La notifica presso l’ultimo domicilio conosciuto

di Antonio Gigliotti

Pubblicato il 20 febbraio 2013



se la società ha domicilio sconosciuto al Fisco non si applica il criterio sussidiario della notifica alla persona fisica che ne ha la rappresentanza, se quest’ultima non è domiciliata nello stesso comune dell’ultima sede dichiarata dall’ente

 

La mancata comunicazione, originaria o successiva, del domicilio fiscale da parte della società contribuente, legittima l'Agenzia delle Entrate ad eseguire le notifiche comunque nel domicilio fiscale per ultimo noto, eventualmente ricorrendo alla forma semplificata di cui all'art. 60, del d.P.R. 600/1973. Infatti, qualora la società risulti “sconosciuta” non si applica il criterio sussidiario della notifica alla persona fisica che ne ha la rappresentanza, se quest’ultima non è domiciliata nello stesso comune dell’ultima sede dichiarata dall’ente. Si può così sintetizzare quanto affermato dalla Corte di Cassazione – Sezione Tributaria, con la sentenza 30 maggio 2012, numero 8637.

 

Principio

La mancata comunicazione, originaria o successiva, del domicilio fiscale da parte della società contribuente, legittima l'Agenzia delle Entrate ad eseguire le notifiche comunque nel domicilio fiscale per ultimo noto, eventualmente ricorrendo alla forma semplificata di cui all'art. 60, del d.P.R. 600/1973.

Infatti, qualora la società risulti “sconosciuta” non si applica il criterio sussidiario della notifica alla persona fisica che ne ha la rappresentanza, se quest’ultima non è domiciliata nello stesso comune dell’ultima sede dichiarata dall’ente. Si può così sintetizzare quanto affermato dalla Corte di Cassazione – Sezione Tributaria, con la sentenza 30 maggio 2012, numero 8637.

 

La vicenda

Propone ricorso l’Agenzia delle Entrate, avverso la sentenza con la quale la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, nel rigettare l’appello proposto dall’Ufficio, aveva confermato la decisione di prime cure, di illegittimità delle cartelle di pagamento, concernenti IRPEG e ILOR relative agli anni 1994 e 1995, impugnate dalla contribuente per difetto di notifica degli avvisi di accertamento.

L’azienda destinataria era infatti risultata “sconosciuta” al dichiarato domicilio fiscale e il procedimento di notificazione non era proseguito presso il risultante domicilio del legale rappresentante, ma si era perfezionato ai sensi dell’art. 60 d.P.R. 600/73.

Con il primo motivo di ricorso, ritenuto fondato dalla Sezione Tributaria, l’Agenzia delle Entrate ha lamentato la violazione e falsa applicazione degli artt. 60 D.P.R. 600/1973, 137, 140 c.p.c. e 2700 c.c..

 

Normativa di riferimento per notificazione atti dell’A.F.

L’art. 60, c. 1, del D.P.R. 600/73, prevede che la notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati al contribuente si esegue secondo le norme stabilite dagli articoli 137 e seguenti del c.p.c. con le seguenti modifiche:

  1. la notificazione è eseguita dai messi comunali ovvero dai messi speciali autorizzati dall'ufficio delle imposte;

  2. il messo deve fare sottoscrivere dal consegnatario l'atto o l'avviso ovvero indicare i motivi per i quali il consegnatario non ha sottoscritto;

  3. b - bis) se il consegnatario non è il destinatario dell'atto o dell'avviso, il messo consegna o deposita la copia dell'atto da notificare in busta che provvede a sigillare e su cui trascrive il numero cronologico della notificazione, dandone atto nella relazione in calce all'originale e alla copia dell'atto stesso.

  4. Sulla busta non sono apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell'atto. Il consegnatario deve sottoscrivere una ricevuta e il messo dà notizia dell'avvenuta notificazione dell'atto o dell'avviso, a mezzo di lettera raccomandata;

  5. salvo il caso di consegna dell'atto o dell'avviso in mani proprie, la notificazione deve essere fatta nel domicilio fiscale del destinatario;

  6. è in facoltà del contribuente di eleggere domicilio presso una persona o un ufficio nel comune del proprio domicilio fiscale per la notificazione degli atti o degli avvisi che lo riguardano. In tal caso l'elezione di domicilio deve risultare espressamente dalla dichiarazione annuale ovvero da altro atto comunicato successivamente al competente ufficio imposte a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento;

  7. quando nel comune nel quale deve eseguirsi la notificazione non vi è abitazione, ufficio o azienda del contribuente, l'avviso del deposito prescritto dall'art. 140 del c.p.c., in busta chiusa e sigillata, si affigge nell'albo del comune e la notificazione, ai fini della decorrenza del termine per ricorrere si ha per eseguita nell'ottavo giorno successivo a quello di affissione;

  8. e- bis) è facoltà del contribuente che non ha la residenza nello Stato e non vi ha eletto domicilio ai sensi della lettera d), o che non abbia costituito un rappresentante fiscale, comunicare al competente ufficio locale, con le modalità di cui alla stessa lettera d), l'indirizzo estero per la notificazione degli avvisi e degli altri atti che lo riguardano; salvo il caso di consegna dell'atto o dell'avviso in mani proprie, la notificazione degli avvisi o degli atti è eseguita mediante spedizione a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento;

  9. le disposizioni contenute negli articoli 142, 143, 146, 150 e 151 del codice di procedura civile non si applicano.

 

Qualunque notificazione a mezzo del servizio postale si considera fatta nella data della spedizione; i termini che hanno inizio dalla notificazione decorrono dalla data in cui l'atto è ricevuto.

 

La medesima disposizione di legge, inoltre, prevede che l'elezione di domicilio non risultante dalla dichiarazione annuale abbia effetto dal 30° giorno successivo a quello della data di ricevimento delle comunicazioni previste alla lettera d) ed alla lettera e- bis) del comma 1. Mentre, le variazioni e le modificazioni dell'indirizzo non risultanti dalla dichiarazione annuale hanno effetto, ai fini delle notificazioni, dal 30° giorno successivo a quello dell'avvenuta variazione anagrafica, o, per le persone giuridiche e le società ed enti privi di personalità giuridica, dal 30° giorno successivo a quello della ricezione da parte dell'ufficio della comunicazione prescritta nel secondo comma dell'articolo 36. Se la comunicazione è stata omessa la notificazione è eseguita validamente nel comune di domicilio fiscale risultante dall'ultima dichiarazione annuale.

 

Il domicilio fiscale è individuato ai sensi dell’art. 58, del d.P.R. 600/1973 il quale, in particolare, prevede che in tutti gli atti, contratti, denunzie e dichiarazioni che vengono presentati agli Uffici finanziari deve essere indicato il comune di domicilio fiscale delle parti, con la precisazione dell’indirizzo.

 

Criterio del domicilio fiscale

Ebbene, in ordine alla lamentata violazione degli artt. 60 D.P.R. 600/1973, 137, 140 c.p.c. e 2700 c.c. gli Ermellini hanno affermato che:

  • la disciplina delle notificazioni degli atti tributari si fonda sul criterio del domicilio fiscale e sull'onere preventivo del contribuente di indicare all'Ufficio tributario il proprio domicilio fiscale e di tenere detto Ufficio costantemente informato delle eventuali variazioni;

il mancato adempimento, originario o successivo, di tale onere di comunicazione legittima l'Ufficio procedente ad eseguire le notifiche comunque nel domicilio fiscale per ultimo noto, eventualmente nella forma semplificata di cui all'art. 60, comma 1 lett. e) d.p.r. 600/1973 (Cass. 1206/09)”.

 

Notifica presso il comune dell’ultimo domicilio fiscale noto

Peraltro, “la notificazione degli avvisi di accertamento tributario a soggetti diversi dalle persone fisiche non si sottrae alla regola generale, enunciata dall'art. 60 d.p.r. 600/1973, secondo cui la notificazione degli avvisi e degli altri atti tributari al contribuente deve essere fatta nel comune dove quest'ultimo ha il domicilio fiscale.

In riferimento alla notifica di atti alle società commerciali, il necessario coordinamento di tale disciplina con quella di cui all'art. 145 c.p.c. comporta, peraltro, che, in caso d'impossibilità di eseguire la notificazione presso la sede sociale, il criterio sussidiario della notificazione alla persona fisica che la rappresenta è applicabile (con prevalenza sulla previsione di cui alla art. 60, coma 1 lett. e) d.p.r. 600/1973) soltanto se tale persona fisica, oltre ad essere identificata nell'atto, risiede nel comune in cui l'ente ha il suo domicilio fiscale (cfr. Cass. 15856/09, 5483/08 e 3618/06)”.

In conclusione, i Giudici di Piazza Cavour hanno accolto il ricorso del Fisco, cassando con rinvio la sentenza impugnata.

A loro avviso infatti, nel caso di specie, il perfezionamento della notifica dei prodromici avvisi di accertamento è avvenuto del tutto legittimamente ai sensi del più volte citato art. 60, lett. e, in quanto il rappresentante legale della società contribuente è risultato residente in un comune diverso da quello dell’ultima sede dichiarata dalla società.

 

Ciò ha impedito ai messi di notificare gli atti presupposti secondo il criterio sussidiario della notifica alla persona fisica. Corretta, quindi, l’affissione dell’avviso di deposito ex art. 140 c.p.c. presso la casa comunale.

 

Omessa comunicazione della variazione del domicilio fiscale

l’Ufficio è legittimato ad eseguire le notifiche presso l’ultimo domicilio noto anche nelle forme previste dall'art. 60 d.P.R. 600/1973

 

Notifica a società commerciale (coordinamento con l’art. 145 c.p.c.)

Deve essere effettuata presso la sede della società, entro l’ambito territoriale del domicilio fiscale.

Ove tale modalità sia inapplicabile (perché per esempio, l’ente risulti sconosciuto all’indirizzo noto all’A.F.) la notifica deve essere effettuata presso il legale rappresentante della società, sempreché:

  • il domicilio di questi sia ricompreso nel territorio comunale del domicilio fiscaledell’ente;

  • il medesimo sia identificato nell'atto.

 

Ai sensi del richiamato art. 145 c.p.c., la notificazione alle persone giuridiche e alle società non aventi personalità giuridica, alle associazioni non riconosciute e ai comitati, si effettua nella loro sede, cioè nella sede legale, amministrativa, nell'ufficio, nello stabilimento della società, associazione o ente. L'atto deve essere consegnato al rappresentante o alla persona incaricata di ricevere le notificazioni o in mancanza ad altra persona addetta alla sede stessa.

Per le notificazioni alle società bisogna distinguere tra società di capitali e società di persone. Nel primo caso, la notificazione deve essere effettuata al soggetto che ne ha la legale rappresentanza (presidente, consigliere delegato, amministratore unico). Nel secondo invece occorre distinguere se l’ente sia o meno iscritto nel registro delle imprese e se sia stata pubblicata la nomina dei soci. Nella prima ipotesi, l'atto deve essere notificato a un socio munito di potere di rappresentanza, nella seconda, stante la solidarietà tra i soci, è sufficiente la notifica a uno qualsiasi di essi (si desume che a ognuno spetti l'amministrazione e la rappresentanza).

Se la notificazione non può essere eseguita nei modi e luoghi appena descritti e nell'atto è indicata la persona fisica che rappresenta l'ente o la società, si osservano le disposizioni degli artt. 138 (notificazione in mani proprie), 139 (notificazione nella residenza, nella dimora e nel domicilio) e 141 (notificazione presso il domiciliatario).

 

20 febbraio 2013

Antonio Gigliotti