Novità fiscali del 23 luglio 2013: per dedurre il compenso all’amministratore serve una delibera

Pubblicato il 23 luglio 2013



Modello 730 anche se manca il sostituto d’imposta; rimborsi Iva a società in crisi; srl: compensi all’amministratore deducibili solo con delibera; modello 770: proroga presentazione al 20 settembre; studi di settore 2013: disponibile la versione 1.0.4; cinque per mille 2013: aggiornati elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio dopo i termini per l’iscrizione; IMU: realizzazione di un impianto fotovoltaico sul lastrico solare; Inps: cassetto previdenziale per artigiani e commercianti, nuove funzionalità nell’ottica della “bidirezionalità”; lavoratori assunti con contratto di apprendistato dalle liste di mobilità; anche in presenza di spese per compensi a terzi spetta il rimborso Irap

 

 

Indice:

1) Modello 730 anche se manca il sostituto d’imposta

2) Rimborsi Iva a società in crisi

3) Srl: compensi all’amministratore deducibili solo con delibera

4) Modello 770: proroga presentazione al 20 settembre

5) Studi di settore 2013: disponibile la versione 1.0.4

6) Cinque per mille 2013: aggiornati elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio dopo i termini per l’iscrizione

7) IMU: realizzazione di un impianto fotovoltaico sul lastrico solare

8) Inps: cassetto previdenziale per artigiani e commercianti, nuove funzionalità nell’ottica della “bidirezionalità”

9) Lavoratori assunti con contratto di apprendistato dalle liste di mobilità

10) Anche in presenza di spese per compensi a terzi  spetta il rimborso Irap

 

 

1) Modello 730 anche se manca il sostituto d’imposta

Un emendamento al D.L. 69/2013, approvato dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera, ha allargato la platea dei contribuenti che possono avvalersi del 730.

Anche i lavoratori dipendenti e i c.d. assimilati (lavoratori a progetto, colf, badanti, ecc.) che al momento del conguaglio dell’Irpef in busta paga si trovano senza un sostituto d’imposta potranno utilizzare il modello 730.

La norma entrerà in vigore dal 2014, ma già quest'anno, e in particolare dal 2 al 30 settembre, sarà possibile presentare, tramite un Caf o un professionista abilitato, il 730 che chiude a credito.

A normativa vigente il 730 può essere presentato da dipendenti, pensionati e titolari di alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, purché sia possibile accreditare o addebitare quanto risulta dalla dichiarazione dei redditi nella busta paga del contribuente.

Ciò comporta la necessaria vigenza di un rapporto di lavoro con un sostituto d’imposta al momento delle operazioni di conguaglio, normalmente effettuate tra giugno e luglio.

 

2) Rimborsi Iva a società in crisi

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17676 del 20 luglio 2013, ha stabilito che gli eventi straordinari nella vita dell’impresa che possono ridurre fortemente l’attività, costituiscono un valido motivo per disapplicare la norma antielusiva sulle società di comodo.

La vicenda trae origine dal silenzio-rifiuto dell’Agenzia delle Entrate a un’istanza di rimborso Iva presentata da una società.

L’ufficio giustificava il diniego, affermando che l’impresa non svolgeva attività commerciale ma solo mero godimento di immobili.

La stessa, di conseguenza, doveva ritenersi società di comodo e, pertanto, esclusa dal diritto al rimborso dell'Iva.

Avverso il silenzio la contribuente proponeva ricorso in C.T.P. rilevando che il mancato conseguimento di ricavi era l’effetto di eventi del tutto straordinari e imprevedibili e, pertanto, la disposizione antielusiva doveva disapplicarsi.

Entrambi i giudici di merito confermavano la spettanza del rimborso. Stesso giudizio dalla Suprema Corte. Dunque, le disposizioni antielusive dell’art. 30 L. 724/94 non si applicano ai soggetti che non si trovano in un periodo di normale svolgimento dell’attività e ciò vale in tutti i casi di carattere straordinario.

 

3) Società: compensi all’amministratore deducibili solo con delibera

Serve una delibera assembleare per rendere deducibili i compensi dell’amministratore della società. Non conta il fatto che l’assemblea abbia comunque approvato i bilanci nei quali erano contabilizzati tali compensi e per effetto della tassazione subita dall'amministratore non sia stato cagionato alcun danno all'erario.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 17673 del 20 luglio 2013.

Il caso ha riguardato una società a cui é stata contestata la deducibilità dei compensi erogati all’amministratore poiché non é stato deliberato preventivamente dall’assemblea, né previsto dallo statuto.

Accogliendo il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, la Suprema Corte afferma che nel caso di specie i costi devono considerarsi indeducibili, per difetto dei requisiti di certezza e inerenza previsti dall’art. 109 del TUIR.

In particolare, i giudici motivano la propria conclusione richiamando l’art. 50, comma 1, lett. c-bis) del TUIR (art. 49 comma 2, lett. a) nel testo di legge vigente ratione temporis), in base al quale sono produttivi di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (in precedenza, redditi di lavoro autonomo) i rapporti aventi per oggetto la prestazione di attività svolte senza vincolo di subordinazione a favore di un determinato soggetto nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita.

Quanto alla determinazione della misura del compenso degli amministratori di società di capitali, viene richiamata la sentenza a Sezioni Unite n. 21933 del 29 agosto 2008, con la quale, esclusivamente in ambito civile, è stato stabilito che il diritto a tale compenso non sorge se non in forza di una specifica delibera assembleare e, a tal fine, non è sufficiente la delibera di approvazione del bilancio ove era stato indicato il relativo costo.

 

4) Modello 770: proroga presentazione al 20 settembre

Il termine per l’invio telematico, da parte dei sostituti d’imposta, dei modelli 770/2013 Ordinario e Semplificato, dovrebbe slittare dal 31 luglio al prossimo 20 settembre.

Pare sia alla firma l’apposito decreto che dispone il differimento.
In tal modo, il Governo verrebbe incontro alle richieste avanzate in tal senso da alcune categorie professionali, tra cui quella dei Consulenti del lavoro.

Come è noto, nei giorni scorsi, il Consiglio nazionale dei Consulenti del Lavoro ha inviato una lettera all’Agenzia nella quale ha chiesto il rinvio della scadenza, in particolare per i tempi diventati molto ristretti dopo i rinvii concessi per la presentazione del Modello Unico che hanno “accorciato” i giorni a disposizione per la preparazione dei documenti da presentare.

Esattamente come un anno fa, la proroga arriverebbe comunque in piena “zona Cesarini”, cioè a pochi giorni dalla scadenza del 31 luglio.

Anche l’ANC ha reso noto di avere inviato una lettera al Ministro dell’Economia e al Direttore dell’Agenzia delle Entrate di richiesta della proroga.

5) Studi di settore 2013: disponibile la versione 1.0.4

L’Agenzia delle entrate ha messo a disposizioni, sul proprio sito internet il 22 luglio 2013, il Software di compilazione Studi di settore - Gerico 2013.

Si tratta del prodotto software GERICO 2013, versione 1.0.4 del 19 luglio 2013, che consente il calcolo della congruità, tenuto conto della normalità economica, e della coerenza economica per i 205 studi di settore applicabili per il periodo d’imposta 2012.

Il software è aggiornato con le modifiche agli studi previste dai DDMM 21/03/2013 e 28/03/2013 e con i correttivi crisi da applicare alle risultanze degli studi di settore approvati con DM 23/05/2012.

Aggiornamenti

La versione 1.0.4 del 19 luglio 2013 prevede le seguenti modifiche rispetto alla versione precedente:

- Per lo studio WK04U è stato adeguato il controllo bloccante del quadro “D” in relazione ai campi D02004, D02005 e D02006;

- per lo studio WK21U è stato rimosso il controllo bloccante tra i quadri D e G in relazione ai campi D04101 e G00901.

(Agenzia delle entrate, nota del 22 luglio 2013)

 

6) Cinque per mille 2013: aggiornati elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio dopo i termini per l’iscrizione

Elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille dopo i termini per l’iscrizione aggiornati al 21 luglio 2013:

- Elenco associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni;

- Elenco degli enti del volontariato;

- Elenco degli Enti della ricerca scientifica e dell’Università.

Sono disponibili, in tre distinti elenchi, i dati degli enti del volontariato, delle associazioni sportive dilettantistiche e degli enti della ricerca scientifica che hanno presentato la domanda di iscrizione al 5 per mille dopo i termini.

I soggetti interessati possono regolarizzare la loro posizione entro il 30 settembre 2013 ai sensi dell'art. 2 comma 2 del D.L. 2 marzo 2012, n. 16 inviando la documentazione integrativa (Onlus e volontariato alle Direzioni Regionali; associazioni sportive dilettantistiche agli uffici territoriali del Coni ed enti della ricerca scientifica al Miur) e versando una sanzione di importo pari a 258 euro tramite il modello F24 con codice tributo 8115.

(Agenzia delle entrate, nota del 22 luglio 2013)

 

7) IMU: realizzazione di un impianto fotovoltaico sul lastrico solare

I lastrici solari non rilevano ai fini IMU. Secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze (parere espresso nella risoluzione n. 8/DF del 22 luglio 2013) i lastrici solari, sia di edifici privati sia di edifici pubblici, sono parte integrante dell’edificio esistente e, in quanto tali, concorrono alla determinazione complessiva delle rendite catastali delle unità immobiliari facenti parte dell’edificio stesso.

Tali rendite costituiscono l’elemento principale per l’individuazione della base imponibile utile ai fini dell’IMU, di cui al richiamato art. 5, comma 2, del D. Lgs. n. 504 del 1992.

Tali conclusioni del MEF che escludono la qualificazione del lastrico solare - dichiarato peraltro in catasto su base volontaria -, quale area edificabile durante la fase di costruzione dell’impianto fotovoltaico sono avvalorate anche da quanto sostenuto dalla Corte di Cassazione nella recente sentenza n. 10735 dell’8 maggio 2013.

In particolare, i Giudici di legittimità hanno chiarito, in materia di ICI - ma le stesse considerazioni valgono pure per l’IMU, in virtù dello specifico rinvio effettuato dal comma 3 dell’art. 13 del D. L. n. 201 del 2011, ai criteri di determinazione della base imponibile ICI - che “la nozione di fabbricato, di cui al D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 2, rispetto all’area su cui esso insiste,

è unitaria, nel senso che, una volta che l’area edificabile sia comunque utilizzata, il valore della base imponibile ai fini dell’imposta si trasferisce dall'area stessa all’intera costruzione realizzata. Per l'applicazione dell'imposta sul “fabbricato di nuova costruzione”, infatti, la norma individua due soli criteri alternativi: la data di ultimazione dei lavori, ovvero, se antecedente, quella di utilizzazione, senza alcun riferimento alla divisione del fabbricato in piani o porzioni (Cass. n. 22808 del 2006).

Per la determinazione della base imponibile “di un appartamento in costruzione al primo piano dell’edificio, quindi, non trova applicazione il D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 5, comma 6, che disciplina l’utilizzazione edificatoria dell’area (individuando come base imponibile il valore dell’area stessa), […] di tal che, nella specie, non essendosi realizzato alcuno dei due presupposti, il comune non poteva assoggettare ad ICI l’area su cui si sviluppava la cubatura in relazione alla quale era stata conseguita la concessione edilizia per l’appartamento al primo piano, non essendovi altra “area fabbricabile” che quella su cui insisteva l’appartamento a suo tempo realizzato al piano terreno (Cass. n. 23347 del 2004)”.

Il MEF conclude rilevando che dette considerazioni valgono anche per tutte le altre categorie fittizie.

 

8) Inps: cassetto previdenziale per artigiani e commercianti, nuove funzionalità nell’ottica della “bidirezionalità”

E’ ormai nota la disponibilità per i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni degli Artigiani e Commercianti del cassetto previdenziale. Lo stesso servizio è stato esteso anche ai Patronati. Infine, sono state fornite le istruzioni per l’accesso agli intermediari delegati ad operare per loro conto.

L’Inps procede, pertanto, in maniera graduale nel perseguire l’obiettivo del miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza della propria azione amministrativa, ampliando l’offerta dei servizi privilegiando il canale di comunicazione telematico.

A tal fine, il Cassetto previdenziale per Artigiani e Commercianti è stato implementato con un nuovo servizio di consultazione delle comunicazioni inviate agli utenti:

Lettere di comunicazione dei codici Inps e degli importi per i versamenti inerenti l'imposizione contributiva 2013, i cui modelli F24 sono in ogni caso disponibili, anche in forma precompilata e direttamente stampabile, con la relativa funzione "Dati del modello F24" presente nello stesso Cassetto previdenziale per Artigiani e Commercianti

Avvisi bonari

La nuova funzionalità è identificata dall'opzione di menù "Comunicazione bidirezionale" mediante la quale è possibile accedere alla lista delle comunicazioni inviate all'utente Artigiano/Commerciante e limitatamente, per ora, alle due missive sopra citate. Con successivo messaggio sarà comunicata la disponibilità all’interno della sezione delle altre comunicazioni predisposte dall’Istituto.

Per agevolare la consultazione delle comunicazioni collocate all'interno del Cassetto, è stato previsto un servizio di "alert" via email a beneficio sia degli assicurati Artigiani e Commercianti, che dei loro intermediari muniti di delega attiva, per i quali si è in possesso del relativo contatto di posta elettronica.

Inoltre, a beneficio sia delle Associazioni di categoria che degli altri Intermediari, è in programma la predisposizione all'interno rispettivamente del "Portale delle Associazioni" e dell'applicativo "Deleghe per l'accesso ai servizi Web di Artigiani e Commercianti", di liste dedicate per tutte le comunicazioni che vengono collocate nel Cassetto in sostituzione dell'invio cartaceo.

A tal fine l’Inps precisa che il processo di dematerializzazione cui si è fatto cenno ha per ora interessato esclusivamente i casi di comunicazioni agli assicurati non soggette a obbligo di notifica, né pregiudizievoli ai fini degli obblighi di legge in merito all'imposizione contributiva e alle modalità di calcolo della contribuzione dovuta alle scadenze di legge, i cui dati sono accessibili dal Cassetto in tempo reale.

Viene poi rinnovato l'invito a munirsi di PIN per l'accesso ai servizi telematici offerti dal Cassetto previdenziale per Artigiani e Commercianti, nonché ad utilizzare detto canale telematico per la comunicazione dei propri contatti di riferimento (numero di cellulare, email ovvero PEC se presente), al fine di consentire all'Istituto di potenziare al massimo le possibilità di comunicazione e conseguentemente ampliare e rendere sempre più efficaci le possibilità di fruizione di tutti i servizi telematici.

Per segnalazioni/chiarimenti di carattere tecnico-operativo è possibile utilizzare l'indirizzo email SupportoArtCom@inps.it.

(Inps, messaggio n. 11762 del 22 luglio 2013)

 

9) Lavoratori assunti con contratto di apprendistato dalle liste di mobilità

L’Inps fornisce precisazioni in merito alla contribuzione applicabile al temine del periodo agevolato di 18 mesi previsto dalla legge 223/1991.

Come noto, l’articolo 7, c. 4 del D.lgs. 167/2011 (TU dell’apprendistato), ha previsto la possibilità di assumere in apprendistato lavoratori in mobilità, ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale.

In questo caso, è consentito derogare sia ai limiti anagrafici previsti in genere per l’instaurazione dei rapporti di apprendistato, sia alla normativa in materia di licenziamento, trovando applicazione, per detti lavoratori, la disciplina in materia di licenziamenti individuali di cui alla legge n. 604/1966.

Riguardo all’applicabilità di questo particolare istituto, il Ministero del Lavoro ha precisato che il ricorso a detta tipologia era possibile già all’atto di entrata in vigore del citato TU negli ambiti in cui la nuova regolamentazione fosse operativa e che, in caso contrario, per i lavoratori in mobilità poteva trovare applicazione la previgente disciplina, “ferme restando le disposizioni in materia licenziamenti individuali di cui alla legge 604/1966 e il regime contributivo di cui alla legge 223/1991”.

(Inps, messaggio n. 11761 del 22 luglio 2013)

 

 

10) Anche in presenza di spese per compensi a terzi  spetta il rimborso Irap

Non è vero che sia dovuta l’Irap quando il professionista (o il piccolo imprenditore) abbia dichiarato nel Modello Unico, nel quadro RE, talune spese per compensi a terzi. In particolare, quanto tali spese siano di importo non superiore a € 5.000,00.

Lo ha deciso la Corte di Cassazione con la sentenza n. 17766 del 19 luglio 2013 che ha rovesciato la decisione dei giudici di merito.

Il contribuente ha, quindi, diritto al rimborso dell’Irap, secondo i giudici supremi. Di parere contrario erano state le Commissioni tributarie sottostanti.

A parere della Suprema Corte, nel caso di specie, si è trattato di importi irrisori che non sono “prova sufficiente di una autonoma struttura organizzata in grado di potenziare l’opera professionale del contribuente”.

Insomma, tenuto conto della “modestia dell’importo”, è impensabile che quelle “spese” possano dare luogo “all’assunzione di un collaboratore stabile”.

 

Vincenzo D’Andò