Novità fiscali del 15 ottobre 2012: nuovi tagli alla deduzione dei costi auto per i professionisti

Pubblicato il 15 ottobre 2012



spesometro: prorogato il termine per comunicare gli acquisti tramite Pos; ulteriore taglio alla deduzione dell’auto per i professionisti; IVA: Commissione europea avvia una consultazione pubblica sulla revisione delle aliquote ridotte; reati tributari: spetta al giudice di merito determinare anche la pena accessoria; é on line la relazione sullo stato del contenzioso tributario per il 2011; rimborso dei maggiori oneri sostenuti dalle aziende del settore del trasporto pubblico per l’anno 2009: dall’INPS le modalità operative; sisma Emilia: “giallo” sulla vicenda della sospensione dei termini di pagamento; Dogane: conseguenze sulla determinazione di non conformità del prodotto energetico denaturato

 

 

Indice:

1) Spesometro: prorogato il termine per comunicare gli acquisti tramite Pos

2) Ulteriore taglio alla deduzione dell’auto per i professionisti

3) IVA: Commissione europea avvia una consultazione pubblica sulla revisione delle aliquote ridotte

4) Reati tributari: spetta a giudice di merito determinare anche la pena accessoria

5) E’ on line la relazione sullo stato del contenzioso tributario per il 2011

6) Rimborso dei maggiori oneri sostenuti dalle aziende del settore del trasporto pubblico per l’anno 2009: dall’INPS le modalità operative

7) Sisma Emilia: “giallo” sulla vicenda della sospensione dei termini di pagamento

8) Dogane: conseguenze sulla determinazione di non conformità del prodotto energetico denaturato

 

 

1) Spesometro: prorogato il termine per comunicare gli acquisti tramite Pos

Per le operazioni rilevanti Iva di almeno 3.600 euro passa al 31 gennaio la comunicazione degli acquisti tramite Pos.

Infatti, scadrà il 31 gennaio 2013, e non più il 15 ottobre 2012, il termine per la comunicazione, da parte degli operatori finanziari, dei dati delle operazioni rilevanti ai fini Iva, di importo non inferiore a 3.600 euro, relative al periodo 6 luglio - 31 dicembre 2011, in cui l’acquirente è un consumatore finale che ha pagato con carta di credito, di debito o prepagata.

Lo prevede un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, n. 2012/143439 datato 11 ottobre 2012, ma pubblicato il 12 ottobre 2012.

La proroga è dovuta all’esigenza di mettere a punto gli accorgimenti tecnici necessari, fornendo più tempo agli operatori finanziari.

La nuova proroga fa seguito alla precedente, arrivata con un analogo provvedimento del 13 aprile 2012, per effetto della quale l’originario termine del 30 aprile era stato spostato al 15 ottobre 2012.

 

2) Ulteriore taglio alla deduzione dell’auto per i professionisti

Nel giro di poco tempo viene pressoché dimezzata la deduzione delle auto aziendali e dei professionisti:

Infatti, dal 2013, la percentuale passerà dall’attuale 40% direttamente al 20%. La bozza della Legge di stabilità prevede, dunque, un’ulteriore riduzione, al 20%, della percentuale di deducibilità dei costi relativi alle auto di imprese e professionisti.

Pertanto, tale misura sostituisce, di fatto, la deducibilità al 27,50% introdotta dalla Legge n. 92/2012.

Resta ferma, invece, la deducibilità al 70%, sempre dal 2013, per le auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta.

Come è noto, l’art. 4, comma 72 della Legge n. 92/2012 (legge di riforma del mercato del lavoro), modificando l’art. 164, comma 1, lettera b) del TUIR, aveva già ridotto dal 40% al 27,50% la quota di deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi relativi alle autovetture, agli autocaravan, ai ciclomotori e ai motocicli, che non sono utilizzati esclusivamente come beni strumentali all’attività d’impresa.

Tale riduzione sarebbe stata operativa a decorrere dal 2013.

Secondo quanto viene riportato nella bozza della Legge di stabilità, nell’art. 164, comma 1, lettera b), del TUIR, come modificato dall’art. 4, comma 72, della Legge n. 92 del 28 giugno 2012, le parole “nella misura del 27,5 per cento” sono sostituite da “nella misura del 20 per cento”.

Per conseguenza, se verranno confermate le misure previste dalla citata bozza, dal 2013 la percentuale di deducibilità dovrebbe passare direttamente dall’attuale 40% al 20%.

Non verrebbero, invece, modificati i limiti di valore fiscalmente riconosciuto, già rimasti immutati anche in occasione della Legge 92/2012.

Pertanto il tetto massimo di riconoscimento fiscale del costo d’acquisto sostenuto per l’acquisto del mezzo di trasporto sarà ancora pari a 18.075,99 euro per autovetture e autocaravan, 4.131,66 euro per i motocicli, 2.065,83 euro per i ciclomotori.

Come al solito rimane invariata la disciplina delle auto per gli agenti di commercio (deduzione sempre al 80%), nonché per le auto inerenti solo l’attività aziendale (ad es. camion o taxi, ecc.) la cui deduzione rimane al 100%.

 

3) IVA: Commissione europea avvia una consultazione pubblica sulla revisione delle aliquote ridotte

La Commissione europea, lo scorso 8 ottobre, ha avviato una consultazione pubblica sulla revisione delle aliquote IVA ridotte, rivolta a cittadini, imprese e altri operatori, che avrà termine il 3 gennaio 2013.

L’accesso alla consultazione è possibile dal sito web della TAXUD, da cui è possibile consultare anche la relativa documentazione.

Ciò è quanto informa Assonime nella propria nota del 11 ottobre 2012.

L’attuale assetto delle aliquote nella direttiva IVA

Per meglio comprendere l’esigenza della Commissione di rivedere le aliquote IVA ridotte, Assonime evidenzia quelle che sono attualmente le regole generali in materia:

Ai sensi della direttiva IVA (direttiva 2006/112/CE), gli Stati membri devono applicare un’aliquota IVA ordinaria che non può essere inferiore al 15%; tuttavia, essi hanno la facoltà di applicare una o due aliquote ridotte, non inferiori al 5%, a beni e servizi inclusi in un elenco allegato alla direttiva (l’allegato III).

Tale elenco deve essere interpretato in maniera restrittiva, vale a dire che gli Stati membri non possono applicare un’aliquota ridotta per un bene o servizio che non rientra in quella lista.

La determinazione delle aliquote, peraltro, è influenzata da alcune deroghe, incluse nella stessa direttiva o concesse ad alcuni Stati membri (ad esempio, in fase di adesione o in negoziati in sede di Consiglio).

Il quadro che ne risulta, dato dal recepimento degli anzidetti principi nei singoli Stati membri, è piuttosto vario e complesso: Tutte le tipologie di aliquote vigenti nei diversi Stati membri sono riportate in un documento predisposto annualmente dalla TAXUD (l’ultimo documento è aggiornato al 1° luglio 2012).

Il processo di revisione delle aliquote

La consultazione appena avviata si inserisce nell’ambito delle molteplici iniziative promosse dalla Commissione per attuare un’ampia riforma dell’IVA che porti ad un sistema di applicazione dell’imposta più semplice, efficiente e omogeneo.

La realizzazione di tale nuovo sistema implica, tra gli obiettivi prioritari, una revisione delle aliquote ridotte.

Viene rilevato che già nella consultazione pubblica sulle regole su cui basare una riformulazione della disciplina dell’imposta, avviata dalla Commissione in occasione della pubblicazione del “Libro verde sul futuro dell’IVA” COM (2010) 695 def. del 1° dicembre 2010, era stato richiesto alle parti interessate, in termini più generali, di esprimere un giudizio sull’attuale assetto delle aliquote.

Tenendo conto delle risposte a tale consultazione, con la successiva comunicazione COM (2011) 851 def. del 7 dicembre 2011, la Commissione ha dichiarato che il riesame dell’attuale struttura delle aliquote sarà basato sulle seguenti linee guida:

- Abolizione delle aliquote ridotte che costituiscono un ostacolo al corretto funzionamento del mercato interno; ciò nella considerazione che le aliquote ridotte adottate in passato con giustificati motivi e finalità potrebbero ora avere effetti distorsivi, in quanto il contesto economico è nel frattempo cambiato;
- abolizione delle aliquote ridotte su beni e servizi il cui consumo è scoraggiato da altre politiche comunitarie (ad esempio, quelle previste per i beni che danneggiano l’ambiente, la salute o il benessere);

- assoggettamento alla medesima aliquota IVA dei beni e dei servizi similari, tenendo conto, tra l’altro, del progresso tecnologico (parità di trattamento tra prodotti - come, ad esempio, i libri - disponibili su supporto tradizionale e on line).
Sulla base di questi principi, con l’attuale consultazione la Commissione richiede ora agli interessati di pronunciarsi sui seguenti punti:

- se ritengano che le riduzioni di aliquota attualmente previste possano falsare la concorrenza all’interno del mercato unico;

- se ritengano che talune aliquote IVA ridotte, come quelle relative all’acqua, all’energia, alla gestione dei rifiuti ed agli alloggi, non siano ora più in linea con gli obiettivi delle politiche dell’UE;

- se ritengano di indicare come dovrebbero essere trattati ai fini dell’IVA beni e servizi analoghi, tenendo conto dei recenti sviluppi tecnologici.

I risultati della consultazione confluiranno nella stesura di una nuova proposta normativa in materia di aliquote IVA, che la Commissione presenterà nel 2013.

 

 

4) Reati tributari: spetta a giudice di merito determinare anche la pena accessoria

Per i reati tributari, compete al giudice di merito determinare anche la pena accessoria.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 36591 del 2012.

Quando la durata di una pena accessoria temporanea è determinata dalla legge nella misura minima ed in quella massima, non si applica il principio dell’uniformità temporale tra pena accessoria e pena principale previsto dall’art. 37 c.p., ma spetta al giudice determinarne in concreto la durata applicando i parametri di cui all’art. 133 c.p..

La vicenda, esaminata dalla Suprema Corte, ha riguardato un caso di occultamento e distruzione di libri e documenti contabili da parte di un imprenditore, al fine di evasione fiscale.

La Corte di legittimità non ha, dunque, disposto la condanna dell’imprenditore anche alle pene accessorie previste per in caso di condanna per il reato stabilite dall’art. 12 del D.Lgs. n. 74 del 2000, quali: “a) l’interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per un periodo non inferiore a sei mesi e non superiore a tre anni; b) l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per un periodo non inferiore ad un anno e non superiore a tre anni; c) l’interdizione dalle funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria per un periodo non inferiore ad un anno e non superiore a cinque anni; d) l’interdizione perpetua dall'ufficio di componente di commissione tributaria; e) la pubblicazione della sentenza a norma dell'art. 36 c.p.”.

 

5) E’ on line la relazione sullo stato del contenzioso tributario per il 2011

E’ in deciso calo il numero dei ricorsi presentati nelle Commissioni tributarie nel 2011 rispetto all’anno precedente (-8,84%); in particolare, presso le Commissioni tributarie provinciali si è registrato una forte diminuzione (-10,64%), mentre nelle Commissioni tributarie regionali si osserva una flessione minore (-1,35%).

E’ stata, infatti, pubblicata, il 12 ottobre 2012 sul sito internet del Ministero dell’Economia e delle Finanze, la relazione di monitoraggio sullo stato del contenzioso tributario e sull’attività delle commissioni tributarie per l’anno 2011.

La riduzione del 10,64% dei ricorsi presentati, rispetto ai dati del 2010, è dovuta maggiormente dalla diminuzione dell’11,78% dei ricorsi presentati contro l’Agenzia delle Entrate (-21.237 ricorsi) e dall’ aumento del 2,98% dei ricorsi contro le Regioni, Province e Comuni (+1.245); per tutte le altre categorie di enti impositori si riscontra una riduzione dei relativi ricorsi in cui sono coinvolti .

La distribuzione geografica dei ricorsi presentati nel 2011 nelle CT provinciali evidenzia una concentrazione dei ricorsi pervenuti nel meridione pari al 54,52% (Sud 34,09% ed Isole 20,43%); il Nord e il Centro si attestano rispettivamente al 25,61% e al 19,87%.

Rispetto al 2010, si registra una generale diminuzione dei ricorsi pervenuti in tutte le aree geografiche che, in termini percentuali, va da un minimo del 7,6% nel sud ad un massimo del 16,1% nel centro.

Relazione sullo stato del contenzioso tributario

La Relazione annuale sullo stato del contenzioso tributario e sulle attività delle Commissioni tributarie, predisposta dalla Direzione della Giustizia Tributaria, rappresenta:

- L’andamento del contenzioso tributario al 31 dicembre di ogni anno;

- l’analisi dei ricorsi e degli appelli pervenuti, definiti e pendenti presso le Commissioni tributarie provinciali e regionali;

- il dimensionamento delle strutture amministrative delle Commissioni e degli organi giudicanti;

- i tempi di svolgimento del processo tributario e gli esiti delle sentenze emesse, distinte per tipologia di imposta e di ente impositore.

Il documento contiene, anche, l’analisi delle statistiche su alcuni fenomeni collegati al processo quali, il tasso di litigiosità del contribuente, la propensione all’appello o al ricorso in Cassazione.

 

6) Rimborso dei maggiori oneri sostenuti dalle aziende del settore del trasporto pubblico per l’anno 2009: dall’INPS le modalità operative

L’INPS, con la circolare n. 121 del 12 ottobre 2012, ha fornito le istruzioni con le quali le aziende di trasporto interessate potranno effettuare il recupero delle somme anticipate per le integrazioni delle indennità di malattia relative all’anno 2009.

L’art. 1 comma 273, primo periodo, della Legge n. 266/2005 stabilisce che i maggiori oneri derivanti dagli accordi nazionali stipulati dalle associazioni datoriali e dalle organizzazioni sindacali di categoria in attuazione dell’art. 1, comma 148, della legge n. 311/2004 siano finanziati utilizzando le somme residuate dagli importi destinati al fine di assicurare il rinnovo del contratto collettivo relativo al settore del trasporto pubblico locale.

Modalità che le imprese interessate dovranno seguire per il recupero degli importi spettanti per l’anno 2009.

Modalità operative

Per il recupero di tali somme, le aziende destinatarie dovranno avvalersi del codice causale “L215”, da valorizzare nell’Elemento <Denuncia Aziendale>, <AltrePartiteACredito>, <CausaleACredito>, del flusso UniEmens.

Le operazioni di conguaglio dovranno essere eseguite, dai soli datori di lavoro beneficiari, con una delle denunce contributive aventi scadenza entro il giorno 16 del terzo mese successivo a quello di emanazione della presente circolare.

Propedeutica alle operazioni di conguaglio, è l’attribuzione del previsto codice di autorizzazione “4H”, avente il significato di “azienda di trasporto autorizzata al recupero somme anticipate per trattamenti speciali aggiuntivi di malattia”.

A tal fine, le aziende richiedenti dovranno produrre il documento unico di regolarità contributiva (DURC) emesso secondo le modalità ordinarie.

 

7) Sisma Emilia: “giallo” sulla vicenda della sospensione dei termini di pagamento

Secondo una nota del 12 ottobre 2012 del Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro per il sisma dell’Emilia, ormai si è sfiorato l’incredibile.

Ennesima puntata della vicenda sulla sospensione dei termini di pagamento delle ritenute da parte dei sostituti di imposta che operavano nei territori interessati al terremoto dell’Emilia.

Il Governo con il D.L. n. 174 del 10 ottobre 2012, secondo riporta tale nota, si é inventato come nuova forma di “aiuto”, il pagamento in unica soluzione entro il 16/12.

Viene, quindi, ricordato come la vicenda abbia assunto toni paradossali già nel mese di agosto scorso, per via di un comunicato stampa dell'Agenzia delle entrate, dove era escluso che la sospensione riguardasse anche i sostituti di imposta.

Tale interpretazione provocava immediate reazioni, unite allo sconforto di chi pensava di aver legittimamente operato e apriva il fronte pure delle eventuali sanzioni per i ritardati pagamenti.

Il presidente del Consiglio Nazionale, Marina Calderone, ha inviato una lettera personale al Ministro dell’Economia , Vittorio Grilli, nel quale si chiedeva di recuperare un “atto di giustizia prima umana e poi giuridica”.

La risposta non c'è stata, anzi oggi il Governo pensa di tamponare alle proprie mancanze scaricando sulle imprese tutte le conseguenze di un comportamento ondivago.

Pagare tutto e subito, “prestando” ai lavoratori dipendenti l’equivalente delle ritenute non versate in questi mesi, che le potranno restituire a rate nel limite del 1/5 dello stipendio.

 

8) Dogane: conseguenze sulla determinazione di non conformità del prodotto energetico denaturato

Operazioni di denaturazione prodotti energetici: conseguenze sulla determinazione di non conformità del prodotto denaturato.

L’Agenzia delle Dogane, con la circolare n. 14/D del 12 ottobre 2012, ha reso noto l’indirizzo interpretativo reso nell’ambito della trattazione di uno specifico quesito, formulato dall’Unione Petrolifera, volto a conoscere gli effetti prodotti in capo al soggetto abilitato dal riscontro analitico di non conformità di un prodotto denaturato.

In particolare, l’Unione Petrolifera ha rappresentato che delle aziende associate eseguono in raffineria operazioni di denaturazione di gasolio usato come combustibile per riscaldamento, con pacchetti denaturanti idonei, che successivamente viene accertato quantitativamente e qualitativamente con prelievo di campioni da parte del verificatore.

Qualora, poi, l’operazione di denaturazione effettuata risultasse non conforme perché al di fuori dei margini di tolleranza previsti, l’associazione istante ha richiesto di precisare se debba procedersi al recupero di accisa sul cennato prodotto, peraltro immesso in consumo e destinato all’impiego per cui è denaturato, ed all’irrogazione della sanzione di cui all’art. 50 del D.Lgs. n. 504/95.

Al riguardo, l’Agenzia delle Dogane ha prima illustrato il quadro normativo di riferimento.

Il comma 1 dell’art. 24-bis del citato D.Lgs. n. 504/95, in materia di denaturazione dei prodotti energetici, ha riservato a determinazioni del Direttore dell’Agenzia delle Dogane il compito di fissare le formule e le modalità di denaturazione dei suindicati prodotti.

La disposizione dell’art. 24-bis ha trovato esecuzione con la Determinazione n. 2228/UD del 28.12.2007 e, quanto alla fissazione di margini analitici di tolleranza nella fase transitoria, con la circolare n. 35/D del 28.12.2007 che ha ammesso in modo uniforme per tutti i prodotti una tolleranza, sulle previste percentuali di denaturazione, del 10% in più o in meno.

Ciò in analogia a quanto già previsto dalla circolare n. 5/D del 17.1.2001 recante le istruzioni per la denaturazione del gasolio usato come combustibile per riscaldamento, in vigenza di un’aliquota inferiore a quella prevista per il medesimo prodotto destinato alla carburazione ex art. 5, comma 4, del DL n.268/2000 convertito in legge n. 354/2000.

Ulteriori istruzioni operative sono contenute, ancora, nelle circolari n. 29/D del 4.7.2008 e n. 12/D del 2010.

Poi considerato anche il nuovo modello delineato dalla citata Determinazione n. 2228/UD che pone in capo al soggetto abilitato la responsabilità del regolare svolgimento delle operazioni presso il proprio deposito, la stessa Agenzia ha osservato che l’inosservanza delle prescrizioni dettate per la denaturazione dei prodotti energetici, inclusa la conformità delle sostanze denaturanti alle specifiche quantitative, può integrare un illecito sanzionabile amministrativamente ai sensi dell’art. 50, comma 1, del D.Lgs. n. 504/95.

Una volta illustrata la configurabilità di una violazione amministrativa, l’Agenzia delle Dogane ha poi rilevato, in via generale, che il recupero dell’accisa determina l’insorgenza di un nuovo debito tributario che, pertanto, va suffragata dalla dimostrazione di elementi e fatti costituivi della maggiore pretesa impositiva.

Nella vicenda ipotizzata, il riscontro della non conformità del prodotto denaturato, motivato dalla non piena corrispondenza delle sostanze denaturanti alle formulazioni previste, non riveste valore presuntivo idoneo, di per sé solo, a fondare l’afferente accertamento tributario di ulteriore accisa dovuta. Inoltre, sui pacchetti denaturanti ritenuti idonei dall’Agenzia non è richiesta la verifica sistematica all’atto della distribuzione, anteriormente al loro utilizzo: Assodati i casi di esigibilità dell’accisa di cui all’art. 2, commi 2 e 3, del testo unico approvato con D.Lgs. n. 504/95, il venir meno dei presupposti per l’applicazione al prodotto denaturato dell’aliquota fissata per il gasolio per riscaldamento potrebbe sostenersi in caso di comprovate condotte realmente offensive dell’interesse fiscale dello Stato, concretizzanti effettive sottrazioni di gettito tributario.

 

Vincenzo D’Andò