Novità fiscali del 4 febbraio 2013: oggi scade il termine per la dichiarazione IMU

Pubblicato il 4 febbraio 2013

dichiarazione IMU obbligatoria per i fabbricati strumentali; nuova Ivafe: chiarimenti dalle Entrate; valutazione standard da giugno; disposto l’ulteriore rinvio per lo “spesometro” dei gestori di carte di credito; gestione unificata Inps/Enpals: avviata una fase di sperimentazione; approvato il modello “Consolidato nazionale e mondiale 2013”, con le relative istruzioni; atti soggetti a bollo virtuale: dichiarazione prorogata al 31 marzo 2013; imposta sulle transazioni finanziarie, decreto recante le modalità di attuazione; software di compilazione Iva 2013; approvato il modello di dichiarazione “Unico 2013–SP”, con le relative istruzioni; l'indice “Roe” non giustifica l’accertamento induttivo del fisco; studi di settore: onere della prova a carico del fisco; utilizzazione 8x1000 dell’Irpef a diretta gestione statale; dichiarazioni dei redditi, online tutti i modelli definitivi per il 2013: arrivati Unico Pf, Mini, Sp, Sc, Enc e i modelli Cnm e Irap; notizie su Maradona false?; deroghe all’elevazione dei requisiti di assicurazioni e di contribuzione: chiarimenti dell’Inps

 

 

Indice:

1) Dichiarazione IMU obbligatoria per i fabbricati strumentali

2) Nuova Ivafe: chiarimenti dalle Entrate

3) Valutazione standard da giugno

4) Disposto l’ulteriore rinvio per lo “spesometro” dei gestori di carte di credito

5) Gestione unificata Inps/Enpals: avviata una fase di sperimentazione

6) Approvato il modello “Consolidato nazionale e mondiale 2013”, con le relative istruzioni

7) Atti soggetti a bollo virtuale: dichiarazione prorogata al 31 marzo 2013

8) Imposta sulle transazioni finanziarie - decreto recante le modalità di attuazione: consultazione

9) Software di compilazione Iva 2013

10) Approvato il modello di dichiarazione “Unico 2013–SP”, con le relative istruzioni

11) L’indice “Roe” non giustifica l’accertamento induttivo del fisco

12) Studi di settore: onere della prova a carico del fisco

13) Utilizzazione 8x1000 dell’Irpef a diretta gestione statale

14) Dichiarazioni dei redditi, online tutti i modelli definitivi per il 2013: arrivati Unico Pf, Mini, Sp, Sc, Enc e i modelli Cnm e Irap

15) notizie su Maradona false?

16) Deroghe all’elevazione dei requisiti di assicurazioni e di contribuzione: chiarimenti dell’Inps

 

 

1) Dichiarazione IMU obbligatoria per i fabbricati strumentali

La dichiarazione IMU al Comune è obbligatoria al fine di potere ottenere l’aliquota agevolata prevista per i fabbricati di categoria “D”.

La presentazione per l’anno 2012 deve essere effettuata entro il 04 febbraio 2013.

E’ questo un ulteriore chiarimento fatto dall’Amministrazione finanziaria a telefisco 2013.

Il Legislatore ha previsto la riduzione dell’aliquota fino allo 0,4% per una serie di immobili compresi quelli strumentali delle imprese.

Se il sindaco ha deliberato la riduzione di aliquota, la dichiarazione Imu, da presentare entro il prossimo 4 febbraio, diventa obbligatoria.

Anche gli immobili locati o affittati sono oggetto di comunicazione, se il comune ha deliberato la relativa riduzione dell’aliquota.

Questo perché si verifica una variazione rispetto alla disciplina previgente. La comunicazione è tuttavia esclusa se la registrazione del contratto è avvenuta dal 1° luglio 2010 in poi.

Serve, inoltre, la denuncia per gli immobili oggetto di locazione finanziaria se ci sono state variazioni rispetto alle dichiarazioni Ici.

Misura ridotta per i fabbricati rurali

Fabbricati per attività agricola, misura ridotta fino allo 0,1%. Nel corso di Telefisco 2103 è stato anche chiarito che il gettito Imu derivante dai fabbricati rurali strumentali va interamente allo Stato. Tuttavia l’aliquota resta quella ridotta, che può scendere fino all’1 per mille. Per la prima rata dell’Imu, anno 2013, i proprietari di fabbricati rurali strumentali sono chiamati a calcolare l’imposta con l’aliquota del 2 per mille, o minore (1 per mille) se stabilita dal Comune, utilizzando per il versamento il codice dello Stato. Il Comune è libero di fare lo sconto ai proprietari di costruzioni rurali strumentali perché la riduzione di aliquota sarebbe una minore entrata per le Casse dello Stato ma non per il Comune.

Cessione dei diritti edificatori

Riguardo la cessione dei diritti edificatori il cd. Decreto sviluppo (n. 70/2011) ha disposto la trascrizione dei contratti che trasferiscono o modificano tali diritti.

Il decreto, però, non ha attribuito a questi contratti di “cessione di capacità edificatoria” effetti reali.

Nel corso di Telefisco 2013 è stato chiarito che lo “ius edificandi” può essere considerato autonomamente rispetto al diritto di proprietà del terreno e che è possibile procedere alla rideterminazione del valore del diritto posseduto.

Quindi, va bene l’assimilabilità di queste cessioni alle fattispecie produttive di plusvalenze quale reddito diverso e alla conseguente possibilità di procedere alla rideterminazione di valore con affrancamento a imposta agevolata al 4%.

Ciò consente anche per i diritti edificatori di potere evitare di pagare l’Irpef sulla plusvalenza al momento della successiva cessione del terreno.

Inoltre, è stato precisato che la mancata indicazione nel Modello Unico della rideterminazione di valore non pregiudica gli effetti, essendo questa omissione soggetta alla sola sanzione “formale”.

La distruzione dell’immobile non ferma la rivalutazione

La distruzione, a seguito di un terremoto, di un immobile rivalutato, non comporta la decadenza dal beneficio stabilito dalla norma ( D.L. n. 185/2008). Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate nel corso di Telefisco 2013. La questione nasce dalla constatazione che molti fabbricati strumentali per i quali erano stati richiesti i benefici della rivalutazione, sono stati danneggiati o distrutti dal sisma dello scorso maggio. I tecnici dell’Amministrazione finanziaria hanno precisato che la distruzione, il danneggiamento o la perdita del bene rivalutato non rientra tra le ipotesi di decadenza. Così, il maggior valore rivalutato, imputato a conto economico nel 2012 potrà essere fiscalmente riconosciuto nel 2013, ossia nel periodo d’imposta in cui ordinariamente decorrono gli effetti fiscali della rivalutazione.

 

2) Nuova Ivafe: chiarimenti dalle Entrate

Durante Telefisco 2013, l’Agenzia delle Entrate ha anche chiarito le modalità di compilazione del quadro RM di Unico ai fini dell’imposta sul valore delle attività finanziarie (Ivafe).

Tale imposta viene calcolata per tutte le attività finanziarie detenute all’estero, compresi i conti correnti e i libretti, tenendo conto della quota e del periodo di possesso.

E’ stato messo in evidenza che occorre compilare un rigo del quadro RM per ogni prodotto finanziario.

Ciò significa che in presenza di gestioni patrimoniali estere molto movimentate andrebbero compilati moltissimi moduli. Una complicazione è data dal fatto che qualora le attività non siano più possedute al 31 dicembre, occorre fare riferimento al valore di mercato delle attività rilevate al termine del periodo di detenzione. Se l’attività finanziaria detenuta all’estero riguarda c/c o libretti, considerato che il limite per il pagamento dell’imposta si riferisce al valore medio di giacenza pro quota, il contribuente deve compilare un solo rigo anche nel caso in cui in corso d’anno sia variata la quota di possesso

Analisi Ocse per il transfer price

A Telefisco si è poi parlato di transfer price. Sono molte le società interessate come quelle di distribuzione detenute da controllanti italiani che oltre a svolgere la distribuzione di prodotti, si occupano anche di assistenza post-vendita, promozione, pubblicità.

Queste attività complementari possono essere implicite nella struttura del soggetto estero e spesso trovano una remunerazione indiretta da parte della società controllante italiana mediante una scontistica riconosciuta al distributore.

Durante Telefisco 2013 è stato ricordato che l’applicazione del principio del valore normale si basa su una comparazione tra le condizioni presenti nella transazione effettuata tra parti correlate e quelle presenti in transazioni tra imprese indipendenti.

Inoltre, per determinare la remunerazione al valore normale da riconoscere al distributore non si può prescindere dall’analisi di tutti i fattori di comparabilità indicati dall’Ocse.

Violazioni black list

A Telefisco 2013 si è parlato anche di sanzioni per le violazioni black list.

A tal fine è stato precisato che le giustificazioni sulla deduzione dei costi non salvano dalla penalità del 10%.

Dogane: Concentrazione della riscossione nell’accertamento

Chiarimenti in merito alla decorrenza delle nuove procedure applicative:

L’Agenzia delle Dogane con la nota n. 12035/RU del 01 febbraio 2013 precisa che l’effettiva applicazione delle norma sulla riscossione nell’accertamento è rinviata al 28 marzo 2013.

 

3) Valutazione standard da giugno

Il Ministero del Lavoro, con la nota n. 2583 del 31 gennaio 2013, ha fornito importanti chiarimenti in relazione al termine ultimo, entro il quale è ancora consentito l’esercizio della facoltà di autocertificare la valutazione dei rischi (DVR) da parte dei datori di lavoro che occupano fino a 10 dipendenti.

In particolare, il Ministero ha fissato al 31 maggio 2013 il predetto termine. Pertanto, dal 1° giugno 2013 anche i datori di lavoro in esame dovranno provvedere a redigere il documento di valutazione dei rischi secondo le procedure standardizzate definite con il Decreto 30 novembre 2012.

La procedura interessa le piccole aziende, ossia i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori, mentre è adottabile da quelle che ne occupano oltre e fino a 50.

 

4) Disposto l’ulteriore rinvio per lo “spesometro” dei gestori di carte di credito

L’Agenzia delle Entrate, con un Provvedimento del 31 gennaio 2013, ha rinviato al 03 luglio 2013 il termine per la comunicazione da parte degli operatori finanziari delle operazioni rilevanti ai fini IVA in riferimento al periodo d’imposta 2011, già precedentemente rinviato al 31 gennaio 2013.

I motivi dell’ulteriore proroga

Secondo le Entrate, per assolvere a tale adempimento, sono risultati necessari maggiori tempi tecnici per l’adeguamento dei sistemi informativi degli operatori finanziari e dell’Agenzia stessa.

Viene poi precisato che il differimento riguarda solo la comunicazione delle operazioni rilevate a partire dal 6 luglio 2011 di importo pari o superiore a Euro 3.600 il cui pagamento sia stato effettuato mediante carte di credito, di debito o prepagate.

 

5) Gestione unificata Inps/Enpals: avviata una fase di sperimentazione

Nelle more del completamento del processo di riorganizzazione conseguente alla soppressione degli enti di cui all’art. 21 del DL n. 201/2011, convertito con Legge n. 214/2011 e considerato che l’INPS potrà procedere al proprio riassetto organizzativo all’esito dell’emanazione dei decreti di natura non regolamentare di trasferimento all’INPS delle risorse umane, strumentali e finanziarie del soppresso ENPALS, è stato avviata una fase di sperimentazione, anche in considerazione dell’obiettivo dell’Istituto di avviare una gestione unificata del rapporto di lavoro del personale dell’ente in questione.

Pertanto, l’INPS con la circolare n. 15 del 30 gennaio 2013 ha fornito disposizioni sull’assetto organizzativo funzionale dei costituiti Poli (circolare n. 78/2012), sulla gestione delle risorse umane e del rapporto di lavoro del personale dipendente, sotto gli aspetti sia giuridico-contrattuali che dell’erogazione della retribuzione.

L’andamento e le risultanze della fase di sperimentazione saranno sottoposte a verifica con periodicità trimestrale al fine di acquisire gli elementi di valutazione necessari per definire l’assetto a regime dell’Istituto, come derivante dalla soppressione dell’ENPALS, oltre che dell’INPDAP, dopo l’emanazione dei decreti sopra citati.

La presente Circolare produce i suoi effetti dal 1° gennaio 2013. Da tale data i dipendenti del soppresso ENPALS si atterranno alle disposizioni ivi contenute.

 

6) Approvato il modello “Consolidato nazionale e mondiale 2013”, con le relative istruzioni

Un Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate n. 13133 del 31 gennaio 2013 ha approvato il modello “Consolidato nazionale e mondiale 2013”, con le relative istruzioni, da presentare nell’anno 2013 ai fini della dichiarazione dei soggetti ammessi alla tassazione di gruppo di imprese controllate residenti nonché dei soggetti ammessi alla determinazione dell’unica base imponibile per il gruppo di imprese non residenti.

In particolare, i soggetti ammessi alla tassazione di gruppo di imprese controllate residenti (“consolidato nazionale”) dovranno compilare, oltre al frontespizio, i quadri NF, NX, NI, NR, NE, NC, CC, CN, CK e CS; i soggetti ammessi alla determinazione dell’unica base imponibile per il gruppo di imprese non residenti (“consolidato mondiale”) dovranno utilizzare, oltre al frontespizio, i quadri MF, MX, MR, ME, MC, CC, CN, CK e CS.

Inoltre, il presente provvedimento dispone le modalità di presentazione e di compilazione del predetto modello, la reperibilità e l’autorizzazione alla stampa. La presentazione, che deve essere effettuata esclusivamente in via telematica, direttamente ovvero tramite un soggetto incaricato, avviene in base alle specifiche tecniche da approvare con un successivo provvedimento.

Riguardo alle modalità di compilazione, nel modello “Consolidato nazionale e mondiale” gli importi devono essere indicati con arrotondamento all’unità di euro per eccesso se la frazione decimale è uguale o superiore a 50 centesimi, o per difetto se la stessa frazione è inferiore a detto limite, secondo le regole matematiche stabilite dalla disciplina comunitaria in materia e dal decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213.

Viene stabilito, infine, che il suddetto modello è disponibile gratuitamente in formato elettronico sui siti internet dell’Amministrazione finanziaria e ne viene autorizzata la stampa, con la definizione delle relative caratteristiche tecniche e grafiche.

 

7) Atti soggetti a bollo virtuale: dichiarazione prorogata al 31 marzo 2013

Prorogato il termine di presentazione della dichiarazione degli atti e documenti soggetti ad imposta di bollo assolta in modo virtuale.

Il DPCM del 21 gennaio 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 26 del 31 gennaio 2013, in relazione ai soggetti individuati dall’art. 15-bis del D.P.R. n. 642/1972, ha prorogato il termine di presentazione della dichiarazione degli atti e documenti soggetti ad imposta di bollo assolta in modo virtuale, riferita all’anno 2012, fino al 31 marzo 2013.

In sede di liquidazione definitiva dell’imposta dovuta, gli uffici applicano sulle differenze di imposta da versare a titolo di conguaglio annuale a debito dovuto per l’anno 2012 la maggiorazione di cui all’art. 12, comma 5, del D.Lgs. n. 241/1997, a decorrere dal 1° marzo 2013 e fino alla data di effettivo pagamento del saldo dovuto per l’anno 2012.

Ferme restando le scadenze bimestrali, limitatamente all’anno 2013, l’obbligo di pagamento alla prima scadenza bimestrale è assolto con il versamento dell’importo corrispondente alla rata dell’imposta riferibile al primo bimestre dell’anno solare 2012 o, in mancanza, pari ad un sesto dell'imposta dovuta sugli atti e documenti che si presume verranno emessi durante l’anno.

La rata così determinata deve essere evidenziata nella dichiarazione annuale prorogata, allegando la quietanza di versamento della relativa imposta. L’importo della prima rata bimestrale deve essere rideterminato a seguito della presentazione della dichiarazione annuale.

La differenza tra l’importo determinato in via provvisoria della rata bimestrale versata e l'importo riliquidato a seguito della presentazione della dichiarazione deve essere imputata a debito o a credito della rata successiva alla liquidazione delle rate bimestrali di pari importo effettuata dall’Ufficio dell'Agenzia delle Entrate.

 

8) Imposta sulle transazioni finanziarie - decreto recante le modalità di attuazione: consultazione

I commi da 491 a 499 dell’articolo 1 della legge n. 228 del 2012 prevedono l’istituzione di una imposta sulle transazioni finanziarie che si applica ai trasferimenti di proprietà di azioni ed altri strumenti finanziari partecipativi (comma 491), alle operazioni su strumenti finanziari derivati ed altri valori mobiliari (comma 492) nonché alle operazioni ad alta frequenza come definite nel comma 495 della legge stessa.

Il comma 500 dello stesso articolo 1 prevede che con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite le modalità di applicazione della predetta imposta, compresi gli eventuali obblighi dichiarativi.

Il Ministero dell’economia e delle finanze ha elaborato la bozza del decreto applicativo di cui al comma citato 500, scaricabile dal sito delle Finanze.

Gli interessati sono invitati a trasmettere entro il 4 febbraio 2013 contributi e osservazioni ritenuti utili ai fini della predisposizione definitiva del decreto in questione, all'indirizzo ufficio.stampa@tesoro.it

La partecipazione alla consultazione non costituisce alcun titolo, condizione o vincolo rispetto a eventuali decisioni del Ministero dell’economia e delle finanze.

Una sintesi degli esiti sarà pubblicata al termine della consultazione.

(Ministero dell’Economia e delle finanze, comunicato del 01 febbraio 2013)

 

9) Software di compilazione Iva 2013

Sul sito internet dell’Agenzia delle entrate è disponibile la versione software: 1.0.0 del 31/01/2012.

Il software Iva 2013 consente la compilazione della dichiarazione modello Iva 2013 e della dichiarazione modello Iva Base 2013 da presentare in via autonoma.

L’applicazione mediante una serie di domande determina quale sia il modello Iva più adatto alle esigenze dell'utente e predispone i relativi quadri per la compilazione.

Tale scelta può comunque essere variata in qualunque momento selezionando (o deselezionando) l’apposita casella presente nel Frontespizio.

Tuttavia, il prodotto non consente la compilazione delle dichiarazioni Iva delle società controllanti e controllate che partecipano alla liquidazione di gruppo.

 

10) Approvato il modello di dichiarazione “Unico 2013–SP”, con le relative istruzioni

Un Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate n. 13141 del 31 gennaio 2013 ha approvato il modello di dichiarazione “Unico 2013–SP”, con le relative istruzioni, da presentare nell’anno 2013 da parte delle società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice ed equiparate.

Sono altresì approvati i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dei parametri, con le relative istruzioni, da presentare per il periodo d’imposta 2012, nonché la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli indicatori di normalità economica per il periodo d’imposta 2012, di cui all’articolo 1, comma 19, primo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

Riguardo alle modalità di compilazione, nel modello “Unico 2013 – SP” gli importi devono essere indicati con arrotondamento all’unità di euro per eccesso se la frazione decimale è uguale o superiore a 50 centesimi, o per difetto se la stessa frazione è inferiore a detto limite, secondo le regole matematiche stabilite dalla disciplina comunitaria in materia e dal decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213.

Con lo stesso provvedimento viene, inoltre, disciplinata la reperibilità dei predetti modelli di dichiarazione e viene autorizzata la stampa definendo le relative caratteristiche tecniche e grafiche.

 

11) L’indice “Roe” non giustifica l’accertamento induttivo del fisco

Il recupero a tassazione non può scattare sulla base del cosiddetto indice “Roe” e cioè fra il rapporto del capitale investito con il risultato operativo.

Infatti da questi dati non può essere desunta la condotta antieconomica da parte dell’imprenditore.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 2331 del 31 gennaio 2013 che confermando la decisione di primo grado, ha ritenuto l’invalidità di un accertamento analitico-induttivo per Iva, Irpeg e Irap, relativo all’annualità 1999.

E’, quindi, emerso che non poteva desumersi dagli atti di causa l’aspetto di antieconomicità della gestione imprenditoriale cui era stato invece associato, dal fisco, il presupposto di inattendibilità delle scritture contabili esibite.

Anzi è stato evidenziato come tale aspetto non potesse evincersi in presenza “di un reddito netto nell’anno 1999” in rapporto al capitale investito (“con un incremento pari a + 43,868 %”), e in considerazione dell’indice Roi (rectius Roe: "Return on equity") evidenziato dal contribuente, facente leva sul rapporto, desumibile dal conto economico, tra il risultato operativo e il capitale investito.

Per ultimo, la Suprema Corte ha osservato che il ricarico ritenuto insufficiente è comunque pari a quanto ipotizzato per uno degli anni presi a parametro.

Per tutte queste ragioni la Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dall’Agenzia delle entrate.

 

12) Studi di settore: onere della prova a carico del fisco

Secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 2368 del 31 gennaio 2013), non è il contribuente che deve dimostrare l’applicabilità di uno degli studi di settore, ma è onere dell’amministrazione finanziaria provare la fondatezza della pretesa tributaria.

La procedura di accertamento tributario standardizzalo mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell’accertamento, con il contribuente.

Poi, la motivazione dell’atto di accertamento non può esaurirsi nel rilievo dello scostamento, ma deve essere integrata con la dimostrazione dell’applicabilità in concreto dello standard prescelto e con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate.

 

13) Utilizzazione 8x1000 dell’Irpef a diretta gestione statale

Il Consiglio dei Ministri n. 67 del 31/01/2013 ha preso le seguenti decisioni:

UTILIZZAZIONE 8X1000 DELL’IRPEF A DIRETTA GESTIONE STATALE

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in via preliminare, su proposta del Presidente del Consiglio, uno schema di regolamento che modifica il DPR n. 76 del 1998 che disciplina i criteri e le procedure per l’utilizzazione della quota dell’8 per mille dell’IRPEF devoluta alla diretta gestione statale, destinata agli interventi straordinari per fame nel mondo, per calamità naturali, per assistenza ai rifugiati e per conservazione di beni culturali.

Le modifiche intendono migliorare la disciplina dell’erogazione del contributo adeguandola alle nuove normative e abbreviando sensibilmente i termini complessivi del procedimento.

La nuova disciplina risponde alle finalità di trasparenza e di contenimento della spesa pubblica; in particolare lo schema di regolamento introduce puntuali criteri di ripartizione tra le categorie destinatarie del contributo e di distribuzione sul territorio, prevede l’esplicitazione di parametri di valutazione, introduce un attento monitoraggio e una rigorosa rendicontazione delle somme erogate.

Lo schema sarà ora inviato ai pareri del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari.

Negli ultimi due anni i provvedimenti legislativi (cfr. DL n. 98 del 2011, DL n. 201 del 2011, DL n. 95 del 2012, legge di stabilità 2013 – n. 228 del 2012) hanno destinato in via prioritaria i fondi della quota dell’otto per mille dell’Irpef a diretta gestione statale per far fronte alle necessità derivanti dagli eventi alluvionali, dalle precipitazioni nevose e dalle altre avversità atmosferiche che hanno colpito varie zone del Paese negli ultimi anni.

In particolare, le somme destinate alla Protezione civile (pari a 64 milioni di euro), sono state stanziate per assicurare l’immediata operatività dell’amministrazione e per garantire la tempestività degli interventi in caso di eventi calamitosi, di emergenze idro geologiche e di incendi boschivi che minacciano la pubblica incolumità.

Il provvedimento odierno consente una rigorosa distribuzione dei fondi, a conferma dell’alta attenzione del Governo nei confronti della categoria dell’assistenza ai rifugiati.

Nella proposta di modifica del vigente regolamento, infatti, un quarto delle risorse provenienti dall’otto per mille dell’IRPEF a gestione statale è riservato a tale categoria. E’ stata inoltre ampliata la platea dei destinatari includendo accanto a coloro ai quali sia stato riconosciuto lo stato di rifugiato anche le persone bisognose di protezione internazionale.

PROVVEDIMENTI ZONE TERREMOTATE DELL’EMILIA ROMAGNA, LOMBARDIA E VENETO

Il Consiglio ha, inoltre, esaminato le proposte pervenute dal Presidente della Regione Emilia Romagna, delegato per la ricostruzione, e condivise dalle Regioni Lombardia e Veneto in ordine a:

- la possibilità per le società che hanno subito danni dal sisma dello scorso maggio di derogare eccezionalmente ai tempi previsti dagli articoli 2364 comma 2 e 2478 bis comma 1 del Codice civile per la convocazione dell’assemblea dei soci per l’approvazione dei bilanci relativi all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2012;

- la necessità, una volta entrata in vigore la legge di conversione del decreto-legge n. 1 del 2013, di adeguare il DPCM del 4 luglio 2012 con riferimento al limite massimo dei contributi da concedere ai soggetti residenti nelle Regioni colpite dal sisma.

DICHIARAZIONE DELLO STATO DI EMERGENZA IN UMBRIA

Il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza per i comuni della Regione Umbria colpiti dalle eccezionali avversità atmosferiche che si sono verificate nei giorni 11, 12 e 13 novembre 2012, fissandone la durata in 90 giorni e attribuendo la competenza a coordinare gli interventi al Capo del Dipartimento della Protezione Civile. Nella fase successiva allo stato di emergenza il coordinamento spetterà alla Regione Umbria. Per far fronte alle attività di emergenza sono stati stanziati 7 milioni di euro dal Fondo Nazionale per la Protezione Civile.

 

14) Dichiarazioni dei redditi, online tutti i modelli definitivi per il 2013: arrivati Unico Pf, Mini, Sp, Sc, Enc e i modelli Cnm e Irap

Sono ormai pronti tutti i modelli dichiarativi del 2013, disponibili in versione definitiva sul sito dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.it.

Dal 01 febbraio 2013 sono online Unico Persone fisiche, Mini, Enti non commerciali, Società di persone e Società di capitali e i modelli Consolidato nazionale e mondiale e Irap. Questi modelli con i relativi provvedimenti di approvazione completano il quadro delle dichiarazioni 2013, aggiungendosi ai modelli Cud, 770, Iva e 730, già online nella loro versione finale.

La mappa delle principali novità per il 2013

- Unico Pf – Tra le new entry del modello, il bonus per le ristrutturazioni edilizie

che passa dal 36% al 50% per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013. Inoltre, prende il via il regime semplificato per i nuovi imprenditori, artigiani e professionisti, che prevede la riduzione dell’imposta sostitutiva dal 20% al 5%.

- Unico Società di persone – Dal 2013, i soggetti che non presentano dichiarazione Iva in via autonoma, possono chiedere il rimborso dell’eventuale

Imposta sul valore aggiunto a credito in una nuova sezione ad hoc del quadro

RX” del modello.

- Unico Società di capitali – Passano da 25 a 6 le sezioni del quadro “RU” dedicato ai crediti d’imposta concessi alle imprese. Tra le novità della dichiarazione per le società di capitali trova spazio anche la deduzione dal reddito, ai fini Ires, della quota di Irap relativa alle spese per il personale dipendente e assimilato.

- Unico Enti non commerciali – Nel quadro “RB” trova spazio la nuova disciplina di tassazione degli immobili riconosciuti di interesse storico e artistico per i quali si fa riferimento alla rendita catastale ridotta del 50% e non più alla minore tra le tariffe d’estimo previste per le abitazioni della zona censuaria nella quale è collocato l’immobile.

- Modello Irap – Tra le novità più rilevanti, l’incremento, da 4.600 a 10.600 euro, delle deduzioni in favore delle imprese che assumono a tempo indeterminato lavoratrici e under 35. La deduzione diventa “maxi”, con aumento da 9.200 a 15.200, per le assunzioni in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 12 del 01 febbraio 2013)

 

15) Notizie su Maradona false?

In relazione alle notizie diffuse da alcuni organi di stampa, l’Agenzia delle entrate precisa che la Commissione tributaria centrale non ha annullato, né dichiarato estinto, né modificato il debito che il sig. Diego Armando Maradona ha con l’erario italiano. Al contrario, la Commissione ha rigettato la richiesta di intervento adesivo dipendente avanzata dal calciatore Maradona nel giudizio in questione, rispetto al quale lo stesso Maradona era estraneo.

Viene ricordato altresì che il debito tributario del sig. Maradona è stato ormai confermato da innumerevoli sentenze della giustizia tributaria, a partire dalla sentenza della Ctp (Commissione tributaria provinciale) di Napoli n. 786/2001, confermata in appello dalla sentenza della Ctr (Commissione tributaria regionale) Campana 1091/2002 e quindi dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 3231/2005, per arrivare alla sentenza della Ctp di Napoli n. 321/17/2012, con la quale è stato respinto il recente ricorso del sig. Maradona diretto a rimettere in discussione il giudicato già formatosi in riferimento al suo debito con lo Stato italiano.

Assai di recente è poi dovuta tornare sulla questione la stessa Ctp di Napoli con la sentenza 7/21/2013 che ha dichiarato inammissibile un’ultima iniziativa del sig. Maradona, condannandolo alla refusione delle spese di giudizio in favore dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia Sud.

In merito alla reiterata diffusione di notizie inesatte e di fatti che non rispecchiano la posizione dell’Agenzia, né la situazione in cui versa il sig. Maradona rispetto ai suoi obblighi verso la medesima e verso lo Stato italiano, l’Agenzia valuterà la sussistenza dei presupposti per avviare azioni legali, anche in sede civile, a tutela della propria immagine.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 11 del 01 febbraio 2013)

 

16) Deroghe all’elevazione dei requisiti di assicurazioni e di contribuzione: chiarimenti dell’Inps

L’Inps, con la circolare n. 16 del 1° febbraio 2013, ha fornito indicazioni in merito all’applicazione delle disposizioni relative al requisito contributivo per il diritto alla pensione di vecchiaia nei confronti di particolari categorie di lavoratori dipendenti ed autonomi che possono accedere, in deroga all’elevazione del requisito minimo contributivo, alla pensione di vecchiaia in presenza di un’anzianità minima contributiva minima di 15 anni anziché di 20, fermo restando il perfezionamento dell’età pensionabile prevista per la generalità dei lavoratori.

 

Vincenzo D’Andò