Novità fiscali del 15 gennaio 2013: firmata la convenzione fiscale Italia – Hong Kong

Pubblicato il 15 gennaio 2013



imposte sui redditi: rilevano i dati che risultano dalla ricevuta dell’invio telematico e non dalla dichiarazione cartacea; approvato in via definitiva il Cud 2013; firmata la convenzione Italia - Hong Kong contro doppie imposizioni; statistiche sulle dichiarazioni IRES ed IRAP presentate nel 2011; limiti reddituali per la liquidazione delle pensioni di inabilità civili; obbligo del deposito telematico degli atti processuali dal 2014; accesso ai fondi europei: imprese e professionisti pari sono; regolamento di esecuzione per il luogo delle prestazioni di servizi; adeguamento dell’ammontare delle tasse e dei diritti marittimi; altri messaggi dall’INPS

 

 

Indice:

1) Imposte sui redditi: rileva la ricevuta dell’invio telematico e non la dichiarazione cartacea

2) Approvato in via definitiva il Cud 2013

3) MEF: firmata la convenzione Italia - Hong Kong contro doppie imposizioni

4) Statistiche sulle dichiarazioni IRES ed IRAP presentate nel 2011

5) Limiti reddituali per la liquidazione delle pensioni di inabilità civili

6) Obbligo del deposito telematico degli atti processuali dal 2014

7) Accesso ai fondi europei: imprese e professionisti pari sono

8) Regolamento di esecuzione per il luogo delle prestazioni di servizi

9) Adeguamento dell’ammontare delle tasse e dei diritti marittimi: nota Dogane

10) Altri messaggi dall’Inps

 

 

1) Imposte sui redditi: rileva la ricevuta dell’invio telematico e non la dichiarazione cartacea

Quello che conta sono gli importi che emergono dalla ricevuta che rilascia l’Agenzia delle entrate a seguito di avvenuta trasmissione telematica di una dichiarazione fiscale.

Pertanto, in caso di divergenza con i dati numerici riportati nella dichiarazione dei redditi in formato cartaceo rileva unicamente la base imponibile (e le imposte) conseguenti evidenziata nella ricevuta telematica rilasciata dalle Entrate.

E quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la decisione n. 385 del 10 gennaio 2013.

E’, quindi, essenziale il confronto tra i dati indicati nel cartaceo e quelli riportati nella ricevuta dopo l’avvenuto invio telematico del file.

In caso di eventuale divergenza il contribuente, o chi per lui, deve, quindi, subito attivarsi per rimediare.

Una <<s.r.l. propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Lombardia n. (…), depositata il (…), con la quale, in accoglimento dell’appello dell’Ufficio, è stata affermata la legittimità della cartella di pagamento emessa nei confronti della contribuente per carente versamento dell’Irpeg dichiarate per il 1998. Il giudice a quo ha accertato che “dalla documentazione fornita dall’Agenzia risulta che l’attestazione di invio di dichiarazione con il servizio telematico (ricevuta dell’1/10/1999) riporta un imponibile ai fini Irpeg di Lire 191.973.000 con conseguente imposta dovuta di Lire 70.885.000, invece dell’importo di Lire 19.325.000 che sarebbe quello dovuto secondo la ricorrente. D’altra parte anche dai documenti allegati alla costituzione in giudizio dell’appellata, risulta una attestazione di invio telematico dell’1/10/1999 con numero di protocollo (…) identico a quello fornito dall’Ufficio e portante i medesimi importi. La tesi della contribuente (ovvero di un errore materiale dell’Ufficio) è quindi smentita. L’Ufficio si è quindi limitato ad iscrivere a ruolo la differenza tra quanto indicato dalla contribuente nella dichiarazione e quanto effettivamente da lei versato. A questo punto era la contribuente che avrebbe dovuto eventualmente dimostrare un proprio errore, per esempio in sede di trasmissione, e chiedere conseguentemente alla Commissione di recepire le rettifiche del caso”.>>.

 

2) Approvato in via definitiva il Cud 2013

E’ stato approvato in via definitiva il modello Cud 2013 con le relative istruzioni dal provvedimento del 11 gennaio 2013 del Direttore dell’Agenzia delle entrate.

Il modello dovrà essere consegnato al contribuente, da datori di lavoro ed enti pensionistici, entro il 28 febbraio 2013 ed attesterà l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati, assoggettati a tassazione ordinaria, a tassazione separata, a ritenuta a titolo d'imposta e ad imposta sostitutiva, le relative ritenute di acconto operate e le detrazioni effettuate.

Il modello contiene, tra le varie agevolazioni, l’imposta sostitutiva del 10% sulle somme erogate al dipendente per incremento della produttività.

Il provvedimento definisce inoltre le modalità di certificazione dei redditi diversi di natura finanziaria ed interessa i notai, gli intermediari professionali, le società e gli enti emittenti, che intervengono nelle cessioni e nelle altre operazioni che possono generare redditi diversi di natura finanziaria.

Secondo quanto stabilito dall’articolo 21, comma 1, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni nella legge 22 dicembre 2011, n. 214, l’INPDAP è stato soppresso e le sue funzioni sono state trasferite all'INPS, che succede in tutti i rapporti attivi e passivi. Come convenuto con gli enti interessati, nella Parte C dello schema è stata inserita una apposita sezione ove sono indicati i dati previdenziali e assistenziali relativi all’INPS gestione ex INPDAP.

Pertanto, il presente provvedimento approva lo schema di certificazione unica CUD 2013, unitamente alle informazioni per il contribuente contenute nell’Allegato 1, da utilizzare ai fini dell’attestazione dell’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati, di cui agli articoli 49 e 50 del TUIR, corrisposti nell’anno 2012 ed assoggettati a tassazione ordinaria, a tassazione separata, a ritenuta a titolo d’imposta, ad imposta sostitutiva.

Con lo stesso provvedimento sono altresì approvate le istruzioni per il datore di lavoro, ente pensionistico o altro sostituto d’imposta per la compilazione dei dati fiscali, contenute nell’Allegato 2, nonché le istruzioni per il datore di lavoro, ente pensionistico e altro sostituto d’imposta per la compilazione dei dati previdenziali e assistenziali INPS comprensivo delle gestioni ex INPDAP indicate nell’Allegato 3 al provvedimento stesso.

 

3) MEF: firmata la convenzione Italia - Hong Kong contro doppie imposizioni

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, prof. Vittorio Grilli ha firmato il 14 gennaio 2013 la Convenzione contro le doppie imposizioni tra l'Italia ed Hong Kong.

La convenzione, che si aggiunge alle circa 90 convenzioni già in vigore stipulate dall'Italia, una volta ratificata, permetterà di intensificare i rapporti economici tra i due paesi secondo i più aggiornati standard dell'OCSE.

In particolare, la nuova convenzione ha una duplice funzione: evitando la doppia imposizione dei redditi transfrontalieri fornirà un significativo impulso alle imprese del made in Italy operanti in Asia e, quale efficace mezzo di contrasto alla evasione fiscale, consentirà all'amministrazione fiscale italiana di ottenere le informazioni, anche di natura bancaria, sui contribuenti operativi ad Hong Kong.

(Ministro dell’Economia e delle Finanze, comunicato stampa n. 6 del 14 gennaio 2013)

 

4) Statistiche sulle dichiarazioni IRES ed IRAP presentate nel 2011

Il Dipartimento delle Finanze diffonde le statistiche sulle dichiarazioni IRES (Imposta sul reddito delle società) ed IRAP (Imposta regionale sulle attività produttive) relative all'anno d'imposta 2010 e presentate nel corso degli anni 2011 e 2012.

Per le società di capitali (in alcuni casi di grandi dimensioni), che hanno il periodo d’esercizio non coincidente con l'anno solare, il termine ultimo per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno d’imposta 2010 è stato settembre 2012.

Con questa pubblicazione si completano i dati statistici relativi alle dichiarazioni fiscali per l’anno d’imposta 2010.

IRES
Il 2010 è l’anno in cui si manifesta una temporanea ripresa dell’economia mondiale, anche in Italia, dopo il forte calo registrato nel 2009, il PIL torna a crescere (+2,2% in termini nominali e +1,8% in termini reali).

Nell’anno d’imposta 2010 le dichiarazioni delle Società di capitali sono state 1.081.650, con un incremento del 2,4% rispetto all’anno precedente, confermando il trend positivo.

Dal confronto con l’anno precedente crescono più della media nazionale: il settore “fornitura energia elettrica e gas” (+41,6%) e le “attività professionali” (+6,1%) in linea con l’andamento dell’anno precedente.

Nel 2010 le società che hanno aderito al regime Consolidato sono 21.830, con un incremento del 2,2% rispetto all’anno precedente.

Le società di capitali rivestono in massima parte (86,6%) la natura giuridica di società a responsabilità limitata. Le società in situazione di fallimento, liquidazione o estinte aumentano, ma in misura molto più contenuta rispetto a quanto si era registrato nell’anno precedente (+3,1% contro un +18,5% del 2009) mantenendo comunque una numerosità elevata (circa 107 mila società, pari a circa il 10% del totale).

Il 61,2% dei soggetti dichiara un reddito d’impresa rilevante ai fini fiscali, con un incremento di più di 3 punti percentuali rispetto al 57,9% del 2009, mentre il 33,7% dichiara una perdita (era il 37% nel 2009), andamento spiegato dalla temporanea ripresa economica.

Il reddito d’impresa (155,1 miliardi di euro in totale, -1,3% rispetto al 2009) si conferma fortemente concentrato nelle regioni del centro e del nord: nel sud e nelle isole viene dichiarato solo l’8,8% del reddito d’impresa totale.
Il reddito medio dichiarato, pari a 234.290 euro, subisce un decremento dell’8,8% rispetto a quello relativo all’anno d’imposta 2009, che risulta maggiore al centro (-10,2%), mentre appare più contenuto nel nord est (-6,9%).

Tale diminuzione è dovuta prevalentemente al settore “finanziario” in cui il reddito medio diminuisce del 26,8%.

Nel 2010 le società di capitali hanno dichiarato un imponibile di 125,5 miliardi di euro, con una lieve contrazione (-0,8%) rispetto a 126,5 miliardi di euro nel 2009; l’anno precedente la contrazione era stata molto più evidente (circa -8%).

Se si analizza distintamente l’imponibile dichiarato nel modello Unico (relativo alle società singole) e quello dichiarato nel modello Consolidato, emerge che le società che liquidano in regime ordinario hanno avuto una crescita dell’imponibile del 6,4% rispetto al 2009, ma nonostante tale incremento non si ritorna ai valori del 2008; i settori con crescita maggiore sono il “manifatturiero” (+9,4%) e il “commerciale” (+13,4%).

Per quanto riguarda l’imponibile del consolidato si assiste ad una contrazione dell’11,5% rispetto al 2009, concentrata nel settore “finanziario”.

Nel 2010 il 51% delle società di capitali ha dichiarato un’imposta (49,2% nel 2009), mentre il rimanente 49% non ha dichiarato un’imposta o ha un credito.

Le società che sono assoggettate a tassazione ordinaria dichiarano un’imposta media di 40.230 euro, mentre i gruppi societari che hanno optato per il regime fiscale del consolidato dichiarano un’imposta media di 3.816.230 euro (rispettivamente 40.180 euro e 4.540.230 euro nel 2009).

Le imprese di maggiori dimensioni (con oltre 50 milioni di volume d’affari) dichiarano oltre la metà dell’imposta netta.

IRAP
Il numero di soggetti che hanno presentato la dichiarazione Irap per l’anno d’imposta 2010 è di 4.731.359 (-3,1% rispetto al 2009). Tale diminuzione, già riscontrata nel 2009, continua ad interessare prevalentemente le persone fisiche in virtù della crescente adesione al “regime dei minimi” (+14,4% rispetto al 2009) e del riconoscimento di ulteriori casistiche di non assoggettabilità all’Irap.

Il totale del valore della produzione dichiarato ammonta a 670 miliardi di euro (+2,1% rispetto al 2009), di cui il 62% è prodotto dalle società di capitali; le deduzioni per lavoro dipendente nel 2010 sono pari a 136 miliardi di euro (+1,2% rispetto al 2009).

La base imponibile totale risulta pari a 668 miliardi di euro con un incremento rispetto al 2009 del 2%, in linea con la ripresa economica. Anche la base imponibile dell’attività istituzionale della P.A., costituita dall’ammontare delle retribuzioni corrisposte, presenta un leggero incremento dello 0,6%, in controtendenza rispetto all’anno precedente.

La distribuzione per attività economica della base imponibile totale, inclusa la P.A. che svolge “attività istituzionale”, evidenzia che, trascurando l’attività “Amministrazione pubblica”, circa il 48% della base imponibile è generato da quattro settori: “manifatturiero” (21%), “commercio” (12%), “attività finanziarie” (10%), “costruzioni”(6%).

Rispetto all’anno precedente si assiste ad una generale ripresa della base imponibile in quasi tutti i settori economici, in particolare il settore manifatturiero (+11%) ed il commercio (+5%). Di converso il settore finanziario presenta un decremento dell’11% (in controtendenza rispetto all’anno precedente) ed il settore delle costruzioni continua ad avere una contrazione (-2,1%).

L’imposta dichiarata per l’anno 2010 è stata pari a 32,5 miliardi di euro (+1,9% rispetto al 2009), con un valore medio pari a 10.078 euro. L’incremento è più accentuato nelle società di capitali (+3,3%) che rappresentano il 56% dell’imposta totale, mentre è più contenuto nelle società di persone (+0,6%) e negli enti non commerciali privati (+1,7%); nelle persone fisiche invece si registra una riduzione dell’1,9%. La distribuzione territoriale sulla base del luogo in cui è svolta l’attività produttiva evidenzia che il 54% dell’imposta è prodotta al Nord e il 16% al Sud, in linea con l’andamento dell’anno precedente.

Tutti i dati statistici e le analisi sono disponibili sul sito www.finanze.gov.it alla voce “Dati e statistiche fiscali”.

(Ministro dell’Economia e delle Finanze, comunicato stampa n. 7 del 14 gennaio 2013)

 

5) Limiti reddituali per la liquidazione delle pensioni di inabilità civili

Si continuerà a fare riferimento al reddito personale dell’invalido sia nella liquidazione dell’assegno ordinario mensile di invalidità civile parziale, sia per la pensione di inabilità civile.

Lo comunica l’Inps, con il messaggio n. 717 del 14 gennaio 2013, emanato in attesa della nota ministeriale a chiarimento della complessa materia dei limiti reddituali delle pensioni di inabilità civile ed in considerazione di una interpretazione costituzionalmente orientata degli artt. 12 e 13 della legge n. 118/1971.

Alla luce di ciò l’Istituto previdenziale ritiene di non modificare l’orientamento amministrativo assunto a suo tempo dal Ministero dell’Interno (circ. Ministero dell’Interno n. 5 del 20.6.1980) e successivamente confermato nel tempo da questo Istituto all’atto del subentro nella funzione di erogazione delle provvidenze economiche per le minorazioni civili.

Pertanto, sia nella liquidazione dell’assegno ordinario mensile di invalidità civile parziale, sia per la pensione di inabilità civile si continuerà a far riferimento al reddito personale dell’invalido.

Precedentemente si era registrato l’intervento del ministro Foriero che aveva criticato la circolare Inps 149 del 28 dicembre 2012, in cui precisava che, alla luce della sentenza n. 4677 del 25 febbraio 2011 della Cassazione, dal 1° gennaio 2013 per gli invalidi al 100% nel limite di reddito per la pensione si sarebbe considerato anche il reddito del coniuge.

Se il reddito dei coniugi supera la soglia di 16.127 euro, l’invalido non avrà diritto all'assegno.

Con una lettera indirizzata al presidente dell’Inps il ministro ha, quindi, richiamato tale Istituto. In base all’orientamento pregresso della Cassazione si è operato senza cumulare il reddito per trent’anni.

Ora, secondo una sentenza della Corte, peraltro non a sezioni riunite, si veniva a recepire, in maniera frettolosa, il principio contrario. A causa di tale disagio, la Fornero aveva chiesto all’Inps di congelare la circolare in oggetto almeno fino alla chiusura dell’istruttoria, che il dicastero ha avviato sulla questione, anche per il fatto che andrebbe risolta “in modo organico e socialmente equo attraverso un intervento normativo”, impossibile in questo momento in cui le Camere sono sciolte.

 

6) Obbligo del deposito telematico degli atti processuali dal 2014

A decorrere dal 30 giugno 2014 nei procedimenti civili, contenziosi o di volontaria giurisdizione, innanzi al tribunale, il deposito degli atti processuali e dei documenti da parte dei difensori delle parti precedentemente costituite avrà luogo esclusivamente con modalità telematiche, nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici.

Ciò in base a quanto disposto dalla Legge n. 228 del 24 dicembre 2012 (legge di stabilità, in vigore dal 1° gennaio 2013), che ha inserito l’art. 16-bis nel contesto del D.L. n. 179/2012.

Allo stesso modo si procede per il deposito degli atti e dei documenti da parte dei soggetti nominati o delegati dall’autorità giudiziaria.

Le parti dovranno, dunque, provvedere, a depositare gli atti e i documenti provenienti dai soggetti da esse nominati.

Inoltre, si prevede che nei processi esecutivi di cui al libro III del codice di procedura civile la previsione si applica successivamente al deposito dell'atto con cui inizia l'esecuzione.

Per le procedure concorsuali la disposizione , invece, si applica esclusivamente al deposito degli atti e dei documenti da parte del curatore, del commissario giudiziale, del liquidatore, del commissario liquidatore e del commissario straordinario.

7) Accesso ai fondi europei: imprese e professionisti pari sono

Ue: liberi professionisti equiparati alle piccole e medie imprese. La Commissione europea riconosce il ruolo dei liberi professionisti nello sviluppo economico e nella creazione di occupazione e apre loro l’accesso ai fondi europei su misura, equiparandoli alle piccole e medie imprese.

Dunque i professionisti sono come le piccole e medie imprese, poiché idonei per lo sviluppo economico e l’occupazione da sostenere con fondi su misura. Si tratta di una svolta fondamentale per un mondo attualmente fuori dalla logica degli aiuti, sia nazionali sia europei, al netto di alcune forme di sostegno previste da poche leggi regionali e solo in alcune zone d’Italia.

Per l’Europa è il momento di porre i liberi professionisti al centro della politica e dell’agire, approvando programmi di finanziamento, di sgravi fiscali e di sostegno.
La decisione europea di erogare incentivi ai professionisti testimonia l’intenzione della Commissione Ue di puntare alla rimozione degli ostacoli, ingiustificati e non necessari, per accedere alla libera professione.

Il piano d’azione Imprenditoria 2020 affronta anche gli ostacoli che limitano l’imprenditorialità ed indica gli ambiti chiave in cui occorre intervenire: accesso ai finanziamenti (attraverso la creazione di un mercato europeo della micro finanza e la semplificazione della fiscalità per gli investimenti diretti privati), sostegno alle imprese ed in particolar modo alle start-up, semplificazione amministrativa (attraverso la riduzione dell’onere normativo) e facilitazione dei trasferimenti di imprese.

Il documento predisposto dalla Commissione, individuando nei liberi professionisti i futuri destinatari di politiche di sostegno mirate, indica un percorso che ve dal facile accesso al credito alla necessità di seguire il professionista durante l’intero ciclo di vita, garantendo e sostenendo la continuità e l’adeguatezza del reddito, con una particolare attenzione al tema degli oneri amministrativi e burocratici, da sempre di ostacolo alla competitività.

Il professionista potrà, dunque, attingere al microcredito ottenendo interessi ribassati e piani di restituzione agevolati, o essere aiutato nel corso della sua attività professionale in caso di assunzioni di dipendenti o per investire in supporti informatici.

Tra gli obiettivi vi è anche quello di intervenire per eliminare le barriere al mercato unico, creando in tal modo le condizioni per le piccole e medie imprese per sviluppare le loro attività transfrontaliere, evitando i fenomeni della doppia imposizione e rimuovendo gli squilibri fiscali che limitano gli investimenti esteri.

Infine, la Commissione raccomanda agli Stati membri di continuare nell’opera di ammodernamento del mercato del lavoro, attraverso la semplificazione della legislazione e lo sviluppo di contratti di impiego flessibili, inclusi gli accordi di lavoro a tempo ridotto.

 

8) Regolamento di esecuzione per il luogo delle prestazioni di servizi

Servizi elettronici (E-commerce diretto) a soggetti non passivi Iva: Dal 2015 diventano imponibili Iva nello Stato membro in cui è stabilito il destinatario.

La Commissione Europea ha approvato il 18 dicembre 2012 la proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento di esecuzione UE n. 282/2011 per quanto riguarda il luogo delle prestazioni di servizi, COM(2012)763.

Con questa proposta di regolamento la Commissione Europea intende proseguire l’adozione di misure di esecuzioni ritenute necessarie per l’implementazione delle nuove regole sul luogo di tassazione delle prestazioni di servizi, introdotte con la direttiva 2008/8/CE del Consiglio, del 12 febbraio 2008.

In tale contesto, delle misure di esecuzione sono state adottate già con il regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 del Consiglio, del 15 marzo 2011, e, successivamente, con il regolamento (UE) n. 967/2012 del Consiglio, del 9 ottobre 2012, e con il regolamento di esecuzione (UE) n. 815/2012 della Commissione, del 13 settembre 2012.

Le modifiche contenute nella proposta COM(2012)763 riguardano, in primo luogo, i servizi di telecomunicazione, i servizi di teleradiodiffusione o i servizi elettronici prestati a persone che non sono soggetti passivi, che a partire dal 2015 diventano imponibili nello Stato membro in cui il destinatario è stabilito oppure nel luogo del suo indirizzo permanente o della sua residenza abituale.

In tali casi, in mancanza di un numero di identificazione IVA (solitamente riservato ai soggetti passivi), il prestatore dovrà basarsi sulle informazioni fornite dal destinatario.

Per garantire la certezza del diritto ed evitare casi di doppia o mancata imposizione, i prestatori devono disporre di regole chiare e vincolanti su come procedere.

Tale è l’obiettivo della proposta, volta ad assicurare l’applicazione uniforme delle norme che disciplinano il luogo di prestazione di tali servizi, con l’attenzione che le disposizioni siano adottate dal Consiglio quanto prima possibile, e comunque entro la fine del 2013, al fine di dare alle imprese e agli Stati membri il tempo sufficiente per prepararsi ai cambiamenti.

La proposta, inoltre, prevede misure di esecuzione che riguardano altri tipi di servizi, vale a dire i servizi relativi a beni immobili e la distribuzione di biglietti di ingresso a eventi culturali, artistici, sportivi, scientifici, educativi, ricreativi e ad eventi affini.

I cittadini, operatori economici, associazioni di categoria ed esperti del settore possono inviare contributi e osservazioni sull’intero contenuto della proposta, (disponibile nelle versioni linguistiche EN, FR), o su specifiche parti della stessa, in tal caso, il  Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento delle Finanze invita gli interessati ad individuare gli articoli o gruppi di articoli o le sottosezioni cui i contributi e le osservazioni si riferiscono.

I contributi e le osservazioni possono essere inviati entro il 28 febbraio 2013 (collegandosi al sito web www.finanze.it).

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento delle Finanze, nota del 14 gennaio 2013)

 

9) Adeguamento dell’ammontare delle tasse e dei diritti marittimi: nota Dogane

Una nota dell’Agenzia delle Dogane pubblicata il 14 gennaio 2013 comunica che nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 4 del 5 gennaio 2013 è stato pubblicato il Decreto interministeriale 24 dicembre 2012, recante “Adeguamento dell’ammontare delle tasse e dei diritti marittimi ai sensi dell’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 28 maggio 2009, n. 107”.

In particolare, riguardo le competenze delle Strutture territoriali dell’Agenzia delle Dogane in materia di accertamento e di riscossione della tassa portuale viene segnalato che, secondo la previsione contenuta nell’articolo 4 del citato D.P.R. n. 107/2009, l’articolo unico del suddetto Decreto interministeriale stabilisce, al comma 1, un adeguamento graduale dell’aliquota relativa alla tassa portuale i cui importi aggiornati vengono indicati nella Tabella “B” allo stesso allegata.

La medesima disposizione altresì indica, al comma 2, la misura dell’aumento della tassa erariale e della tassa portuale, rispettivamente previste dagli articoli 8 e 9 del Decreto ministeriale 5 settembre 1989, n. 339, dovute per i soli punti franchi del porto di Trieste ed i cui importi aggiornati sono invece indicati nella Tabella “C”.

Viene posta l’attenzione sulla circostanza che, sebbene adottato in data 24 dicembre 2012, il Decreto interministeriale in commento è entrato in vigore il 6 gennaio scorso, vale a dire il giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale secondo la previsione recata dal comma 6 dell’Articolo unico.

Conseguentemente, dalla suddetta data di entrata in vigore del Decreto interministeriale 24 dicembre 2012, alle merci imbarcate e sbarcate si applica la tassa portuale di cui all’art. 2 del D.P.R. n. 107/2009 secondo le aliquote previste nella Tabella “B” per l’anno 2013.

Analogamente, per le operazioni della specie effettuate nei soli punti franchi del porto di Trieste si applicano le aliquote previste nella Tabella “C” per l’anno 2013.

Con decorrenza 1° gennaio 2014, saranno invece applicate le aliquote indicate per detto anno nelle Tabelle di cui sopra.

Infine, il suddetto Decreto interministeriale ha previsto, secondo gli importi indicati nella Tabella “A”, l’aumento graduale anche della tassa di ancoraggio la quale, in base all’art. 1 del D.P.R. n. 1340/1966, è riscossa dagli Uffici delle Dogane su presentazione di ordine di introito rilasciato dall’Autorità marittima.

(Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nota n. 3125/RU del 11 gennaio 2013)

 

10) Altri messaggi dall’Inps

L’Inps ha, inoltre, pubblicato il 14 gennaio 2013 i seguenti messaggi:

Messaggio n. 770 del 14-01-2013

Oggetto: Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito, dell’occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale del Credito. Proroga della sospensione del contributo ordinario di finanziamento.

Messaggio n. 769 del 14-01-2013

Oggetto: Decreto Legge n. 174 del 10 ottobre 2012, convertito con modificazioni in legge n. 213 del 7 dicembre 2012. Eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 verificatisi nei territori delle province di Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Mantova e Rovigo. Modalità di recupero dei contributi sospesi – novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2013.

Messaggio n. 760 del 14-01-2013

Oggetto: Servizi telematici per la presentazione di domande di indennità di disoccupazione ASpI, mini-ASpI e mini-ASpI 2012.

 

Vincenzo D’Andò