L’IVAFE versata nel 2012 in acconto nella prossima dichiarazione dei redditi

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 29 gennaio 2013

l'imposta di bollo prevista dal governo Monti sulle attività finanziarie detenute all'estero da contribuenti italiani entrerà fra gli adempimenti della prossima dichiarazione dei redditi relativa all'anno d'imposta 2012

L’art. 19 c. 18 del D.L. 201/2011 aveva istituito, a decorrere dal 2011, un'imposta patrimoniale sulle attività finanziarie detenute all'estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato (IVAFE), pari al 1 per mille annuo per il 2011 e per il 2012 e all’1,5 per mille a decorrere dal 2013, da applicarsi sul valore di mercato delle attività finanziarie, rilevato al termine di ciascun anno solare nel luogo in cui sono detenute le stesse, ovvero sul valore nominale o di rimborso, in mancanza del relativo valore di mercato. E’ bene rammentare che, la norma in commento è stata oggetto di rilevanti modifiche ad opera del D.L. 16/2012 il quale ha previsto, tra l’altro, che l’IVAFE - limitatamente ai conti correnti e i libretti di risparmio detenuti in paesi dell'unione europea o in Paesi aderenti allo See che garantiscono un adeguato scambio di informazioni - fosse stabilita in misura fissa (in luogo della misura proporzionale)