Novità fiscali del 17 aprile 2013: il compenso eccessivo all’amministratore non è deducibile

Pubblicato il 17 aprile 2013



previsioni sul rinvio dello spesometro (elenco clienti e fornitori 2012); INAIL: dal 30 aprile le denunce si fanno solo on line; agevolazioni imprese appartenenti a “Reti imprese”: organismi abilitati a rilasciare l’asseverazione del programma di rete; la protezione dei diritti di proprietà industriale e intellettuale nel contesto on-line; compenso eccessivo all’amministratore non è deducibile; cessione azienda: per la ripresa a tassazione del fisco occorrono dati dettagliati; contribuzione alla Cassa di previdenza per prestazioni attinenti la professione; Agenzia delle entrate: servizio RSS; fondo di previdenza per il personale addetto ai pubblici servizi di trasporto; personale della Poste Italiane S.p.A.

 

 

Indice:

1) Previsioni sul rinvio dello spesometro (elenco clienti e fornitori 2012)

2) Inail: dal 30 aprile le denunce si fanno solo on line

3) Agevolazioni imprese appartenenti a “Reti imprese”: aggiornati organismi abilitati a rilasciare l’asseverazione del programma di rete

4) La protezione dei diritti di proprietà industriale e intellettuale nel contesto on-line

5) Compenso eccessivo all’amministratore non è deducibile

6) Cessione azienda: per la ripresa a tassazione del fisco occorrono dati dettagliati

7) Contribuzione alla Cassa di previdenza per prestazioni attinenti la professione

8) Agenzia delle entrate: servizio RSS

9) Fondo di previdenza per il personale addetto ai pubblici servizi di trasporto: accesso alla pensione di vecchiaia

10) Personale della Poste Italiane S.p.A.: proroga della sospensione del contributo ordinario di finanziamento del Fondo

 

 

1) Previsioni sul rinvio dello spesometro (elenco clienti e fornitori 2012)

La cosa certa è lo spostamento della scadenza dello spesometro, ormai non più previsto per il 30 aprile 2013.

A questo punto si possono solo fare previsioni sulla data destinarsi (comunicato stampa dell’Agenzia delle entrate n. 50 del 16 aprile 2013).

Occorre evitare l’ingorgo di scadenze sia con Unico sia con altri adempimenti fiscali. Quindi, sono possibili due scelte, o dopo la stagione di Unico magari sfiorando anche la scadenza dei beni ai soci oppure ancora oltre verso metà novembre, cautelandosi di non far coincidere questa con altre scadenze fiscali.

Ma il suddetto comunicato non si é limitato al solo annuncio, infatti, ha anche speificato: “Con successivo provvedimento del direttore dell'Agenzia, che terrà conto delle numerose proposte formulate dalle associazioni di categoria, sarà approvato il nuovo modello di comunicazione con le relative specifiche tecniche e fissata una nuova scadenza, per inviare i dati relativi al 2012, che sarà definita tenendo in considerazione i tempi tecnici necessari per effettuare gli adempimenti richiesti”.

La motivazione alla base della proroga per l’Amministrazione finanziaria è che il D.L. n. 16/2012, decreto sulle semplificazioni tributarie, ha modificato in maniera rilevante la trasmissione dei dati delle operazioni rilevanti ai fini Iva relative al 2012 (cd. Spesometro), tanto da rendere impossibile la scadenza del 30 aprile.

“Il D.L. n. 16 del 2012”, Secondo l’Agenzia delle entrate, “ha, infatti, stabilito che per le operazioni effettuate dall’1 gennaio 2012 tra operatori economici (business to business) l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle entrate riguarda tutte le operazioni Iva rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto e non più soltanto quelle pari o superiori ai 3.000 euro. Resta, invece, fissata a 3.600 euro la soglia per le comunicazioni relative alle operazioni per le quali non è previsto l’obbligo di emissione della fattura (business to consumer)”.

Dunque il quadro che ha delineato l’Agenzia delle entrate è il seguente: Una proroga con successivo provvedimento che avrà delle modifiche ma da concordare con le associazioni di categoria. Nulla dunque sarà deciso senza prima sentire i rappresentanti delle pmi che assicurano dall’Agenzia saranno chiamati al più presto.

Una procedura insomma che ricalca l’intenzione espressa nel provvedimento sui beni ai soci.

Intanto però una apertura l’Agenzia (all’interno del comunicato sulla proroga) la lascia intravedere: Tra le diverse misure di semplificazione degli adempimenti sarà prevista anche la facoltà, per gli operatori commerciali che svolgono attività di locazione e/o noleggio, di optare per la comunicazione dei dati utilizzando il nuovo modello di comunicazione ed effettuando l’adempimento nei termini previsti per il “nuovo spesometro”.

Fatture tra privati fuori dalla comunicazione

Potrebbero rimanere fuori dallo spesometro le fatture a privati di importo fino a 3.000-3.600 euro ?

L’ipotesi non è attualmente sorretta dalla norma, ma potrebbe essere proposta alla luce del neo comunicato stampa dell’Agenzia delle entrate. E andrebbe incontro alle esigenze di semplificazione dei contribuenti, evitando loro di dover includere nell’elenco clienti tutte le fatture emesse nei confronti di privati, di qualsiasi importo, anche se non registrate.

Il quadro

L’art. 21 del D.L. n. 78/2010 ha istituito l’obbligo per i soggetti passivi dell’Iva di comunicare telematicamente all’Agenzia delle entrate le operazioni rilevanti ai fini Iva di importo non inferiore a 3.000 euro.

La norma è stata poi modificata dal D.L. n. 16/2012, con il quale è stato stabilito, con decorrenza dalle operazioni poste in essere dal 1° gennaio 2012 che “l’obbligo di comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto per le quali è previsto l’obbligo di emissione della fattura è assolto con la trasmissione, per ciascun cliente e fornitore, dell’importo di tutte le operazioni attive e passive effettuate. Per le sole operazioni per le quali non è previsto l’obbligo di emissione della fattura la comunicazione telematica deve essere effettuata qualora le operazioni stesse siano di importo non inferiore a euro 3.600, comprensivo dell’imposta sul valore aggiunto”.

Per effetto di questa modifica, quindi, dal periodo d’imposta 2012 l'adempimento è strutturato in modo differente per le operazioni soggette a fatturazione e per quelle non soggette:

- le prime (con obbligo di fatturazione) devono essere comunicate tutte, quale che sia l'importo della singola operazione, per l’ammontare complessivamente riferibile a ciascun cliente e fornitore

- le seconde (senza obbligo di fatturazione) devono invece essere comunicate analiticamente, ma limitatamente a quelle di importo pari o superiore a 3.600 euro, Iva compresa.

In arrivo semplificazioni ?

L’Agenzia delle entrate sembra aprire uno spiraglio afferma, infatti, che il citato D.L. n. 16/2012 ha “stabilito che per le operazioni effettuate dall’1 gennaio 2012 tra operatori economici (business to business) l’obbligo riguarda tutte le operazioni Iva rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto e non più soltanto quelle pari o superiori ai 3.000 euro. Resta, invece, fissata a 3.600 euro la soglia per le comunicazioni relative alle operazioni per le quali non è previsto l’obbligo di emissione della fattura (business to consumer)”.

Pare, quindi, possibile una lettura che preclude la semplificazione delle fatture emesse, sia per obbligo o meno, sotto tale soglia.

Ovviamente, per una conferma occorre attendere il successivo provvedimento delle Entrate.

 

2) Inail: Dal 30 aprile le denunce si fanno solo on line

Dal 30 aprile 2013 si dovranno utilizzare le modalità telematiche per le comunicazioni con le imprese che, a tal fine, devono essere in possesso delle credenziali di accesso ai servizi attivi in www.inail.it, Punto cliente.

In particolare gli adempimenti telematici riguardano:

- la cessazione di una lavorazione;

- la variazione attività;

- la cessazione di una lavorazione polizza dipendenti (cessazione rischio) e di una polizza dipendenti ditta artigiana;

- la variazione polizza artigiani (nuova iscrizione, cessazione, dati anagrafici, ecc.);

- la denuncia di un nuovo rischio polizza artigiani;

- la variazione dell’incidenza dei rischi assicurati polizza artigiani;

- la variazione rischio silicosi/asbestosi e dati retributivi;

- la variazione dati anagrafici e classificativi soci e familiari non artigiani.

Gli ulteriori adempimenti telematici, nelle ipotesi in cui non è obbligatoria la Comunicazione unica al registro delle imprese, riguardano l’apertura nuova Pat (dipendenti e/o artigiani), la variazione della ragione sociale, della sede legale, del rappresentante legale, del soggetto delegato (art. 14 T.u.) e la variazione dell’indirizzo della sede dei lavori Pat.

 

3) Agevolazioni imprese appartenenti a “Reti imprese”: aggiornamento organismi abilitati a rilasciare l’asseverazione del programma di rete

L’Agenzia delle entrate ha pubblicato il 16 aprile 2013, sul proprio sito internet, gli organismi abilitati a rilasciare l'asseverazione del programma di rete.

L’agevolazione consiste in una sospensione d’imposta della quota degli utili dell’esercizio destinata, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012, al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato all’affare.

La quota degli utili deve essere accantonata in una apposita riserva e concorre a formare il reddito se utilizzata per scopi diversi dalla copertura delle perdite di esercizio ovvero viene meno l’adesione al contratto di rete.

L’importo che non concorre alla formazione del reddito d’impresa non può, comunque, superare il limite di € 1.000.000.

Per ottenere il beneficio fiscale, nel periodo compreso tra il 2 maggio e il 23 maggio di ciascun anno, le imprese interessate devono presentare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

La trasmissione deve essere effettuata telematicamente, direttamente o tramite un intermediario abilitato a Entratel (professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc.), utilizzando il software “AGEVOLAZIONERETI”, disponibile sul sito internet http://www.agenziaentrate.gov.it.

L’Agenzia delle Entrate comunicherà, con appositi provvedimenti, la percentuale massima del risparmio d’imposta spettante per ciascuna annualità.

L’agevolazione può essere fruita solo con il versamento del saldo delle imposte sui redditi (Irpef e Ires) dovute per il periodo d'imposta in cui sono stati effettuati gli investimenti.

Gli acconti dell'Irpef e dell’Ires dovuti per il periodo d'imposta successivo devono essere calcolati, invece, considerando come imposta del periodo precedente quella che sarebbe risultata senza considerare l'agevolazione.

Comunicazione degli organismi abilitati a rilasciare l’asseverazione del programma di rete

Le Confederazioni di rappresentanza datoriale rappresentative a livello nazionale, presenti nel Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel), devono comunicare, utilizzando apposito modello alla comunicazione riservata , gli organismi abilitati a rilasciare l’asseverazione del programma di rete.

La comunicazione deve essere presentata mediante spedizione a mezzo raccomandata o consegna diretta, all'Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti - Ufficio Assistenza agli Intermediari - Via Cristoforo Colombo 426 c/d - 00145 Roma. Sulla busta, deve essere apposta la dicitura: “Comunicazione asseverazione reti d’impresa”.

La comunicazione può essere inviata anche tramite posta elettronica certificata all’indirizzo agenziaentratepec@pce.agenziaentrate.it indicando nell’oggetto “Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti – Comunicazione asseverazione reti d'impresa” e allegando il file in formato Pdf risultante dalla scansione del modello compilato e firmato.

Lo stesso modello va utilizzato per modificare i dati comunicati, o per comunicare nuovi organismi.

Per eliminare uno o più organismi presenti in una comunicazione già inviata, la Confederazione invia una comunicazione in forma libera, con le stesse modalità previste per il modello di comunicazione approvato, contenente i propri dati identificativi e quelli dell’organismo o degli organismi da eliminare.

Trasmissione dei dati relativi all’asseverazione del programma di rete

Il beneficio fiscale può essere fruito a condizione che il programma di rete sia preventivamente asseverato dagli organismi abilitati.

Gli organismi che rilasciano l’asseverazione del programma devono trasmettere in via telematica, utilizzando le apposite specifiche tecniche, i dati relativi alle imprese beneficiarie dell’agevolazione interessate dal programma di rete asseverato e gli estremi del contratto di rete avente ad oggetto il medesimo programma.

La trasmissione di questi dati deve essere effettuata entro il mese di aprile dell’anno successivo a quello in cui l’avvenuta asseverazione è comunicata all’organo comune per l’esecuzione del contratto della rete o al rappresentante della rete risultante dalla stipula dello stesso contratto.

 

4) La protezione dei diritti di proprietà industriale e intellettuale nel contesto on-line

Assonime, con il note e studi n. 6/2013, ha pubblicato il rapporto “La protezione dei diritti di proprietà industriale e intellettuale nel contesto on-line”, elaborato nell’ambito del Gruppo di lavoro della Giunta Assonime su “Digitalizzazione e attività d’impresa”.

I diritti di proprietà industriale e intellettuale hanno un valore economico fondamentale per le imprese.

L’innovazione tecnologica e, in particolare, la digitalizzazione hanno profondamente modificato le modalità di diffusione di informazioni, beni e servizi e il modo in cui i consumatori vi hanno accesso.

Nell’Unione europea è in corso un’ampia riflessione su come adeguare la tutela dei diritti di proprietà industriale e intellettuale alle sfide che emergono nel nuovo contesto.

L’obiettivo è la definizione di un quadro giuridico che favorisca lo sviluppo dinamico del settore, la creazione dei contenuti e la loro diffusione, tenendo conto dei molteplici interessi in gioco: quelli dei creatori di contenuti e più in generale dei titolari dei diritti, quelli dei prestatori dei servizi on-line e quelli dei consumatori.

Il rapporto Assonime sottolinea che su questi temi una prospettiva esclusivamente nazionale non è sufficiente. Occorre una strategia a livello europeo che riguardi non solo i profili interni all’UE ma anche gli aspetti internazionali.

Il rapporto si concentra su due aree: la tutela del diritto d’autore nel mondo digitale e il contrasto della contraffazione e della pirateria.

L’analisi delle più recenti iniziative delle istituzioni europee è accompagnata da una serie di valutazioni e indicazioni di policy, riassunte in tredici proposizioni.

Sulla tutela del diritto d’autore, la Commissione europea ha adottato varie iniziative per promuovere la digitalizzazione su larga scala delle opere fuori commercio e delle cosiddette “opere orfane”, con l’obiettivo di agevolare la conservazione e la diffusione del patrimonio culturale europeo.

Una recente proposta di direttiva mira inoltre a migliorare la governance dei sistemi di gestione collettiva del diritto d’autore e dei diritti connessi, specialmente nel settore delle opere musicali.

Il rapporto sottolinea la necessità di una posizione culturale chiara delle istituzioni europee rispetto all’idea, che talora emerge dal dibattito, di abolire la proprietà intellettuale. Idee di questo tipo hanno contribuito a determinare il rifiuto da parte del Parlamento europeo di aderire all’accordo ACTA per il contrasto alla contraffazione.

Assonime sottolinea che il buon funzionamento del sistema richiede un’adeguata remunerazione di tutti i soggetti interessati, per assicurare i giusti incentivi alla creazione e a una ricca offerta di contenuti, anche on-line. Occorre migliorare la consapevolezza da parte degli utenti di internet delle ragioni di interesse pubblico della tutela della proprietà intellettuale.

Nel nuovo contesto digitale, peraltro, è necessario un approccio innovativo e coraggioso alla valorizzazione commerciale dei diritti, basato su forme di tutela più aperte e flessibili.

In particolare, un’idea che ha crescenti consensi a livello internazionale è quella di promuovere sistemi volontari di registrazione delle opere basati su banche dati on-line interoperabili.

Questi sistemi faciliterebbero la conoscibilità dei titolari dei diritti, l’utilizzo delle opere e la compensazione economica.

Sui temi della contraffazione e della pirateria in rete, il rapporto Assonime parte dai dati che evidenziano le gravissime conseguenze economiche del fenomeno per evidenziare la necessità di forme più incisive di contrasto, sia sul fronte della prevenzione che su quello della repressione.

Vengono valutate, in questa prospettiva, le iniziative della Commissione europea volte a promuovere accordi volontari per la lotta contro la vendita on-line di merci contraffatte, a rafforzare i controlli doganali e accrescere la fiducia dei consumatori negli acquisti on-line.

Per contrastare lo sviluppo della pirateria è comunque essenziale, accanto a queste iniziative, un’ampia offerta legale di contenuti in rete a condizioni allettanti per i consumatori.

Il rapporto analizza anche il tema della responsabilità dei fornitori di servizi per le violazioni in rete alla luce della giurisprudenza della Corte di giustizia e auspica la definizione di regole europee sui sistemi di notice-and-takedown tali da assicurare la rapida rimozione dei contenuti illeciti e al tempo stesso non gravare i prestatori di servizi di compiti di controllo non ben definiti.

 

5) Compenso eccessivo all’amministratore non è deducibile

Non è deducibile il compenso dell’amministratore unico se ritenuto sproporzionato e privo di ragioni economiche giustificative.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 9036 del 15 aprile 2013.

L’ufficio, con un avviso di accertamento, rettificava il reddito dichiarato da una società, riprendendo a tassazione il compenso erogato all’amministratore unico, perché ritenuto sproporzionato rispetto all’attività svolta.

La C.T.R. respingeva il ricorso presentato dal contribuente. Allora la società faceva ricorso in Cassazione sostenendo che l’ufficio non aveva il potere di valutare la deducibilità del compenso corrisposto all’amministratore.

La Suprema corte, ritenendo infondata la censura, ha chiarito che rientra nei poteri del fisco valutare la congruità dei costi e dei ricavi esposti in bilancio e nelle dichiarazioni, anche se non ricorrono irregolarità nella tenuta delle scritture contabili.

                                                Svolgimento del processo

La controversia promossa da X s.r.l. contro l’Agenzia delle Entrate è stata definita con la decisione in epigrafe, recante il rigetto dell’appello proposto dalla società contribuente contro la sentenza della CTP di Sondrio n. 49/1/2009 che ne aveva respinto il ricorso avverso l’avviso di accertamento per Irpeg ed Irap relative all’anno 2004. La CTR riteneva legittimo il recupero a tassazione di parte del compenso corrisposto all’Amministratore Unico in quanto costo sproporzionato, non avendo peraltro la contribuente né dedotto né fornito prova dell’esistenza di ragioni economiche giustificative.

Il ricorso proposto si articola in due motivi. Resiste con controricorso l’Agenzia delle Entrate. Il relatore ha depositato relazione ex art. 380 bis c.p.c. chiedendo il rigetto del ricorso. Il presidente ha fissato l’udienza del 27/2/2013 per l’adunanza della Corte in Camera di Consiglio. Il P.G. ha concluso aderendo alla relazione.

                                               Motivi della decisione

Con primo motivo (con cui deduce: violazione e comunque falsa applicazione di legge – artt. 109 e 95 del dpr 917/86; art. 41 bis del dpr 600/73) la ricorrente censura la decisione della CTR laddove ha riconosciuto all’Amministrazione Finanziaria il potere di valutare la deducibilità del compenso corrisposto all’Amministratore Unico.

La censura è infondata. Questa Corte ha affermato (Sez. 5, sentenza n. 9497 del 11/04/2008), che rientra nei poteri dell’Amministrazione Finanziaria la valutazione di congruità dei costi e dei ricavi esposti nel bilancio e nelle dichiarazioni, anche se non ricorrano irregolarità nella tenuta delle scritture contabili o vizi negli atti giuridici d’impresa, con possibile negazione della deducibilità di un costo ritenuto insussistente o sproporzionato, non essendo l’Ufficio vincolato ai valori o ai corrispettivi indicati nelle delibere sociali o nei contratti. Ha altresì ripetutamente ritenuto (di recente, Sez. 5, sentenza n. 4554 del 25/02/2010; Sez. 5, sentenza n. 26480 del 30/12/2010), che, in tema di accertamento delle imposte sui redditi, incombe al contribuente l’onere della prova dei presupposti dei costi ed oneri deducibili concorrenti alla determinazione del reddito d’impresa, ivi compresa la loro inerenza e la loro diretta imputazione ad attività produttive di ricavi, tanto nella disciplina del d.P.R. n. 597 del 1973 e del d.P.R. n. 598 del 1973, che del d.P.R. n. 917 del 1986; e che, poiché rientra nei poteri dell’Amministrazione Finanziaria, in sede di accertamento, la valutazione della congruità dei costi e dei ricavi esposti nel bilancio e nelle dichiarazioni, con negazione della deducibilità di parte di un costo sproporzionato ai ricavi o all’oggetto dell’impresa, l’onere della prova dell’inerenza dei costi, gravante sul contribuente, ha ad oggetto anche la congruità dei medesimi.
Tali principi non risultano incompatibili con la formulazione dell’art. 95, vigente pro tempore, secondo cui “I compensi spettanti agli amministratori delle società ed enti di cui all’articolo 72, comma 1, sono deducibili nell’esercizio in cui sono corrisposti”. Ed invero, il mancato riferimento a tabelle o altre indicazioni vincolanti, che pongano limiti massimi di spesa, oltre i quali essi non possano essere deducibili, non confligge con il suesposto principio generale; di talché va in questa sede riaffermato che la deducibilità ai sensi dell’articolo 62 del DPR n. 917 del 1986 dei compensi degli amministratori non implica che gli uffici finanziari siano vincolati alla misura indicata in delibere sociali o contratti (conf. Sez. 5, sentenza n. 1348 del 30/10/2001; Cass. 27 settembre 2000 n. 12813), rientrando nei normali poteri dell’ufficio la verifica dell’attendibilità economica delle rappresentazioni esposte nel bilancio e nella dichiarazione.
Con secondo motivo la ricorrente lamenta la omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto decisivo del giudizio laddove la CTR, pur dando atto del contrasto giurisprudenziale in materia, escluso l’esistenza di obiettive condizioni di incertezza.
La censura è infondata non ravvisandosi nel ragionamento del giudice di merito, quale risulta dalla sentenza, una obiettiva deficienza del criterio logico che lo ha condotto alla formazione del proprio convincimento, né le ragioni poste a fondamento della decisione risultino sostanzialmente contrastanti in guisa da elidersi a vicenda e da non consentire l’individuazione della “ratio decidendi”, e cioè l’identificazione del procedimento logico-giuridico posto a base della decisione adottata.

Consegne da quanto sopra il rigetto del ricorso.

La natura della controversia, le pregresse incertezze giurisprudenziali giustificano la compensazione delle spese del giudizio.

                                                               PQM

La Corte rigetta il ricorso dichiarando compensate tra le parti le spese del giudizio

 

 

6) Cessione azienda: per la ripresa a tassazione del fisco occorrono dati dettagliati

E’ illegittima la ripresa a tassazione sulla cessione d’azienda basata solo sul prezzo di analoghe compravendite rintracciato su internet o sui giornali.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9032 del 15 aprile 2013, secondo cui il fisco deve allegare il sito o il ritaglio da cui ha appreso la notizia.

Dunque, l’Amministrazione finanziaria non può emettere l’atto impositivo sulla sola base di dati raccolti in internet e, per di più, senza neppure allegarli.
La Suprema Corte ha così accolto il ricorso di contribuente che aveva ceduto la licenza del taxi.

Infatti, a parere della Cassazione, la plusvalenza non dichiarata può essere accertata mediante delle presunzioni semplici purché poi sia possibile un riscontro concreto.

L’Ufficio si è, invece, limitato ad indicare gli elementi di valutazione, anziché produrli a proprio supporto.

Tra l’altro, hanno concluso i giudici supremi, nel regime introdotto dall’art. 7 della legge 212/2000, l’obbligo di motivazione degli atti tributari può essere adempiuto anche per relazione, ovvero mediante il riferimento a elementi di fatto risultanti da altri atti o documenti, a condizione che questi ultimi siano allegati all’atto notificato ovvero che lo stesso ne riproduca il contenuto essenziale.

 

7) Contribuzione alla Cassa di previdenza per prestazioni attinenti la professione

L’Ingegnere che amministra il condominio deve pagare alla propria Cassa di previdenza i contributi sul compenso così ricevuto.

Ciò poiché rientrano nell’attività professionale di ciascuna professione l’assolvimento di tutti quei compiti nei quali il professionista si avvale anche, sia pure non esclusivamente, della sua specifica competenza tecnica e, quindi, sia in fatto, strettamente collegata alle sue cognizioni tecnico-scientifiche.

Questo il principio enunciato dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 9076 del 15 aprile 2013, che, nel caso di specie, ha sancito la competenza della Cassa professionale a riscuotere i contributi previdenziali sullo svolgimento di una attività di amministratore di condominio svolta da un ingegnere.

 

8) Agenzia delle entrate: servizio RSS

Il sito internet dell'Agenzia delle Entrate ha attivato il servizio RSS (Really Simple Syndication) che consente a qualsiasi utente Internet di ricevere tutti i nuovi aggiornamenti sul proprio computer o su dispositivo mobile automaticamente e immediatamente, senza bisogno di collegarsi al sito internet www.agenziaentrate.gov.it.

Per utilizzare il servizio è necessario installare un programma cosiddetto "aggregatore", cioè un programma che preleva le notizie (feed) messe a disposizione dai siti web che hanno attivato il servizio RSS. Ne esistono sia gratuiti sia a pagamento, per i diversi sistemi operativi.

Dopo aver lanciato l’aggregatore prescelto sarà possibile attivare due diversi canali RSS:

Le News dell’Agenzia con l’url http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/jspwcm/rssnews/rssNews.jsp

La Normativa e la prassi dell’Agenzia con l’url http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/jspwcm/rssnews/rssNews.jsp?feed=normativa

In questo modo, il programma segnalerà immediatamente tutti gli aggiornamenti inseriti nel sito dell'Agenzia delle Entrate.

Ecco un elenco di programmi aggregatori gratuiti, maggiormente diffusi:

Feedreader - sistema operativo Windows

Sharpreader - sistema operativo Windows

Sage - plug ins browser FireFox/ThunderBird

Urss - plug ins Mozilla

Straw - sistema operativo Linux

Netnewswire Lite - sistema operativo Mac OS X

(Agenzia delle entrate, nota del 16 aprile 2013)

 

9) Fondo di previdenza per il personale addetto ai pubblici servizi di trasporto: accesso alla pensione di vecchiaia

Accesso alla pensione di vecchiaia dei lavoratori iscritti al soppresso Fondo di previdenza per il personale addetto ai pubblici servizi di trasporto aventi la qualifica di “personale viaggiante”. Precisazione con riguardo alla pensione di invalidità specifica di cui all’art. 12, primo comma, lettera a), della legge 28 luglio 1961, n. 830.

(Inps, messaggio n. 6340 del 16 aprile 2013)

 

10) Personale della Poste Italiane S.p.A.: proroga della sospensione del contributo ordinario di finanziamento del Fondo

Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito, dell’occupazione, della riconversione e della riqualificazione professionale del personale della Poste Italiane S.p.A. Proroga della sospensione del contributo ordinario di finanziamento del Fondo.

(Inps, messaggio n. 6337 del 16 aprile 2013)

 

Vincenzo D’Andò