Al via l’annullamento automatico della cartelle esattoriali illegittime

E ora possibile il cd. annullamento automatico della cartelle esattoriali illegittime (cd. cartelle pazze), infatti, è in già in vigore dal 01 gennaio 2013 la neo disposizione.
Nel nostro sistema tributario sono stata introdotte talune norme al fine di semplificare i flussi informativi tra fisco e contribuente, nei casi in cui la pretesa tributaria collegata alle procedure di riscossione risulti infondata.
Infatti, in base a quanto stabilito dai commi 537-544 dell’art. 1 (unico) della Legge di stabilità per il 2013 (Legge n. 228 del 24 dicembre 2012 in G.U. n. 302 del 29 dicembre 2012), i concessionari per la riscossione devono sospendere immediatamente ogni ulteriore iniziativa finalizzata alla riscossione delle somme iscritte a ruolo o affidate, su presentazione di una dichiarazione da parte del debitore, limitatamente alle partite relative agli atti espressamente indicati dal debitore, effettuata nel seguente modo:
Entro 90 giorni dalla notifica, da parte del concessionario per la riscossione, del primo atto di riscossione utile o di un atto della procedura cautelare o esecutiva eventualmente intrapresa dal concessionario il contribuente presenta al concessionario per la riscossione una dichiarazione anche con modalità telematiche, con la quale venga documentato che gli atti emessi dall’ente creditore (ad es. emessi dall’Agenzia delle entrate) prima della formazione del ruolo, ovvero la successiva cartella di pagamento o l’avviso per i quali si procede, sono stati interessati:
– Da prescrizione o decadenza del diritto di credito sotteso, intervenuta in data antecedente a quella in cui il ruolo è reso esecutivo;
– da un provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore;
– da una sospensione amministrativa comunque concessa dall’ente creditore;
– da una sospensione giudiziale, oppure da una sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell’ente creditore, emesse in un giudizio al quale il concessionario per la riscossione non ha preso parte;
– da un pagamento effettuato, riconducibile al ruolo in oggetto, in data antecedente alla formazione del ruolo stesso, in favore dell’ente creditore;
– da qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito sotteso.
Entro il termine di 10 giorni successivi alla data di presentazione della suddetta dichiarazione, il concessionario per la riscossione trasmette all’ente creditore la dichiarazione presentata dal debitore e la documentazione allegata al fine di avere conferma dell’esistenza delle ragioni del debitore ed ottenere, in caso affermativo, la sollecita trasmissione della sospensione o dello sgravio direttamente sui propri sistemi informativi.
Decorso il termine di ulteriori 60 giorni l’ente creditore è tenuto, con propria comunicazione inviata al debitore a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno o a mezzo posta elettronica certificata ai debitori obbligati all’attivazione, a confermare allo stesso la correttezza della documentazione prodotta, provvedendo, in pari tempo, a trasmettere in via telematica, al concessionario della riscossione il conseguente provvedimento di sospensione o sgravio, ovvero ad avvertire il debitore dell’inidoneità di tale documentazione a mantenere sospesa la riscossione, dandone, anche in questo caso, immediata notizia al concessionario della riscossione per la ripresa dell’attività di recupero del credito iscritto a ruolo.
In caso di mancato invio, da parte dell’ente creditore, della citata comunicazione e di mancata trasmissione dei conseguenti flussi informativi al concessionario della riscossione, trascorso inutilmente il termine di 220 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione del debitore allo stesso concessionario della riscossione, le partite esattoriali sono annullate di diritto e quest’ultimo è considerato automaticamente discaricato dei relativi …

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