La rinuncia del sindaco dimissionario ed il subentro del sindaco supplente

L’articolo 2397 c.c. prevede che il collegio sindacale sia composto da tre a cinque membri effettivi oltre a due sindaci supplenti: questi ultimi nominati con lo scopo di subentrare ai membri effettivi che dovessero essere sostituiti nel corso del mandato “affinché sia sempre assicurata una completa costituzione del collegio, per assolvere efficacemente ai compiti che la legge gli assegna”.

In questo commento tratteremo la rinuncia quale causa di cessazione anticipata dalla carica di sindaco che deriva dall’espressione della volontà unilaterale del sindaco stesso (c.d. dimissioni volontarie). Benché non siano legislativamente previste particolari formalità per la rinuncia all’incarico, si è sempre ritenuto in dottrina che le dimissioni dei sindaci non possano essere in alcun modo tacite: è opportuno, dunque, che il sindaco interessato rediga una lettera di dimissioni. Dello stesso avviso anche il CNDCEC (norma di comportamento 1.6) secondo cui la comunicazione di dimissioni:

  • deve essere indirizzata – con qualsiasi mezzo che consenta la certezza della ricezione, anche attraverso la conferma da parte dei destinatari – all’organo amministrativo (ovvero preferibilmente a ciascun componente del consiglio di amministrazione) e ai componenti effettivi e supplenti del collegio sindacale;

  • deve contenere le ragioni della rinuncia per evitare che, dimissioni prive di causa, possano esporre il sindaco alla richiesta, da parte della società, di un eventuale risarcimento del danno.

La rinuncia ha effetto immediato e, laddove possibile, il collegio sindacale viene integrato con il subingresso dei sindaci supplenti: se la rinuncia viene esercitata da parte del presidente del collegio sindacale, ad egli subentra il membro supplente, ma la presidenza viene assunta dal membro più anziano tra gli effettivi (norma di comportamento del Collegio sindacale 1.7). La sostituzione dei sindaci deve avvenire nel rispetto della composizione del collegio sindacale prevista dalla legge e dallo statuto e pertanto:

  • con riferimento al collegio sindacale incaricato della revisione legale, in caso dimissioni del sindaco effettivo subentra il sindaco supplente più anziano di età;

  • con riferimento, invece, al collegio sindacale non incaricato della revisione legale, in caso di rinuncia del sindaco effettivo iscritto nel registro dei revisori legali, subentra il sindaco supplente che sia in possesso del medesimo requisito.

Qualora più sindaci supplenti siano iscritti nel registro dei revisori legali, subentra il sindaco supplente più anziano.

Il subingresso dei sindaci supplenti è automatico nel senso che ai fini del passaggio da membro supplente a membro effettivo, non è necessaria né un’apposita delibera dell’assemblea, né una specifica accettazione da parte del subentrante, valendo a tal fine la dichiarazione resa dal sindaco supplente al momento della nomina: ai fini dell’assunzione della carica e delle relative responsabilità, è necessario solamente che il supplente venga portato a conoscenza dell’avvenuta cessazione del sindaco effettivo.

Spetterà, dunque, ai sindaci superstiti, informare tempestivamente il sindaco supplente della sua entrata in carica come membro effettivo, con una comunicazione che si ritiene opportuno rivesta forma scritta. In alternativa, ovvero in assenza di una formale comunicazione, affinché il subingresso del supplente possa considerarsi efficacemente realizzato sarà, invece, necessario che il supplente – venuto a conoscenza, per altre vie, della cessazione del sindaco titolare della carica – ponga in essere un atto che denoti inequivocabilmente l’esercizio delle funzioni di sindaco effettivo.

I sindaci divenuti effettivi non rimangono in carica fino al termine del mandato (di tre esercizi) degli altri componenti, ma soltanto fino alla prima assemblea successiva al loro insediamento: il subingresso dei supplenti ha, dunque, carattere provvisorio, essendo diretto a reintegrare il Collegio…

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