Fatturazione elettronica e non solo: tante novità dal 1 gennaio 2013

L’art. 1 del Decreto Legge n. 216 del 11 dicembre 2012 (cd. decreto salva infrazioni), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 11 dicembre 2012, reca “Disposizioni volte al recepimento della direttiva 2010/45/UE del 13 luglio 2010 relativa al sistema comune di imposta sul valore aggiunto per quanto riguarda le norme in materia di fatturazione”.

Sono previste numerose novità in materia di Iva a decorrere dalle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2013.

Uno dei primi chiarimenti ufficiali, tanto attesi, è quello relativo all’obbligo di dovere emettere la fattura inserendo un “numero progressivo che la identifichi in modo univoco”. Verrebbe, dunque, messa in dubbio la numerazione progressiva per anno solare? A parere di chi scrive, non dovrebbe essere questa la possibile interpretazione (penalizzante) da attribuire a tale modifica del D.P.R. n. 633/1972 (art. 21).

 

 

 

Le finalità e i principali contenuti nel D.P.R. IVA a seguito del D.L. n. 216/2012

Le finalità (assodato, comunque, che si tratta di disposizioni urgenti emanate per evitare l’applicazione di sanzioni dell’Unione europea) sono anche quelle di incrementare l’utilizzo della fattura elettronica, la cui autenticità potrà essere garantita con ogni idoneo sistema.

A tal fine, per le transazioni fino a 100 euro si potrà emettere la fattura semplificata, così come viene concesso più tempo per la fatturazione delle operazioni intracomunitarie, per le quali il documento dovrà essere emesso entro il giorno 15 del mese successivo all’effettuazione. Vale lo stesso termine anche per l’autofatturazione dei servizi generici ricevuti da fornitori extraUe.

Inoltre, è stata introdotta la fatturazione differita anche per le prestazioni di servizi. E poi divenuta obbligatoria l’emissione della fattura per tutte le operazioni localizzate fuori dell’Ue, nonché per molte di quelle localizzate in altri paesi Ue.

 

 

Esteso l’obbligo della fatturazione: riflessi sul volume d’affari

Il nuovo comma 6-bis dell’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972 (introdotto dall’art. 1 del D.L. n. 216 del 11 dicembre 2012) ha introdotto l’obbligo di emissione della fattura anche per le seguenti operazioni non soggette all’imposta, se effettuate da soggetti passivi stabiliti in Italia:

cessioni di beni e prestazioni di servizi, diverse da quelle dell’art. 10, nn. da 1 a 4 e 9, del D.P.R. n. 633/1972 (operazioni creditizie, finanziarie e assicurative esenti, relative mediazioni), effettuate nei confronti di un soggetto passivo che è debitore dell’imposta in un altro stato membro dell’Ue;

cessioni di beni e prestazioni di servizi che si considerano effettuate fuori dell’Ue;

Per le prime sulle fatture si dovrà riportare l’annotazione “inversione contabile”, mentre per le restanti sulle fatture sarà necessaria l’apposizione dell’annotazione “operazione non soggetta”.

Si tratta di operazioni “fuori campo” per carenza del requisito territoriale, fino al 31 dicembre 2012 non sottoposte ad obblighi Iva (fatta eccezione per le cessioni di beni in transito e per le prestazioni di servizi “generiche” rese a soggetti passivi di altri paesi Ue).

L’assoggettamento all’obbligo di fatturazione, cui segue la necessaria (obbligatoria) registrazione nei libri Iva, comporta che l’importo di queste operazioni concorrerà alla quantificazione del volume d’affari del contribuente, che, quindi (dal periodo d’imposta 2013) risulterà maggiorato (rispetto a prima), con riflessi negativi sulla fruibilità di istituti e meccanismi agevolativi legati appunto al citato volume d’affari, tra cui es. la possibilità di eseguire le liquidazioni con cadenza trimestrale anziché mensile (riservata ai contribuenti con volume d’affari non superiore a € 400.000,00 ovvero € 700.000,00 a seconda della tipologia di operazioni: Prestazioni/Cessioni), l’accesso al nuovo regime di cassa (riservato ai contribuenti con volume d’affari non superiore a 2 milioni di euro).

Quantomeno tali modifiche non incidono nei riguardi della…

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