Novità fiscali del 17 luglio 2012: cessione immobili senza imposta di registro se è stata già pagata IVA

Pubblicato il 17 luglio 2012



F23: istituito codice ente identificativo Ministero Affari; F24: istituiti causali contributo Inps per ex Inpdap; entrate tributarie internazionali: dati di maggio 2012 in crescita; correzioni al decreto semplificazioni fiscali in G.U.; terremoto: sospesi i versamenti Inps ma non quelli Irpef; lavoratori autonomi in edilizia, si cambia; cessione immobili: niente imposta di registro se già pagata Iva; validità dell’accertamento tributario anticipato: pronuncia della Cassazione

 

 

Indice:

1) Modello F23: istituito codice ente identificativo Ministero Affari

2) Modello F24: istituiti causali contributo Inps per ex Inpdap

3) Entrate tributarie internazionali: dati di maggio 2012 in crescita

4) Correzioni al decreto semplificazioni fiscali in G.U.

5) Terremoto: sospesi i versamenti Inps ma non quelli Irpef

6) Lavoratori autonomi in edilizia, si cambia

7) Cessione immobili: niente imposta di registro se già pagata Iva

8) Validità dell’accertamento tributario anticipato: Pronuncia della Cassazione

 

 

1) Modello F23: istituito codice ente identificativo Ministero Affari

Istituito un codice ente identificativo del Ministero degli Affari Esteri, da utilizzare nel Modello di versamento F23.

A ciò ha provveduto l’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 75/E del 16 luglio 2012.

Il Ministero degli Affari Esteri – Direzione Generale per le Risorse e l’Innovazione - Ufficio XI, per il recupero delle spese di giustizia di cui agli articoli 157, 158, e 159 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, ha chiesto l’attribuzione di un “codice ente”, per consentire agli agenti della riscossione una corretta e puntuale rendicontazione delle somme riscosse, tramite il modello di versamento F23, delle suddette spese di giustizia.

A tal fine, l’Agenzia delle entrate ha istituito il codice ente “EST” denominato “Ministero degli Affari Esteri - Direzione Generale per le Risorse e l’Innovazione - Ufficio XI”, da indicare nel campo 6 “codice ufficio o ente” del Modello di versamento F23.

 

2) Modello F24: istituiti causali contributo Inps per ex Inpdap

Sono state istituite dall’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 76/E del 16 luglio 2012,  delle causali contributo per il versamento, tramite Modello F24, dei contributi di spettanza dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS Gestione ex Inpdap).

L’articolo 21 del decreto legge del 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, ha disposto la soppressione di enti e organismi, tra cui l’INPDAP, e l’attribuzione delle relative funzioni all’INPS, “che succede in tutti i rapporti attivi e passivi degli Enti soppressi….”.

Con la convenzione del 26 maggio 2006 e successivi rinnovi, stipulata tra l’Agenzia delle entrate e l’Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica (INPDAP), ora INPS Gestione ex Inpdap, è stato regolato il servizio di riscossione, mediante il modello F24, per il versamento dei contributi di pertinenza dell’Istituto.

L’INPS Gestione ex Inpdap, con la nota n. 4683 del 26 marzo 2012, ha chiesto

l’istituzione di due causali contributo.

Al riguardo sono state istituite le seguenti causali contributo:

- “P637” denominato “CASSA INADEL - “Contribuzione volontaria – TFS/TFR aspettativa per incarichi”;

- “P737” denominato “CASSA ENPAS – “Contribuzione volontaria – TFS/TFR aspettativa per incarichi”.

In sede di compilazione del modello F24, le suddette causali contributo vanno esposte nel campo “causale contributo” della sezione “Altri enti previdenziali e assicurativi” (secondo riquadro), in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, valorizzando:

- il campo “codice ente” con il codice “0003”;

- il campo “codice sede” con la sigla della provincia della sede provinciale/territoriale INPS Gestione ex Inpdap, desumibile dalla “Tabella T2 -

sigla delle province italiane” pubblicata sul sito www.agenziaentrate.gov.it;

- il campo “codice posizione” in base alle indicazioni fornite dall’INPS Gestione ex Inpdap;

- il campo “periodo di riferimento da mese/anno a mese/anno” con il periodo di competenza del contributo versato nel formato “ MMAAAA”.

 

3) Entrate tributarie internazionali: dati di maggio 2012 in crescita

Secondo quanto riportato dal Ministero dell’Economia e delle finanze nel comunicato del 16 luglio 2012, l’analisi dei dati relativi alle entrate tributarie del periodo gennaio-maggio del 2012 evidenzia i seguenti andamenti tendenziali:

- cresce a ritmi sostenuti l’Irlanda (+12,5%);

- seguono a ritmi di crescita più moderati la Germania (+3,6%), l’Italia (+2,5%), la Francia (+2,0%)

- sostanzialmente stabile il tasso di variazione del Regno Unito (+0,1%);

- risultano negativi i tassi di variazione della Spagna (-4,9%) e del Portogallo (-3,5%).

L’Irlanda è il Paese con il tasso di crescita più elevato tra i Paesi osservati (+12,5%). Pur in calo rispetto al mese di gennaio (-4,5 punti percentuali) presenta una lieve crescita rispetto al mese di aprile (+0,1 p.p.).

La Spagna pur registrando il tasso di variazione tendenziale più basso (-4,9%) nel periodo gennaio-maggio 2012, registra un tendenziale recupero rispetto alle variazioni registrate nel mese di gennaio (-12,9%).

E’ superiore a 17 punti percentuali la forbice dei tassi di variazione tra il Paese con la minor crescita (Spagna, -4,9%) e quello con la crescita più elevata (Irlanda, +12,5%).

L’andamento del gettito nella maggior parte dei Paesi continua a segnalare tassi di crescita positivi anche per effetto delle misure introdotte con le leggi di bilancio per l’anno in corso.

L’indebolimento della domanda interna e della produzione industriale, però è stato particolarmente rilevante per Spagna e Portogallo tanto da limitarne l’effetto delle manovre.

 

4) Correzioni al decreto semplificazioni fiscali in G.U.

Sono state pubblicate in G.U. le correzioni al decreto semplificazioni fiscali.

Lo rende noto il comunicato del 14 luglio 2012 - Min. Economia e Finanze, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 163 del 14 luglio 2012.

Comunicato relativo al testo del D.L. 2 marzo 2012, n. 16, coordinato con la legge di conversione 26 aprile 2012, n. 44, recante: “Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento.”.

Articolo testo - In vigore dal 14 luglio 2012.

Nel testo coordinato sopra citato, pubblicato nel supplemento ordinario n. 85/L alla Gazzetta Ufficiale – serie generale - n. 99 del 28 aprile 2012, sono state apportate le seguenti correzioni:

- all’art. 1, comma 4-ter, alla pagina 23, seconda colonna, al secondo rigo, dove é scritto: "...di cui al comma 1 costituisce violazione...", leggasi: "...di cui al comma 4-bis costituisce violazione...";

- all'art. 2, comma 13-ter, alla pagina 28, prima colonna, all'ultimo rigo, dove é scritto: "...ed eventi similari, effettuati dalle agenzie...", leggasi: "...ed eventi similari, effettuata dalle agenzie..." all'art. 3, comma 3, alla pagina 37, seconda colonna, al terzo rigo, dove e' scritto: "...decreto-legge 6 dicembre 2001...", leggasi: "...decreto-legge 6 dicembre 2011...";

- all'art. 3, comma 16-ter, alla pagina 39, prima colonna, dal terzo rigo, dove é scritto: "...dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, dopo il terzo periodo e' inserito il seguente: "Nelle more della conclusione della procedura finalizzata all'individuazione e rassegnazione delle risorse...", leggasi: "...dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, é aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Nelle more della conclusione della procedura finalizzata all'individuazione e riassegnazione delle risorse...";

- all'art. 3-quinquies, comma 1, alla pagina 53, seconda colonna, al quarto rigo, dove e' scritto: "...nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, serie speciale...", leggasi : "...nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, 5ª serie speciale...";

- all'art. 3-quinquies, comma 6, alla pagina 54, prima colonna, all'undicesimo rigo, dove é scritto: "...nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, serie speciale...", leggasi : "...nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, 5ª serie speciale...";

- all'art. 3-quinquies, comma 7, alla pagina 54, prima colonna, dal sesto rigo, dove é scritto: "...Agli indennizzi di cui al comma 6 dell'articolo 1 si provvede a valere e comunque entro i limiti degli introiti di cui al comma 2, lettera a) del medesimo articolo.", leggasi: "...Agli indennizzi di cui al comma 6 si provvede a valere e comunque entro i limiti degli introiti di cui al comma 2, lettera a).";

all'art. 3-sexies, comma 1, lettera c), nella parte in cui viene sostituito il comma 14, lettera b), alla pagina 55, seconda colonna, al terzo rigo, dove e' scritto : "...di cui alla parte I, libro I, titolo VI, capi...", leggasi : "...di cui alla

parte seconda, libro primo, titolo VI, capi...";

- all'art. 3-sexies, comma 2, alla pagina 55, seconda colonna, al primo rigo, dove e' scritto . "2. le modificazioni apportate dal comma 1 ai commi...", leggasi: "2. le modificazioni apportate dal comma 1 del presente articolo ai

commi...";

- all'articolo 8, comma 16, lettera e), alla pagina 98, seconda colonna, penultimo rigo, dove e' scritto: "...ai fini dell'assolvimento di imposte di natura patrimoniale e reddituale o, in mancanza, quello di cui al periodo precedente.", leggasi: "...ai fini dell'assolvimento di imposte di natura patrimoniale o reddituale o, in mancanza, quello di cui al periodo precedente.";

- all'art. 8, comma 16-bis), alla pagina 99, prima colonna, al primo rigo, dove é scritto: "16-bis. All'articolo 4 del decreto-legge 28 luglio 1990...", leggasi: "16-bis. All'articolo 4 del decreto-legge 28 giugno 1990...";

- all'art. 13, comma 1-bis), alla pagina 149, prima colonna, dal quindicesimo rigo, dove e' scritto: "...con il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il ministro dell'economia e delle finanze, emanato in applicazione del citato articolo 4, comma 66, della legge n. 183 del 2011...", leggasi: "...con il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, 3 aprile 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 86 del 12 aprile 2012...".

 

5) Terremoto: sospesi i versamenti Inps ma non quelli Irpef

L’Inps, con il messaggio 11793 del 12 luglio 2012, ha accolto alcune indicazioni che il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro aveva fornito alla Direzione Generale, in un apposito tavolo tecnico riunitosi lo scorso mese di giugno.

Di particolare rilevanza è la conferma sull’effettiva sospensione del versamento delle trattenute previdenziali effettuate ante 20 maggio 2012 e nel periodo dal 20 maggio al 8 giugno.

Così come è stata accolta la richiesta di estendere l’applicazione della sospensione dei termini anche a quelle aziende non operanti nei territori terremotati, ma assistite da consulenti del lavoro che hanno lo studio nei territori colpiti dal sisma.

Adesso la speranza è che anche il MEF si adegui in fretta a quella che oramai appare l’unica interpretazione possibile e ridia serenità – anche se con colpevole ritardo - ad un territorio martoriato.

Non è facilmente comprensibile come mai una chiara previsione normativa non trovi riscontro in un atto esplicativo della P.A..

Da qualche parte si adombra l’ipotesi che la motivazione sia da ricercare nei cospicui flussi di cassa che verrebbero a mancare in caso di sospensione. Motivazione a dir poco irricevibile e quindi neanche da commentare.

(Fondazione studi dei Consulenti del lavoro, nota del 16 luglio 2012)

 

6) Lavoratori autonomi in edilizia, si cambia

L’utilizzo improprio dei lavoratori autonomi nei cantieri è stato esaminato dal Ministero del Lavoro con la circolare n. 16/2012.

E’ quanto ha rimarcato una nota del 16 luglio 2012 della Fondazione studi dei Consulenti del lavoro, che, così, prosegue:

Si parla di quei lavoratori autonomi inseriti nel ciclo produttivo delle imprese esecutrici e che svolgono sostanzialmente la medesima attività del personale dipendente delle imprese stesse.

Gli ispettori dovranno porre molta attenzione in relazione a queste figure professionali, le quali molte volte hanno anche una dotazione strumentale molto limitata, dimostrando di conseguenza scarsa autonomia, capacità organizzativa e realizzativa delle opere da eseguire.

A maggior ragione, non rileva la mera proprietà di attrezzatura minuta (secchi, pale, picconi, carriole, funi, ecc) né la disponibilità di macchinari o attrezzature specifiche dati a diverso titolo (anche oneroso) dall’impresa esecutrice.

Da ultimo, un ulteriore indice di subordinazione potrà essere ravvisato nell’eventuale monocommittenza del lavoratore autonomo rispetto all’impresa subappaltatrice.

Tali indici porteranno l’ispettore ad una presunzione di rapporto subordinato in luogo di una definizione di lavoratore autonomo.

Tale presunzione andrà invece a cadere per quel tipo di opere c.d. di completamento ovvero di finitura o realizzazione impiantistica (lavori idraulici, elettrici, rivestimenti, decoro e restauro, infissi e controsoffitti).

Per contro, difficilmente saranno compatibili con il lavoro autonomo la realizzazione di opere strutturali del manufatto, legate fondamentalmente alle operazioni di sbancamento, di costruzione della fondamenta, di opere in cemento armato e di strutture di elevazioni in genere, svolte in genere da specifiche categorie di operai.

Il Ministero propone un’elencazioni di attività per le quali gli ispettori dovranno operare una riconduzione nell’ambito della subordinazione dei lavoratori autonomi:

Lavori di manovalanza, muratura, carpenteria, rimozione amianto, posizionamento di ferri e ponti, lavoratori addetti a macchine edili fornite dall’impresa committente o appaltatore.

In tali casi l’ispettore sarà tenuto a contestare le violazioni di natura lavoristica connesse alla riconduzione delle suddette prestazioni al lavoro subordinato e le conseguenti evasioni contributive, oltre agli illeciti riscontrabili in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, di sorveglianza sanitaria e di mancata formazione ed informazione dei lavoratori.

 

7) Cessione immobili: niente imposta di registro se già pagata Iva

La Corte di giustizia ha chiarito la querelle sulla corretta interpretazione dell’art. 13, parte B, lettera g), della sesta direttiva.

Occorreva stabilire se l’esenzione da Iva possa essere concessa per operazioni di cessione di un fabbricato la cui ristrutturazione sia stata iniziata prima della vendita e completata, successivamente, dall’acquirente.

Secondo tale Corte Ue, l’esenzione dall’Iva, come contemplata nell’art. 13, parte B, lettera g), della sesta direttiva, in combinato disposto con l’art. 4, è prevista per operazioni di cessione di fabbricati sui quali, nel momento di perfezionamento della cessione, siano effettuati lavori di demolizione soltanto parziali e le opere di trasformazione non siano ancora state effettuate.

 

8) Validità dell’accertamento tributario anticipato: pronuncia della Cassazione

E’ valido l’accertamento tributario emesso dall’Agenzia delle Entrate prima dei 60 giorni dalla fine della verifica.

Lo sostiene la Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 11944 del 13 luglio 2012, che ha dato ragione all’Amministrazione finanziaria che aveva emesso gli avvisi di accertamento prima dei 60 giorni dalla conclusione della verifica, come, invece, prevede espressamente lo Statuto del contribuente.

La controversia è scaturita da alcuni accertamenti emessi dall’Agenzia delle Entrate di Firenze a seguito di una verifica della Guardia di Finanza conclusa prima che spirassero i 60 giorni.

Il ricorrente aveva proposto appello alla sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Toscana che aveva ritenuto non affetto da nullità l’accertamento.

La Corte di Cassazione, pur ribadendo che un atto emesso prima dei 60 giorni senza particolari e motivate urgenze produce nullità, nel caso di specie ha ritenuto che non è necessario che tali ragioni siano contenute nell’avviso di accertamento in quanto tale requisito può essere dimostrato dall’ufficio anche in via giudiziaria entro il termine ordinario previsto dalla legge nel corso del giudizio.

Nel caso sottoposto al giudice supremo, l’esigenza di provvedere senza ritardo risulta in re ipsa dal fatto che era in scadenza, come dedotto dall’Agenzia delle entrate, il termine di decadenza per l’emissione dell’avviso di accertamento.

 

Vincenzo D’Andò