La notifica presso l'ultimo domicilio conosciuto

 

La mancata comunicazione, originaria o successiva, del domicilio fiscale da parte della società contribuente, legittima l’Agenzia delle Entrate ad eseguire le notifiche comunque nel domicilio fiscale per ultimo noto, eventualmente ricorrendo alla forma semplificata di cui all’art. 60, del d.P.R. 600/1973. Infatti, qualora la società risulti “sconosciuta” non si applica il criterio sussidiario della notifica alla persona fisica che ne ha la rappresentanza, se quest’ultima non è domiciliata nello stesso comune dell’ultima sede dichiarata dall’ente. Si può così sintetizzare quanto affermato dalla Corte di Cassazione – Sezione Tributaria, con la sentenza 30 maggio 2012, numero 8637.

 

Principio

La mancata comunicazione, originaria o successiva, del domicilio fiscale da parte della società contribuente, legittima l’Agenzia delle Entrate ad eseguire le notifiche comunque nel domicilio fiscale per ultimo noto, eventualmente ricorrendo alla forma semplificata di cui all’art. 60, del d.P.R. 600/1973.

Infatti, qualora la società risulti “sconosciuta” non si applica il criterio sussidiario della notifica alla persona fisica che ne ha la rappresentanza, se quest’ultima non è domiciliata nello stesso comune dell’ultima sede dichiarata dall’ente. Si può così sintetizzare quanto affermato dalla Corte di Cassazione – Sezione Tributaria, con la sentenza 30 maggio 2012, numero 8637.

 

La vicenda

Propone ricorso l’Agenzia delle Entrate, avverso la sentenza con la quale la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, nel rigettare l’appello proposto dall’Ufficio, aveva confermato la decisione di prime cure, di illegittimità delle cartelle di pagamento, concernenti IRPEG e ILOR relative agli anni 1994 e 1995, impugnate dalla contribuente per difetto di notifica degli avvisi di accertamento.

L’azienda destinataria era infatti risultata “sconosciuta” al dichiarato domicilio fiscale e il procedimento di notificazione non era proseguito presso il risultante domicilio del legale rappresentante, ma si era perfezionato ai sensi dell’art. 60 d.P.R. 600/73.

Con il primo motivo di ricorso, ritenuto fondato dalla Sezione Tributaria, l’Agenzia delle Entrate ha lamentato la violazione e falsa applicazione degli artt. 60 D.P.R. 600/1973, 137, 140 c.p.c. e 2700 c.c..

 

Normativa di riferimento per notificazione atti dell’A.F.

L’art. 60, c. 1, del D.P.R. 600/73, prevede che la notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati al contribuente si esegue secondo le norme stabilite dagli articoli 137 e seguenti del c.p.c. con le seguenti modifiche:

  1. la notificazione è eseguita dai messi comunali ovvero dai messi speciali autorizzati dall’ufficio delle imposte;

  2. il messo deve fare sottoscrivere dal consegnatario l’atto o l’avviso ovvero indicare i motivi per i quali il consegnatario non ha sottoscritto;

  3. b – bis) se il consegnatario non è il destinatario dell’atto o dell’avviso, il messo consegna o deposita la copia dell’atto da notificare in busta che provvede a sigillare e su cui trascrive il numero cronologico della notificazione, dandone atto nella relazione in calce all’originale e alla copia dell’atto stesso.

  4. Sulla busta non sono apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell’atto. Il consegnatario deve sottoscrivere una ricevuta e il messo dà notizia dell’avvenuta notificazione dell’atto o dell’avviso, a mezzo di lettera raccomandata;

  5. salvo il caso di consegna dell’atto o dell’avviso in mani proprie, la notificazione deve essere fatta nel domicilio fiscale del destinatario;

  6. è in facoltà del contribuente di eleggere domicilio presso una persona o un ufficio nel comune del proprio domicilio fiscale per la notificazione degli atti o degli avvisi che lo riguardano. In tal caso l’elezione di domicilio deve risultare espressamente dalla dichiarazione annuale ovvero da altro atto comunicato successivamente al competente ufficio imposte a…

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