IMU: l'acconto 2013

La disciplina dell’IMU (Imposta Municipale Unica, introdotta dal D.L. 201/2011, convertito dalla L. 214/2011) subisce continue modifiche normative, pur tuttavia si avvicina la scadenza del 17 giugno 2013 prevista per il pagamento della prima rata (acconto) dell’IMU dovuta per il 2013.
Per ultimo è intervenuto il D.L. n. 35/2013 (in corso di conversione in Legge, la conversione del citato D.L. n. 35/2013 deve avvenire entro il 7 giugno 2013 e cioè a ridosso della scadenza del pagamento della prima rata dell’IMU) e poi la circolare n. 2/DF del 23 maggio 2013 che ha anche evidenziato le difficoltà dal punto di vista organizzativo, soprattutto per i Centri di assistenza fiscale (CAF) che gestiscono un numero elevatissimo di versamenti IMU.
Niente sanzioni, dunque, per eventuali errori che il contribuente potrà commettere, causa l’attuale confusione normativa in materia di IMU, almeno al momento del pagamento della prima rata previsto, attualmente, al 17 giugno 2013.
Infine, il D.L. n. 54 del 21 maggio 2013, ha disposto la sospensione dei versamenti IMU di giugno per la “prima casa”.
La Legge di stabilità 2013
La Legge n. 228/2012 (cd. Legge di stabilità 2013) ha fatto si che dal 2013 l’IMU (quale tributo municipale) affluisca solo nelle casse dei comuni, salvo per quanto concerne gli “immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D”, il cui tributo di competenza andrà versato esclusivamente allo Stato: Anche per detti fabbricati, peraltro, è contemplata la possibilità di un afflusso di risorse all’ente locale, ma solo nel caso in cui sia prevista con apposita delibera una maggiorazione (comunque non superiore allo 0,3%) dell’aliquota standard dello 0,76%, che finirà comunque nelle casse statali, con evidente svantaggio per i possessori di detti fabbricati, posto che i comuni potranno solo incrementare l’aliquota nazionale unica, mentre in precedenza potevano anche ridurla.
E’, quindi, stata tolta la riserva statale del 50% dell’imposta, fino al 2012 gravante sul gettito degli immobili diversi dall’abitazione principale.
Viene in tal modo eliminato il percorso tortuoso cui i contribuenti sono stati costretti per il 2012, anno di prima applicazione del tributo (1).
A livello operativo, non è ancora stato precisato cosa debba intendersi per “immobili ad uso produttivo” di categoria catastale “D” e, quindi, quale sia l’esatto ambito oggettivo di estensione della nuova disposizione.
Immobili classificati nel gruppo catastale D
L’art. 13, comma 4, lett. d), del D.L. n. 201 del 2011, prevede che, a decorrere dal 1° gennaio 2013, il moltiplicatore applicabile per determinare la base imponibile dei fabbricati classificati nel gruppo catastale D, esclusi quelli della categoria catastale D/5, sia elevato a 65.
A decorrere dalla stessa data, l’art. 1, comma 380, della Legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Legge di stabilità per l’anno 2013) ha introdotto significative novità alla disciplina degli immobili classificati nel gruppo catastale D2, poiché:
– La lett. f) ha riservato allo Stato il gettito dell’IMU, derivante dagli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D, calcolato ad aliquota standard dello 0,76%, prevista dal comma 6, primo periodo, dell’art. 13 del D. L. n. 201 del 2011;
– la lett. g) ha stabilito che i comuni possono aumentare sino a 0,3 punti percentuali l’aliquota standard dello 0,76%, prevista dal comma 6, primo periodo, dell’art. 13 del D. L. n. 201 del 2011, per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D.
Pertanto, a causa delle modifiche normative, il calcolo per il versamento della prima rata deve essere effettuato tenendo conto, innanzitutto, del moltiplicatore elevato a 65 per i fabbricati …

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