Possibili vizi di incostituzionalità dell’IMU (con fac-simile di richiesta di rimborso)

Remissione degli atti alla Consulta per sospetta incostituzionalità dell’IMU in riferimento agli artt.. 3, 47 e 53.
Il percorso prevede la proposizione dell’istanza di rimborso al Comune competente ed in caso di mancata risposta del Comune, decorsi 90 giorni dall’inoltro della richiesta, l’instaurazione del contenzioso innanzi la Giustizia tributaria.
Verificata la fondatezza e la rilevanza della questione di costituzionalità dell’Imposta Municipale sugli Immobili i contribuenti si augurano che i Giudici tributari rimettano gli atti alla Corte Costituzionale, perché questa sia tenuta ad esaminarla ed a pronunciarsi.
 
Ambito normativo ed osservazioni comunitarie
Con decreto legislativo 14.03.2011, n. 23, recante disposizioni in materia di federalismo fiscale è stata introdotta, all’articolo 8, l’imposta municipale propria. Nel testo originario l’imposta sarebbe dovuta entrare in vigore nell’anno 2014, ed avere quale presupposto il possesso di immobili diversi dall’abitazione principale.
Successivamente, l’art. 13 del D.L. 6.12.12011, n. 201 (c.d. Salva Italia), ha operato alcune modifiche alla normativa precedente anticipando, in via sperimentale, l’entrata in vigore già all’annualità 2012, ed includendo anche l’abitazione principale e le pertinenze della stessa tra gli immobili oggetto di tassazione.
Le modifiche apportate alla normativa originaria contenuta nel D.lgs. n. 23/2011, secondo Autorevole dottrina avrebbero determinato vari e concorrenti profili di incostituzionalità, per contrasto con gli art. 3 (principio di uguaglianza e ragionevolezza) e 53, (principio di capacità contributiva), nonchè con l’art. 47 (tutela del risparmio e della proprietà dell’abitazione), della Costituzione repubblicana.
Peraltro, in merito ai vizi della normativa relativamente alla diseguaglianza tra i cittadini determinata dall’applicazione dell’IMU così come concepita dal D.L. n. 201/2011, si è recentemente espressa l’Unione Europea (Analisi del rapporto Ue 2012 pubblicata in data 09.01.2013) secondo cui l’IMU per essere più equa ed avere un effetto redistributivo, deve essere modificata in senso più progressivo.
Il rapporto Ue ricorda che l’IMU è stata introdotta nel 2012 “… a seguito di raccomandazioni sulla riduzione di un trattamento fiscale favorevole per le abitazioni…” e che è “basata sull’effetto distorsivo relativamente basso delle tasse sulla proprietà e il basso tasso di evasione…”.
L’Unione Europea, nel citato rapporto, precisa che l’IMU “… include alcuni aspetti di equità…” ed aggiunge, anche, che “… altri aspetti potrebbero essere ulteriormente migliorati in modo da aumentarne la progressività…”.
Ripercorriamo quali potrebbe essere i possibili vizi di incostituzionalità dell’imposta municipale ex D.L. n. 201/11.
 
IMU INCOSTITUZIONALE
Violazione dei principi di uguaglianza e ragionevolezza (art. 3, Cost.).
Il principio di eguaglianza impone di considerare allo stesso modo situazioni uguali e di differenziare le situazioni tra loro diverse.
Invero, l’IMU si concretizza in una imposta che aggredisce la titolarità di beni immobili, in modo erratico e casuale, senza considerare correttamente il loro valore e la situazione personale dei soggetti passivi.
Dati due immobili uguali o comparabili, non apparirebbe equa una tassazione identica tenuto conto delle sperequazioni insite nelle valutazioni catastali.
E d’altra parte la misura del prelievo appare slegata da probanti e realistici dati oggettivi, né si conformerebbe (se non marginalmente) alle differenze individuali e familiari. In tale ottica i legislatore pretende di tassare una ricchezza solo virtuale e stimata, imponendo…

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