Novità fiscali del 10 ottobre 2012: il nuovo cassetto fiscale

Pubblicato il 10 ottobre 2012



Modello 730/2012 integrativo da presentare prima di fine mese; decreto sui poteri dell’AEEG in materia di servizi idrici; nel sito internet delle Entrate un nuovo cassetto fiscale; IMU sugli enti non commerciali: Consiglio di Stato dice no al regolamento ministeriale; call center: le novità sul lavoro a progetto spiegate dalla Fondazione Studi dei CDL; il vincolo storico-artistico degli immobili può essere annotato negli atti del catasto; legge di stabilità 2013: Grilli, non serve manovra, rinviato il DDL esodati; per il federalismo al governo arriva la riforma: competenze da Regioni allo Stato

 

 

Indice:

1) Modello 730/2012 integrativo da presentare prima di fine mese

2) Decreto sui poteri dell’AEEG in materia di servizi idrici

3) Nel sito internet delle Entrate un nuovo cassetto fiscale

4) IMU sugli enti non commerciali: Consiglio di Stato dice no al regolamento ministeriale

5) Call center: le novità sul lavoro a progetto spiegate dalla Fondazione Studi dei CDL

6) Il vincolo storico-artistico degli immobili può essere annotato negli atti del catasto

7) Legge di stabilità 2013: Grilli, non serve manovra, rinviato il DDL esodati

8) Per il federalismo al governo arriva la riforma: competenze da Regioni allo Stato

 

 

1) Modello 730/2012 integrativo da presentare prima di fine mese

Rimane ancora tempo fino al 25 ottobre 2012 per i contribuenti che hanno presentato a suo tempo il Modello 730/2012 e pensano di avere commesso errori nella compilazione, infatti, entro tale data possono, dunque procedere alla correzione del suddetto modello.

La correzione del Modello 730

L’art. 14 del D.M. n. 164 del 1999 consente di presentare il modello 730 integrativo unicamente per le correzioni “a favore del contribuente”.

Si tratta di tutti quei casi in cui il contribuente si è reso conto di non avere indicato oneri deducibili o detraibili, detrazioni spettanti ma non riconosciute, ritenute non scomputate, acconti versati ma non considerati e tutti gli altri casi in cui la correzione determina a favore del contribuente un maggior credito o un minor debito.

Il contribuente che ha fornito in maniera inesatta i dati relativi al sostituto d’imposta che effettuerà le operazioni di conguaglio, può presentare un modello 730 integrativo indicando il codice 2 nella casella “730 integrativo”.

Da tenere presente che:

- non sono ammesse variazioni di altra natura;

- la cessazione del rapporto di lavoro nel periodo intercorrente tra la presentazione del modello 730 ordinario e la data del modello integrativo comporta per il contribuente la possibilità del 730 integrativo sono nel caso in cui abbia un sostituto d’imposta nel periodo da ottobre a dicembre;

- il sostituto d’imposta, ricevuto il mod. 730/4 dal CAF, provvederà ad effettuare le operazioni di conguaglio già nella prima retribuzione utile.

Il contribuente che si accorge della presenza di errori od omissioni nella dichiarazione ordinaria e la variazione comporta una modifica sia delle informazioni da indicare nel riquadro “dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio” sia dei dati relativi alla determinazione dell’imposta dovuta, ha la possibilità di emendare il mod. 730 indicando nella casella “730 integrativo” il codice 3.

La procedura:

- Con la presentazione del modello 730 integrativo, il CAF rilascia la ricevuta che attesta la presentazione del modello integrativo e della documentazione (modello 730/2);

- entro il 10 novembre gli intermediari devono trasmettere in via telematica le dichiarazioni e i relativi modelli 730/4 che l’Amministrazione finanziaria metterà a disposizione dei sostituti d’imposta;

- nel mese di dicembre il sostituto d’imposta provvede al rimborso relativo ai crediti di imposta che originano dal modello 730 integrativo;

- in caso di mancato conguaglio entro la fine dell’anno, il datore di lavoro comunicherà all’interessato gli importi ai quali lo stesso ha diritto provvedendo ad indicarli nel modello CUD.

I crediti non fruiti potranno essere fatti valere dal contribuente nella prima dichiarazione utile.

Alternativa

Come è noto, in alternativa al modello 730 integrativo, il contribuente può avvalersi:

- del Modello Unico persone fisiche “a favore” entro il termine di presentazione della dichiarazione successiva;

- dell’istanza di rimborso ex art. 38 del D.P.R. 602/1973.

Modello 730: quando si presenta

Il modello 730/2012 può essere presentato entro il 30 aprile (per il 2012 prorogato al 16 maggio) al proprio datore di lavoro o ente pensionistico oppure entro il 31 maggio ( per il 2012 prorogato al 20 giugno) a un Caf o a un intermediario abilitato (iscritti agli albi dei dottori commercialisti ed esperti contabili e dei consulenti del lavoro).

Entro il 31 maggio 2012 (per il 2012 prorogato al 15 giugno) il datore di lavoro o ente pensionistico deve consegnare al contribuente cui ha prestato assistenza una copia della dichiarazione elaborata e il prospetto di liquidazione modello 730-3, con l'indicazione delle trattenute o dei rimborsi che saranno effettuati.

Il Caf o il professionista abilitato deve consegnare entro il 15 giugno (per il 2012 prorogato al 2 luglio) al contribuente cui ha prestato assistenza una copia della dichiarazione e il prospetto di liquidazione modello 730-3, elaborati sulla base dei dati e dei documenti presentati dal contribuente.

Infine, entro il 30 giugno, il Caf o il professionista abilitato trasmettono il modello 730 all'Agenzia delle Entrate.

Queste le principali date da ricordare per il modello 730:

Adempimento

Assistenza sostituti di imposta

Assistenza Caf e professionisti abilitati

Comunicazione disponibilità a prestare assistenza fiscale

15 gennaio

 

Consegna 730 da parte del dipendente/pensionato

16 maggio

20 giugno

Consegna 730 al dipendente/pensionato

15 giugno

2 luglio

Trasmissione 730 all’Agenzia delle Entrate

2 luglio

12 luglio

Presentazione 730 integrativo

 

25 ottobre

Consegna copia 730 integrativo al dipendente/pensionato

 

10 novembre

In caso di errore ecco il Modello 730 integrativo

Se, dopo un attento controllo del prospetto di liquidazione delle imposte (modello 730/3) ricevuto dal sostituto d’imposta o dall’intermediario, si riscontrano errori di compilazione o di calcolo, è possibile rivolgersi a chi ha prestato l’assistenza per correggerli.

In questo caso è necessario compilare il modello 730 di rettifica.

Quando il modello è stato compilato in modo corretto, ma il contribuente si è accorto di aver dimenticato di esporre degli oneri deducibili o detraibili, c’è la possibilità di:

- presentare entro il 25 ottobre un modello 730 integrativo, con la relativa documentazione. Il modello 730 integrativo deve essere presentato a un intermediario (Caf, professionista), anche se il modello precedente era stato presentato al datore di lavoro o all’ente pensionistico;

- presentare, in alternativa, un modello Unico Persone fisiche entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta successivo.

Se, invece, il contribuente si è accorto di aver dimenticato di dichiarare dei redditi oppure ha indicato oneri deducibili o detraibili in misura superiore a quella spettante, deve presentare obbligatoriamente un modello Unico Persone fisiche e pagare direttamente le somme dovute, compresa la differenza rispetto all’importo del credito risultante dal modello 730, che verrà comunque rimborsato dal sostituto d’imposta.

 

2) Decreto sui poteri dell’AEEG in materia di servizi idrici

Con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 20 luglio 2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 3 ottobre 2012, viene precisato il contenuto dei poteri di regolazione e controllo in materia di servizi idrici conferiti dal decreto “salva Italia” all’Autorità per l’energia elettrica ed il gas.

Contestualmente alla soppressione dell’Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua, l’art. 21, comma 19, del decreto legge n. 201/2011 (convertito dalla legge n. 214/2011) ha trasferito le funzioni di regolazione e controllo del servizio idrico integrato all’AEEG, rinviandone l’individuazione nel dettaglio ad un successivo decreto da adottarsi, entro 90 giorni, su proposta del Ministro dell’Ambiente.

In attuazione della delega, il 20 luglio 2012 il Consiglio dei Ministri ha infine adottato il decreto in oggetto, che, ripartendo la competenza in materia fra il Ministero dell’Ambiente e l’AEEG, definisce in maniera puntuale i rispettivi compiti.

Il Ministero dell’Ambiente continuerà ad esercitare una funzione generale di indirizzo consistente, fra l’altro, nell’individuazione degli obiettivi generali e delle priorità di intervento per assicurare il coordinamento delle funzioni inerenti agli usi delle risorse idriche, nella definizione dei criteri per la determinazione del costo ambientale e del costo della risorsa per i vari settori d’impiego dell’acqua, nonché nella fissazione degli obiettivi generali di qualità del servizio idrico integrato sul territorio nazionale (articolo 1).

Quanto alle funzioni di regolazione e controllo del servizio idrico integrato trasferite all’AEEG, per l’assolvimento delle quali l’Autorità potrà far ricorso ai poteri regolatori di cui è già investita, i compiti individuati dal decreto attengono sia alla vigilanza sulle modalità di erogazione del servizio che alla determinazione della tariffa e alla tutela dei diritti degli utenti (articolo 3).

In particolare spetta all’Autorità definire i livelli minimi di qualità del servizio per ciascun gestore e controllarne le modalità di erogazione con la possibilità di esercitare a tal fine poteri ispettivi e sanzionatori.

L’AEEG ha, inoltre, il compito di: predisporre convenzioni tipo per l’affidamento del servizio; verificare la corretta redazione del piano d’ambito; definire le componenti di costo, inclusi i costi finanziari degli investimenti e della gestione, per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato; predisporre il metodo di determinazione della tariffa, fissare le modalità per la sua revisione periodica, approvare le tariffe proposte dai gestori e vigilare sulla corretta applicazione delle stesse. Altre funzioni attengono, infine, alla adozione di direttive per la trasparenza e la separazione contabile e amministrativa dei gestori, alla formulazione di pareri e proposte in materia di servizio idrico integrato e alla tutela dei diritti degli utenti, compresa, ove possibile, l’imposizione di obblighi di indennizzo automatico.

Tali funzioni dovranno essere esercitate nel rispetto dei principi e delle finalità enunciati all’art. 2 del DPM, quali il carattere universale del servizio, l’equità, certezza, trasparenza e non discriminatorietà del sistema tariffario, la tutela degli utenti, la gestione in condizioni di efficienza e di equilibrio economico-finanziario e i principi comunitari del “recupero integrale dei costi” e del “chi inquina paga”.

(Assonime, nota del 08 ottobre 2012)

 

3) Nel sito internet delle Entrate un nuovo cassetto fiscale

Ciò al fine di rendere più semplice e più accogliente la nuova veste del sito web.

Adesso vengono visualizzate immediatamente le informazioni più recenti relative alle dichiarazioni e ai pagamenti effettuati con il Modello F24.

È on line la nuova versione del cassetto fiscale, la funzionalità dedicata ai contribuenti e agli intermediari delegati che desiderano visualizzare la propria posizione nei confronti dell’Agenzia delle entrate.

La grafica del sito adesso intende essere più chiara:

- esposizione compatta e intuitiva dei dati del contribuente;

- storico dei domicili fiscali e delle partite Iva (che appaiono e scompaiono alla pressione del pulsante “freccia”);

- help contestuale disponibile direttamente sulla funzione specifica, ad esempio, sui rimborsi (pressione del pulsante “punto interrogativo”).

 

 

 

4) Imu sugli enti non commerciali: Consiglio di Stato dice no al regolamento ministeriale

Il Consiglio di Stato ha bocciato il decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze per l’applicazione dell’Imu sugli enti non commerciali, quindi anche sugli immobili della Chiesa.

Nel parere del Consiglio di Stato, sezione consultiva per gli atti normativi, viene affermato che “non é demandato al ministero di dare generale attuazione alla nuova disciplina dell’esenzione Imu per gli immobili degli enti non commerciali”.

Si tratta dello schema di decreto “recante regolamento avente ad oggetto la determinazione delle modalità e delle procedure per stabilire il rapporto proporzionale tra le attività svolte con modalità commerciali e le attività complessivamente svolte dagli enti non commerciali di cui all’art. 73 comma 1, lettera c del Tuir, al fine dell’esenzione dall’imposta municipale”.

Parte dello schema in esame, “é diretta a definire i requisiti, generali e di settore, per qualificare le diverse attività come svolte con modalità non commerciali. Tale aspetto esula dalla definizione degli elementi rilevanti ai fini dell’individuazione del rapporto proporzionale in caso di utilizzazione dell’immobile mista c.d. indistinta e mira a delimitare, o comunque a dare una interpretazione, in ordine al carattere non commerciale di determinate attività. Peraltro, si tratta di una qualificazione piuttosto articolata, contenuta in parte nelle definizioni dell’articolo 1 e soprattutto nei requisiti fissati in via generale dall’art. 3 e per i singoli settori dall’art. 4. Con quest’ultima disposizione l’amministrazione ha compiuto alcune scelte applicative, che non solo esulano dall’oggetto del potere regolamentare attribuito, ma che sono state effettuate in assenza di criteri o altre indicazione normative atte a specificare la natura non commerciale di una attività”.

Basti fare riferimento “al criterio dell’accreditamento o convenzionamento con lo Stato per le attività assistenziali e sanitarie o ai diversi criteri stabiliti per la compatibilità del versamento di rette con la natura non commerciale dell’attività.

In alcuni casi é utilizzato il criterio della gratuità o del carattere simbolico della retta (attività culturali, ricreative e sportive); in altri il criterio dell’importo non superiore alla metà di quello medio previsto per le stesse attività svolte nello stesso ambito territoriale con modalità commerciali (attività ricettiva e in parte assistenziali e sanitarie); in altri ancora il criterio della non copertura integrale del costo effettivo del servizio (attività didattiche)”.

Non é questa la sede, prosegue il Consiglio di Stato, “per verificare la correttezza di ciascuno di tali criteri, ma la loro diversità e eterogeneità rispetto alla questione dell’utilizzo misto conferma che si é in presenza di profili, che esulano dal potere regolamentare in concreto attribuito. Tali profili potranno essere oggetto di un diverso tipo di intervento normativo o essere lasciati all’attuazione in sede amministrativa sulla base dei principi generali dell’ordinamento interno e di quello dell’Unione europea in tema di attività non commerciali (sia in termini generali attraverso circolari, sia con riferimento a fattispecie specifiche mediante altri strumenti, quali ad esempio le risposte all'interpello del contribuente). Va, peraltro, ricordato che proprio sulla analoga questione dell’esenzione dall’ICI la Commissione europea ha avviato in data 12 ottobre 2010 una indagine al fine della valutazione della sussistenza di un aiuto di Stato, avente ad oggetto anche la circolare del Ministero delle finanze n. 2/DF del 26 gennaio 2009, che in parte trattava aspetti oggetto del presente schema. Ciò impone estrema prudenza nell’individuare lo strumento idoneo a fare chiarezza sulla qualificazione di una attività come non commerciale e tale strumento non appare poter essere il presente regolamento per le ragioni anzidette (quanto meno per le parti contenute in alcune definizioni e negli articoli 3, 4 e 7, comma 1)”.

Sarebbe, peraltro, il proprietario, tramite apposito modello, a dichiarare quanto dell’edificio viene sfruttato come finalità di tipo commerciale e viceversa.
Secondo quanto affermato dal Consiglio di Stato, insomma, per dare validità giuridica piena all’esenzione, serve qualcosa di più, anziché di un blando regolamento ministeriale, anche perché, conclude il CdS, la procedura dell’Unione europea è tesa a verificare se l’esenzione dell’Ici (fino a quando è rimasta in vigore) non sia da qualificare come “aiuto di Stato”.

(Consiglio di Stato, parere consultivo n. 4180 del 04 ottobre 2012)


5) Call center: le novità sul lavoro a progetto spiegate dalla Fondazione Studi dei CDL

La Fondazione Studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, con la circolare n. 17 del 08 ottobre 2012, ha esaminato la disciplina del lavoro a progetto nelle aziende di Call Center, alla luce delle nuove regole dettate dalla cd. riforma Fornero (Legge n. 92 del 2012) che prevede i nuovi requisiti relativi alla non esecutività e ripetitività delle prestazioni.

A parere della citata Fondazione, le nuove regole avrebbero potuto comportare l’impossibilità del ricorso al lavoro a progetto da parte dei call center, soprattutto in quelli in cui il co.co.pro. ha il compito di rendersi attivo nel contattare, per un arco di tempo predeterminato, l’utenza di un prodotto o servizio riconducibile ad un singolo committente.

La tipologia di contratto in oggetto é quella usata in prevalenza nell’ambito dei call center.

A rimediare al conseguente blocco dei contratti che si sarebbe verificato é intervenuto il D.L. n. 83/2012 (convertito dalla Legge n. 134/2012), che stabilisce per le attività di vendita diretta di beni e di servizi realizzate attraverso call center che “il ricorso ai contratti di collaborazione a progetto é consentito sulla base del corrispettivo definito dalla contrattazione collettiva nazionale di riferimento”.

Restano, comunque, ferme tutte le altre tutele previste per questa tipologia di contratto dal D.Lgs. n. 276/2003.

Altri delicati punti trattati dalla suddetta circolare sono stati: Corrispettivo della prestazione (in assenza di contrattazione collettiva specifica, il compenso non può essere inferiore alle retribuzioni minime previste dai contratti collettivi nazionali di categoria applicati alle figure professionali), regime transitorio e campo di applicazione (la Legge è entrata in vigore il 12 agosto 2012, ma sui nuovi contratti a progetto nel settore dei call center avviati nel periodo che intercorre tra il 18 luglio 2012 e l’11 agosto 2012 si applicano le presunzioni introdotte dalla Legge 92/2012).

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, Fondazione Studi, circolare n. 17 del 08 ottobre 2012)

 

6) Il vincolo storico-artistico degli immobili può essere annotato negli atti del catasto

Classamento degli immobili di interesse culturale: Pubblicata la circolare dal Territorio.

Con la circolare n. 5 del 9 ottobre 2012 della Direzione centrale Catasto e cartografia, l’Agenzia del Territorio ha chiarito che il riconoscimento dell’interesse culturale di un immobile e il conseguente regime vincolistico non influisce sul classamento del bene.

La categoria catastale va infatti attribuita tenendo conto della destinazione di ciascuna unità immobiliare, sulla base delle sue caratteristiche specifiche e del contesto territoriale e urbanistico in cui è inserita.

Tuttavia, tenuto conto delle implicazioni tributarie che comporta il riconoscimento del carattere di “bene culturale”, i proprietari possono chiedere che il vincolo risulti anche in catasto, oltre che nei registri immobiliari, presentando una apposita domanda di annotazione.

 

7) Legge di stabilità 2013: Grilli, non serve manovra, rinviato il DDL esodati

Non sarà necessaria una nuova manovra: Lo assicura il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, illustrando alle parti sociali la legge di stabilità. La legge di stabilità, afferma Grilli sempre quanto riferito nella nota Ansa del 09 ottobre 2012 delle ore 17:32, “non avrà il carattere della manovra”. Non ci sarà una manovra aggiuntiva, dunque, ma “la legge di stabilità ha obiettivi che richiederanno risorse anche aggiuntive per finanziarli”. Tra cui, il primo, evitare l’aumento dell'Iva; il secondo, incentivare il miglioramento del sistema economico.

Viene eliminato l’aumento Iva previsto dalle passate manovre. La bozza della Legge Finanziaria che approva al Cdm elimina completamente i commi che avevano introdotto l’aumento che ora sarebbe scattato dal primo luglio 2013.

La legge di stabilità servirà per evitare l’aumento dell'Iva.

“Le risorse della legge di stabilità - ha proseguito Grilli - saranno reperite, oltre che con la spending review, anche con la Tobin Tax e con una revisione delle tax expenditures”.

Tra gli obiettivi della legge di stabilità - ha detto ancora il ministro - c'é anche quello di assicurare un fondo ad hoc per gli esodati.

Il governo poi ha prospettato una manovra da circa 10 miliardi di euro di cui 6,5 miliardi per evitare l’aumento dell'Iva e 3,5 miliardi destinati a produttività e detrazioni fiscali.

Stop anche all’affitto e all'acquisto di nuovi immobili (se non per realizzare un vantaggio) da parte di tutte le amministrazioni pubbliche. Ma anche all’acquisto e il leasing di autovetture.

Introdotta anche una stretta anche per l’acquisto di arredi e per le spese di consulenze informatiche.

La Commissione Bilancio della Camera ha constatato l’assenza di coperture finanziaria del DDL sugli esodati, ma non ha espresso parere negativo ad esso, bensì ha rinviato il testo alla Commissione Lavoro affinché lo modifichi.

 

8) Per il federalismo al governo arriva la riforma: competenze da Regioni allo Stato

Legge costituzionale per cambiare il titolo V. Il presidente del Consiglio Mario Monti, secondo quanto informa l’Agenzia Ansa nella nota del 09 ottobre 2012, avrebbe confermato, durante l’incontro con Regioni ed enti locali in corso a Palazzo Chigi, che il Consiglio dei ministri si occuperà anche della riforma del titolo V per riportare alcune competenze delle Regioni a livello centrale.

La bozza di DDL, di 4 articoli, modifica tra l’altro l’art. 117 della Costituzione, aggiungendo alle materie attribuite alla competenza esclusiva dello Stato, (poiché appare “più congruo, anche per l’incidenza di normative europee”), “porti marittimi e aeroporti civili, di interesse nazionale e internazionale (restano concorrenti quelli di interesse regionale), grandi reti di trasporto e navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia”.

Convocazione del Consiglio dei Ministri n. 49 del 9 Ottobre 2012

In particolare, il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 09 ottobre 2012 alle ore 16,30 a Palazzo Chigi, ha esaminato il seguente ordine del giorno:

- Disegno di legge: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2013);

- Disegno di legge: Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015;

- Nota tecnico-illustrativa al disegno di legge di stabilità 2013, a norma dell’articolo 11, comma 9, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.

 

Vincenzo D’Andò