungo. Si tratta di chiarimenti ispirati a principi di equità e logicità del sistema che rettificano la prassi adottata in passato da taluni uffici dell’Amministrazione finanziaria e confermano le posizioni interpretative espresse da Assonime.

 

9) Inps: rilascio moduli telematici “76-2013” per gli incentivi all’assunzione di giovani

A decorrere dalle ore 15.00 del giorno 01 ottobre 2013 sarà accessibile il modulo telematico “76-2013”, per inoltrare la domanda preliminare di ammissione al beneficio e chiedere la prenotazione provvisoria dell’incentivo. L’Inps, con la circolare n. 138 del 27 settembre 2013, fornisce indicazioni operative per la compilazione dei moduli.

Messaggio Inps

L’Inps con il messaggio n. 15276 del 27 settembre 2013 ha trattato il seguente tema:

Comitato Amministratore del Fondo speciale per il sostegno del reddito e dell’occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale del settore del trasporto aereo. Integrazione messaggio n. 29489 del 23 novembre 2010, Delibera n. 97 del 22 aprile 2013: indirizzo applicativo delibera n. 22/2009.

 

10) Cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo: dichiarazione reddituale

L’art. 10 del D.Lgs. n. 503/1992, nell’introdurre il divieto di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo, dispone, al comma 4, che, ai fini dell’applicazione del divieto, i titolari di pensione sono tenuti a produrre all’ente erogatore della pensione la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo riferiti all’anno precedente, entro lo stesso termine previsto per la dichiarazione ai fini dell’IRPEF per il medesimo anno.

In applicazione dell’anzidetta disposizione i titolari di pensione con decorrenza compresa entro l’anno 2012, soggetti al divieto di cumulo parziale della pensione con i redditi da lavoro autonomo, per detto anno sono tenuti a dichiarare entro il 30 settembre 2013, data di scadenza della dichiarazione dei redditi dell’anno 2012, i redditi da lavoro autonomo conseguiti nell'anno 2012.

Con riferimento a tale disciplina, l’Inps con il messaggio n. 15256 del 27 settembre 2013, ha fornito chiarimenti in ordine all’individuazione dei pensionati tenuti alla comunicazione dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nell’anno 2012.

 

Vincenzo D’Andò