Novità fiscali del 17 ottobre 2012: l’1 dicembre debutta la nuova IVA per cassa

Pubblicato il 17 ottobre 2012



adesso è possibile conoscere i dati identificativi delle partite IVA; Legge di Stabilità: il taglio delle detrazioni decorre dal 2012 ma salta la “tassa sugli invalidi”; la nuova IVA per cassa decorre dal 1° dicembre 2012; prima giurisprudenza sulla conciliazione con il fisco: niente ricorso se non viene prima tentata la mediazione tributaria; governo: approvate le misure di semplificazione per cittadini e imprese; osservatorio lavoro occasionale accessorio: la nuova banca dati è online

 

 

Indice:

1) Adesso è possibile conoscere i dati identificativi delle partite IVA

2) Legge di Stabilità: il taglio delle detrazioni decorre dal 2012 ma salta la “tassa sugli invalidi”

3) La nuova IVA per cassa decorre dal 1° dicembre 2012

4) Prima giurisprudenza sulla conciliazione con il fisco: niente ricorso se non viene prima tentata la mediazione tributaria

5) Governo: approvate le misure di semplificazione per cittadini e imprese

6) Osservatorio Lavoro occasionale accessorio: la nuova banca dati è online

 

 

1) Adesso è possibile conoscere i dati identificativi delle partite IVA

Dal 16 ottobre 2012 è possibile verificare, in modo facile e immediato, lo stato di attività di una partita Iva e conoscere i dati identificativi del soggetto titolare direttamente nella sezione “servizi online” del sito internet dell’Agenzia - www.agenziaentrate.it.

Il nuovo servizio, a libero accesso per tutti i contribuenti, si va ad aggiungere a quelli già disponibili per il controllo delle partite Iva comunitarie Vies (Vat Information exchange system) e per la verifica del codice fiscale.

Per controllare la partita Iva basta un click

Ciascun contribuente può verificare l’esistenza e la correttezza di tutte le partite Iva nazionali attraverso una semplice operazione.

L’intento è quello di ridurre le frodi e facilitare le operazioni in ambito commerciale.

Sulla pagina “Verifica della Partita Iva”, occorre inserire il numero della partita Iva che si intende verificare e premere il pulsante “Invia”.

Nel caso in cui questa sia correttamente registrata nell’Anagrafe Tributaria apparirà un messaggio di risposta che riporta:

- Lo stato della partita Iva – attiva, sospesa o cessata;

- la denominazione o il cognome e nome del soggetto titolare;

- la data di inizio attività;

- le eventuali date di sospensione e cessazione.

Il nuovo servizio si va, dunque, ad aggiungere a quello già attivo di controllo delle partite Iva comunitarie (Vies) - per riscontrare se la partita Iva appartiene a un soggetto autorizzato a effettuare operazioni intracomunitarie - e a quello che consente di verificare i codici fiscali.

 

2) Legge di Stabilità: il taglio delle detrazioni decorre dal 2012 ma salta la “tassa sugli invalidi”

Niente più stretta sui permessi ai disabili. Rimane confermata l’applicazione retroattiva al 2012, dunque, con effetti di cassa nelle dichiarazioni del 2013, del taglio alle detrazioni e alle deduzioni fiscali.

E’ quanto contenuto nel testo definitivo del DDL di Stabilità pubblicato dal governo sul proprio sito internet il 16 ottobre 2012 nel quale si conferma che le misure derogano allo Statuto del Contribuente.

Salta nella Legge Finanziaria la cd. “tassa sugli invalidi”. Nel testo definitivo non ci sono più tra le norme fiscali i due commi che prevedevano la tassabilità Irpef delle pensioni e delle indennità di invalidità richiamati anche nel comunicato ufficiale del Consiglio dei Ministri del 09 ottobre 2012.

Salta anche la stretta inizialmente prevista sui dipendenti pubblici per i permessi per l'assistenza di parenti disabili (L. 104).

La norma,inizialmente prevista, non é nel testo definitivo del Governo. Prevedeva la riduzione del 50% della retribuzione per i 3 permessi mensili e nessuna agevolazione per i disabili diversi da coniuge-figli.

Arrivano 100 milioni per il 2013 in favore dei lavoratori “esodati” che vengono messi sotto tutela.

Le modalità di utilizzo del fondo saranno stabilite successivamente con un decreto di natura non regolamentare del Presidente del Consiglio di concerto con i ministero del Lavoro e dell’Economia.

 

3) La nuova IVA per cassa decorre dal 1° dicembre 2012

Lo prevede il D.M. attuativo della particolare disciplina (art. 32 bis del D.L. n. 83/2012, convertito in Legge n. 134/2012), appena pubblicato sul sito internet del Ministero dell’Economia e delle Finanze, insieme alla connessa relazione illustrativa delle novità.

Infatti, riguardo la sua efficacia (art. 8 di tale Decreto attuativo) viene previsto che le nuove disposizioni si applicano alle operazioni effettuate a decorrere dal 1° dicembre 2012.

Pertanto, limitatamente all’anno 2012, primo anno di applicazione del nuovo regime, l’opzione per l’applicazione del regime dell’IVA per cassa avrà effetto per le operazioni effettuate a partire dal 1° dicembre 2012.

Come è noto, il citato art. 32-bis dispone che, per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate da soggetti passivi con volume d’affari non superiore a 2 milioni di euro nei confronti di cessionari o committenti che agiscono nell’esercizio di impresa, arte o professione, l’IVA diviene esigibile al momento del pagamento dei relativi corrispettivi.

L’imposta diventa, in ogni caso, esigibile dopo il decorso del termine di un anno dal momento di effettuazione dell’operazione.

Per i medesimi soggetti che liquidano l’IVA secondo la contabilità di cassa, il diritto alla detrazione dell’imposta relativa agli acquisti di beni e servizi effettuati sorge con il pagamento dei relativi corrispettivi.

La stessa norma prevede, infine, che, per i cessionari e committenti, il diritto alla detrazione dell’imposta sorge al momento di effettuazione dell’operazione anche se il corrispettivo non è stato ancora pagato.

Il neo regime è applicabile previo esercizio di un’opzione, da parte del soggetto passivo interessato, che dovrà essere esercitata mediante modalità che saranno definite con ulteriore provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate.

Poiché l’art. 32-bis rinviava ad un decreto del MEF la fissazione delle disposizioni attuative e la data di entrata in vigore dello stesso articolo, adesso è stato pubblicato lo schema di decreto attuativo nel sito web delle Finanze, in attesa della sua successiva apparsa nella G.U..

Le operazioni alle quali si applica il regime dell’IVA per cassa vanno inserite nella liquidazione periodica relativa al mese o trimestre nel corso del quale è incassato il corrispettivo, ovvero scade il termine di un anno dal momento di effettuazione dell’operazione.

Nel caso in cui sia effettuato un incasso parziale del corrispettivo, l’imposta diventa esigibile ed è computata nella liquidazione periodica nella proporzione esistente tra la somma incassata ed il corrispettivo complessivo dell’operazione.

Annotazione nelle fatture emesse

La disposizione prevede, infine, che le fatture emesse in sede di applicazione delle disposizioni di cui al presente decreto recano l’annotazione che si tratta di operazione con “IVA per cassa”, con l’indicazione della relativa norma istitutiva (dunque, dal 1 dicembre 2012 occorre inserire nella fattura la seguente indicazione: Trattasi di operazione con “IVA per cassa” ai sensi art. 32 bis del D.L. 22 giugno 2012, n. 83).

Resta fermo che l’omessa indicazione di tale dicitura costituirà, ai fini sanzionatori, una violazione formale.

Opzione per il nuovo regime

In generale, l’opzione avrà effetto a partire dal 1° gennaio dell’anno in cui è esercitata ovvero, in caso di inizio dell’attività nel corso dell’anno, dalla data di inizio dell’attività.

Viene poi previsto, inoltre, che le operazioni che hanno già partecipato alle liquidazioni periodiche effettuate fino alla data del 31 dicembre precedente l’esercizio dell’opzione non rientrano nella disciplina dell’IVA per cassa.

Termine dell’opzione

Si prevede che, qualora il volume d’affari superi, nel corso dell’anno, la soglia di 2 milioni di euro, il soggetto optante esca dal regime dell’IVA per cassa e riprenda ad applicare le regole ordinarie dell’IVA a partire dal mese successivo a quello in cui la soglia è stata superata.

Si intende che, per quanto concerne le operazioni passive, le regole ordinarie si applicheranno con riferimento alle fatture ricevute a partire dal mese successivo, ancorché l’acquisto sia stato effettuato nel periodo in cui era applicato il regime dell’IVA per cassa.

Per questa ipotesi di uscita dal regime, così come in caso di revoca dell’opzione da parte del soggetto passivo, sono previste disposizioni di semplificazione, volte ad evitare la coesistenza, per la stessa attività, di due regimi di liquidazione dell’imposta.

In particolare, viene previsto che nella liquidazione relativa all’ultimo mese in cui è stata applicata l’IVA per cassa venga computato a debito l’ammontare complessivo dell’IVA relativa alle operazioni i cui corrispettivi non sono stati ancora incassati.

Nella stessa liquidazione, il soggetto passivo potrà esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta relativa agli acquisti i cui corrispettivi non sono stati ancora pagati.

 

4) Prima giurisprudenza: niente ricorso se non viene prima tentata la mediazione tributaria

Secondo la Commissione Tributaria Provinciale di Lucca, ordinanza n. 105/05/2012 del 01 ottobre 2012, la “prematura” costituzione in giudizio del ricorrente rende inammissibile il ricorso tributario.

Dunque anche sulla base delle prime decisioni di giurisprudenza é inammissibile il ricorso depositato in giudizio prima dell’espletamento del procedimento di mediazione.

Il tutto è scaturito da una controversia riguardante un avviso di liquidazione in materia di imposta di registro, cui è stata rigettato l’istanza di sospensione dell’atto impugnato, poiché ritenuto inammissibile il relativo ricorso presentato dal contribuente che si era costituito in giudizio prima della conclusione del procedimento di mediazione.

Una decisione dovuta sulla base di quanto previsto dall’art. 17-bis del Dlgs n. 546/1992, che disciplina il nuovo istituto della mediazione tributaria, chiunque intenda presentare dinanzi alla CTP una controversia riguardante un atto emesso dall’Agenzia delle entrate, di valore non superiore a 20mila euro, notificato a decorrere dal 1° aprile 2012, deve preliminarmente presentare reclamo ed esperire un tentativo di definizione della lite in sede amministrativa, a pena di inammissibilità del ricorso.

Solo in caso di mancata conclusione positiva della mediazione, il contribuente potrà costituirsi in giudizio per l’attivazione del contenzioso.

 

5) Governo: approvate le misure di semplificazione per cittadini e imprese

Il Consiglio dei Ministri ha, nella sua riunione n. 50 del 16 ottobre 2012, ha approvato le nuove misure sulla semplificazione a favore dei cittadini e delle imprese proposte dal Ministro per la pubblica amministrazione e semplificazione, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico.

Le semplificazioni intervengono sul lavoro e la previdenza, sulle infrastrutture, i beni culturali e l’edilizia, sulla privacy, sull’ambiente e sull’agricoltura.

Il “nuovo” provvedimento in materia di semplificazione rappresenta un proseguimento dell’opera intrapresa con il D.L. 9 febbraio 2012, n. 5 (c.d. “Semplifica Italia” con comunicato stampa n. 12 del 27 gennaio 2012) e, secondo intenzioni governative, darà un importante contributo al rispetto degli impegni assunti a livello comunitari per la riduzione degli oneri amministrativi gravanti su cittadini e imprese.

Il primo intervento è “più sicurezza e meno carte”. Vengono semplificati d’intesa con il Ministero del Lavoro esclusivamente adempimenti formali in materia di sicurezza sul lavoro, senza toccare gli aspetti sostanziali della disciplina, la cui effettività viene anzi rafforzata.

Nelle disposizioni vi è un largo utilizzo, sull’esempio delle migliori esperienze internazionali, di modelli standard, di modelli e procedure semplificate (da adottare sentite Regioni e parti sociali) nonché l’allungamento dei termini di apertura delle dogane per facilitare il disbrigo delle pratiche per l’import/export.

Si rende più facile da parte delle imprese il corretto adempimento degli obblighi sostanziali.

Nello stesso tempo si agevola il controllo da parte degli organi di vigilanza e la partecipazione dei lavoratori e delle loro rappresentanze.

Riducendo gli adempimenti formali si liberano risorse per la tutela effettiva della sicurezza.

Un importante intervento riguarda la tutela del paesaggio e l’edilizia.

In particolare sul permesso di costruire si prevede la certezza dei tempi di conclusione del procedimento.

La norma elimina il silenzio rifiuto previsto per il rilascio del permesso di costruire nei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali: il provvedimento dovrà essere sempre espresso in base ai principi stabiliti dalla legge n. 241 del 1990.

Inoltre per quanto riguarda l’autorizzazione paesaggistica, al fine di assicurare la certezza dei tempi di conclusione del procedimento, si prevede l’obbligo dell'amministrazione competente, una volta decorso il termine, ridotto a 45 giorni per l’espressione del parere da parte del soprintendente, di provvedere sulla domanda di autorizzazione.

In materia di tutela ambientale si prevede un complesso di norme predisposte dal Ministero dell’Ambiente per semplificare una serie di procedimenti nel pieno rispetto degli standard comunitari al fine di assicurarne l’accelerazione, fermi restando i livelli di tutela.

Infine, alcuni utili interventi per rendere la vita più semplice per i cittadini. Procedure più semplici: cambio di residenza e dichiarazione per la tassa dei rifiuti nello stesso contesto. In tal modo si previene l’evasione tributaria.

Rilascio, su richiesta del diretto interessato, da parte degli Atenei, delle certificazioni dei titoli di studio anche in lingua inglese.

Strategia energetica nazionale

Il Ministro dello sviluppo economico ha illustrato al Consiglio la nuova Strategia Energetica Nazionale. Il Governo si propone di avviare un ampio dibattito pubblico e di confrontarsi apertamente su queste scelte con tutte le parti interessate. A tale proposito, è stata predisposta una consultazione on-line sul sito web del Ministero attiva da oggi. L’obiettivo è di giungere entro circa due mesi alla definizione di obiettivi, scelte di fondo e azioni prioritarie quanto più possibile condivisi, nell’interesse generale del Paese, per poi approvare il testo nel Consiglio dei Ministri.

La modernizzazione del settore energia rappresenta un elemento cardine dell’Agenda per la crescita sostenibile del Governo. A oltre vent’anni dall’ultimo Piano Energetico Nazionale, questo documento di programmazione e indirizzo era molto atteso dal settore.

Le azioni proposte nella strategia energetica – che guarda al 2020 come principale orizzonte di riferimento – puntano a far sì che l’energia non rappresenti più per il nostro Paese un fattore strutturale di svantaggio competitivo e di appesantimento del bilancio familiare, tracciando un percorso che consenta al contempo di mantenere e migliorare i nostri già elevati standard ambientali e di sicurezza, grazie a investimenti consistenti attesi nel settore.

La realizzazione della strategia proposta si propone come obiettivo un’evoluzione graduale ma significativa del sistema ed il superamento degli obiettivi europei 20-20-20, con i seguenti risultati attesi al 2020 (in ipotesi di crescita economica in linea con le ultime previsioni della Commissione Europea):

- Allineamento dei prezzi all’ingrosso ai livelli europei per tutte le fonti energetiche: elettricità, gas e carburanti.

- Riduzione di circa 14 miliardi di euro/anno di fattura energetica estera (rispetto ai 62 miliardi attuali), con la riduzione dall’84 al 67% della dipendenza dall’estero, grazie a efficienza energetica, aumento produzione rinnovabili, minore importazione di elettricità e maggiore produzione di risorse nazionali.

- Riduzione di circa il 19% di emissioni di gas serra, superando gli obiettivi europei per l’Italia pari al 18% di riduzione rispetto alle emissioni del 2005.

- 20% di incidenza dell’energia rinnovabile sui consumi finali lordi (rispetto al circa 10% del 2010). Sui consumi primari energetici l’incidenza equivale al 23%, mentre si ha una riduzione dall’86 al 76% dei combustibili fossili. Inoltre, ci si attende che le rinnovabili diventino la prima fonte nel settore elettrico, al pari o superando leggermente il gas, rappresentando il circa 36-38% dei consumi (rispetto al 23% del 2010).

- Riduzione di circa il 24% dei consumi primari rispetto all’andamento inerziale al 2020 (ovvero, -4% rispetto al 2010), superando gli obiettivi europei di -20%, principalmente grazie alle azioni di efficienza energetica.

Questi risultati saranno accompagnati da benefici in termini di crescita economica ed occupazione primariamente per effetto del recupero di competitività nei settori a più elevata incidenza di consumi elettrici e di gas, del risparmio di risorse attualmente utilizzate per l’importazione di combustibili, degli importanti investimenti nel settore energetico e nell’indotto e del rilancio della ricerca e dell’innovazione nel settore. Si stima che ci saranno 180 miliardi di euro di investimenti da qui al 2020, sia nella green e white economy (rinnovabili e efficienza energetica), sia nei settori tradizionali (reti elettriche e gas, rigassificatori, stoccaggi, sviluppo idrocarburi). Si tratta di investimenti privati, in parte supportati da incentivi, e previsti con ritorno economico positivo per il Paese.

Per il raggiungimento di questi risultati la strategia si articola in sette priorità con specifiche misure concrete a supporto avviate o in corso di definizione:

- La promozione dell’Efficienza Energetica, strumento ideale per perseguire tutti gli obiettivi sopra menzionati, per la quale si prevede il superamento degli obiettivi europei.

- La promozione di un mercato del gas competitivo, integrato con l’Europa e con prezzi ad essa allineati, e con l’opportunità di diventare il principale Hub sud-europeo.

- Lo sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili, per le quali intendiamo superare gli obiettivi europei (‘20-20-20’), contenendo al contempo l’onere in bolletta.

- Lo sviluppo di un mercato elettrico pienamente integrato con quello europeo, efficiente (con prezzi competitivi con l’Europa) e con la graduale integrazione della produzione rinnovabile.

- La ristrutturazione del settore della raffinazione e della rete di distribuzione dei carburanti, verso un assetto più sostenibile e con livelli europei di competitività e qualità del servizio.

- Lo sviluppo sostenibile della produzione nazionale di idrocarburi, con importanti benefici economici e di occupazione e nel rispetto dei più elevati standard internazionali in termini di sicurezza e tutela ambientale.

- La modernizzazione del sistema di governance del settore, con l’obiettivo di rendere più efficaci e più efficienti i nostro processi decisionali.

Le priorità assegnate all’efficienza energetica, alle fonti rinnovabili e all’uso sostenibile di combustibili fossili richiede la ricerca e lo sviluppo di tecnologie d’avanguardia (per maggiori dettagli guarda le slides e il testo di approfondimento allegati al comunicato).

Accordo Italia-Israele su previdenza sociale

Il Consiglio ha poi approvato, su proposta del Ministro degli affari esteri, un disegno di legge per la ratifica dell’Accordo tra Italia e Israele sulla Previdenza sociale.

L’Accordo di sicurezza sociale italo-israeliano intende garantire ai cittadini italiani che hanno lavorato in Italia prima di trasferirsi in Israele la possibilità di percepire, direttamente in Israele, un trattamento pensionistico in linea con i contributi versati in Italia.

I cittadini italiani residenti in Israele, senza l’Accordo, percepirebbero solo una pensione equivalente agli anni di contributi versati dopo essersi trasferiti in Israele, senza possibilità di recuperare i contributi italiani. L’Accordo è animato da un forte spirito di equità ed è significativo che il suo iter di ratifica venga avviato alla vigilia del Vertice bilaterale tra Italia e Israele, in programma la settimana prossima a Gerusalemme.

 

6) Osservatorio lavoro occasionale accessorio: la nuova banca dati è online

E’ stato pubblicato sul portale Inps, sezione Dati e Bilanci>Ossservatori, l’Osservatorio statistico sul Lavoro occasionale accessorio, per il periodo 2008-2011.

Lo rende noto l’Inps con un comunicato del 16 ottobre 2012.

Questa nuova banca dati Inps si compone di due sezioni: La prima contiene i dati sulla vendita dei buoni lavoro su tutto il territorio nazionale, la seconda offre informazioni sui lavoratori prestatori di lavoro occasionale accessorio che sono stati retribuiti con il sistema dei buoni lavoro.

L’utilizzo dei buoni lavoro per retribuire le prestazioni di lavoro occasionale di tipo accessorio, previste dagli articoli 70-73 D.Lgs. n. 276/2003 e successive modificazioni, dopo una fase iniziale di sperimentazione (iniziata ad agosto 2008 nell’ambito delle vendemmie) è ormai prassi diffusa, sull’intero territorio nazionale e nei vari settori produttivi che ne possono fruire.

Sulla base di dati presenti negli archivi gestionali, il Coordinamento statistico-attuariale, ha potuto strutturare questa banca dati, utile strumento di monitoraggio messo a disposizione di tutti gli operatori, elaborando, da una parte, la significativa quantità di dati derivante dalla vendita dei buoni attraverso il diversi canali dedicati (sportelli Inps e uffici postali, procedura telematica nel portale Inps, rete dei tabaccai e banche popolari convenzionate) e, dall’altra, le informazioni ricavate dalle comunicazioni obbligatorie di inizio prestazione che i datori di lavoro sono tenuti ad effettuare ai fini assicurativi ed antiinfortunistici ed per il relativo accredito della quota di contribuzione.

L’Inps ricorda, infatti, che il valore nominale di ogni singolo buono o voucher, pari a 10 euro, è comprensivo della contribuzione a favore della Gestione separata Inps (convenzionalmente stabilita per questa tipologia lavorativa nell’aliquota del 13%), di quella in favore dell’Inail (7%) e di una quota pari al 5% per la gestione del servizio.

 

Vincenzo D’Andò