Novità fiscali del 5 luglio 2012: i casi di esonero dagli Studi di settore

Pubblicato il 5 luglio 2012



comunicazioni alle parti processuali mediante posta elettronica certificata: decreto 26.06.2012 del MEF in G.U.; trasmissione telematica dei dati per gli studi di settore in Unico 2012: approvate specifiche tecniche; pagamenti in contante da stranieri, nel modello entra l’IBAN: comunicazione integrativa entro il 31 luglio; disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in G.U.: attenzione, riguardano anche le misure fiscali; razionalizzazione della spesa pubblica: modifiche al Decreto Legge n. 52/2012; approvato nuovo modello di cartella di pagamento; istituiti i codici tributo per il versamento con F24 dell’imposta sui voli dei passeggeri di aerotaxi; elenchi 5 per mille aggiornati; nuovi accordi tra Inps e patronati; faq delle Entrate sugli studi di settore: casi di presentazione o di esonero

 

 

Indice:

1) Comunicazioni alle parti processuali mediante posta elettronica certificata: decreto 26.06.2012 del MEF in G.U.

2) Trasmissione telematica dei dati per gli studi di settore in Unico 2012: approvate specifiche tecniche

3) Pagamenti in contante da stranieri, nel modello entra l’Iban: comunicazione integrativa entro il 31 luglio

4) Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in G.U.: attenzione, riguardano anche le misure fiscali

5) Razionalizzazione della spesa pubblica: modifiche al Decreto Legge n. 52/2012

6) Approvato nuovo modello di cartella di pagamento

7) Istituiti i codici tributo per il versamento con F24 dell’imposta sui voli dei passeggeri di aerotaxi

8) Elenchi 5 per mille aggiornati

9) Nuovi accordi tra Inps e patronati

10) Faq delle Entrate sugli studi di settore: casi di presentazione o di esonero

 

1) Comunicazioni alle parti processuali mediante posta elettronica certificata (PEC): decreto 26.06.2012 del MEF in G.U.

Al via la PEC anche in Lombardia, Sardegna, Sicilia e Veneto. E’ stato, infatti, pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 153 del 03.07.2012, il Decreto del 26.06.2012 del Ministero dell’Economia e Finanze, relativo all’invio delle comunicazioni alle parti processuali, mediante Posta Elettronica Certificata (PEC), di cui all’art. 16, comma 1-bis, del D.Lgs. n. 546 del 31.12.1992.

Tale Decreto, che è in vigore dal 16.07.2012, stabilisce che le disposizioni contenute nel decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze del 26.04.2012, concernenti l'invio delle comunicazioni alle parti processuali mediante la Posta Elettronica Certificata, di cui all’art. 16, comma 1-bis, del Decreto Legislativo n. 546/1992, si applicano anche agli Uffici di segreteria delle Commissioni tributarie regionali e provinciali operanti nelle seguenti regioni: Lombardia, Sardegna, Sicilia e Veneto.

 

2) Trasmissione telematica dei dati per gli studi di settore in Unico 2012: approvate specifiche tecniche

Sono state approvate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore contenuti nei modelli che costituiscono parte integrante della dichiarazione Unico 2012, dei controlli tra Unico 2012 ed i modelli degli studi di settore e della modifica della modulistica degli studi di settore da utilizzare per il periodo di imposta 2011.

E’ stato, infatti, pubblicato dall’Agenzia delle Entrate in data 04.07.2012, sul proprio sito internet ai fini di legge, il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate Prot. n. 2012/98245 del 03.07.2012.

Inoltre, sono stati approvati i controlli tra UNICO 2012 ed i modelli degli studi di settore.

Sono stati altresì modificati i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore relativi agli studi UG76U, UK10U, UK22U, VG31U, VG44U, VM03B, VM03C, VM03D, VM40A, e le istruzioni relative agli studi UG89U, UG96U e VG75U, approvati precedentemente con il Provvedimento n. 2012/90446 del 18.06.2012.

La modifica dei modelli e delle istruzioni è stata effettuata per correggere le seguenti anomalie:

a) nel modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore UG76U, è corretto un errore grafico in corrispondenza dei righi D23 e D24;

b) nel modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore UK10U, è inserito il rigo “Z01 - Compensi percepiti dai medici generici in convenzione con il SSN in relazione a prestazioni professionali indotte”;

c) nel modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore UK22U, in corrispondenza del rigo “D04 - Altri esami diagnostici” è eliminato il campo “numero”;

d) nel modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore VG31U, in corrispondenza dei campi “E34 - Rullatrici pneumatici” e “E49 - Automezzi di soccorso e traino” sono stati corretti due errori grafici;

e) nel modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore VG44U, sono inserite le sezioni “Asseverazione dei dati contabili ed extracontabili” e “Attestazione delle cause di non congruità o non coerenza”;

f) nel modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore VM03B, il rigo D12 è rinominato in “Articoli di cartoleria e per ufficio”;

g) nel modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore VM03C, il rigo D12 è rinominato in “Articoli di cartoleria e per ufficio”;

h) nel modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore VM03D, il rigo D12 è rinominato in “Articoli di cartoleria e per ufficio”;

i) nel modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore VM40A, in corrispondenza del titolo di sezione “Modalità di acquisto” presente nel quadro “Z – Dati complementari” è stato corretto un errore grafico;

l) nelle istruzioni del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore UG89U, al paragrafo 1 (“Generalità”) dopo le parole “periodo d’imposta”, è stato corretto un refuso (“2010” in luogo di “2011”);

m) nelle istruzioni del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore UG96U, in copertina è stata corretta la sigla identificativa dello studio di settore;

n) nelle istruzioni del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore VG75U il testo dell’attenzione presente dopo il rigo D33 è corretta in “il totale delle percentuali indicate nei righi da D30 a D32 non deve risultare superiore a 100”.

 

3) Pagamenti in contante da stranieri, nel modello entra l’Iban: comunicazione integrativa entro il 31 luglio

I commercianti al minuto e le agenzie di viaggio che intendono avvalersi (in deroga ai limiti di trasferimento di contante) del regime agevolato per le operazioni legate al turismo nei confronti di cittadini stranieri hanno a disposizione un nuovo modello di adesione, aggiornato con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate Protocollo n. 2012/89780 del 02.07.2012.

La nuova “Comunicazione di adesione” recepisce le modifiche introdotte in sede di conversione del decreto “semplificazioni tributarie” (D.L. n. 16/2012), facendo spazio a una sezione dedicata alle coordinate del conto sul quale andrà a confluire il contante incassato.

Gli operatori che, volendo usufruire della deroga ai limiti di trasferimento del denaro contante (come è noto possibile fino a € 999,99), hanno già inviato la comunicazione preventiva utilizzando il vecchio schema, sono chiamati - entro il 31 luglio 2012 - a trasmettere il modello aggiornato, indicando gli estremi del conto corrente utilizzato, tramite il software disponibile gratuitamente sul sito internet dell’Agenzia (www.agenziaentrate.it).

Tutti i “confini” del regime agevolato

La deroga al suddetto limite per i pagamenti in contante, prevista dal decreto sulle semplificazioni tributarie (D.L. n. 16/2012), interessa cessioni di beni e prestazioni di servizi legate al turismo effettuate da commercianti al minuto e assimilati, agenzie di viaggio e turismo, nei confronti di persone fisiche che non hanno cittadinanza italiana, o di uno dei Paesi dell’Unione Europea, e che sono residenti al di fuori del territorio dello Stato.

La legge di conversione (n. 44/2012), ha successivamente apportato alcune modifiche, introducendo un limite pari a 15mila euro per i trasferimenti di denaro contante interessati dalla disciplina di deroga, oltre che l’obbligo di indicare i dati del conto corrente intestato al cedente o al prestatore, nel quale dovrà essere versato il denaro contante incassato.

Il nuovo modello trova le “coordinate”

La nuova “Comunicazione di adesione”, con le modifiche approvate con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, va a sostituire la versione precedentemente in uso, accogliendo anche l’impegno a comunicare le operazioni in contanti di importo pari o superiore a mille euro (art. 3, comma 2-bis del D.L. n. 16/2012), secondo le modalità e i termini che saranno stabiliti con un successivo provvedimento.

Il modello aggiornato dovrà essere utilizzato, successivamente, anche per comunicare eventuali variazioni dei dati del conto corrente.

 

4) Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in G.U.: riguardano anche le misure fiscali

E’ stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 153 del 03.07.2012, la Legge n. 92 del 28.06.2012 recante delle disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita.

Per quanto concerne taluni aspetti fiscali, con l’art. 1, commi 26 e 27, Il Legislatore razionalizza il ricorso alle collaborazioni rese da titolari di partita IVA, introducendo la presunzione che tali prestazioni siano da considerarsi rapporti di collaborazione coordinata e continuativa qualora ricorrano determinati presupposti.

In particolare, opera la presunzione che le prestazioni lavorative rese da persona titolare di posizione fiscale ai fini dell’IVA siano considerate, salvo che sia fornita prova contraria da parte del committente, rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, qualora ricorrano almeno due dei seguenti presupposti:

a) che la collaborazione abbia una durata complessivamente superiore a 8 mesi nell’arco dell’anno solare;

b) che il corrispettivo derivante da tale collaborazione, anche se fatturato a più soggetti riconducibili al medesimo centro d’imputazione di interessi, costituisca più dell’80% dei corrispettivi complessivamente percepiti dal collaboratore nell’arco dello stesso anno solare;

c) che il collaboratore disponga di una postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del committente.

Viene esclusa la presunzione qualora la prestazione lavorativa presenti i seguenti requisiti:

a) sia connotata da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero da capacità tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell’esercizio concreto di attività;

b) sia svolta da soggetto titolare di un reddito annuo da lavoro autonomo non inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali (circa € 18.000,00).

Viene prevista una ulteriore esclusione per le prestazioni lavorative svolte nell’esercizio di attività professionali per le quali l’ordinamento richiede l’iscrizione ad un ordine professionale, ovvero ad appositi registri, albi, ruoli o elenchi professionali qualificati e detta specifici requisiti e condizioni.

Alla ricognizione delle predette attività si provvede con emanando D.M. (entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della disposizione, sentite le parti sociali)

Applicazione della presunzione

Si applica ai rapporti instaurati dopo la data di entrata in vigore della disposizione (18.07.2012). Per i rapporti in corso a tale data, al fine di consentire gli opportuni adeguamenti, le predette disposizioni si applicano decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione (quindi, da luglio 2013).

Infine, viene formulata una norma di interpretazione autentica (con effetto, quindi, retroattivo) dell’art. 61, comma 3, del D.Lgs. n. 276/2003, volta a chiarire che le norme che disciplinano il lavoro a progetto e il lavoro occasionale non si applicano alle sole prestazioni professionali riconducibili alle

attività per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi, ferma restando la possibilità per i professionisti abilitati di svolgere, sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, attività diverse da quelle per le quali è necessaria l’iscrizione.

Associazione in partecipazione con apporto di lavoro

I successivi commi 28-31 dispongono, in chiave antielusiva (intervenendo anche sugli articoli del codice civile in materia di associazione in partecipazione), che qualora l’apporto dell’associato in partecipazione consista anche in una prestazione di lavoro, il numero degli associati impegnati in una medesima attività non può essere superiore a tre, indipendentemente dal numero degli associanti, con l’unica eccezione in cui gli associati siano legati da rapporto coniugale, di parentela entro il terzo grado o di affinità entro il secondo.

In caso di violazione di quanto sopra il rapporto con tutti gli associati si considera di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

La norma qualifica, inoltre, i rapporti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro instaurati o attuati senza che vi sia stata un’effettiva partecipazione dell’associato agli utili dell’impresa o dell’affare (ovvero senza consegna del rendiconto previsto dall’art. 2552 c.c.) - salva prova contraria - come rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Infine, si dispone che sono fatti salvi, fino alla loro cessazione, i contratti in essere che, alla data di entrata in vigore della legge di riforma, siano stati certificati ai sensi degli artt. 75 e s.s. del D.Lgs. n. 276/2003.

Lavoro accessorio “ristretto”

Sulla base dei commi 32-33, viene ristreto l’ambito di operatività del lavoro accessorio e si procede con misure di correzione dell’art. 70 del D.Lgs. n. 276/2003:

- si ridefiniscono i limiti di applicazione dell’istituto sulla base del solo criterio dei compensi : il loro importo complessivo non può essere superiore a 5.000 euro nel corso di un anno solare, con riferimento alla totalità dei committenti;

- per quanto concerne le prestazioni rese nei confronti di imprenditori commerciali o professionisti, fermo restando il limite dei compensi fissato in linea generale a 5.000 euro annui: le attività svolte a favore di ciascun committente non possono comunque superare i 2.000 euro annui.

Disposizioni fiscali

L’art. 4, commi 72-76, contiene misure che riguardano il settore fiscale, più in particolare, la riduzione dei costi di deducibilità per gli automezzi.

Al fine di reperire maggiori entrate, destinate a confluire nella copertura degli oneri della legge, si dispone:

- La riduzione della percentuale deducibile, ai fini delle imposte dirette (che si applica dal 2013), delle spese e degli altri componenti negativi relativi a specifici mezzi di trasporto a motore impiegati nell’esercizio di imprese, arti e professioni (dunque, la deduzione scende dal 40% al 27,50%, mentre la misura del 90% per l’uso promiscuo cala al 70%), tuttavia, ai fini del calcolo degli acconti delle imposte dovute nel 2012 bisogna tenerne subito conto;

- rideterminazione della modalità di calcolo del reddito dei fabbricati imponibile ai fini Irpef: L’abbattimento per le locazioni, in atto previsto del 15%, scende al 5%. Tale disposizione si applica dal 2013;

- incremento di due euro, a decorrere dal 01.07.2013, dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco di passeggeri sugli aeromobili;

- la modifica della percentuale di deducibilità del contributo relativo ai premi delle assicurazioni per la responsabilità civile per i danni causati dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti. Il contributo è deducibile dal reddito complessivo per la parte che eccede € 40,00.

 

5) Razionalizzazione della spesa pubblica: modifiche al Decreto Legge n. 52/2012

Allo scopo di attuare l’impegno del Governo, espresso nel Documento di economia e finanza (DEF)2012, di migliorare l’efficienza della spesa, ottenendone risorse da destinare alla crescita, è stato emanato il D.L. 07.05.2012, n. 52, recante misure volte alla razionalizzazione della spesa pubblica.

Il relativo disegno di legge di conversione, approvato dal Senato il 07.06.2012 e poi dalla Camera il 03.07.2012, è attualmente all’esame del Senato in seconda lettura.

Queste le informazioni aggiornate al 04.07.2012, dalla nota della Camera dei Deputati.

Il contenuto del Decreto Legge: le finalità della spending review

Nel Documento di Economia e finanza per il 2012 il processo di revisione della spesa è considerato uno dei pilastri portanti dell'attività del Governo, finalizzato a superare sia la logica dei “tagli lineari” alle dotazioni di bilancio, sia il criterio della “spesa storica”.

In relazione a ciò, il D.L. 7 maggio 2012, n. 52 interviene con un complesso di disposizioni la cui finalità è quella di consentire, in aggiunta alle norme già vigenti nell’ordinamento, l’eliminazione di inefficienze e sprechi nella spesa pubblica, in modo da ridurne l’ammontare e reperire risorse da destinare alla crescita economica.

Il provvedimento fa altresì riferimento agli obiettivi espressi nella Direttiva del 3 maggio 2012 del Presidente del Consiglio dei ministri, che sulla base di quanto contenuto nel c.d. “Rapporto Giarda” dell'8 maggio 2012 (Elementi per una revisione della spesa pubblica”), ha individuato un obiettivo immediato di riduzione della spesa di 4,2 miliardi, da conseguire nell’arco del periodo1° giugno – 31 dicembre 2012.

Per coordinare l’azione del Governo e le politiche volte all’analisi ed al riordino della spesa, il provvedimento, come risultante a seguito delle modifiche apportate dal Senato in prima lettura, istituisce un apposito Comitato interministeriale, (presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri) la cui attività di indirizzo dovrà in particolare concernere la revisione dei programmi di spesa e dei trasferimenti alle imprese, la riduzione della spesa per acquisto di beni e servizi, nonché il ridimensionamento delle strutture e l’ottimizzazione dell’uso degli immobili. Viene inoltre istituito un Commissario straordinario per la razionalizzazione della spesa per beni e servizi, con lo specifico compito di definire, per voci di costo, il livello di spesa per acquisti di beni e servizi di tutte le amministrazioni pubbliche, ivi incluse le autorità indipendenti, gli enti locali e, limitatamente alla spesa sanitaria, le amministrazioni regionali commissariate per l’attuazione dei piani di rientro sanitari (per le altre regioni il Commissario formula le opportune proposte al Presidente di ciascuna regione interessata) nonché le società a totale partecipazione pubblica diretta o indiretta e le società controllate da soggetti pubblici.

Ai fini dell’espletamento del proprio compito - vale a dire, la definizione dei livelli di spesa per voci di costo - il Commissario ha il potere di chiedere informazioni e documenti alle singole amministrazioni e società e può disporre nei confronti delle stesse ispezioni da parte dell’Ispettorato del Dipartimento per la funzione pubblica e da parte della Ragioneria generale dello Stato; lo stesso potrà altresì avvalersi della collaborazione della Guardia di finanza.

Il Commissario segnalerà al Presidente del Consiglio dei ministri ed al Presidente della regione interessata le disposizioni legislative o amministrative che determinano voci di costo e che possono essere oggetto di soppressione o razionalizzazione, proponendo a tal fine i necessari provvedimenti. Sulla base delle proposte del Commissario, il Presidente del Consiglio dei ministri o il Presidente della regione possono sospendere o annullare le singole procedure di spesa. Il Commissario, inoltre, ha il potere di segnalare alle amministrazioni interessate le necessarie misure di razionalizzazione della spesa, fissando altresì un termine per l’attuazione delle stesse, decorso il quale può essere autorizzato, da parte del Presidente del Consiglio dei ministri, l’esercizio di poteri sostitutivi nei confronti delle amministrazioni inadempienti. Tutte le disposizioni illustrate, contenute nel Capo I del provvedimento, hanno efficacia fino al 31 dicembre 2014, mentre quelle recate nel Capo II, concernenti le procedure di acquisto, che si espongono di seguito, costituiscono norme a regime.

Il D.L. introduce altresì una serie di misure direttamente finalizzate a migliorare la qualità delle procedure di acquisto centralizzato. Si dispone in particolare:

- l’estensione dell’obbligo di approvvigionamento attraverso le convenzioni Consip a tutte le tipologie di beni e servizi da acquistare da parte delle Amministrazioni pubbliche (ivi compresi gli enti del Servizio sanitario nazionale qualora non siano operanti le convenzioni-quadro delle centrali regionali di acquisto);

- che l’Osservatorio dei contratti pubblici debba rendere pubblici attraverso il proprio portale tutti i dati e le informazioni relativi ai contratti di importo superiore a cinquantamila euro e debba inoltre trasmettere gli stessi, semestralmente, al Ministero dell’economia ed alla Consip s.p.a.(Concessionaria servizi informativi pubblici);

- che il Ministero dell’economia debba mettere a disposizione a titolo gratuito nei confronti delle pubbliche amministrazioni e degli altri soggetti pubblici che si avvalgono di Consip il proprio sistema informativo di negoziazione, favorendo in tal modo il ricorso a modalità telematiche di acquisto;

- che le amministrazioni pubbliche debbano adottare entro due anni dalla data in vigore del decreto-legge misure finalizzate al contenimento dei consumi di energia;

- che per gli acquisti il cui importo sia inferiore alla soglia di rilievo comunitario, l’obbligo del ricorso al mercato elettronico sia esteso (oltre che alle amministrazioni statali, come già previsto) anche a tutte le altre amministrazioni pubbliche.

Il D.L. infine introduce nuove disposizioni in tema di certificazione e compensazione dei crediti vantati nei confronti delle amministrazioni statali, provvedendo in particolare:

- ad estendere il meccanismo della certificazione dei crediti agli enti del Servizio sanitario nazionale;

- a ridurre da sessanta a trenta giorni il termine entro il quale le amministrazioni debitrici sono tenuti a certificare se il credito vantato nei loro confronti è certo, liquido ed esigibile;

- a rendere obbligatoria - e non più eventuale - la nomina di un Commissario ad acta, su nuova istanza del creditore, qualora, allo scadere del termine previsto, l’amministrazione non abbia provveduto alla certificazione;

- a superare il divieto per le regioni sottoposte ai piani di rientro dai deficit sanitari di beneficiare del meccanismo di certificazione dei crediti che consente al creditore la cessione del credito a banche o intermediari finanziari;

- ad estendere l’istituto della compensazione con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo anche per i crediti vantati nei confronti dello Stato e degli enti pubblici nazionali.

Nel corso dell’esame presso la Camera, sono state introdotte nuove disposizioni nel provvedimento, tra le quali sono segnalate le seguenti:

- alle società a totale partecipazioni pubblica che gestiscono servizi di interesse generale la disciplina recata dal decreto si applica solo qualora le stesse abbiano registrato perdite negli ultimi esercizi. Nei confronti delle medesime società, inoltre, il Commissario straordinario può emanare direttive finalizzate all’ottimizzazione delle procedure di acquisto di beni e servizi;

- viene accelerata la tempistica prevista dalla normativa sul federalismo fiscale in ordine alla determinazione dei costi e dei fabbisogni standard degli enti locali e delle regioni, disponendosi che i relativi adempimenti debbano essere ultimati entro il primo quadrimestre del 2013;

- alle convenzioni stipulate da Consip per l’acquisto di beni e servizi possono ricorrere anche le Onlus e le organizzazioni di volontariato. Per quanto concerne il settore sanitario, le aziende sanitarie dovranno rinegoziare i contratti per gli acquisti di beni e servizi qualora gli stessi presentino differenze significative, nei prezzi di fornitura, rispetto ai prezzi di riferimento rilevati dall’Osservatorio dei contratti pubblici e dalle centrali regionali degli acquisti;

- in tema di contratti pubblici la nuova disciplina dettata dal decreto-legge nei casi di aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, si applica anche alle gare in corso ove i plichi contenenti l’offerta non siano stati ancora aperti alla data del 9 maggio 2012 (data di entrata in vigore del decreto-legge);

- il Documento unico di regolarità contributiva (DURC) può rilasciarsi anche in presenza di certificazione prodotta dall’amministrazione competente che attesti, nei confronti del soggetto che richiede il Documento, la sussistenza di crediti verso la P.A: almeno equivalenti ai versamenti contributivi ancora non corrisposti;

- nell’acquisto di beni e servizi attraverso le convenzioni Consip, le amministrazioni pubbliche possono utilizzare, per il pagamento del corrispettivo, erogazioni liberali e donazioni in denaro rese in favore delle medesime amministrazioni per le finalità cui è destinato l’acquisto.

(Approvato dalla Camera il 3 luglio 2012 con le modifiche illustrate, il provvedimento è stato trasmesso al Senato in seconda lettura)

 

6) Approvato il nuovo modello di cartella di pagamento

E’ stato approvato il modello di cartella di pagamento dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate n. 100148 del 03.07.2012, che sostituisce il modello approvato con provvedimento n. 46308 del 20.03.2010.

L’adozione del nuovo modello sarà obbligatoria per le cartelle di pagamento relative ai ruoli consegnati agli Agenti della riscossione successivamente al 31.07.2012.

La revisione del modello di cartella di pagamento è scaturita dall’esigenza di assicurare chiarezza dei dati ivi contenuti e migliore fruibilità delle informazioni fornite.

In particolare, con riguardo alla rielaborazione del frontespizio, è stata inserita - nella parte sottostante i dati del destinatario - una frase volta a precisare la posizione degli Enti creditori, a cui le somme richieste sono dovute, e quella dell’Agente della riscossione, incaricato dai suddetti Enti per il recupero delle stesse.

Inoltre, al fine di una maggiore semplificazione, sono state apportate all’interno dell’intera cartella modifiche ed integrazioni lessicali.

 

7) Istituiti i codici tributo per il versamento con F24 dell’imposta sui voli dei passeggeri di aerotaxi

Sono stati istituiti i codici tributo per il versamento, tramite “modello F24 Versamenti con elementi identificativi”, dell’imposta erariale sui voli dei passeggeri di aerotaxi.

Per consentire il versamento delle predette somme, mediante il “modello F24 Versamenti con elementi identificativi”, l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 72/E del 04.07.2012, ha istituito i seguenti codici tributo:

- “3379” denominato “Imposta erariale sui voli dei passeggeri di aerotaxi di cui all’art. 16, comma 10-bis, d.l. 201/2011”

- “8937” denominato “Sanzione di cui all’articolo 13 del d.lgs. 472/1997 - Ravvedimento - art. 16, comma 15-bis, d.l. 201/2011 - AEROTAXI”

- “1932” denominato “Interessi sul ravvedimento di cui all’articolo 13 del d.lgs. 472/1997 - art. 16, comma 15-bis, d.l. 201/2011 - AEROTAXI”

 

8) Elenchi 5 per mille aggiornati

L’Agenzia delle entrate ha pubblicato sul proprio sito gli elenchi del 5 per mille aggiornati al 01.07.2012.

Si tratta degli elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille dopo i termini per l’iscrizione.

Sono disponibili, in tre distinti elenchi, i dati degli enti del volontariato, delle associazioni sportive dilettantistiche e degli enti della ricerca scientifica che hanno presentato la domanda di iscrizione al 5 per mille dopo i termini. Per gli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche la scadenza è stata fissata al 7 maggio 2012; per gli enti della ricerca scientifica del Miur, invece, al 30 aprile 2012.

I soggetti interessati possono regolarizzare la loro posizione entro il 1° ottobre 2012 ai sensi dell’art. 2 comma 2 del D.L. 2 marzo 2012, n. 16 inviando la documentazione integrativa (Onlus e volontariato alle Direzioni Regionali; associazioni sportive dilettantistiche agli uffici territoriali del Coni ed enti della ricerca scientifica al Miur) e versando una sanzione di importo pari a 258 euro tramite il modello F24 con codice tributo 8115.

Gli elenchi vengono aggiornati periodicamente:

- Elenco associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni (aggiornato al 01.07.2012);

- Elenco degli enti del volontariato (aggiornato al 01.07.2012).

(Agenzia delle entrate, nota del 04.07.2012)

 

9) Nuovi accordi tra Inps e patronati

Fatto l’accordo Tecnico-Operativo tra l’Inps e gli Enti di Patronato.

L’Inps con il messaggio n. 11268 del 04.07.2012 ha comunicato che in data 26 giugno 2012 è stato sottoscritto tra l’Istituto e i rappresentanti degli Enti di Patronato l’Accordo Tecnico-Operativo Inps- Patronati (che viene allegato al citato messaggio).

L’Accordo, che costituisce uno strumento strategico per accrescere ulteriormente la collaborazione tra l’Inps ed i Patronati, definisce gli ambiti di intervento di ciascun soggetto istituzionale che, nel rispetto delle diversità e specificità dei ruoli e delle proprie responsabilità, è chiamato a favorire una politica, coordinata in tutti i campi di azione, tesa allo sviluppo di un procedimento amministrativo che persegua il comune obiettivo dell’efficacia dei servizi a vantaggio dei bisogni dei cittadini/utenti.

L’Accordo, che è immediatamente operativo su tutto il territorio nazionale, vincola le Strutture territoriali dell’INPS e degli Enti di Patronato a sostituire ogni altra intesa locale attualmente vigente.

Pertanto, le Direzioni, attivando ogni utile e proficua iniziativa, entro tre mesi dalla pubblicazione del presente Accordo, dovranno procedere alla riformulazione delle precedenti intese locali secondo le prescrizioni contenute nello stesso.

I nuovi accordi, improntati alla massima collaborazione e trasparenza, dovranno prevedere per gli Enti di Patronato percorsi specifici a livello territoriale, al fine di garantire la prevista funzione di informazione e consulenza Istituto – Patronati, anche avvalendosi dell’apposita procedura “Agenda appuntamenti”, tramite la quale potranno essere attivati momenti di informazione e consulenza presso le strutture dell’Istituto.

Al fine di dare massima diffusione all’Accordo Tecnico-Operativo tra l’Inps ed i Patronati, è indetta una videoconferenza congiunta per il giorno 11 luglio 2012 alle ore 10,00.

 

10) Faq delle Entrate sugli studi di settore: casi di presentazione o di esonero

L’Agenzia delle entrate ha pubblicato sul proprio sito internet, nel tardo pomeriggio del 04.07.2012, le seguenti faq sugli studi di settore:

A) L’omessa presentazione del modello degli studi di settore per il periodo di imposta 2010 può essere oggetto di ravvedimento?

Come evidenziato al paragrafo 2.2.4 della circolare n. 8/E del 2012 “Nel caso in cui il contribuente presenti, anche a seguito dello specifico invito (cfr precedente paragrafo 2.2) il modello studi di settore, con apposita dichiarazione integrativa, nei termini previsti dall’articolo 13 del decreto legislativo n. 472 del 1997, potrà beneficiare dell’applicazione delle sanzioni ridotte e sanerà, per quanto concerne l’applicabilità delle disposizioni previste al comma 2-bis.1 dell’articolo 1, al comma 4-ter dell’articolo 5 e al secondo periodo del comma 1 dell’articolo 8, del decreto legislativo n. 471 del 1997 e al comma 2- bis dell’articolo 32 del decreto legislativo n. 446 del 1997, la violazione commessa.

La presentazione del modello studi di settore effettuata oltre i termini previsti per il ravvedimento ma prima dell’inizio di attività di controllo, invece, comporterà l’applicazione delle sanzioni ordinariamente previste per la specifica violazione commessa, senza l’incremento introdotto dalle lettere b), e), f) e g) in commento”.

B) Il contribuente ha cessato l’attività nel 2010. Doveva presentare il modello?

Come chiarito nella Parte Generale delle istruzioni ai modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, sono tenuti alla presentazione del modello, pur essendo nei loro confronti preclusa l’attività di accertamento basata sugli studi di settore, anche:

1. i contribuenti che determinano il reddito con criteri “forfetari”, che non devono però compilare la parte relativa ai dati contabili (quadro F per le imprese oppure quadro G per gli esercenti arti e professioni). I dati comunicati saranno utilizzati per valutare se le caratteristiche strutturali dell’impresa sono coerenti con i ricavi o compensi dichiarati;

2. i contribuenti che dichiarano un volume di ricavi (articolo 85, comma 1, esclusi quelli di cui alle lettere c), d) ed e) del TUIR), oppure compensi (articolo 54, comma 1, del TUIR), di ammontare superiore a 5.164.569 euro e fino a 7.500.000 euro. Le informazioni richieste saranno utilizzate per la successiva fase di analisi per l’evoluzione degli studi di settore;

3. i contribuenti che rientrano nei casi di cessazione dell’attività, di liquidazione ordinaria oppure che si trovano in un periodo di non normale svolgimento dell’attività.

C) Il contribuente ha esercitato nel 2010 un’attività per la quale risulta approvato uno studio di settore ma ha erroneamente applicato i parametri e trasmesso il modello INE.

Il contribuente, qualora non fosse stato interessato da una causa di inapplicabilità dall’applicazione degli studi di settore, doveva presentare il modello degli studi di settore.

D) Nel 2010 il contribuente era in un periodo di non normale svolgimento dell’attività e l’assenza di alcuni dati fondamentali non permetteva il calcolo in GERICO della congruità. Come era possibile presentare il modello?

Il Contribuente doveva compilare il modello in GERICO, indicando, nell’apposita scheda “Note aggiuntive”, la motivazione che ha impedito lo svolgimento dell’attività economica in maniera regolare; in assenza di dati fondamentali per la stima dei ricavi/compensi, il contribuente non potendo procedere in GERICO ad effettuare il calcolo di congruità, doveva solo salvare la posizione e trasmetterla in allegato ad UNICO.

E) Il contribuente ha iniziato l’attività nel 2010 ma non ha indicato la causa di esclusione 1 nell’apposita casella relativa agli studi di settore del quadro contabile di Unico. Il contribuente doveva presentare il modello degli studi?

Il contribuente non doveva presentare il modello degli studi di settore. L’omissione dell’indicazione del codice corrispondente alla relativa causa di esclusione ha comportato l’invio dell’invito, atteso che il riscontro automatizzato ha incrociato, per lo specifico quadro contabile, il codice attività e l’assenza della causa di inapplicabilità o di una causa di esclusione che non prevede l’obbligo di presentare il modello degli studi.

F) Il contribuente ha conseguito nel 2010 ricavi di importo tale da non essere interessato dall’applicazione degli studi di settore ma ha indicato la causa di esclusione 4 nella casella relativa ai parametri (anziché in quella relativa alle cause di esclusione dagli studi di settore). Il contribuente doveva presentare il modello degli studi?

Il contribuente non doveva presentare il modello degli studi di settore. L’omissione dell’indicazione del codice corrispondente alla relativa causa di esclusione nella casella relativa agli studi di settore ha comportato l’invio dell’invito, atteso che il riscontro automatizzato ha incrociato, per lo specifico quadro contabile, il codice attività e la l’assenza, nello specifico campo, della causa di inapplicabilità o di una causa di esclusione che non prevede l’obbligo di presentare il modello degli studi.

G) Il contribuente ha esercitato nel 2010 sia un’attività di impresa che un’attività di lavoro autonomo, entrambe soggette agli studi di settore. Lo stesso ha presentato solo il modello degli studi di settore per l’attività di impresa. Aveva altri obblighi?

Il contribuente doveva presentare il modello degli studi di settore anche per l’attività di lavoro autonomo.

In particolare si fa presente che se il contribuente svolge diverse attività, alcune delle quali in forma di impresa e altre in forma di lavoro autonomo, lo stesso deve individuare sia l’attività prevalente relativa al complesso delle attività svolte in forma di impresa sia l’attività prevalente relativa al complesso delle attività svolte in forma di lavoro autonomo, applicando gli studi di settore separatamente per le attività che producono una categoria di reddito e quelle che producono l’altra. Al riguardo:

- se le attività prevalenti per le due categorie reddituali sono contraddistinte da codici attività riguardanti due studi di settore differenti, il contribuente deve applicare i diversi studi eventualmente approvati per ciascuna di esse;

- se le attività prevalenti per le due categorie reddituali sono contraddistinte da codici attività compresi nello stesso studio di settore, il contribuente deve applicarlo sia per l’attività di impresa che per quella di lavoro autonomo (in un caso sarà compilato il quadro F e nell’altro il quadro G).

H) Nel 2010 il contribuente si avvaleva del regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali di cui all’articolo 13 della legge n. 388 del 2000 ed ha esercitato un’attività per la quale risulta approvato uno studio di settore. Il contribuente doveva presentare il modello degli studi?

Come chiarito al paragrafo 8.3 della circolare n. 57/E del 18 giugno 2001, “Ai soggetti che si avvalgono della disposizione agevolativa di cui all'art. 13 della legge finanziaria per l'anno 2001, ai fini accertativi si applicano regolarmente le disposizioni in materia di studi di settore (GERICO)”. Pertanto, qualora il contribuente non fosse stato interessato da una delle cause di esclusione che non esonera dall’obbligo di presentare il modello degli studi, avrebbe dovuto adempiere a tale obbligo.

 

Vincenzo D’Andò